Tre idee di Pasqua per ringraziare i clienti

Pasqua, mentre ti giri è arrivata!

Tra meno di un mese saremo alle prese con uova di cioccolata e pulcini di peluche in ogni dove. La Pasqua piace a tutti perché è legata alle atmosfere di primavera e alla voglia di stare all’aria aperta.

Pasqua mette allegria e ha il vantaggio di non essere impegnativa come il Natale.

Perché organizzare qualcosa di speciale per i tuoi clienti? Proprio per invitarli a uscire e a scambiare due chiacchiere, ora che le giornate sono più lunghe.

E poi, è bello ringraziare i tuoi clienti storici, dai, se lo meritano!

Un’apertura straordinaria

Un invito ad un piccolo evento esclusivo, come un aperitivo di primavera, è proprio quello che puoi offrire ai tuoi clienti più affezionati. Puoi invitarli ad un’apertura straordinaria, magari domenicale, per vedere in anteprima le nuove collezioni e stuzzicare qualcosa insieme.

Un suggerimento che posso darti è quello di rendere l’evento davvero esclusivo: non invitare una folla tipo mercatino dell’usato. Se i tuoi clienti più fedeli sono tanti, organizza più aperitivi in diversi giorni! 😉

E se regalassi un’esperienza?

Ok, di gadget siamo pieni. Ne abbiamo tanti, di ogni dimensione, colore e utilizzo. Certe volte sono come le bomboniere: i portachiavi e i calendari ci riempiono il cassetto.

E allora perché non organizzare qualcosa di veramente originale e memorabile? Approfitta del bel tempo per organizzare una bella esperienza da fare insieme, come una passeggiata di gruppo in bicicletta o una visita guidata in qualche luogo storico della tua città.

Estendi l’invito per far sì che ogni cliente venga accompagnato da un amico. Sarà l’occasione per te di conoscere (e farti conoscere) da persone nuove!

Come il gadget, che ha lo scopo di farti ricordare, così un’esperienza all’aria aperta è un modo per essere ricordati (e per far parlare di te!)

Il consiglio che posso darti è quello di comunicare in modo chiaro ai partecipanti come taggare le immagini dell’esperienza sui social!

Sconta e raddoppia!

Una delle strategie più interessanti che puoi mettere in campo è quella di coinvolgere i tuoi clienti nella creazione di contenuti originali sui social.

La vera pubblicità è quella che fanno le persone spontaneamente quando pubblicano un post con il tuo tag o quando parlano agli amici della tua attività.

Ok, l’evento non fa per te, vuoi rimanere sul classico. E allora fai stampare dei simpatici buoni sconto da spendere nel tuo negozio. Invita i tuoi clienti a postare sui loro account social un contenuto originale sui tuoi prodotti con un hashtag dedicato: se lo faranno, il buono sconto raddoppierà!

Colori e personalità: quali sono quelli giusti?

Lo sai che i colori influenzano la percezione di un prodotto? La scelta di un colore per un logo o per un’attività di comunicazione non è mai casuale, ma dettata da scelte che si basano sulla percezione e sulle sensazioni.

Inoltre, ogni colore esprime una propria personalità: ecco perché è importante sceglierli non solo in base al gusto personale, ma anche basandoti sul loro significato, sulle emozioni e sensazioni che suscitano.

Rosso, se vuoi stimolare l’impulsività

Il rosso è il colore del fuoco, della passione e della seduzione. Allo stesso tempo, il rosso viene associato ad una sensazione di allarme e di pericolo. Esprime forza, decisione ed emozioni forti.

Il rosso è un colore molto utilizzato nel settore del cibo: esprime immediatezza e impulso al consumo. Non a caso Red Bull, Lays o Burger King utilizzano il rosso nel logo e nella comunicazione.

Giallo, perfetto per ispirare il senso di novità

Il giallo è il colore del sole ed esprime energia e vitalità. E’ il colore perfetto per ispirare creatività ed allegria. Mentalmente, lo associamo a qualcosa di nuovo, di giovane o di particolarmente geniale.

Non sarà un caso se il giallo è proprio il colore predominante dei loghi di Ikea e Nikon!

Blu, il colore della fiducia

Il colore blu, considerato nelle sue diverse tonalità e declinazioni, è il colore più amato in assoluto.

Il blu, fin dall’antichità, è sempre stato considerato un colore preziosissimo. Difficile da creare e da reperire, in passato era davvero costoso: ecco perché gli artisti centellinavano la quantità di blu per destinarla quasi esclusivamente ad elementi dalla forte sacralità.

Non è un caso che il Principe sia proprio Azzurro: la scelta di identificarlo con il colore, in questo caso, sottolinea la rarità e il prestigio del personaggio!

Nella comunicazione, il colore blu viene associato a fiducia, affidabilità e benessere. Ecco perché il blu è il colore istituzionale per eccellenza e lo ritroviamo nei loghi di Samsung, Zurich e Unilever.

Rosa per esprimere femminilità e ottimismo

Il colore rosa viene da sempre associato alla femminilità e rappresenta l’empatia e la sensibilità.

Pantone ha decretato che una tonalità di rosa, il Living Coral, possa ben rappresentare il 2019 e il bisogno di leggerezza, ottimismo e ricerca della gioia della nostra società.

Per le sue caratteristiche, il rosa è il colore di Victoria’s Secret.

Verde, se vuoi ispirare pace interiore!

Il verde è il colore della natura, dell’ecosostenibilità e dell’equilibrio. Eco-friendly per eccellenza, il colore verde ispira pace e armonia. Perfetto per esprimere la comunicazione di attività ed imprese vegan, biologiche o con un occhio particolare al benessere.

Attenzione, però: alcune tonalità di verde possono invece esprimere dei collegamenti mentali completamente opposti come il veleno e la gelosia. Se scegli il verde per la tua comunicazione, occhio alla sfumatura e all’abbinamento con gli altri colori!

Il verde è il colore scelto da aziende come Lifegate, NaturaSì e Sturbucks.

Viola: il colore più sofisticato

Il viola è un colore che non ha avuto una vita facile. Associato al lutto e alla sfortuna, in passato, oggi vive una nuova dignità. Il colore viola, infatti, nella comunicazione ispira lusso, preziosità, fascino e indipendenza.

E’ il colore di Milka, Yahoo e Hallmark.

Marrone: quando il colore fa rima con tradizione

Il colore marrone lo associamo alla tradizione e ben si lega ad aziende che si occupano di artigianato. E’ il colore della terra: richiama la sensazione di casa, affetti, calore. Inoltre, il marrone è il colore del caffè, del cioccolato, del cuoio, dei liquori.

Per tutti questi motivi, il marrone ispira maturità e affidabilità, semplicità e serietà.

E’ il colore predominante di aziende come UPS ed M&Ms.

Bianco e nero: minimalismo e purezza

Il bianco è il colore della luce, della pace e della purezza. Viene associato ad attività sanitarie perché dà il senso della pulizia. Il nero, invece, è il colore del lusso e del minimalismo. Esprime autorità ed eleganza.

Entrambi i colori si abbinano bene a tutti gli altri, e vengono spesso utilizzati per rafforzare l’immagine di un’altra tonalità.

E se l’universo dei colori ti affascina, Cromorama di R. Falcinelli per Einaudi Editore è un libro bellissimo su quanto il colore ha influenzato la storia e ci aiuta a filtrare la realtà.

Come valorizzare la copertina della tua Pagina Facebook

La copertina della Pagina Facebook è un veicolo pubblicitario davvero interessante per poter promuovere la tua attività.

E’ uno dei primi elementi che salta all’occhio quando si visita una Pagina, e contribuisce a descrivere le tue attività. Ecco perché è molto importante tenerla sempre aggiornata per aiutarti a raccontare ciò che succede nella tua azienda: i nuovi prodotti, le attività, i valori o i traguardi raggiunti.

La copertina, cosí come gli altri contenuti della Pagina, necessita di uno stile riconoscibile e in linea con ciò che proponi.

Occhio alla grafica!

Una copertina Facebook ha delle dimensioni definite, che vanno tenute presenti al momento della progettazione. Essendo una “cartolina” rettangolare, stretta e lunga, (820 x 315 pixel), l’immagine che scegli dovrà avere delle caratteristiche tali da non risultare tagliata o schiacciata.

Considera anche che sullo smartphone l’immagine appare diversa rispetto al pc (560 x 315 pixel): non più piccola, ma più corta.

Se scegli una copertina con una scritta laterale, considera che la maggior parte dei tuoi utenti la vedrà anche da smartphone: il rischio è che alcuni elementi appaiano spezzati o incompleti.

Per risolvere questo problema, prediligi immagini o testi al centro della copertina, in modo che siano visibili e leggibili sia da pc che da smartphone.

Occhio ai contenuti!

Una copertina Facebook racconta cosa sta facendo la tua impresa in quel momento dell’anno: se stai pianificando o lanciando un nuovo prodotto, un’offerta dedicata ai tuoi clienti, se hai organizzato un evento o, semplicemente, esprime l’essenza dei tuoi prodotti!

Per contestualizzarla, puoi ispirarti anche alle festività piu vicine o alle stagioni, raccontando il tuo prodotto con colori, sfondi e attività che si rifanno alla stagione corrente. Con la primavera alle porte, ad esempio, è bello pensare ad una copertina in cui esprimersi con colori pastello, sfondi che si rifanno alla natura e frasi che riportano al risveglio, all’armonia e all’energia di questa bella stagione.

Come comunicare un territorio

In questo periodo sto approfondendo, per motivi di lavoro, il Marketing territoriale. Praticamente, sto studiando un progetto di comunicazione per valorizzare tutte le particolarità di un’area geografica circoscritta: aziende, imprese, tradizioni ed esperienze, legate da un unico filo conduttore, che è appunto il territorio in cui insistono.

Raccontiamo la storia

Di esempi di brandizzazione di un territorio, almeno noi, in Italia, ne abbiamo viste e ne vediamo di tutti i colori. Certo, l’Italia è davvero un Paese straordinario, composito, petaloso oserei dire.

E a questo proposito c’è il TED Talk di Maurizio Robilant che racconta proprio le difficoltà del riunire sotto un comune denominatore tutte le bellezze del nostro Paese. Il TED è qui, se vi va di vederlo. Dura circa 28 minuti, ma li vale tutti!

Dicevo, appunto, che l’intento è quello di riuscire a riunire sotto un unico simbolo una piccola porzione di territorio. Sembrerebbe una cosa facile, ma non lo è. Innanzitutto, perché si tratta di una combinazione complessa, come un’equazione a tanti fattori. Perché la valorizzazione, in questo caso, deve comprendere tanti attori diversi. E la parte più complicata è quella della distribuzione dei ruoli.  In una storia in cui tutti desiderano interpretare la parte di Giulietta, e nessuno desidera vestire i panni della sua Balia, per dire! 🙂

Allo stesso tempo, per scegliere le varie parti, bisogna considerare anche i vari palchi su cui questo progetto andrà in scena. Dal punto di vista turistico, è facile considerare come primedonne le strutture ricettive, le strade e i luoghi, le tradizioni e le esperienze.

Franciacorta: come ti racconto un territorio

Franciacorta è un esempio di come il turismo e il vino vengano portati al centro della scena di pari passo. Già il sito offre una lettura a due chiavi: abbiamo da una parte IL Franciacorta, inteso come il vino, il consorzio e le cantine. E dall’altra parte, invece, c’è LA Franciacorta: il turismo enogastronomico e la strada.

Questo punto di vista duplice, offre la possibilità di considerare il Franciacorta come un progetto completo: occhei, siamo questo vino perché siamo qui. E se non puoi venire a godere delle nostre bellezze e dei nostri sapori proprio qui, allora verremo noi da te.

In questo caso, il prodotto è veramente collegato a doppio filo al territorio, e l’uno porta avanti l’altro. Davvero un bel modo di identificare il territorio, di raccontarne la storia, le tradizioni, i sapori e le particolarità! E di mettere sullo stesso piano ogni attore, a seconda della scena.

Instagrammare casa e vetrinizzare gli spazi privati

Habitissimo è una piattaforma davvero interessante su cui puoi trovare professionisti, progetti e imprese per dare quel tocco di stile in più alla tua casa. E poi, magari, postarla su Instagram per raccontarti! Ed è proprio Habitissimo che ci offre uno spunto di riflessione, con questo Guest Post, sulla relazione tra Instagram e casa.

Oggigiorno, siamo abituati a condividere tutto, dal cibo alle serate di festa e non solo. La societá odierna ha quasi la necessitá di “mostrare” e rendere pubblica la propria vita privata. Per questo motivo, applicazioni e piattaforme come Instagram, hanno preso sempre piú piede, diventando sempre piú popolari tra i giovani e, pian piano, anche tra i meno giovani.

La vetrinizzazione sociale è un vero e proprio fenomeno che ha invaso le nostre vite, creando il bisogno di costruire una vera e propria identità di facciata, mostrandola come perfetta agli occhi di chi naviga nella realtá virtuale dei social network e mettendola alla portata dei giudizi di tutti. Come dice Vasco Rossi: “Basta poco a fare bella figura, ci si accontenta delle impressioni”

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Questo fenomeno, come abbiamo accennato, si ritrova in quasi tutti i campi della vita e, nel corso degli ultimi anni, la vetrinizzazione ha riguardato la sfera piú privata ed intima che consiste nel mostrare la propria casa.

La casa è uno spazio intimo, che racconta tutto e porta con sé l’essenza familiare, con tutto ció che gira attorno ad essa. Instagram è, ormai, stato preso d’assedio dalle foto di case perfette e, molti ne hanno tratto anche profitto.

Infatti, da qualche anno a questa parte, fare foto alla propria casa è diventata anche una pratica per venderla o affittarla in modo rapido e senza troppi problemi, attraverso l’Home Staging. Parliamo di una nuova disciplina che spopola tra gli interioristi e fotografi specializzati nel “mostrare la casa perfetta”.

Via libera, dunque, ai saloni bianchi e luminosi, cucine degne di talent show culinari, bagni lussuosi e camere da letto da cinema a volte per fare invidia altre volte per il semplice motivo di omologarsi alla massa e non essere da meno rispetto alla societá che condivide la propria intimitá costantemente.

Forse, l’instagrammabilitá è un fenomeno sintomo di una societá insicura, che ha bisogno di attenzioni e di cercare le approvazioni degli altri in modo costante. Ma dall’altro lato se questo serve al raggiungimento degli obiettivi ed a trarre profitto, ben venga!

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Siamo a caccia di esperienze

Esperienza: è una parola bellissima, e che, negli ultimi anni, ha assunto anche sfaccettature diverse. E’ un’esperienza la navigazione on line, un’emozione, imparare qualcosa, un nuovo modo di vivere, di vendere, di fruire di un prodotto. Esperienza è uscire dalla tua zona di comfort.

E poi c’è il turismo esperienziale, che è un modo diverso di approcciarsi al viaggio. Non più come una pausa di relax dal lavoro, ma sperimentare luoghi, attività e persone in modo unico, irripetibile e non standardizzato. Il turista esperienziale è attratto dai luoghi meno conosciuti dalle masse. Cerca emozioni e possibilità di imparare qualcosa di nuovo, interagire con gli abitanti, sperimentare attività memorabili, desidera avvicinarsi il più possibile alla tradizione del Paese che lo ospita.

“Dove vuoi andare?” VS “Cosa vuoi fare?”

AirBnb, nato per aprire le case private e condividere spazi e culture, negli ultimi anni ha inaugurato una nuova sezione denominata proprio Experience.
Sul portale è possibile trovare i luoghi più ameni in cui dormire, come case sull’albero, baite con soffitti di cristallo per edere le stelle, fusoliere di vecchi aeroplani. E anche attività, tour o eventi stimolanti e particolari: dai corsi di cucina tradizionale agli shooting per Instagram.

Anche in questo caso è possibile trovare situazioni molto stravaganti. Mi ha colpito moltissimo, ad esempio, un annuncio sulla possibilità di portare a spasso un cagnolino per Tokio. Cioè, gente che paga per portare in giro il cagnolino di un altro. Prima sono rimasta basita, poi ho pensato “e perché no?”.

Ho provato in prima persona AirBnB Experience, proponendo io stessa un’esperienza, qualche mese fa. All’annuncio hanno aderito diverse tipologie di persone: ricordo con piacere una famiglia finlandese con la quale c’è stato uno scambio culturale particolarmente vivace, cercando di individuare, durante l’attività, i punti di contatto tra le nostre diverse culture.

L’esperienza è unica

Se lavori in campo ricettivo, il turismo esperienziale è qualcosa di cui devi tenere conto. Ad oggi, non basta più mantenere alti gli standard di qualità delle camere. Un frigobar fornito non è più importante della possibilità di forgiare negli ospiti un ricordo indimenticabile. Ne abbiamo parlato anche qui.

Anzi, a volte, il valore dell’esperienza è dato da altri fattori. Ciò che è importante tenere presente è che le esperienze non possono essere impacchettate e standardizzate. Bisogna far sì che siano create e vissute in modo memorabile e personalizzato.
Il turismo esperienziale è trasversale e non è legato al prezzo, quanto all’unicità dell’attività.

Ti lascio, in questo articolo, con un invito: dai un’occhiata al sito di Hans Brinker, ad Amsterdam. Si fregia di essere il peggior albergo del mondo. Perché anche questa può essere un’esperienza indimenticabile! 😉

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Tre gradi di separazione

Ma come, non erano sei i gradi di separazione? 😉

Secondo la teoria sociologica, il mondo è così piccolo da permettere di arrivare da Tizio a Caio attraverso solo sei passaggi. Spiego meglio, aiutandomi con Wikipedia che lo racconta davvero bene. Negli anni Sessanta, lo psicologo americano Stanley Milgram volle mettere alla prova la teoria dei sei gradi di separazione con  un esperimento. Chiese ad gruppo di persone di spedire un pacchetto ad altrettante persone che abitavano a diverse migliaia di chilometri di distanza. Ognuno di essi conosceva solo il nome del destinatario, il suo impiego e la zona in cui risiedeva, ma non l’indirizzo preciso. Ognuno dei partecipanti inviò il pacchetto ad una persona di sua conoscenza che credeva potesse essere più vicina al destinatario finale. Quella persona avrebbe fatto lo stesso, e così via, fino a che il pacchetto non fosse stato consegnato al destinatario finale.

A dirla così, e considerando il periodo storico in cui questo esperimento si svolse, sembra davvero complicato riuscire a raggiungere il destinatario sconosciuto attraverso pochi contatti. Eppure, ogni pacchetto arrivò in cinque/sette passaggi. Da qui nacque l’espressione “sei gradi di separazione”.

I gradi di separazione di Facebook

Quindi, secondo la teoria dei sei gradi di separazione, ognuno di noi è collegato all’altro attraverso sei persone. Qualche anno fa, alcuni ricercatori italiani ripresero lo stesso esperimento su Facebook. Grazie al fatto che, sul social media, ci sono “amici” che non conosciamo direttamente, i passaggi si ridussero da sei a quattro.

Quando sono in aula, gioco sulla teoria dei quattro gradi di separazione dimostrando che l’ex Presidente Obama, su Facebook, non è poi così lontano.

Arriva a chi vuoi, tramite un amico in comune

Ricordi quando, a scuola, ti piaceva una persona? La prima cosa che facevi, era individuare l’amico in comune che potesse mettervi in contatto. Immaginiamo di poter fare lo stesso dal punto di vista professionale e lavorativo!

Le Pubbliche Relazioni si basano proprio su questo, e sulla capacità personale di ampliare sempre più la rete di contatti, non solo dal punto di vista digitale, ma anche e soprattutto umano. Una buona rete di relazioni, nella vita come nel lavoro, è come un edificio che si costruisce ogni giorno, e che necessita di capacità e competenze personali, empatia, ascolto attivo e istinto. Ma, soprattutto, generosità e disponibilità.

Naturalmente, costruire una buona rete di relazioni non è qualcosa che si fa in un giorno. Ma, con tempo e pazienza, umiltà e sorrisi, potrai far sì che il resto del mondo sia sempre più vicino.

Un anno di post: di cosa abbiamo parlato nel 2018

E’ passato un altro anno e, come sempre, ecco il resoconto di quest’anno di post e di articoli. Nel 2018, i post sono ruotati intorno a tre tematiche particolari:

  • La possibilità di creare  o migliorare la tua immagine per costruirti una reputazione on line
  • Un utilizzo consapevole e smart dei social media e delle relazioni con gli altri utenti
  • Le esperienze per migliorare la creatività e sviluppare l’intelligenza emotiva.

Qui un riassunto degli articoli e dei temi che hanno appassionato di più i lettori del Social Blog:

 

A proposito di Personal Branding

Quest’anno, molti dei post hanno avuto come tema centrale gli strumenti e le strategie per migliorare la tua reputazione on line grazie all’aiuto di social, blog e relazioni digitali. La maggior parte degli articoli, infatti, avevano l’obiettivo di offrire un’immagine della tua professionalità più veritiera possibile, attraverso uno stile unico e originale. Anche il modo in cui posti può dire qualcosa della tua personalità!

Questo perché, volente o nolente, ciò che pubblichi on line in qualche modo influisce sull’idea che le persone si fanno di te, anche professionalmente. A partire da quando cerchi lavoro: che sia lecito o no, oggi le aziende possono fare ricerche on line su di te ancora prima di contattarti per un colloquio di lavoro. E, attraverso Google, farsi un’idea di chi sei e di come ti approcci al settore. La tua immagine si costruisce anche attraverso la scelta (o no) di pubblicare i gattini pucciosi. E’ quindi importante capire come creare post efficaci per argomentare la tua professionalità e le tue competenze, come in questo post qui.

La comunicazione e la cura dell’immagine passa anche attraverso le email. Anche perché, spesso, il primo contatto col cliente non avviene in modo diretto e potresti trovarti addirittura a gestire una trattativa per email con  qualcuno di cui non conosci neanche il viso.

Al contrario, ci sono quelle volte in cui la strategia più efficace può essere quella di guardarsi occhi negli occhi. Come nel caso di una presentazione o una riunione in cui devi parlare davanti a tutti, magari in lingua straniera. Ne abbiamo parlato qui.

 

Quali sono le tue abitudini digitali?

Un altro aspetto che questo anno ha caratterizzato Il Social Blog sono stati gli articoli dedicati all’essere nativi digitali, genitori smart o comunque alla nostra relazione privata e personale con i social media ed Internet. Al modo in cui possono darci fastidio un po’ di cose sui social come nella vita privata. Facendo uscire, a volte, l’hater che non vorremmo essere.

Tutti questi articoli hanno portato poi alla nascita di un libro, Internet è come la cioccolata, una sorta di racconto e di riflessione delle nostre abitudini digitali, del perché amiamo i selfie o come mai trascorriamo on line il 40% delle nostre giornate. E’ un libro per tutti, dagli addetti ai lavori che hanno voglia di confrontarsi su questo punto di vista, e per chi, invece, Internet lo utilizza per piacere o per abitudine. Farsi delle domande aiuta a migliorare il rapporto con lo smartphone, senza farsi sopraffare dal mondo virtuale.

 

Di creatività, intelligenza emotiva e altre esperienze

Il terzo argomento del 2018 è stato la creatività. Come fare a migliorarla, a incentivarla, a fare sì che lavori al servizio della strategia e non viceversa, iniziando ad essere consapevole della tua Intelligenza Emotiva. E la creatività si nutre di viaggi, perché uscendo dall’ordinario è più facile venire a contatto con suggestioni o azioni che possono stimolare la fantasia, l’estro e il divertimento.

Ancora, è importante che la creatività si nutra anche di esperienze nuove, che possono permetterti di cambiare la tua prospettiva ed offrirti un nuovo modo di leggere la realtà. E’ un modo di allenarsi a portare attenzione verso i particolari. A volte, ci soffermiamo sempre troppo sull’insieme, sul quadro generale. Capire l’importanza del dettaglio è un esercizio che aiuta anche nelle relazioni interpersonali, nei processi decisionali e nel lavoro, qualunque esso sia.

 

E tu, cosa pensi di questo piano editoriale? Ti piace o vorresti cambiarlo? 

Se a Natale vuoi regalare un libro

Eccoci anche questa volta al post dedicato ai libri da trovare sotto l’albero! Se a Natale vuoi regalare un libro, oppure cerchi qualche lettura per il nuovo anno, qui ci sono i titoli che ti propongo per questa volta.

Stavolta non c’è un tema conduttore, ma ho deciso di spaziare su diversi generi. Anche perché, a Natale, è bello poter scegliere il regalo a seconda della personalità di chi lo riceve.

Orient di Christopher Bollen è un libro davvero avvincente e appassionante. Ambientato in un paesino sulla costa newyorkese, il thriller ti prende subito per i personaggi e le ambientazioni. I personaggi sono tratteggiati in modo straordinario e anche Orient, il paese in cui si svolge l’intera vicenda, è così reale da far pensare che sì, è proprio vero, tutto il mondo è paese.  Da leggere, ma soprattutto da sottolineare per l’incredibile capacità di scrittura di Bollen.

Il Presidente è scomparso di Bill Clinton e James Patterson. Cosa succederebbe all’America (e al mondo) se Internet scomparisse da oggi al domani? Beh, se pensiamo alle nostre piccole e quotidiane abitudini digitali, sarebbe un problema forse superabile. Ma non è la stessa cosa, se riflettiamo sul fatto che ormai tutti i documenti personali, sanitari, finanziari e così via, viaggiano in rete. Una spy-story avventurosa, per tutti.

The Dome di Stephen King. Non è la prima volta che consiglio un libro del “Re” e non sarà l’ultima! Stavolta ho scelto The Dome, che comunque è un romanzo un po’ datato rispetto a The Outsider, la sua ultima fatica. E’ un romanzo corale, capace di mettere in risalto le personalità e i comportamenti dei personaggi davanti ad una situazione estrema, di vita o di morte. A quanto pare, King non è molto ottimista davanti alla natura umana, poiché essi scelgono in modo preciso da quale parte porsi, definendo nettamente i confini tra “buoni” e  “cattivi”.

La Città degli Orsi di Fredrik Bakman è un romanzo straordinario, che celebra il gioco dell’hockey non come un semplice sport, ma come il fulcro delle speranze e dei sogni di un gruppo di ragazzi, della società sportiva e insieme dell’intera cittadina di  Björnstad. Nel giorno più importante, in cui la squadra sta competendo per la finale del campionato nazionale, un’ombra si abbatte sull’amato capitano e sulla famiglia del suo allenatore. Un libro che si legge tutto d’un fiato e che porta a riflettere sullo sport, sui suoi valori e sulle sue vanità.

Bambino 44 di Tom Rob Smith è un romanzo duro e adatto a persone forti. E’ una storia vera ambientata nell’Unione Sovietica in pieno regime totalitario, il paese dove “il crimine non esiste”. E quando un bambino muore, l’ufficiale Leo Demidov intuisce bene che non si tratta di un incidente e che non può, stavolta, seguire gli ordini del partito. A metà tra un romanzo storico e un thriller, è sicuramente il libro da regalare a chi ama rimanere sveglio di notte per scoprire presto alla conclusione del libro!

E poi, se vuoi conoscere sapere perché Internet è come la cioccolata e come influenza le nostre scelte, i nostri acquisti, ma anche le opinioni e il nostro futuro, questo è il libro che fa per te!  😉