Siti e app da consultare in viaggio con bambini

E’ arrivata l’estate! Sei in procinto di partire o sei in vacanza? Internet è utile anche in viaggio, e soprattutto quando si parte con i bambini, perché offre delle idee e degli strumenti per alleggerire ancora di più i pensieri quando si sta fuori casa.

Viaggiare con i bambini non è facile, perché hanno delle esigenze particolari che possono influire sui tempi e sulle dinamiche del viaggio. In questo articolo, ti parlerò di alcuni siti e app che puoi consultare prima di un viaggio e che possono darti una mano in vacanza.

Se viaggi col passeggino

Una delle cose più noiose, quando viaggi in aereo, è dover imbarcare il passeggino. Magari hai passato ore a sistemare tutto l’occorrente per la vacanza in un bagaglio a mano, ma poi arrivi in aeroporto col passeggino e te lo fanno imbarcare tra i bagagli speciali. Questo significa dover aspettare tempi lunghissimi al nastro trasportatore, magari con il bambino addormentato in braccio.

Una soluzione è quella di noleggiare il passeggino direttamente a destinazione.

Non è un servizio ancora diffuso quanto dovrebbe, ma in molte grandi città è già una realtà.

Io personalmente ho provato il servizio con Baby Golightly a Copenaghen, prenotandolo da casa qualche giorno prima tramite il sito web. Inserisci sul sito il peso del bambino, la sua statura ed eventuali accessori (come il parapioggia o la pedana, ad esempio) di cui potresti avere bisogno e la piattaforma ti consiglia il modello più adatto alle tue esigenze. Una volta effettuato il pagamento, trovi il passeggino ad aspettarti in aeroporto all’arrivo. E lo riconsegni, sempre in aeroporto, prima di salire sull’aereo di ritorno.

Su siti del genere è possibile noleggiare anche lettini da campeggio e seggiolini auto.

Se cerchi un posto dove farlo giocare

Quando viaggi con i bambini, una delle loro esigenze – importante quanto il mangiare o il dormire – è quella di giocare. Non si può pretendere di farli scorazzare per ore per musei e non lasciare loro del tempo per correre liberi o arrampicarsi. In questo caso, può venirti incontro l’App Playground around the Corner , da scaricare sullo smartphone prima di ogni viaggio.

Questa App segnala i parchi gioco che puoi trovare nelle vicinanze quando capisci che è arrivato il momento di concedere ai bambini un po’ di relax.

Se sai che andrai in luoghi affollati

In un viaggio con un bambino, uno dei pensieri di un genitore può essere quello di perderlo in mezzo alla folla, dato che il bambino potrebbe non avere dei punti di riferimento conosciuti in una nuova destinazione. In questo caso, prima della partenza, puoi trovare una soluzione sul sito Semiperdo. Qui puoi acquistare un braccialetto che, attraverso un ecosistema tecnologico e sicuro, permette di geolocalizzare tramite smartphone il bambino se si allontana.

Se cerchi un viaggio a dimensione di bambino

Se cerchi un sito che possa offrirti delle idee per una vacanza in famiglia, potresti dare un’occhiata a It’s4Kids. Si tratta di una piattaforma in cui puoi trovare tutto ciò di cui hai bisogno per una vacanza dedicata ai bambini, dagli hotel ai ristoranti, fino alle guide.

Una parte del sito che trovo particolarmente interessante è la sezione dedicata alle attività e agli eventi locali da consultare all’occorrenza o magari per riportare il sorriso in una giornata di pioggia!

E adesso? Non resta che partire! Buon viaggio!

Se ti è piaciuto questo articolo, potresti trovare interessanti anche:

Quattro cose divertenti da fare in vacanza

Esperienze creative e dove trovarle

Cinque romanzi per fare il giro del mondo

Due idee per trovare nuovi clienti

Tempo fa, un cliente mi faceva notare come, da qualche mese, non ci fossero più nuovi ingressi nella sua attività. La clientela era stabile da tempo: un numero di persone che gli permetteva di fatturare, pagare gli stipendi e vivere. Ma non era in crescita. E questo, alla lunga,si ripercuoteva sui nuovi investimenti.

Ci sono dei periodi in cui va così. Ed è fisiologico e normale, soprattutto quando sei sul mercato da tanto tempo. Ma ci sono due strategie che puoi intraprendere subito per smuovere un po’ le acque.

Parti da chi non vedi da tempo

Sfogliando il tuo database, sicuramente ti accorgerai che ci sono persone che non vedi da anni nella tua attività. Clienti che in passato hanno comprato da te prodotti e servizi, ma poi, a un certo punto, piano piano, sono spariti. Non te ne sei accorto subito, ma adesso a ripensarci… Dove sono finiti?

Un cliente che non vedi da due anni, per esempio, è un cliente che non ha contribuito al tuo fatturato da allora. E’ un non-cliente e, anche se lo conosci e in passato ti ha dato la sua fiducia, deve esserci qualche motivo per cui non è più tornato. Se oggi si ripresentasse, potresti considerarlo come un ingresso nuovo di zecca.

Non soffermarti a capire perché non è più venuto da te, ma studia un’offerta dedicata esclusivamente a tutti coloro che hai perso nel tempo. Agisci in modo efficace e rapido. Offri uno sconto speciale sul prodotto che vendi con maggiore frequenza, quello che ti fa andare sempre sul sicuro, o un servizio gratuito con la scusa di far provare un nuovo prodotto.

Richiama personalmente i vecchi clienti che non vedi da tanto tempo e invitali ad usufruire di questa offerta. Una telefonata, piuttosto che un’email o un sms, è il modo migliore per ristabilire il contatto e l’affiatamento.

Invita gli amici dei tuoi clienti

Una seconda strategia che puoi intraprendere subito, è quella di attingere tra le amicizie dei tuoi clienti più fidelizzati. Nessuno, più di un cliente che si serve da te da anni, può farti pubblicità in modo genuino e spontaneo. Infatti, se viene nella tua attività da anni, vuol dire che si trova bene, che si fida di te e che trova nei tuoi prodotti e nei tuoi servizi la soluzione giusta.

Ecco perché un cliente fidelizzato va invitato a parlare di te, a diventare – in un certo senso – testimonial della tua attività.

Per partire da un cliente fidelizzato, devi considerare una gratificazione immediata da offrirgli in cambio del suo impegno.

Crea una bella offerta per i clienti fidelizzati, da estendere ad un amico. Ad esempio, se pubblicherà sui suoi canali social un post che parla di te, regalagli un prodotto, un servizio, un forte sconto. E, contemporaneamente, proponi un’offerta di prova per l’amico che sarà influenzato a seguirlo nella tua attività.

Puoi comunicarlo a voce, ma sicuramente farà più effetto e sembrerà più ufficiale se creerai un volantino o una cartolina che racconti nei dettagli questa strategia.

Fammi sapere se hai provato queste strategie e come sono andate!

Se vuoi approfondire questo aspetto, puoi leggere anche:

Shopping online vs shopping off-line

Pubbliche relazioni nell’epoca dei saldi

Social e l’arte di lasciar parlare di te

Otto libri in viaggio

Quest’anno l’estate è arrivata all’improvviso e così arriva anche l’appuntamento del Social Blog con le letture consigliate. In aereo, in treno, sotto l’ombrellone o in pausa pranzo: sono libri che riempiono con piacere delle ore libere e che raccontano storie davvero particolari.

The Game di Alessandro Baricco

L’unico libro della lista che non è un romanzo, ma un’intrigante narrazione sulla storia del web. Partendo dalla musicassetta, passando per Napster, Steve Jobs e Facebook, le pagine di The Game ripercorrono tutte le tappe dell’era digitale. Baricco, inoltre, propone degli spunti di riflessione molto stimolanti e davvero originali, per cercare di capire dove stiamo andando.

Da leggere perché parla di noi. E per esclamare: “Ma quante cose sono successe in questi anni!”

I provinciali Jonathan Dee

Un decennio di storia americana raccontato attraverso le vite dei cittadini di una località turistica del Massachussets. E non un decennio qualsiasi: tutto inizia l’11 settembre 2001. Attraverso le vicende dei protagonisti, Dee racconta cosa passa per la testa di un popolo che deve ricostruirsi dopo l’attacco, del suo bisogno di sicurezza e fiducia.

Da leggere perché Dee riesce ad entrare nelle vite e nei pensieri dei protagonisti con schiettezza, offrendo uno spaccato realistico e pungente della comunità.

Tutta la verità su Ruth Malone di Emma Flint

E’ il 1965 e Ruth Malone è una donna fuori dagli stereotipi della madre di famiglia. Divorziata, sigaretta sempre tra le labbra rosso fuoco, ama vestirsi alla moda e non si fa problemi a frequentare uomini liberamente. Quando una mattina non trova più i suoi bambini in casa, il suo stile di vita viene sezionato sotto ogni aspetto e diventa il cappio che le si stringe intorno al collo.

Da leggere perché si parla tanto di stereotipi e di femminismo, ma questo romanzo, in alcune pagine, mette i brividi per la sua attualità.

La paziente silenziosa di Alex Michaelides

Alice è un’artista. Una notte, viene trovata in casa accanto al cadavere di suo marito. Alice, da quel momento, non parla più. Theo è uno psicoterapeuta che si appassiona così tanto alla vicenda di cronaca, che decide di seguirla professionalmente con la speranza di farla tornare a comunicare.

Da leggere perché è davvero un buon thriller, molto coinvolgente, con interessanti risvolti psicologici.

Quello che non ti ho mai detto di Celeste Ng

La storia di una famiglia cino-americana, raccontata dal punto di vista di ogni membro: i genitori e i figli. La vicenda prende spunto dalla morte di una delle figlie, ma è un pretesto per raccontare i loro desideri e i tentativi di integrazione nella comunità.

Da leggere perché è un romanzo molto dolce e accorato, in cui i vari protagonisti intrecciano i loro punti di vista e le loro esperienze su un tema di base, l’integrazione sociale.

Eleonor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman

Eleonor non ha amici. Quando il venerdì esce da lavoro, può passare anche un weekend in assoluto silenzio, senza nessuno con cui parlare. E’ goffa, impacciata e sola, ma dimostra una forza d’animo senza eguali. E quando decide di uscire dalla sua zona di comfort, Eleonor lo fa in un modo tutto suo!

Da leggere perché è un romanzo bellissimo e ricco di positività. Nonostante tutto, Eleonor è una di quelle persone che vorresti avere la fortuna di conoscere. E magari ce l’hai accanto, ma non lo sai.

La Settimana Bianca di Emmanuel Carrère

Non ringrazierò mai abbastanza un mio carissimo amico per avermi fatto conoscere Carrère e questo racconto. Nicolas è un bambino che va, per la prima volta, in gita sulla neve con i suoi compagni di classe. Tra timori e presentimenti, questa settimana bianca in qualche modo lo segnerà per tutta la vita, aprendogli gli occhi sul mondo degli adulti.

Da leggere perché è davvero interessante il modo in cui lo scrittore entra nella mente e nel cuore di Nicolas, lasciando che i suoi pensieri arrivino al lettore senza filtri. Di Carrère consiglio anche L’Avversario, che è tratto dalla storia vera di Jean-Claude Romand, un falso medico che per anni riuscì a nascondere a tutti, famiglia compresa, la sua vera identità.

Se ti è piaciuto questo articolo, puoi trovare altri titoli qui:

Sette libri (+1) da leggere nel 2018

I romanzi per fare il giro del mondo

In vacanza porta un libro, anzi tre!

Buona lettura! 😉

Sette serie TV che fanno fare binge-watching

Una volta, avevo l’abitudine di passare ore a vedere serie TV: con Dexter, per esempio, ero così in fissa che l’avrò visto almeno due volte per stagione. Adesso ne vedo meno: è difficile che riesca a trovare due o tre ore consecutive da dedicare a vedere un paio di puntate di seguito senza crollare addormentata. 😉

Qui ci sono sette serie che ho visto nell’ultimo anno e che, secondo me, due parole le meritano. Anche perché ci sono dei dettagli nello Storytelling che andrebbero analizzati e sia per il modo in cui, la maggior parte, prende spunto da storie vere per trasformarle in fiction.

Stranger Things

E’ la mia preferita in assoluto. Mi ha riportato alle atmosfere dei film che ho amato nella mia infanzia: dentro c’è tutto, da ET ai Goonies, da Aliens a Stand By Me. Nonostante questo, la trama è originale e piena di colpi di scena. Binge-watching assicurato.

Il caso O.J. Simpson

Questa serie racconta tutte le fasi del caso di cronaca di Simpson, e ciò che mi ha colpito di più è stato l’utilizzo dello Storytelling come tecnica per suggestionare l’opinione pubblica nei riguardi dello sportivo. Da guardare perché è interessante scoprire le tecniche di comunicazione utilizzate dal Dream Team in aula e con la stampa, nel primo processo mediatico della storia.

Chernobyl

E’ la più recente che ho visto e mi ha colpito moltissimo. La miniserie racconta ogni dettaglio della catastrofe, con uno stile quasi documentaristico, attraverso i ruoli di diverse persone: dagli scienziati ai politici, fino alle persone che hanno subito le conseguenze dell’incidente alla centrale nucleare. Pensare che sia una storia vera è sconvolgente. Io ho dovuto vedere una puntata alla volta perché l’atmosfera era troppo deprimente, ma forse a voi andrà meglio. Però sono solo cinque puntate, si può fare! 🙂

La Casa di Carta

La Casa di Carta è un must per chi ama le serie TV e di per sé è molto divertente e piacevole. L’atmosfera è leggera e, superati i primi due episodi che sono i meno interessanti del resto della serie, finisci per simpatizzare con i “cattivi”.

Black Mirror

Ogni episodio è una storia a sé e ognuno di essi cerca di raccontare dove ci porterà la tecnologia in un prossimo futuro. Sono appena uscite su Netflix le nuove puntate, che sono interessanti, anche se le prime stagioni erano molto più profetiche e dirompenti. Personalmente, l’episodio che mi ha colpito di più nelle vecchie stagioni è stato White Bear. Ancora mi torna in mente, ogni tanto!

Unabomber

Sullo stesso stile della serie sul processo O.J., nel senso che prende spunto da una storia vera per raccontarla in ogni particolare. E’ interessante capire come sia sottile ed empatico il lavoro dei profiler e come sia, al tempo stesso, labile il confine tra scienza e sensazione. Almeno in questo contesto.

Mindhunter

In settima posizione perché, fino all’ultimo, si è giocata la classifica con La Verità sul Caso Henry Quebert. Mindhunter, però, è una serie TV interessantissima dal momento che racconta – anche qui, la serie nasce dalla realtà! – come sia nato il lavoro del profiler partendo da una semplice intuizione e da una raccolta dati davvero singolare. Nessuno spoiler, solo il consiglio di dedicarvi qualche ora per vederla. L’unico vero problema è che la seconda stagione è ancora lontana!

Faccio cose, vedo gente

Una delle cose su cui si batte sempre, in termini di comunicazione, è la specializzazione in una nicchia. Anche io ne parlo spesso, come in questo articolo dedicato alle case vacanza. Dato che, negli ultimi tempi, pare che tutti sappiano fare il loro mestiere e anche il tuo – come i famosi “cugggini” fotografi, Social Media Manager e grafici – bisogna in qualche modo specializzarsi, distinguersi e qualificarsi.

La specializzazione ti fa riconoscere come un professionista

Ecco quindi che il fotografo si perfeziona in foto di interni e il grafico si indirizza sui contenuti per il web, per esempio. Più ti specializzi, più entri nel settore. E, col tempo, hai la possibilità di essere riconosciuto come il professionista di quel campo.

Questo è il consiglio che cerco di dare sempre quando in aula, soprattutto all’inizio di un corso di Comunicazione, ho tante belle teste davanti che non hanno ancora capito dove le porterà il loro talento. Ok, scegliete un settore e imparate più che potete di quel campo.

Allontanati dalle idee che funzionano

Allo stesso tempo, quando sei nello stesso settore da troppo tempo, è come se ti venissero a mancare un po’ le idee. Insomma, è come vivere in una stanza con le finestre sempre chiuse. Sai tutto di quella stanza, potresti muovertici al buio, però se non ficchi mai il naso fuori da lì, alla lunga, puoi perdere stimoli e idee.

Nella mia esperienza, la creatività si autoalimenta fino a un certo punto. Personalmente, quando lavoro ad un progetto da troppo tempo, comincio a sentire nel cervello un po’ di noia, come l’aria stantia nella stanza: in quella fase, mi sembra di aver prosciugato il pozzo delle idee.

Quando questo pensiero inizia a farsi strada, ecco, quello è il momento di spalancare le finestre e uscire. Uscire proprio dal progetto, dalle mappe e dai percorsi tracciati all’inizio, dalle idee che ormai funzionano e da ciò che sai fare anche ad occhi chiusi.

Il momento “faccio cose, vedo gente”

Significa iniziare a provare a fare qualcosa di nuovo prendendotene anche il rischio.

Da una parte, puoi fare anche qualcosa che non c’entra davvero nulla (o poco) col lavoro, come un viaggio, un corso, un’esperienza. Da un’altra parte, puoi cogliere l’occasione di imparare, rischiare, provare, mettere in cantiere nuove competenze. Magari proprio quella tecnica che hai studiato, ma non hai mai messo in pratica.

Ma, soprattutto, parla con la gente.

Approfitta di questo momento per conoscere direttamente il target della tua comunicazione.

In fondo, la comunicazione è proprio trovare il modo giusto per parlare alle persone: ad ognuno il suo mezzo, il suo tono, il suo stile, le sue parole. Ed è conoscendo nuove persone ed entrando in empatia con loro, con le loro vite, i loro gusti e le loro esperienze che capisci meglio come e cosa comunicare.

E così, quando torni nella stanza, il progetto ti sembra completamente nuovo. Riscrivi le mappe, traccia nuovi sentieri e comincia con l’entusiasmo di un nuovo inizio.

Se ti è piaciuto questo articolo, ti piaceranno anche:

Uscire dalle quattro mura per vedere come vanno le cose fuori

Coltivare l’intelligenza emotiva in piccoli passi

Siamo a caccia di esperienze

Newsletter: come mantenere una relazione a distanza

Ogni giorno, quando apro la posta elettronica, mi piace sbirciare nella cartella delle newsletter per vedere se trovo qualche email interessante con sconti o contenuti che possono aiutarmi nei miei acquisti o nella mia crescita professionale.

Le Newsletter, che fino a pochi anni fa erano terribilmente asfissianti, adesso sono diventate un modo di comunicare molto piacevole. Nella casella, spesso trovo e-mail di hotel in cui ho soggiornato in passato, e-shop in cui ho acquistato o spunti di aggiornamento di altri colleghi. E sono tutti “regali” che mi dedicano e che possono aiutarmi a spendere meglio il mio tempo e i miei soldi.

E’ come mantenere in piedi una relazione a distanza e continuare, in qualche modo, a pensarsi reciprocamente.

Se vuoi iniziare una relazione a distanza con i tuoi clienti basandoti sulle e-mail, tieni prima di tutto presente alcuni punti.

Poche, ma buone

Un regalo è prezioso quanto più è raro. Non essere troppo assillante: ricevere un’e-mail ogni tanto fa piacere. Se ne mandi di più, il tuo modo di comunicare può risultare molesto.

Vai dritto al punto

Va bene che stiamo parlando di scambi epistolari, ma non tutti amano leggere testi troppo lunghi. Anzi, ho sperimentato in diverse occasioni che le persone preferiscono ricevere email con immagini e link su cui cliccare, piuttosto che trovarsi di fronte a testi molto lunghi da leggere.

Se hai bisogno di scrivere, perché il tuo prodotto si presta a questo tipo di comunicazione, cerca di suddividere il testo in paragrafi, intervallandoli magari con delle immagini.

Trova la formula più adatta al tuo prodotto e ai tuoi clienti, ci sono tanti format diversi da sperimentare. I portali che permettono di inviare newsletter forniscono anche dei dati statistici che possono aiutarti a capire cosa preferisce chi riceve le tue email.

Pensa con cura all’oggetto

L’oggetto è l’elemento più importante per una newsletter: è ciò che può fare la differenza tra un clic e un “cestina”.

Ecco perché l’oggetto non deve essere scelto a caso, ma pensato con cura e attenzione, cercando di cogliere l’interesse e la curiosità del lettore.

Abbandona le formule del tipo “Newsletter n.1” e fai viaggiare la tua creatività. E’ qui che ti giochi buona parte della partita!

Non scrivere solo perché lo fanno tutti

Come ho detto all’inizio, la Newsletter è un mezzo per continuare a tenersi in contatto anche dopo tempo con i tuoi clienti. E’ un modo per aggiornarli sulle tue novità, sugli sconti, far sapere loro che non li hai dimenticati anche se non vengono a trovarti da tempo.

Cerca di utilizzare questo strumento per proporre contenuti esclusivi e dedicati a chi la riceverà.

Ad esempio, puoi utilizzare la tua Newsletter per regalare degli sconti in particolari periodi dell’anno; per informare su un nuovo prodotto; per invitarli a delle vendite esclusive pre-saldi o prima del Black Friday. Insomma, è un modo per far sentire i tuoi clienti speciali e per rendere ancora più complice la vostra relazione.

Quattro elementi per comunicare una casa vacanze

Come annunciato nei giorni scorsi sulla Pagina Facebook del Social Blog, nelle scorse settimane tutta l’attenzione è stata rivolta a creare una strategia di comunicazione per una casa vacanze.

Per lavorare sulla strategia di comunicazione di un prodotto turistico, è necessario tenere presenti alcuni elementi e farsi delle domande:

  • Cosa si aspetta il viaggiatore al suo arrivo?
  • Quali sono i punti di forza della location?
  • In quali e quanti modi posso comunicarli?
  • Quali sono le cose che il cliente deve assolutamente sapere?

Cosa si aspetta il viaggiatore?

L’offerta turistica sta diventando sempre più specifica. Oggi, i viaggiatori prestano molta attenzione al luogo in cui soggiornano e alla sistemazione.

Oggi l’offerta si sta sempre più diversificando e gli hotel, i Bed and Breakfast e gli alloggi turistici si rivolgono sempre più a nicchie di persone che hanno passioni, interessi e necessità particolari da soddisfare. Un esempio molto palese sono i Family Hotel, con servizi e impianti dedicate alle famiglie con i bambini. Ne abbiamo parlato anche qui.

Quindi è importante essere molto chiari su ciò che il cliente troverà o non troverà una volta arrivato a destinazione: il viaggiatore si aspetta di trovare quello che vede sul portale, né più né meno.

Quali sono i punti di forza della location?

La prima cosa da fare è definire i punti di forza della casa e il modo in cui puoi rendere più particolare il soggiorno nella città. Con lo studio dei punti di forza, puoi definire il target di viaggiatori a cui rivolgerti. Se possono essere famiglie, coppie o persone con particolari passioni o esigenze, come gli sportivi o chi viaggia per lavoro.

In questo modo, puoi creare una comunicazione diretta verso i tuoi clienti e dimostrare che puoi venire incontro alle loro esigenze, da diversi punti di vista.

In quali modi posso comunicare i punti di forza?

Prima di tutto, il logo.

Il logo deve ispirarsi alla filosofia di accoglienza e raccontare graficamente chi sei e che tipo di vacanza proponi. I colori, il font e la grafica parlano dell’esperienza che proponi.

Ad esempio, questo è un logo elaborato per una casa vacanze che si ispira all’ecologia e al turismo sostenibile.

Il monociclo rappresenta le biciclette gratuite a disposizione per gli ospiti, il verde l’anima ecologica e sostenibile con cui viene gestito il loro servizio e il rosso l’energia dei viaggiatori che scelgono questo genere di vacanza.

Anche sui social è molto importante riuscire a comunicare in modo diretto e veloce, scegliendo se rivolgersi ad un target nazionale o internazionale. E parlando, nei post, sia delle caratteristiche della location che dei luoghi che possono interessare i tuoi viaggiatori.

Quali sono le cose che il cliente deve assolutamente sapere?

E’ importante riuscire a creare il giusto rapporto tra aspettativa e realtà. Questo perché il cliente, sin dal momento della prenotazione, ha bisogno di farsi un programma, un’idea su come trascorrerà le sue vacanze.

Per questo il sito resta un elemento importante per la comunicazione di una location turistica. Sul sito puoi descrivere in ogni particolare le caratteristiche dell’accoglienza, cosa troverà una volta arrivato fino all’atmosfera del quartiere.

E puoi anche parlare di ciò che non troverà.

Il pensiero positivo aiuta sempre: non è possibile avere una casa vacanze o un Bed and Breakfast perfetto sotto ogni aspetto. Ma, rivolgendoci al target giusto, ogni cosa avrà il giusto peso. Se sei lontano dai siti turistici, ad esempio, è necessario comunicarlo. Magari suggerendo delle soluzioni per poterli raggiungere facilmente, senza lasciarsi abbattere dalla criticità.

Shopping online vs offline

Qualche settimana fa promisi al mio amico Fabio, di cui vi avevo parlato qui, che avrei scritto sul decimo compleanno della sua attività.

Dieci anni, per un negozio di abbigliamento, è un gran bel traguardo! Fabio – che aveva una forte tradizione familiare alle spalle – si è dovuto scontrare con un mercato che, fin dal giorno in cui ha aperto, era in pieno cambiamento e fermento. Il concorrente diretto, che in passato era il negozio a pochi isolati di distanza o il centro commerciale, sono diventati Amazon, Privalia, Asos.

Insomma, a pensarci: se prima i concorrenti li conoscevi e li salutavi per strada, da un momento all’altro sei in competizione col mondo intero. Averla a che fare con questi colossi significa doversi misurare anche con strategie di marketing di alto livello. Fatte di comunicazione, prezzi e posizionamenti a cui è faticoso tenere testa.

Tenere testa ai colossi

Questo compleanno mi ha fatto riflettere, ancora una volta, su quanto sia importante cercare di differenziarsi, in ogni attività.

Una persona che desidera acquistare un paio di sneakers, oggi può farlo tranquillamente dal salotto di casa, tramite una connessione o uno smartphone.

La spinta ad andare nel negozio di quartiere può essere la ricerca di qualità e competenze fondate sul rapporto umano. Come la possibilità di confrontarti e ricevere consigli e suggerimenti sull’acquisto, l’assistenza diretta pre e post vendita, la possibilità di vivere un’esperienza.

L’esperienza d’acquisto online vs offline

Comprare on line è qualcosa che facciamo tutti. Ciò che cerchiamo su un e-commerce è un vantaggio sui prezzi, per esempio, o un prodotto difficile da trovare.

Andare a fare shopping è diverso da “comprare”. Perché lo “shopping” – se vogliamo fare un po’ di filosofia spicciola – è un’azione comporta anche la ricerca del prodotto giusto, il bisogno di soddisfazione, il piacere della scelta. Spesso e volentieri, è qualcosa che si fa in compagnia, anche per divertimento.

Insomma, un’esperienza di acquisto coinvolgente e personalizzata. Ed è qualcosa che, ad oggi, non può essere replicata on line. Persino molti brand puntano alla qualità e alla personalizzazione dell’esperienza di acquisto, invitando i clienti ad entrare in negozio attraverso la comunicazione on line.

Se è vero che, in Italia, la percentuale di penetrazione degli acquisti on line è ancora tra le più basse, è vero anche che la comunicazione digitale è fondamentale per motivare i clienti a passare per il negozio.

E i modi possibili sono tantissimi: dal blog al sito, passando per i social media. Perché, in un mondo in cui ognuno di noi è sovrastimolato da mille messaggi pubblicitari, è necessario essere riconosciuti e riconoscibili. Con i propri prodotti, la propria filosofia, le offerte e le competenze.

Quando guardi le cose da una prospettiva diversa

L’Hotel Stanley, sulle Montagne Rocciose, ispirò l’idea dell’Overlook Hotel di Shining. Dopo il successo del film di Kubrick, iniziarono a girare storie sul fatto che lo Stanley fosse infestato dagli spettri. La cosa fece così clamore che, addirittura, arrivarono le troupe televisive e gli scienziati.

La ricerca di fantasmi si concluse con un nulla di fatto, ma era ben chiaro che la vocazione dell’hotel dovesse cambiare prospettiva.

Le persone non andavano più allo Stanley per una villeggiatura estiva: andavano lì per cercare un’esperienza da raccontare. Ecco quindi nascere delle “vacanze alternative”, con la possibilità di fare tour notturni in hotel alla ricerca di fantasmi e fenomeni paranormali. Lo Stanley è diventato meta di pellegrinaggio per i fan di Kubrick e King così che, nel 2015, hanno realizzato anche il famoso labirinto!

Cambiare versione della storia

La storia dell’hotel mi ha fatto riflettere su come sia possibile raccontare una storia in tanti modi diversi. E’ questa la magia dello storytelling: e se la versione del lupo fosse più interessante di quella di Cappuccetto Rosso?

Mettendo in luce elementi diversi, puoi evidenziare altre prospettive, parlare a nuove persone e raggiungere un pubblico diverso.

Cambiare prospettiva non significa cambiare tutto: l’Hotel Stanley, che stiamo prendendo ad esempio, è rimasto comunque fedele alla sua vocazione di dimora storica. Anzi, tutto questo amplifica ancora di più la sua immagine. I servizi e i prezzi non sono scesi di livello. Piuttosto, è la ciliegina sulla torta che avvicina anche chi cerca quel tipo di esperienza.

Ecco: comunicare significa anche ribaltare le cose e capire come puoi raccontarle in modo diverso. Cercare chi, quelle storie, vuole sentirle. E trovare il modo giusto per catturare la sua attenzione.