Ufficio in casa: organizzare l’agenda in modo da non perdere tempo

Quando ho cominciato a lavorare da casa, la difficoltà più grande è stata quella di imparare a gestire il lavoro autonomamente. All’inizio, facevo un po’ di confusione tra la vita lavorativa e quella privata. Poi, ho pensato che avrei dovuto comportarmi come se, ogni giorno, dovessi raggiungere un ufficio in centro. A non sedermi alla scrivania in ogni momento libero. A fare il bucato fuori dall’orario di lavoro. E a organizzare gli spazi in modo da dividere le due vite. Un altro aspetto a cui ho dovuto far fronte è stata l’organizzazione vera e propria della settimana lavorativa.

Stare ore e ore chiusi in casa, davanti ad un pc, può avere degli aspetti negativi. Soprattutto per chi viene dall’esperienza di studio o spazio condiviso (dove ci si confronta anche sulla quantità di zucchero da mettere nel caffè), trovarsi improvvisamente soli davanti a un’agenda può essere un po’ strano.

All’inizio puoi essere molto affascinato dai vantaggi. Perché sei più concentrato ed efficiente e magari scopri che hai bisogno anche di meno tempo per riuscire a portare a termine le cose da fare. Ma potrebbe anche succedere il contrario. E cioé che, visto che lavori da casa, tendi a prendertela comoda. Concedendoti distrazioni come una telefonata, uno spuntino, una ricerca su internet o comunque cose che c’entrano poco o nulla con il lavoro. 

Inoltre, c’è un altro aspetto da considerare. Se sei in casa, i clienti come ti trovano? Su internet, certo. Ma l’empatia che si sviluppa attraverso i rapporti umani è sicuramente un modo più semplice per stabilire relazioni, per far parlare di te e per iniziare una collaborazione.

Può nascere quindi l’esigenza di dover compensare le ore di lavoro al pc con altrettante ore di pubbliche relazioni. Alcune ore a settimana, da inserire proprio in agenda, da dedicare interamente a incontrare persone, confrontarti, cercare ispirazioni, essere “in strada”. Tra la gente.

Per conoscere, ascoltare e intuire di cosa hanno bisogno e come puoi essere utile per loro. A volte, lo spunto per un nuovo articolo del blog, un contenuto di un post, una nuova strategia o un nuovo progetto arrivano proprio in modo indiretto, in queste occasioni spontanee. Da un caffè al bar, da un incontro con un collega o da una chiacchierata con un cliente.

Lavorare da casa non significa isolarsi o concedersi troppe libertà, ma ottimizzare risorse, competenze e tempo nel modo più congeniale ad un’attività free lance.

Basta darti delle regole, così come faresti se si avessi uno studio in centro, e trovare dei compromessi col tuo capo. Cioé te stesso. Il capo più esigente che tu possa avere. 😉

Ufficio in casa: come organizzare gli spazi

Quando si lavora in proprio, come un freelance, una delle cose più difficili è riuscire a gestire economicamente le risorse economiche e le spese fisse. Tra queste, c’è sicuramente l’affitto di un ufficio o di uno spazio coworking. E tutto ciò che ne deriva, come i costi delle varie utenze, gli spostamenti per andare e tornare dallo studio, e così via.

Sicuramente una strategia per riuscire ad abbattere i costi, nel caso di un freelance, è la possibilità di creare un ufficio in casa.

Se sei fortunato, hai una stanza in più in casa da adibire a studio. In quel caso, puoi davvero darti da fare per allestirla con tutto ciò di cui hai bisogno per lavorare, magari aggiungendo anche un bel tavolo per le riunioni al centro della stanza.

Se non hai questa possibilità, puoi comunque riadattare una camera, come il salotto o una taverna, aggiungendo un angolo studio in cui poter lavorare. Basta ricavare un angolo più riservato, in cui poter inserire un piano di lavoro, una lampada da tavolo, una libreria, un planner da muro o una bacheca, una postazione con pc e stampante. E magari un quadretto con una frase motivazionale, che aiuta a rendere l’ambiente più caldo.

In entrambi i casi, è semplice da organizzare. E si può fare anche con un piccolo budget, se sei agli inizi o stai sperimentando l’idea. 

Su Instagram e su Pinterest puoi trovare moltissimi spunti a cui ispirarti per creare l’home office più adatto alla tua personalità e alle tue esigenze. Infatti, una delle cose più belle dello studio in casa è che puoi personalizzarlo come vuoi.

E che puoi lavorare senza troppe distrazioni, ottimizzando i tempi e concentrandoti sulle cose da fare. L’importante, se decidi di creare un ufficio in casa, è gestire lo spazio di lavoro come se avessi un vero e proprio ufficio in centro. Ad esempio, imponendoti degli orari, e mantenendo un equilibrio tra vita privata e vita lavorativa. In parole semplici: non è che se hai l’ufficio in casa allora lavori sempre. E, allo stesso modo, durante l’orario di lavoro non si fanno lavatrici! 😉

Se sei specializzato in qualcosa, dillo!

Se, qualche mese fa, mi avessi chiesto dov’è “Santa Valburga”, avrei detto “E che è?”. Facendo forse storcere il naso agli appassionati di montagna. Invece, oggi ti risponderei con grande entusiasmo. E non perché sono diventata improvvisamente esperta di vette, ma grazie ad internet e alla buona comunicazione di un sito.

Scegliere le parole giuste per comunicare il proprio prodotto o servizio su internet è la base per riuscire a farsi scegliere. E questo vale ancora di più se il prodotto che proponi è dedicato, unico o quasi.

In primavera, cercando on line informazioni su dove trascorrere le vacanze estive, mi sono imbattuta nel sito di un una struttura ricettiva. Che mi ha colpito perché sembrava che stesse parlando proprio a me. Pubblicizzava in modo chiaro la tipologia di servizi che offriva. E questo perché si rivolgeva a un target molto ben definito, promettendo un’esperienza precisa.

Ecco, quello che leggevo erano proprio le cose che cercavo e le sensazioni che volevo provare. Senza neanche consultare TripAdvisor o i social, ho prenotato. Di quanto sia importante mettersi nei panni del cliente ne avevamo parlato anche qui.

Andando nel dettaglio, l’hotel ha scelto un indirizzo di comunicazione sul sito rivolta ad un target definito, promettendo un’esperienza precisa e qualificata. Non si rivolge alla massa, alle coppie, ai pensionati, a chi arriva arriva. Si è specializzato nell’accoglienza di famiglie con bambini piccoli, con grande attenzione verso i particolari. Non è che si siano inventati cose strane, ma lo comunicano in modo da non lasciare dubbi. Senza giri di parole o frasi evocative. Raccontano quello che offrono e, indirettamente, perché si differenziano.

E, se apparentemente restringere la cerchia di interesse potrebbe sembrare limitativo, in realtà posizionarsi in una nicchia di mercato apre nuove prospettive. E il motivo è chiaro: sei specializzato in un settore, per cui la tipologia di clienti che hai scelto (e che ti sceglie) saprà che avrà maggiore attenzione alle sue esigenze, competenza, servizi personalizzati. Il senso è: se sei specializzato in un settore, hai tutte le carte in regola per fare meglio di chi propone un’offerta generica!

La differenza è qui: se ti posizioni in una nicchia, e sai anche comunicarlo bene, prometti esperienze, competenze e standard diversi. Offri un valore aggiunto. Un vestito su misura. E se riesci a mantenere le aspettative – come in questo caso – hai colpito nel segno!

Raccontare un evento con un comunicato stampa

L’estate è il periodo in cui si concentrano moltissimi eventi, sia pubblici che privati. Il bel tempo, le ferie e la maggiore disponibilità delle persone a muoversi sono tutti fattori che fanno venir voglia di organizzare delle manifestazioni.

Una volta che è tutto pronto, bisogna comunicare e pubblicizzare l’evento. I social, in questo senso, aiutano moltissimo. E ne avevamo già parlato qui.

Ma anche il buon vecchio comunicato stampa può venire incontro alle tue esigenze.

Prima di cominciare a scrivere il comunicato, però, devi capire se e come l’evento è “notiziabile“. E fare una ricerca per individuare dei media interessati a quel genere di informazioni. Bisogna creare, quindi, una mailing list: un elenco di indirizzi e-mail di giornali, testate on lineblog potenzialmente interessati al tuo evento.

Il comunicato stampa va scritto con cura, mettendo immediatamente in primo piano le notizie più importanti: che tipo di evento è, chi lo organizza, quando e dove si terrà. Nei paragrafi successivi puoi lasciarti andare ai dettagli. Puoi descrivere il progetto, il programma, gli eventuali ospiti o le attività che si faranno. Insomma, devi darti da fare affinché al lettore venga voglia di partecipare. Nell’ultimo paragrafo non dimenticare di inserire eventuali partner, patrocini o main-sponsor che stanno collaborando alla buona riuscita della manifestazione. E tutti i contatti e le informazioni utili per il pubblico, come un sito, un indirizzo o un numero a cui rivolgersi per saperne di più. 

Prima di inviare il comunicato stampa, scrivi una lettera di accompagnamento. Descrivi l’evento in modo molto sintetico. Poni l’accento sui particolari che, secondo te, possono destare interesse nel destinatario.

Naturalmente, la tua è solo una gentile richiesta. Sarà poi l’editore ad avere l’ultima parola e decidere se pubblicare la tua notizia.

Fatto tutto questo, non ti resta che inviare il comunicato stampa e attendere. Se avrai scelto con cura i destinatari e descritto bene l’evento, vedrai che la notizia si diffonderà molto velocemente!

Quattro cose (divertenti) da fare in vacanza per migliorare la creatività

In estate ci si riposa, si viaggia, si rilassa la mente. L’estate è il momento giusto per ricaricarsi e fare il pieno di creatività, sfruttando la tranquillità, l’energia e gli stimoli della stagione.

Quindi, ecco quattro cose che puoi fare in vacanza per migliorare la tua creatività. Posso dire di averle testate personalmente, e che a me hanno fatto bene. Allo spirito, al corpo e alla mente.

  1. Guarda una serie TV. In alcune ore fa davvero troppo caldo per uscire. Quindi, perché non dedicarti a una bella maratona di serie tv prima dell’aperitivo? Se ti piace l’idea, segna questo titolo: Stranger Things. Se hai amato i Goonies, ET, Falkor e tutti quei film che hanno forgiato intere generazioni, ti piacerà. E’ la serie perfetta per chi ha sognato, almeno una volta, di volare su una bici incontro alla luna.

  2. A piedi nudi nel parco. Hai mai sentito parlare del Parco dei Cinque Sensi? In Italia ce ne sono due: uno si trova in Sicilia e l’altro nel Lazio. Tolte le scarpe, un Artigiano dei Sensi ti guida in una passeggiata a piedi nudi nel bosco, alla scoperta delle tue percezioni, completamente immerso nella natura. L’esperienza è così genuina e rasserenante che, persino sporcarsi di fango, diventa parte del gioco. Da un lato fa uscire il bambino che è in te, dall’altro, rilassa quanto un massaggio in Spa.

  3. Partecipare ad un festival di artisti di strada. Gli eventi non sono solo i concerti in cui bisogna tuffarsi nella folla, attendere ore ai botteghini e scalciare per ottenere il posto migliore. Alcuni borghi o città, nelle belle sere estive, organizzano piccole o grandi manifestazioni dedicate agli artisti di strada. Non è importante quanto sia prestigioso il festival, ma il modo in cui lo vivi. Infatti, il rapporto che si sviluppa tra l’artista di strada e il suo pubblico è fatto di estro, complicità e vicinanza. Tanto che lo spettatore diventa parte della performance artistica.

  4. Gioca con la fotocamera. Fotografare, anche solo per divertimento, stimola la capacità di cogliere i particolari, la luce e i colori. Se non ti viene in mente nulla da fotografare, puoi cercare in giro qualche tour organizzato. Spesso i circoli fotografici organizzano delle gite in luoghi suggestivi, dove poter scattare foto particolari. Non lasciare che la tua macchinetta automatica si lasci intimidire dai loro cannoni e cavalletti. Lascia andare la fantasia. Sicuramente, sarà una bella esperienza, che ti darà molte soddisfazioni.

In vacanza porta un libro. Anzi, tre!

L’estate è quel momento dell’anno in cui la routine rallenta, si sta più tempo all’aperto e persino le abitudini legate alla rete cambiano. Si cercano contenuti più leggeri, si sta meno tempo on line.

E, naturalmente, chi può, stacca dal lavoro e dalle abitudini.

Desiderare leggerezza e relax, però, non significa che non si possa dedicare del tempo a fare cose che a settembre potrebbero tornare utili. Come leggere un libro che possa aiutare a migliorare la strategia lavorativa.

Magari proprio come fanno i bei libri: insegnandoti qualcosa senza che tu avverta la gravosità dell’apprendimento.

Ecco perché ho pensato a tre letture davvero piacevoli in cui potresti trovare ispirazione. Eccole qui:

Il Vangelo Secondo Biff – Amico d’infanzia di Gesù di Christopher Moore  è un libro delizioso. E’ la storia di Gesù di Nazareth, raccontata dal punto di vista del suo migliore amico, Biff. Che spiega cosa ha fatto Gesù da dieci a trent’anni. Gli anni di cui nessun evangelista parla.

Da leggere perché è un libro leggero, ironico, pungente, un po’ folle. Scritto con quel “pensiero laterale” che chi lavora con la creatività cerca e ricerca, per poter rendere speciali i suoi contenuti.

Una vita come tante di Hanya Yanahgiara è completamente diverso. Se non ci si lascia spaventare dalla mole, si può godere di pagine uniche e intense. Tanto che i quattro protagonisti ti sembreranno degli amici che conosci da tempo. Una scrittura fluida e appassionata che racconta vicende, viaggi, sentimenti ed emozioni in una New York che cambia ed evolve, come le vite dei protagonisti.

Da leggere perché è empatia allo stato puro. E, si sa, l’empatia è la base della comunicazione umana.

Sud. La spedizione dell’Endurance di Ernest Shackleton è il reportage del viaggio in cui la nave Endurance parte dall’Inghilterra per arrivare fino all’inesplorato Polo Sud, agli albori della Prima Guerra Mondiale. E’ una storia vera, un classico della letteratura di viaggi e di avventura, che non può mancare nella libreria di chi ama questo genere. E anche in quella di chi si appresta a compiere una svolta nella vita, ad iniziare un progetto impegnativo, a conquistare un territorio nuovo. 

Da leggere perché è un libro che racconta come l’istinto e la versatilità del leader possono fare la differenza davanti alle avversità e ai cambiamenti. E a tenere insieme la squadra anche nei momenti più bui.

 

E adesso, quale libro scegli per iniziare?

Se “da grande” vuoi fare il Social Media Manager

Una delle nuove professioni legate al web è il Social Media Manager. Il Social Media Manager è un esperto di comunicazione che si occupa della gestione dei canali social di un’impresa. Può essere interno all’azienda, o anche un professionista esterno.

E’ un lavoro che richiede un costante aggiornamento: la comunicazione attraverso i Social Media è una specialità recente e in continua evoluzione. Quindi, richiede continuamente approfondimenti, sperimentazioni e nuove idee.

Se vuoi diventare un Social Media Manager, sai già che avrai bisogno di una grande capacità comunicativa. Che può nascere come un talento naturale, ma che – come tutti i talenti – va incanalata, migliorata e potenziata. Insieme all’empatia, che è la bussola che può condurti a intuire gli interessi del pubblico in quel dato momento.

Anche la creatività è un aspetto importante per chi desidera diventare Social Media Manager: è la capacità di riuscire a colorare “fuori dai bordi” quel tanto che serve. E che aiuta a creare contenuti frequenti, sempre nuovi e interessanti, così da riuscire a stupire il pubblico con o senza effetti speciali.

E poi, la velocità di cogliere al volo gli argomenti caldi della rete, e costruirci una storia, è una qualità che può fare la differenza. Così come l’ironia, che non è una dote essenziale, ma che può offrire belle soddisfazioni a chi riesce a sfruttarla con arguzia e intelligenza!

Tra le parole che iniziano con auto-, puoi includere l’autocontrollo: dote necessaria quando ti trovi a rispondere alle repliche e ai commenti meno piacevoli.  E puoi lasciare serenamente da parte ogni forma di autocelebrazione o autoreferenzialità, che il pubblico dei Social solitamente schiva come l’influenza. E puoi rinunciare anche all’autopromozione, se intendi farla sfruttando proprio i canali dei tuoi clienti (che non fa granché figo!) 😉

Se vuoi diventare un Social Media Manager e vuoi gestire meglio i Social Media della tua azienda, puoi seguire un corso per scoprire i segreti, i trucchi e le strategie per affinare le tue prestazioni e le tue conoscenze. Se ti interessa, contattaci, e ti terremo aggiornati sulle date dei nostri prossimi corsi.

 

Promuovi i prodotti come persone

Puoi utilizzare i social per promuovere un progetto, un’impresa o la tua professione. L’importante, è che tu abbia sempre ben chiara un’idea: le persone, sui social, vogliono interfacciarsi con le persone. Ciò che il pubblico ama dei social è proprio la possibilità di relazionarsi con un prodotto, un’azienda o un personaggio pubblico come farebbe con un amico.

Si sa, non c’è nulla di più difficile che parlare di se stessi. O si esagera, o si è riduttivi. Non è facile essere obiettivi, guardarsi dall’esterno come farebbe una persona qualunque e raccontarsi superando i condizionamenti caratteriali. Però, concediti un po’ di tempo e prova a personalizzare il tuo messaggio.

Prendi carta e penna, e scrivi.

  • Immagina che la tua azienda sia come una persona. Che agisce, comunica. Che ha una storia e degli obiettivi. Che ha una propria personalità

  • Promuovi i prodotti come persone. Identifica gli aggettivi che caratterizzano la personalità del tuo progetto. Lavora di fantasia, creargli un’identità. Prova a definire valori e gli interessi che gli appartengono

  • Definisci in brevi paragrafi la storia della tua impresa: come è nata, quali sono stati i momenti più significativi, quali sono le persone che hanno dato – direttamente o indirettamente – il loro contributo per la realizzazione di questo progetto.

  • Indica quali sono gli obiettivi a breve e lungo termine da raggiungere.

  • Analizza se ci sono (e ci sono sicuramente!) delle parole chiave che racchiudono l’essenza del tuo progetto e il modo di comunicare del tuo pubblico.  Non è detto che debbano essere sempre presenti nei tuoi contenuti, però possono ispirare i contenuti o emergere nella tua comunicazione sotto forma di foto, video, emozione o sensazione. Sono il filo che lega il tuo pubblico a te, che ti identifica.

  • Pensa in modo diverso al tuo progetto. Con un approccio comunicativo in cui il pubblico non è un insieme di potenziali acquirenti, ma un gruppo di persone che ama il tuo prodotto.

Per piacere al tuo pubblico, non esistono formule magiche. Ma sicuramente una bella personalità definita aiuta la comunicazione e arricchisce le relazioni

Cronache ferroviarie: quando il libro nasce su Facebook

In questi anni, molti casi editoriali sono nati da Pagine Facebook. E’ sicuramente singolare, però, il caso di “Cronache Ferroviarie“, libro che nasce non da una Pagina Facebook, bensì dai post del profilo di un utente. Il libro è infatti una raccolta di post di Luigi De Luca, scritti e pubblicati su Facebook durante i suoi frequenti viaggi in treno su e giù per l’Italia.

Il libro è accompagnato dalle illustrazioni di Attilio Del Giudice. Anche la loro amicizia è nata sul web, grazie ad Aphorism, sito di letteratura indipendente diretto proprio da Luigi De Luca.

Il libro è in vendita qui su Amazon, ed è la lettura perfetta se avete in previsione un viaggio in treno, o un bel regalo da fare all’amico pendolare.

Se volete saperne di più, ecco qui: li abbiamo intervistati per scoprire come è nata la singolare avventura di “Cronache Ferroviarie”.

Cos’è “Cronache Ferroviarie”?

Luigi: È una piccola raccolta, una selezione di 27 situazioni vissute durante alcuni spostamenti in treno. Dal 2009 ho iniziato a pubblicare su Facebook brevi racconti di viaggio: persone, discorsi, riflessioni, c’è un po’ di tutto su un treno in movimento. Ho sempre osservato e ascoltato un po’ oltre la superficie e ho sempre trovato spunti interessanti, protagonisti inconsapevoli, messaggi diretti e indiretti da condividere. Per sorridere e – perché no – riflettere. E poi ci sono le immagini di Attilio del Giudice che arricchiscono le mie pagine, ritratti di persone slegate dai racconti e che lasciano al lettore l’interpretazione, il contesto, l’associazione mentale. Abbiamo rotto lo schema narrativo di immagine e testo, deve essere il lettore a definire il significato.

Come nasce l’idea di “Cronache Ferroviarie”?

Luigi: Ero a pranzo da Attilio, guardavamo insieme un collage dei suoi ritratti digitali incorniciato e appeso alla parete dopo aver partecipato a una mostra. A un tratto mi fa: “Ti voglio dare alcune mie immagini per accompagnare i testi dei tuoi racconti in treno. Facciamo una raccolta insieme”. Mi ha colto di sorpresa e ho reagito d’istinto: “Sì, facciamolo”. Poi è iniziato un percorso fatto di scelte, decisioni, qualche nottata al computer e tante scoperte, una bella esperienza.

Come vi siete conosciuti?

Attilio: La nostra amicizia nasce al tempo delle prime sperimentazioni di Aphorism, 16 anni fa circa. In verità io non posso dire che Aphorism non abbia alimentato qualche velleità, qualche illusione, qualche esuberanza narcisista… ma, non c’è dubbio che (a parte il caso di qualcuno che abbia mostrato un talento indiscutibile), è stato possibile che una certa cultura popolare si affiancasse alla cultura alta, e che anche i peones potessero essere ospitati ed avere democraticamente uno spazio espressivo, senza particolari costrizioni e, nel quale, non ci fossero calcoli mercantili di bassa lega.
Queste erano le idee di Luigi e la disponibilità a renderle concrete. Mi sembrò subito che corrispondessero a una dimensione ideale e a una sensibilità sociale rara, insomma c’era una piattaforma che potevo condividere e via via, assecondare in un’amicizia chiara, senza riserve e doppi fondi e che potesse essere coltivata, nonostante la grande discordanza di età anagrafica e nonostante le naturali distanze del vissuto generazionale.

Luigi, qual è l’illustrazione di Attilio che preferisci in “Cronache Ferroviarie”?

Luigi: Mi piacciono tutte ma la mia preferita è a pag. 47. C’è un uomo seduto che guarda fuori una finestra. Potrebbe essere su un treno, viaggia da solo e non ha niente da raccontare quel giorno, quindi guarda il paesaggio scorrere veloce fuori dal finestrino. Ecco, quell’uomo potrei essere io 😉

Attilio, qual è il racconto di Luigi che preferisci in “Cronache Ferroviarie”?

Attilio: Non mi è facile rispondere, non sono pochi i brani che potrei privilegiare in una scelta del genere, forse l’affettuosa ironia, che serpeggia in tutto il libro, appare più evidente nel racconto flash: “Ferragni Docet”.

E infine, abbiamo chiesto a entrambi perché leggere “Cronache Ferroviarie”. Ecco le loro risposte!

Attilio: Oddio, perché? (è imbarazzante visto che anch’io sono presente con le grafiche…). Certo è che la narrazione di Luigi è fluida, pulita, senza abusi retorici e ci parla di un microcosmo, dove il ritmo letterario sembra essere connotato ai ritmi del viaggiare in treno e dove i viaggiatori con le loro storie, i loro tic, le ossessioni telefoniche (coi cellulari), le consuete lamentazioni, i disagi, ecc… esprimono le piccole vicende umane, le esistenze di ogni giorno dove tutti i lettori si possono sentire in vario modo coinvolti, ora nella solidarietà, ora nel sorriso ironico.

Luigi: Perché è un libro sincero, per chiunque. Ci sono fatti e persone che tutti incontriamo e che tutti potremmo narrare, se solo ci fermassimo un attimo a mettere insieme pensieri e parole. Io l’ho fatto, ho trovato le parole, le ho condivise su un social network e alla fine mi sono ritrovato con un libro in mano. Alla fine. E se invece fosse l’inizio?

A questo punto, non ci resta che augurare a tutti buona lettura e buon viaggio! 😉

Esperienze, ambizioni, competenze: il curriculum che parla davvero di te

Preparare un curriculum vitae da inviare a un’impresa è sempre una fase delicata. Non è facile riuscire a schematizzare in un paio di pagine esperienze, ambizioni, personalità, talenti e competenze. E poi, non esiste un curriculum che vada bene per tutti i casi: bisogna rimetterci mano di volta in volta, a seconda della situazione, evidenziando le competenze a seconda del destinatario.

Chi si trova tra le mani un curriculum desidera capire in pochi secondi se può essere interessante oppure no. Quindi, è molto importante riuscire a dare una bella impressione da subito.

Per passare il test di prima impressione, è bene tenere presente questi elementi:

  1. Scrivi una bella lettera di presentazione: è importante partire avendo già un’idea precisa di ciò che puoi fare per quell’impresa. Domandati qual è il percorso che ti ha portato a prendere contatti con quella azienda. Perché vuoi lavorare con loro? Quali sono le competenze che metti a disposizione? Perché ti interessa quel ruolo? Prova a illustrare sinteticamente i motivi per cui invii la candidatura, in modo semplice e diretto.

  2. Utilizza un impianto grafico di facile consultazione. Il curriculum non deve essere particolarmente fantasioso, o difficile da interpretare. Sia l’impostazione grafica che il font devono essere facilmente leggibili. Il classico Curriculum Vitae Europeo, personalizzato secondo le tue necessità, può essere una buona base di partenza. Metti i grassetti al punto giusto per evidenziare esperienze o competenze coerenti con il ruolo per cui ti proponi. Riempi non più di due, tre pagine. Se sono troppe, non vengono lette. In un colloquio conoscitivo ci sarà modo di approfondire i dettagli!

  3. Inserisci solo le esperienze che dimostrano le competenze che hai acquisito in ambito professionale. Non raccontare nei dettagli ogni esperienza lavorativa solo per fare volume. Se hai coperto mansioni molto differenti tra loro, scegli di elencare solo quelle che ti sembrano più attinenti con il settore e il ruolo per il quale ti proponi. Il motivo è semplice: un elaborato schematico e sintetico come un curriculum non è in grado di contestualizzare le circostanze della vita in cui sono avvenute le tue esperienze. E quindi, potresti dare l’impressione di essere una persona poco decisa.

  4. Attento a come utilizzi i social! Molte aziende, oggi, si fanno un’idea del candidato anche sbirciando i profili social, per farsi un’idea sua personalità, del modo di relazionarsi agli altri e dei suoi veri interessi. Per cui, perché non inserire nel curriculum anche i link ai tuoi account Facebook, Twitter, Instagram o LinkedIn?

  5. Sii sincero. Se dici che sai fare qualcosa, e invece non è vero, in fase di colloquio una domanda specifica potrebbe farti cadere in un tranello, vanificando il percorso fatto fino a quel momento. Allo stesso modo, sii determinato nel descrivere ciò che sai fare e le competenze che vuoi approfondire.

Quando hai finito, edita il testo e rileggilo immaginando che sia di un’altra persona. Che impressione ti fa?