Otto libri in viaggio

Quest’anno l’estate è arrivata all’improvviso e così arriva anche l’appuntamento del Social Blog con le letture consigliate. In aereo, in treno, sotto l’ombrellone o in pausa pranzo: sono libri che riempiono con piacere delle ore libere e che raccontano storie davvero particolari.

The Game di Alessandro Baricco

L’unico libro della lista che non è un romanzo, ma un’intrigante narrazione sulla storia del web. Partendo dalla musicassetta, passando per Napster, Steve Jobs e Facebook, le pagine di The Game ripercorrono tutte le tappe dell’era digitale. Baricco, inoltre, propone degli spunti di riflessione molto stimolanti e davvero originali, per cercare di capire dove stiamo andando.

Da leggere perché parla di noi. E per esclamare: “Ma quante cose sono successe in questi anni!”

I provinciali Jonathan Dee

Un decennio di storia americana raccontato attraverso le vite dei cittadini di una località turistica del Massachussets. E non un decennio qualsiasi: tutto inizia l’11 settembre 2001. Attraverso le vicende dei protagonisti, Dee racconta cosa passa per la testa di un popolo che deve ricostruirsi dopo l’attacco, del suo bisogno di sicurezza e fiducia.

Da leggere perché Dee riesce ad entrare nelle vite e nei pensieri dei protagonisti con schiettezza, offrendo uno spaccato realistico e pungente della comunità.

Tutta la verità su Ruth Malone di Emma Flint

E’ il 1965 e Ruth Malone è una donna fuori dagli stereotipi della madre di famiglia. Divorziata, sigaretta sempre tra le labbra rosso fuoco, ama vestirsi alla moda e non si fa problemi a frequentare uomini liberamente. Quando una mattina non trova più i suoi bambini in casa, il suo stile di vita viene sezionato sotto ogni aspetto e diventa il cappio che le si stringe intorno al collo.

Da leggere perché si parla tanto di stereotipi e di femminismo, ma questo romanzo, in alcune pagine, mette i brividi per la sua attualità.

La paziente silenziosa di Alex Michaelides

Alice è un’artista. Una notte, viene trovata in casa accanto al cadavere di suo marito. Alice, da quel momento, non parla più. Theo è uno psicoterapeuta che si appassiona così tanto alla vicenda di cronaca, che decide di seguirla professionalmente con la speranza di farla tornare a comunicare.

Da leggere perché è davvero un buon thriller, molto coinvolgente, con interessanti risvolti psicologici.

Quello che non ti ho mai detto di Celeste Ng

La storia di una famiglia cino-americana, raccontata dal punto di vista di ogni membro: i genitori e i figli. La vicenda prende spunto dalla morte di una delle figlie, ma è un pretesto per raccontare i loro desideri e i tentativi di integrazione nella comunità.

Da leggere perché è un romanzo molto dolce e accorato, in cui i vari protagonisti intrecciano i loro punti di vista e le loro esperienze su un tema di base, l’integrazione sociale.

Eleonor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman

Eleonor non ha amici. Quando il venerdì esce da lavoro, può passare anche un weekend in assoluto silenzio, senza nessuno con cui parlare. E’ goffa, impacciata e sola, ma dimostra una forza d’animo senza eguali. E quando decide di uscire dalla sua zona di comfort, Eleonor lo fa in un modo tutto suo!

Da leggere perché è un romanzo bellissimo e ricco di positività. Nonostante tutto, Eleonor è una di quelle persone che vorresti avere la fortuna di conoscere. E magari ce l’hai accanto, ma non lo sai.

La Settimana Bianca di Emmanuel Carrère

Non ringrazierò mai abbastanza un mio carissimo amico per avermi fatto conoscere Carrère e questo racconto. Nicolas è un bambino che va, per la prima volta, in gita sulla neve con i suoi compagni di classe. Tra timori e presentimenti, questa settimana bianca in qualche modo lo segnerà per tutta la vita, aprendogli gli occhi sul mondo degli adulti.

Da leggere perché è davvero interessante il modo in cui lo scrittore entra nella mente e nel cuore di Nicolas, lasciando che i suoi pensieri arrivino al lettore senza filtri. Di Carrère consiglio anche L’Avversario, che è tratto dalla storia vera di Jean-Claude Romand, un falso medico che per anni riuscì a nascondere a tutti, famiglia compresa, la sua vera identità.

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In vacanza porta un libro, anzi tre!

Buona lettura! 😉

Sette serie TV che fanno fare binge-watching

Una volta, avevo l’abitudine di passare ore a vedere serie TV: con Dexter, per esempio, ero così in fissa che l’avrò visto almeno due volte per stagione. Adesso ne vedo meno: è difficile che riesca a trovare due o tre ore consecutive da dedicare a vedere un paio di puntate di seguito senza crollare addormentata. 😉

Qui ci sono sette serie che ho visto nell’ultimo anno e che, secondo me, due parole le meritano. Anche perché ci sono dei dettagli nello Storytelling che andrebbero analizzati e sia per il modo in cui, la maggior parte, prende spunto da storie vere per trasformarle in fiction.

Stranger Things

E’ la mia preferita in assoluto. Mi ha riportato alle atmosfere dei film che ho amato nella mia infanzia: dentro c’è tutto, da ET ai Goonies, da Aliens a Stand By Me. Nonostante questo, la trama è originale e piena di colpi di scena. Binge-watching assicurato.

Il caso O.J. Simpson

Questa serie racconta tutte le fasi del caso di cronaca di Simpson, e ciò che mi ha colpito di più è stato l’utilizzo dello Storytelling come tecnica per suggestionare l’opinione pubblica nei riguardi dello sportivo. Da guardare perché è interessante scoprire le tecniche di comunicazione utilizzate dal Dream Team in aula e con la stampa, nel primo processo mediatico della storia.

Chernobyl

E’ la più recente che ho visto e mi ha colpito moltissimo. La miniserie racconta ogni dettaglio della catastrofe, con uno stile quasi documentaristico, attraverso i ruoli di diverse persone: dagli scienziati ai politici, fino alle persone che hanno subito le conseguenze dell’incidente alla centrale nucleare. Pensare che sia una storia vera è sconvolgente. Io ho dovuto vedere una puntata alla volta perché l’atmosfera era troppo deprimente, ma forse a voi andrà meglio. Però sono solo cinque puntate, si può fare! 🙂

La Casa di Carta

La Casa di Carta è un must per chi ama le serie TV e di per sé è molto divertente e piacevole. L’atmosfera è leggera e, superati i primi due episodi che sono i meno interessanti del resto della serie, finisci per simpatizzare con i “cattivi”.

Black Mirror

Ogni episodio è una storia a sé e ognuno di essi cerca di raccontare dove ci porterà la tecnologia in un prossimo futuro. Sono appena uscite su Netflix le nuove puntate, che sono interessanti, anche se le prime stagioni erano molto più profetiche e dirompenti. Personalmente, l’episodio che mi ha colpito di più nelle vecchie stagioni è stato White Bear. Ancora mi torna in mente, ogni tanto!

Unabomber

Sullo stesso stile della serie sul processo O.J., nel senso che prende spunto da una storia vera per raccontarla in ogni particolare. E’ interessante capire come sia sottile ed empatico il lavoro dei profiler e come sia, al tempo stesso, labile il confine tra scienza e sensazione. Almeno in questo contesto.

Mindhunter

In settima posizione perché, fino all’ultimo, si è giocata la classifica con La Verità sul Caso Henry Quebert. Mindhunter, però, è una serie TV interessantissima dal momento che racconta – anche qui, la serie nasce dalla realtà! – come sia nato il lavoro del profiler partendo da una semplice intuizione e da una raccolta dati davvero singolare. Nessuno spoiler, solo il consiglio di dedicarvi qualche ora per vederla. L’unico vero problema è che la seconda stagione è ancora lontana!

Faccio cose, vedo gente

Una delle cose su cui si batte sempre, in termini di comunicazione, è la specializzazione in una nicchia. Anche io ne parlo spesso, come in questo articolo dedicato alle case vacanza. Dato che, negli ultimi tempi, pare che tutti sappiano fare il loro mestiere e anche il tuo – come i famosi “cugggini” fotografi, Social Media Manager e grafici – bisogna in qualche modo specializzarsi, distinguersi e qualificarsi.

La specializzazione ti fa riconoscere come un professionista

Ecco quindi che il fotografo si perfeziona in foto di interni e il grafico si indirizza sui contenuti per il web, per esempio. Più ti specializzi, più entri nel settore. E, col tempo, hai la possibilità di essere riconosciuto come il professionista di quel campo.

Questo è il consiglio che cerco di dare sempre quando in aula, soprattutto all’inizio di un corso di Comunicazione, ho tante belle teste davanti che non hanno ancora capito dove le porterà il loro talento. Ok, scegliete un settore e imparate più che potete di quel campo.

Allontanati dalle idee che funzionano

Allo stesso tempo, quando sei nello stesso settore da troppo tempo, è come se ti venissero a mancare un po’ le idee. Insomma, è come vivere in una stanza con le finestre sempre chiuse. Sai tutto di quella stanza, potresti muovertici al buio, però se non ficchi mai il naso fuori da lì, alla lunga, puoi perdere stimoli e idee.

Nella mia esperienza, la creatività si autoalimenta fino a un certo punto. Personalmente, quando lavoro ad un progetto da troppo tempo, comincio a sentire nel cervello un po’ di noia, come l’aria stantia nella stanza: in quella fase, mi sembra di aver prosciugato il pozzo delle idee.

Quando questo pensiero inizia a farsi strada, ecco, quello è il momento di spalancare le finestre e uscire. Uscire proprio dal progetto, dalle mappe e dai percorsi tracciati all’inizio, dalle idee che ormai funzionano e da ciò che sai fare anche ad occhi chiusi.

Il momento “faccio cose, vedo gente”

Significa iniziare a provare a fare qualcosa di nuovo prendendotene anche il rischio.

Da una parte, puoi fare anche qualcosa che non c’entra davvero nulla (o poco) col lavoro, come un viaggio, un corso, un’esperienza. Da un’altra parte, puoi cogliere l’occasione di imparare, rischiare, provare, mettere in cantiere nuove competenze. Magari proprio quella tecnica che hai studiato, ma non hai mai messo in pratica.

Ma, soprattutto, parla con la gente.

Approfitta di questo momento per conoscere direttamente il target della tua comunicazione.

In fondo, la comunicazione è proprio trovare il modo giusto per parlare alle persone: ad ognuno il suo mezzo, il suo tono, il suo stile, le sue parole. Ed è conoscendo nuove persone ed entrando in empatia con loro, con le loro vite, i loro gusti e le loro esperienze che capisci meglio come e cosa comunicare.

E così, quando torni nella stanza, il progetto ti sembra completamente nuovo. Riscrivi le mappe, traccia nuovi sentieri e comincia con l’entusiasmo di un nuovo inizio.

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Newsletter: come mantenere una relazione a distanza

Ogni giorno, quando apro la posta elettronica, mi piace sbirciare nella cartella delle newsletter per vedere se trovo qualche email interessante con sconti o contenuti che possono aiutarmi nei miei acquisti o nella mia crescita professionale.

Le Newsletter, che fino a pochi anni fa erano terribilmente asfissianti, adesso sono diventate un modo di comunicare molto piacevole. Nella casella, spesso trovo e-mail di hotel in cui ho soggiornato in passato, e-shop in cui ho acquistato o spunti di aggiornamento di altri colleghi. E sono tutti “regali” che mi dedicano e che possono aiutarmi a spendere meglio il mio tempo e i miei soldi.

E’ come mantenere in piedi una relazione a distanza e continuare, in qualche modo, a pensarsi reciprocamente.

Se vuoi iniziare una relazione a distanza con i tuoi clienti basandoti sulle e-mail, tieni prima di tutto presente alcuni punti.

Poche, ma buone

Un regalo è prezioso quanto più è raro. Non essere troppo assillante: ricevere un’e-mail ogni tanto fa piacere. Se ne mandi di più, il tuo modo di comunicare può risultare molesto.

Vai dritto al punto

Va bene che stiamo parlando di scambi epistolari, ma non tutti amano leggere testi troppo lunghi. Anzi, ho sperimentato in diverse occasioni che le persone preferiscono ricevere email con immagini e link su cui cliccare, piuttosto che trovarsi di fronte a testi molto lunghi da leggere.

Se hai bisogno di scrivere, perché il tuo prodotto si presta a questo tipo di comunicazione, cerca di suddividere il testo in paragrafi, intervallandoli magari con delle immagini.

Trova la formula più adatta al tuo prodotto e ai tuoi clienti, ci sono tanti format diversi da sperimentare. I portali che permettono di inviare newsletter forniscono anche dei dati statistici che possono aiutarti a capire cosa preferisce chi riceve le tue email.

Pensa con cura all’oggetto

L’oggetto è l’elemento più importante per una newsletter: è ciò che può fare la differenza tra un clic e un “cestina”.

Ecco perché l’oggetto non deve essere scelto a caso, ma pensato con cura e attenzione, cercando di cogliere l’interesse e la curiosità del lettore.

Abbandona le formule del tipo “Newsletter n.1” e fai viaggiare la tua creatività. E’ qui che ti giochi buona parte della partita!

Non scrivere solo perché lo fanno tutti

Come ho detto all’inizio, la Newsletter è un mezzo per continuare a tenersi in contatto anche dopo tempo con i tuoi clienti. E’ un modo per aggiornarli sulle tue novità, sugli sconti, far sapere loro che non li hai dimenticati anche se non vengono a trovarti da tempo.

Cerca di utilizzare questo strumento per proporre contenuti esclusivi e dedicati a chi la riceverà.

Ad esempio, puoi utilizzare la tua Newsletter per regalare degli sconti in particolari periodi dell’anno; per informare su un nuovo prodotto; per invitarli a delle vendite esclusive pre-saldi o prima del Black Friday. Insomma, è un modo per far sentire i tuoi clienti speciali e per rendere ancora più complice la vostra relazione.

Quattro elementi per comunicare una casa vacanze

Come annunciato nei giorni scorsi sulla Pagina Facebook del Social Blog, nelle scorse settimane tutta l’attenzione è stata rivolta a creare una strategia di comunicazione per una casa vacanze.

Per lavorare sulla strategia di comunicazione di un prodotto turistico, è necessario tenere presenti alcuni elementi e farsi delle domande:

  • Cosa si aspetta il viaggiatore al suo arrivo?
  • Quali sono i punti di forza della location?
  • In quali e quanti modi posso comunicarli?
  • Quali sono le cose che il cliente deve assolutamente sapere?

Cosa si aspetta il viaggiatore?

L’offerta turistica sta diventando sempre più specifica. Oggi, i viaggiatori prestano molta attenzione al luogo in cui soggiornano e alla sistemazione.

Oggi l’offerta si sta sempre più diversificando e gli hotel, i Bed and Breakfast e gli alloggi turistici si rivolgono sempre più a nicchie di persone che hanno passioni, interessi e necessità particolari da soddisfare. Un esempio molto palese sono i Family Hotel, con servizi e impianti dedicate alle famiglie con i bambini. Ne abbiamo parlato anche qui.

Quindi è importante essere molto chiari su ciò che il cliente troverà o non troverà una volta arrivato a destinazione: il viaggiatore si aspetta di trovare quello che vede sul portale, né più né meno.

Quali sono i punti di forza della location?

La prima cosa da fare è definire i punti di forza della casa e il modo in cui puoi rendere più particolare il soggiorno nella città. Con lo studio dei punti di forza, puoi definire il target di viaggiatori a cui rivolgerti. Se possono essere famiglie, coppie o persone con particolari passioni o esigenze, come gli sportivi o chi viaggia per lavoro.

In questo modo, puoi creare una comunicazione diretta verso i tuoi clienti e dimostrare che puoi venire incontro alle loro esigenze, da diversi punti di vista.

In quali modi posso comunicare i punti di forza?

Prima di tutto, il logo.

Il logo deve ispirarsi alla filosofia di accoglienza e raccontare graficamente chi sei e che tipo di vacanza proponi. I colori, il font e la grafica parlano dell’esperienza che proponi.

Ad esempio, questo è un logo elaborato per una casa vacanze che si ispira all’ecologia e al turismo sostenibile.

Il monociclo rappresenta le biciclette gratuite a disposizione per gli ospiti, il verde l’anima ecologica e sostenibile con cui viene gestito il loro servizio e il rosso l’energia dei viaggiatori che scelgono questo genere di vacanza.

Anche sui social è molto importante riuscire a comunicare in modo diretto e veloce, scegliendo se rivolgersi ad un target nazionale o internazionale. E parlando, nei post, sia delle caratteristiche della location che dei luoghi che possono interessare i tuoi viaggiatori.

Quali sono le cose che il cliente deve assolutamente sapere?

E’ importante riuscire a creare il giusto rapporto tra aspettativa e realtà. Questo perché il cliente, sin dal momento della prenotazione, ha bisogno di farsi un programma, un’idea su come trascorrerà le sue vacanze.

Per questo il sito resta un elemento importante per la comunicazione di una location turistica. Sul sito puoi descrivere in ogni particolare le caratteristiche dell’accoglienza, cosa troverà una volta arrivato fino all’atmosfera del quartiere.

E puoi anche parlare di ciò che non troverà.

Il pensiero positivo aiuta sempre: non è possibile avere una casa vacanze o un Bed and Breakfast perfetto sotto ogni aspetto. Ma, rivolgendoci al target giusto, ogni cosa avrà il giusto peso. Se sei lontano dai siti turistici, ad esempio, è necessario comunicarlo. Magari suggerendo delle soluzioni per poterli raggiungere facilmente, senza lasciarsi abbattere dalla criticità.

Shopping online vs offline

Qualche settimana fa promisi al mio amico Fabio, di cui vi avevo parlato qui, che avrei scritto sul decimo compleanno della sua attività.

Dieci anni, per un negozio di abbigliamento, è un gran bel traguardo! Fabio – che aveva una forte tradizione familiare alle spalle – si è dovuto scontrare con un mercato che, fin dal giorno in cui ha aperto, era in pieno cambiamento e fermento. Il concorrente diretto, che in passato era il negozio a pochi isolati di distanza o il centro commerciale, sono diventati Amazon, Privalia, Asos.

Insomma, a pensarci: se prima i concorrenti li conoscevi e li salutavi per strada, da un momento all’altro sei in competizione col mondo intero. Averla a che fare con questi colossi significa doversi misurare anche con strategie di marketing di alto livello. Fatte di comunicazione, prezzi e posizionamenti a cui è faticoso tenere testa.

Tenere testa ai colossi

Questo compleanno mi ha fatto riflettere, ancora una volta, su quanto sia importante cercare di differenziarsi, in ogni attività.

Una persona che desidera acquistare un paio di sneakers, oggi può farlo tranquillamente dal salotto di casa, tramite una connessione o uno smartphone.

La spinta ad andare nel negozio di quartiere può essere la ricerca di qualità e competenze fondate sul rapporto umano. Come la possibilità di confrontarti e ricevere consigli e suggerimenti sull’acquisto, l’assistenza diretta pre e post vendita, la possibilità di vivere un’esperienza.

L’esperienza d’acquisto online vs offline

Comprare on line è qualcosa che facciamo tutti. Ciò che cerchiamo su un e-commerce è un vantaggio sui prezzi, per esempio, o un prodotto difficile da trovare.

Andare a fare shopping è diverso da “comprare”. Perché lo “shopping” – se vogliamo fare un po’ di filosofia spicciola – è un’azione comporta anche la ricerca del prodotto giusto, il bisogno di soddisfazione, il piacere della scelta. Spesso e volentieri, è qualcosa che si fa in compagnia, anche per divertimento.

Insomma, un’esperienza di acquisto coinvolgente e personalizzata. Ed è qualcosa che, ad oggi, non può essere replicata on line. Persino molti brand puntano alla qualità e alla personalizzazione dell’esperienza di acquisto, invitando i clienti ad entrare in negozio attraverso la comunicazione on line.

Se è vero che, in Italia, la percentuale di penetrazione degli acquisti on line è ancora tra le più basse, è vero anche che la comunicazione digitale è fondamentale per motivare i clienti a passare per il negozio.

E i modi possibili sono tantissimi: dal blog al sito, passando per i social media. Perché, in un mondo in cui ognuno di noi è sovrastimolato da mille messaggi pubblicitari, è necessario essere riconosciuti e riconoscibili. Con i propri prodotti, la propria filosofia, le offerte e le competenze.

Quando guardi le cose da una prospettiva diversa

L’Hotel Stanley, sulle Montagne Rocciose, ispirò l’idea dell’Overlook Hotel di Shining. Dopo il successo del film di Kubrick, iniziarono a girare storie sul fatto che lo Stanley fosse infestato dagli spettri. La cosa fece così clamore che, addirittura, arrivarono le troupe televisive e gli scienziati.

La ricerca di fantasmi si concluse con un nulla di fatto, ma era ben chiaro che la vocazione dell’hotel dovesse cambiare prospettiva.

Le persone non andavano più allo Stanley per una villeggiatura estiva: andavano lì per cercare un’esperienza da raccontare. Ecco quindi nascere delle “vacanze alternative”, con la possibilità di fare tour notturni in hotel alla ricerca di fantasmi e fenomeni paranormali. Lo Stanley è diventato meta di pellegrinaggio per i fan di Kubrick e King così che, nel 2015, hanno realizzato anche il famoso labirinto!

Cambiare versione della storia

La storia dell’hotel mi ha fatto riflettere su come sia possibile raccontare una storia in tanti modi diversi. E’ questa la magia dello storytelling: e se la versione del lupo fosse più interessante di quella di Cappuccetto Rosso?

Mettendo in luce elementi diversi, puoi evidenziare altre prospettive, parlare a nuove persone e raggiungere un pubblico diverso.

Cambiare prospettiva non significa cambiare tutto: l’Hotel Stanley, che stiamo prendendo ad esempio, è rimasto comunque fedele alla sua vocazione di dimora storica. Anzi, tutto questo amplifica ancora di più la sua immagine. I servizi e i prezzi non sono scesi di livello. Piuttosto, è la ciliegina sulla torta che avvicina anche chi cerca quel tipo di esperienza.

Ecco: comunicare significa anche ribaltare le cose e capire come puoi raccontarle in modo diverso. Cercare chi, quelle storie, vuole sentirle. E trovare il modo giusto per catturare la sua attenzione.




Cinque cose da vedere sugli Insights

Gli Insights di Facebook sono le statistiche della tua Pagina. Sono utilissime perché ti fanno capire bene chi è il tuo pubblico, quali sono i suoi gusti, quando e quanto pubblicare.

Certo, può succedere che quando accedi agli Insights hai la percezione di perderti in tutti quei numeri e quei grafici! Ecco perché ho pensato di selezionare cinque voci che potranno aiutarti a capirne di più sul tuo pubblico e su come sta andando la tua comunicazione digitale.

Spero di essere riuscita a rendere facile la navigazione sugli Insights di Facebook con questo post. Starà a te, alla fine, dirmi se sono riuscita a rendere tutto chiaro e fruibile! 😉

Chi ti segue?

Sul menù a sinistra, nella pagina degli Insights, accedi alla voce “Persone“.

Troverai i dati demografici sui tuoi fan.

Al centro, il grafico li suddivide in percentuali: Donne e Uomini e la loro età media.

Se hai un pubblico ben segmentato, troverai delle differenze sostanziali nei dati: magari un’alta percentuale di Donne se il tuo prodotto è dedicato al mondo femminile, o una particolare fascia d’età prevalente se il tuo prodotto è più indicato in una determinata generazione.

Questi dati sono importantissimi per capire se il tuo pubblico è “in target”.

Faccio un esempio: se vendi biancheria intima femminile ma dagli Insights vedi che il pubblico della Pagina è prevalentemente maschile, sicuramente c’è qualcosa che non va e che bisogna modificare. Questo perché chi ti segue non è un potenziale cliente da fidelizzare con la comunicazione digitale. Sì, magari a San Valentino può fare un regalo alla fidanzata, ma il resto dell’anno viene a comprare da te con frequenza?

Da dove ti segue?

Non cambiare pagina, ma guarda in basso: scoprirai la provenienza geografica del tuo pubblico.

Se hai un’impresa locale, come un negozio o un locale, o sei un professionista che lavora prevalentemente nella zona in cui abiti, il pubblico giusto è quello che vive vicino a te.

Certo, sicuramente ci sono anche delle persone che ti seguono da lontano perché sono tuoi amici o perché sono appassionati del settore. Però è importante che, nel caso di un’impresa locale, il pubblico della tua Pagina Facebook sia composto anche da potenziali clienti.

Un esempio: metti che hai un negozio di scarpe a Roma, ma la maggior parte dei fan della tua Pagina vive a Torino. A meno che tu non abbia un prodotto unico ed esclusivo, magari di artigianato, è davvero difficile che un fan possa venire apposta da Torino per acquistare un paio di scarpe.

Basati su questi dati per capire se stai lavorando nel modo giusto e se i tuoi fan sono anche potenziali clienti.

Quando si connette?

Sul menù a sinistra degli Insights, accedi alla voce “Post“.

Troverai quello che si chiama “grafico a balena“, perché ha proprio la forma di una balena! Quel grafico è importantissimo per capire quando pubblicare i tuoi post.

Infatti, se guardi in alto, vedi che è suddiviso in giorni della settimana e in basso, sotto la balena, invece ci sono gli orari della giornata, a partire da mezzanotte.

Se clicchi sui vari giorni (lunedì, martedì, mercoledì etc.) troverai che il grafico cambia leggermente, a seconda delle abitudini di connessione del tuo pubblico. Praticamente, i picchi che vedi nel corso delle giornate corrispondono al momento in cui il tuo pubblico è online.

Ad esempio, potresti scoprire che nel corso della settimana, il tuo pubblico è on line il mercoledì e il venerdì alle 14. Bene, saranno proprio quelli i giorni e gli orari in cui pubblicherai i tuoi post, in modo da avere maggiori possibilità di interazione sui tuoi post.

Come reagisce ai tuoi post?

Non cambiare pagina, ma scendi sotto il grafico a balena: troverai tutti i post che hai pubblicato in ordine cronologico, con il conteggio di tutte le visualizzazioni e interazioni che hanno ricevuto, organiche o a pagamento.

A prima vista, questo grafico potrà sembrarti un po’ ostico da decifrare, però concentrati su un post per volta per capire quali sono i motivi per cui un contenuto ha ricevuto più interazioni di un altro.

Inoltre, se hai effettuato delle promozioni a pagamento e vuoi un riassunto veloce su come sono andate (anche se ti consiglio, in questo caso, di prenderti un po’ di tempo e di verificare i dati sul pannello di Gestione delle Inserzioni), clicca su “Visualizza Promozione”. Troverai uno schema generico sul post a pagamento, con un riassunto sul budget investito, genere e localizzazione geografica del pubblico che ha interagito o visualizzato il contenuto.

Preferisce i video o le foto?

Non cambiare pagina, ma vai sopra il grafico a balena e clicca sulla voce “Tipi di post“.

Troverai informazioni sul coinvolgimento medio degli utenti in base al tipo di post che hai pubblicato in passato, tra video, link, foto e così via.

Questo termometro ti permette di capire quale genere di post ama il tuo pubblico, in modo da poter creare contenuti pertinenti rispetto al loro interesse.

Preferiscono contenuti video? Bene, cerca di lavorare di più con questo genere di post, senza smettere di sperimentare nuovi generi! 😉

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Idee ecologiche e solidali da regalare a Pasqua

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato di attività che puoi programmare con i tuoi clienti storici per ringraziarli della loro fedeltà. E del fatto che puoi approfittare della bella stagione per poter organizzare dei piccoli eventi nel tuo negozio.

In seguito a questo articolo, qualcuno di voi mi ha scritto per chiedermi come fare per poter ringraziare i clienti fidelizzati con un regalo. Alcune attività, infatti, come quelle on line o i freelance, non hanno una sede in cui poter incontrare i clienti. Oppure sono sparsi ovunque, in Italia e all’estero, e quindi è difficile combinare degli appuntamenti in cui incontrarsi.

Però a volte è difficile trovare un’idea per un gadget o un regalo davvero originale, ecco perché ho fatto una ricerca ed è nato questo post.

L’idea di ricercare gadget ecologici e solidali è nata per offrirti delle soluzioni che possano raccontare di te, ma anche rappresentare i tuoi valori o di quelli della tua attività. E per far sì che il gadget che darai possa avere uno scopo più ampio della semplice immagine pubblicitaria, creando una relazione di empatia con i tuoi clienti.

Ecosostenibilità e praticità: la matita Sprout

All’apparenza sembra una normale matita, e infatti lo è. Ma quando finisce la mina si può piantare e lasciarla germogliare. Infatti la Matita Sprout contiene dei semi non OGM nella capsula, è completamente biodegradabile e si può personalizzare con il logo. Eccola qui se ci stai facendo un pensierino!

Sullo stesso sito puoi trovare anche le cartoline piantabili: a Pasqua, come a Capodanno o al compleanno le mandi ai tuoi clienti. Loro le leggono, le apprezzano e poi, invece di buttarle, le piantano in un vaso: un po’ di acqua e luce ed ecco nascere un bel germoglio!

Pianta un albero per il pianeta!

Che ne dici di regalare un vero albero? No, non da piantare nel giardino ma da seguire a distanza per assorbire Co2 e aiutare la riforestazione.

Treedom è una piattaforma che ti permette di piantare un albero a distanza. Questo albero, infatti, avrà una pagina online dove viene geolocalizzato e fotografato, e il tuo cliente potrà seguirne a distanza la crescita.
Puoi scegliere anche quale tipo di albero piantare, rispettando la biodiversità delle diverse aree geografiche che partecipano al progetto. Il costo dipende dalla pianta e dal Paese ma, per farti un esempio, un albero di cacao in Camerun costa meno di 13 Euro.

A dire il vero, io ci sto pensando seriamente!

Le buone idee vanno indossate

Invece della solita shopper con il logo aziendale puoi fare un regalo che, oltre a migliorare la tua reputazione aziendale, aiuta una buona causa.

“Le buone idee vanno indossate” è lo slogan di Worth Wearing, piattaforma che permette di acquistare Tote bag, tazze o taccuini per sostenere una causa solidale. Sono tantissime le organizzazioni che hanno già aderito a questa iniziativa: dalla Croce Rossa Italiana a Progetto Quasi, passando per la Fondazione Veronesi.

Basta scegliere la causa o una grafica che più rappresenta i valori della tua azienda e fare l’ordine!

Qualcosa di buono dalla tua terra

L’Italia è un Paese in cui la diversità, nell’artigianato e nell’enogastronomia, è davvero preziosa e vasta. Ecco perché è il caso anche di guardarti intorno, proprio dove abiti, per scoprire se ci sono delle chicche per poter offrire un prodotto buono e naturale della tua terra.

Cerca tra i piccoli produttori, quelli che lavorano secondo tradizione: un vasetto di miele o un assaggio di olio, così come dei sacchetti di lavanda saranno sicuramente molto apprezzati. Soprattutto se racconti ai tuoi clienti la loro storia e il loro valore.

Tre idee di Pasqua per ringraziare i clienti

Pasqua, mentre ti giri è arrivata!

Tra meno di un mese saremo alle prese con uova di cioccolata e pulcini di peluche in ogni dove. La Pasqua piace a tutti perché è legata alle atmosfere di primavera e alla voglia di stare all’aria aperta.

Pasqua mette allegria e ha il vantaggio di non essere impegnativa come il Natale.

Perché organizzare qualcosa di speciale per i tuoi clienti? Proprio per invitarli a uscire e a scambiare due chiacchiere, ora che le giornate sono più lunghe.

E poi, è bello ringraziare i tuoi clienti storici, dai, se lo meritano!

Un’apertura straordinaria

Un invito ad un piccolo evento esclusivo, come un aperitivo di primavera, è proprio quello che puoi offrire ai tuoi clienti più affezionati. Puoi invitarli ad un’apertura straordinaria, magari domenicale, per vedere in anteprima le nuove collezioni e stuzzicare qualcosa insieme.

Un suggerimento che posso darti è quello di rendere l’evento davvero esclusivo: non invitare una folla tipo mercatino dell’usato. Se i tuoi clienti più fedeli sono tanti, organizza più aperitivi in diversi giorni! 😉

E se regalassi un’esperienza?

Ok, di gadget siamo pieni. Ne abbiamo tanti, di ogni dimensione, colore e utilizzo. Certe volte sono come le bomboniere: i portachiavi e i calendari ci riempiono il cassetto.

E allora perché non organizzare qualcosa di veramente originale e memorabile? Approfitta del bel tempo per organizzare una bella esperienza da fare insieme, come una passeggiata di gruppo in bicicletta o una visita guidata in qualche luogo storico della tua città.

Estendi l’invito per far sì che ogni cliente venga accompagnato da un amico. Sarà l’occasione per te di conoscere (e farti conoscere) da persone nuove!

Come il gadget, che ha lo scopo di farti ricordare, così un’esperienza all’aria aperta è un modo per essere ricordati (e per far parlare di te!)

Il consiglio che posso darti è quello di comunicare in modo chiaro ai partecipanti come taggare le immagini dell’esperienza sui social!

Sconta e raddoppia!

Una delle strategie più interessanti che puoi mettere in campo è quella di coinvolgere i tuoi clienti nella creazione di contenuti originali sui social.

La vera pubblicità è quella che fanno le persone spontaneamente quando pubblicano un post con il tuo tag o quando parlano agli amici della tua attività.

Ok, l’evento non fa per te, vuoi rimanere sul classico. E allora fai stampare dei simpatici buoni sconto da spendere nel tuo negozio. Invita i tuoi clienti a postare sui loro account social un contenuto originale sui tuoi prodotti con un hashtag dedicato: se lo faranno, il buono sconto raddoppierà!