Quattro elementi per comunicare una casa vacanze

Come annunciato nei giorni scorsi sulla Pagina Facebook del Social Blog, nelle scorse settimane tutta l’attenzione è stata rivolta a creare una strategia di comunicazione per una casa vacanze.

Per lavorare sulla strategia di comunicazione di un prodotto turistico, è necessario tenere presenti alcuni elementi e farsi delle domande:

  • Cosa si aspetta il viaggiatore al suo arrivo?
  • Quali sono i punti di forza della location?
  • In quali e quanti modi posso comunicarli?
  • Quali sono le cose che il cliente deve assolutamente sapere?

Cosa si aspetta il viaggiatore?

L’offerta turistica sta diventando sempre più specifica. Oggi, i viaggiatori prestano molta attenzione al luogo in cui soggiornano e alla sistemazione.

Oggi l’offerta si sta sempre più diversificando e gli hotel, i Bed and Breakfast e gli alloggi turistici si rivolgono sempre più a nicchie di persone che hanno passioni, interessi e necessità particolari da soddisfare. Un esempio molto palese sono i Family Hotel, con servizi e impianti dedicate alle famiglie con i bambini. Ne abbiamo parlato anche qui.

Quindi è importante essere molto chiari su ciò che il cliente troverà o non troverà una volta arrivato a destinazione: il viaggiatore si aspetta di trovare quello che vede sul portale, né più né meno.

Quali sono i punti di forza della location?

La prima cosa da fare è definire i punti di forza della casa e il modo in cui puoi rendere più particolare il soggiorno nella città. Con lo studio dei punti di forza, puoi definire il target di viaggiatori a cui rivolgerti. Se possono essere famiglie, coppie o persone con particolari passioni o esigenze, come gli sportivi o chi viaggia per lavoro.

In questo modo, puoi creare una comunicazione diretta verso i tuoi clienti e dimostrare che puoi venire incontro alle loro esigenze, da diversi punti di vista.

In quali modi posso comunicare i punti di forza?

Prima di tutto, il logo.

Il logo deve ispirarsi alla filosofia di accoglienza e raccontare graficamente chi sei e che tipo di vacanza proponi. I colori, il font e la grafica parlano dell’esperienza che proponi.

Ad esempio, questo è un logo elaborato per una casa vacanze che si ispira all’ecologia e al turismo sostenibile.

Il monociclo rappresenta le biciclette gratuite a disposizione per gli ospiti, il verde l’anima ecologica e sostenibile con cui viene gestito il loro servizio e il rosso l’energia dei viaggiatori che scelgono questo genere di vacanza.

Anche sui social è molto importante riuscire a comunicare in modo diretto e veloce, scegliendo se rivolgersi ad un target nazionale o internazionale. E parlando, nei post, sia delle caratteristiche della location che dei luoghi che possono interessare i tuoi viaggiatori.

Quali sono le cose che il cliente deve assolutamente sapere?

E’ importante riuscire a creare il giusto rapporto tra aspettativa e realtà. Questo perché il cliente, sin dal momento della prenotazione, ha bisogno di farsi un programma, un’idea su come trascorrerà le sue vacanze.

Per questo il sito resta un elemento importante per la comunicazione di una location turistica. Sul sito puoi descrivere in ogni particolare le caratteristiche dell’accoglienza, cosa troverà una volta arrivato fino all’atmosfera del quartiere.

E puoi anche parlare di ciò che non troverà.

Il pensiero positivo aiuta sempre: non è possibile avere una casa vacanze o un Bed and Breakfast perfetto sotto ogni aspetto. Ma, rivolgendoci al target giusto, ogni cosa avrà il giusto peso. Se sei lontano dai siti turistici, ad esempio, è necessario comunicarlo. Magari suggerendo delle soluzioni per poterli raggiungere facilmente, senza lasciarsi abbattere dalla criticità.

Shopping online vs offline

Qualche settimana fa promisi al mio amico Fabio, di cui vi avevo parlato qui, che avrei scritto sul decimo compleanno della sua attività.

Dieci anni, per un negozio di abbigliamento, è un gran bel traguardo! Fabio – che aveva una forte tradizione familiare alle spalle – si è dovuto scontrare con un mercato che, fin dal giorno in cui ha aperto, era in pieno cambiamento e fermento. Il concorrente diretto, che in passato era il negozio a pochi isolati di distanza o il centro commerciale, sono diventati Amazon, Privalia, Asos.

Insomma, a pensarci: se prima i concorrenti li conoscevi e li salutavi per strada, da un momento all’altro sei in competizione col mondo intero. Averla a che fare con questi colossi significa doversi misurare anche con strategie di marketing di alto livello. Fatte di comunicazione, prezzi e posizionamenti a cui è faticoso tenere testa.

Tenere testa ai colossi

Questo compleanno mi ha fatto riflettere, ancora una volta, su quanto sia importante cercare di differenziarsi, in ogni attività.

Una persona che desidera acquistare un paio di sneakers, oggi può farlo tranquillamente dal salotto di casa, tramite una connessione o uno smartphone.

La spinta ad andare nel negozio di quartiere può essere la ricerca di qualità e competenze fondate sul rapporto umano. Come la possibilità di confrontarti e ricevere consigli e suggerimenti sull’acquisto, l’assistenza diretta pre e post vendita, la possibilità di vivere un’esperienza.

L’esperienza d’acquisto online vs offline

Comprare on line è qualcosa che facciamo tutti. Ciò che cerchiamo su un e-commerce è un vantaggio sui prezzi, per esempio, o un prodotto difficile da trovare.

Andare a fare shopping è diverso da “comprare”. Perché lo “shopping” – se vogliamo fare un po’ di filosofia spicciola – è un’azione comporta anche la ricerca del prodotto giusto, il bisogno di soddisfazione, il piacere della scelta. Spesso e volentieri, è qualcosa che si fa in compagnia, anche per divertimento.

Insomma, un’esperienza di acquisto coinvolgente e personalizzata. Ed è qualcosa che, ad oggi, non può essere replicata on line. Persino molti brand puntano alla qualità e alla personalizzazione dell’esperienza di acquisto, invitando i clienti ad entrare in negozio attraverso la comunicazione on line.

Se è vero che, in Italia, la percentuale di penetrazione degli acquisti on line è ancora tra le più basse, è vero anche che la comunicazione digitale è fondamentale per motivare i clienti a passare per il negozio.

E i modi possibili sono tantissimi: dal blog al sito, passando per i social media. Perché, in un mondo in cui ognuno di noi è sovrastimolato da mille messaggi pubblicitari, è necessario essere riconosciuti e riconoscibili. Con i propri prodotti, la propria filosofia, le offerte e le competenze.

Quando guardi le cose da una prospettiva diversa

L’Hotel Stanley, sulle Montagne Rocciose, ispirò l’idea dell’Overlook Hotel di Shining. Dopo il successo del film di Kubrick, iniziarono a girare storie sul fatto che lo Stanley fosse infestato dagli spettri. La cosa fece così clamore che, addirittura, arrivarono le troupe televisive e gli scienziati.

La ricerca di fantasmi si concluse con un nulla di fatto, ma era ben chiaro che la vocazione dell’hotel dovesse cambiare prospettiva.

Le persone non andavano più allo Stanley per una villeggiatura estiva: andavano lì per cercare un’esperienza da raccontare. Ecco quindi nascere delle “vacanze alternative”, con la possibilità di fare tour notturni in hotel alla ricerca di fantasmi e fenomeni paranormali. Lo Stanley è diventato meta di pellegrinaggio per i fan di Kubrick e King così che, nel 2015, hanno realizzato anche il famoso labirinto!

Cambiare versione della storia

La storia dell’hotel mi ha fatto riflettere su come sia possibile raccontare una storia in tanti modi diversi. E’ questa la magia dello storytelling: e se la versione del lupo fosse più interessante di quella di Cappuccetto Rosso?

Mettendo in luce elementi diversi, puoi evidenziare altre prospettive, parlare a nuove persone e raggiungere un pubblico diverso.

Cambiare prospettiva non significa cambiare tutto: l’Hotel Stanley, che stiamo prendendo ad esempio, è rimasto comunque fedele alla sua vocazione di dimora storica. Anzi, tutto questo amplifica ancora di più la sua immagine. I servizi e i prezzi non sono scesi di livello. Piuttosto, è la ciliegina sulla torta che avvicina anche chi cerca quel tipo di esperienza.

Ecco: comunicare significa anche ribaltare le cose e capire come puoi raccontarle in modo diverso. Cercare chi, quelle storie, vuole sentirle. E trovare il modo giusto per catturare la sua attenzione.




Colori e personalità: quali sono quelli giusti?

Lo sai che i colori influenzano la percezione di un prodotto? La scelta di un colore per un logo o per un’attività di comunicazione non è mai casuale, ma dettata da scelte che si basano sulla percezione e sulle sensazioni.

Inoltre, ogni colore esprime una propria personalità: ecco perché è importante sceglierli non solo in base al gusto personale, ma anche basandoti sul loro significato, sulle emozioni e sensazioni che suscitano.

Rosso, se vuoi stimolare l’impulsività

Il rosso è il colore del fuoco, della passione e della seduzione. Allo stesso tempo, il rosso viene associato ad una sensazione di allarme e di pericolo. Esprime forza, decisione ed emozioni forti.

Il rosso è un colore molto utilizzato nel settore del cibo: esprime immediatezza e impulso al consumo. Non a caso Red Bull, Lays o Burger King utilizzano il rosso nel logo e nella comunicazione.

Giallo, perfetto per ispirare il senso di novità

Il giallo è il colore del sole ed esprime energia e vitalità. E’ il colore perfetto per ispirare creatività ed allegria. Mentalmente, lo associamo a qualcosa di nuovo, di giovane o di particolarmente geniale.

Non sarà un caso se il giallo è proprio il colore predominante dei loghi di Ikea e Nikon!

Blu, il colore della fiducia

Il colore blu, considerato nelle sue diverse tonalità e declinazioni, è il colore più amato in assoluto.

Il blu, fin dall’antichità, è sempre stato considerato un colore preziosissimo. Difficile da creare e da reperire, in passato era davvero costoso: ecco perché gli artisti centellinavano la quantità di blu per destinarla quasi esclusivamente ad elementi dalla forte sacralità.

Non è un caso che il Principe sia proprio Azzurro: la scelta di identificarlo con il colore, in questo caso, sottolinea la rarità e il prestigio del personaggio!

Nella comunicazione, il colore blu viene associato a fiducia, affidabilità e benessere. Ecco perché il blu è il colore istituzionale per eccellenza e lo ritroviamo nei loghi di Samsung, Zurich e Unilever.

Rosa per esprimere femminilità e ottimismo

Il colore rosa viene da sempre associato alla femminilità e rappresenta l’empatia e la sensibilità.

Pantone ha decretato che una tonalità di rosa, il Living Coral, possa ben rappresentare il 2019 e il bisogno di leggerezza, ottimismo e ricerca della gioia della nostra società.

Per le sue caratteristiche, il rosa è il colore di Victoria’s Secret.

Verde, se vuoi ispirare pace interiore!

Il verde è il colore della natura, dell’ecosostenibilità e dell’equilibrio. Eco-friendly per eccellenza, il colore verde ispira pace e armonia. Perfetto per esprimere la comunicazione di attività ed imprese vegan, biologiche o con un occhio particolare al benessere.

Attenzione, però: alcune tonalità di verde possono invece esprimere dei collegamenti mentali completamente opposti come il veleno e la gelosia. Se scegli il verde per la tua comunicazione, occhio alla sfumatura e all’abbinamento con gli altri colori!

Il verde è il colore scelto da aziende come Lifegate, NaturaSì e Sturbucks.

Viola: il colore più sofisticato

Il viola è un colore che non ha avuto una vita facile. Associato al lutto e alla sfortuna, in passato, oggi vive una nuova dignità. Il colore viola, infatti, nella comunicazione ispira lusso, preziosità, fascino e indipendenza.

E’ il colore di Milka, Yahoo e Hallmark.

Marrone: quando il colore fa rima con tradizione

Il colore marrone lo associamo alla tradizione e ben si lega ad aziende che si occupano di artigianato. E’ il colore della terra: richiama la sensazione di casa, affetti, calore. Inoltre, il marrone è il colore del caffè, del cioccolato, del cuoio, dei liquori.

Per tutti questi motivi, il marrone ispira maturità e affidabilità, semplicità e serietà.

E’ il colore predominante di aziende come UPS ed M&Ms.

Bianco e nero: minimalismo e purezza

Il bianco è il colore della luce, della pace e della purezza. Viene associato ad attività sanitarie perché dà il senso della pulizia. Il nero, invece, è il colore del lusso e del minimalismo. Esprime autorità ed eleganza.

Entrambi i colori si abbinano bene a tutti gli altri, e vengono spesso utilizzati per rafforzare l’immagine di un’altra tonalità.

E se l’universo dei colori ti affascina, Cromorama di R. Falcinelli per Einaudi Editore è un libro bellissimo su quanto il colore ha influenzato la storia e ci aiuta a filtrare la realtà.

Come comunicare un territorio

In questo periodo sto approfondendo, per motivi di lavoro, il Marketing territoriale. Praticamente, sto studiando un progetto di comunicazione per valorizzare tutte le particolarità di un’area geografica circoscritta: aziende, imprese, tradizioni ed esperienze, legate da un unico filo conduttore, che è appunto il territorio in cui insistono.

Raccontiamo la storia

Di esempi di brandizzazione di un territorio, almeno noi, in Italia, ne abbiamo viste e ne vediamo di tutti i colori. Certo, l’Italia è davvero un Paese straordinario, composito, petaloso oserei dire.

E a questo proposito c’è il TED Talk di Maurizio Robilant che racconta proprio le difficoltà del riunire sotto un comune denominatore tutte le bellezze del nostro Paese. Il TED è qui, se vi va di vederlo. Dura circa 28 minuti, ma li vale tutti!

Dicevo, appunto, che l’intento è quello di riuscire a riunire sotto un unico simbolo una piccola porzione di territorio. Sembrerebbe una cosa facile, ma non lo è. Innanzitutto, perché si tratta di una combinazione complessa, come un’equazione a tanti fattori. Perché la valorizzazione, in questo caso, deve comprendere tanti attori diversi. E la parte più complicata è quella della distribuzione dei ruoli.  In una storia in cui tutti desiderano interpretare la parte di Giulietta, e nessuno desidera vestire i panni della sua Balia, per dire! 🙂

Allo stesso tempo, per scegliere le varie parti, bisogna considerare anche i vari palchi su cui questo progetto andrà in scena. Dal punto di vista turistico, è facile considerare come primedonne le strutture ricettive, le strade e i luoghi, le tradizioni e le esperienze.

Franciacorta: come ti racconto un territorio

Franciacorta è un esempio di come il turismo e il vino vengano portati al centro della scena di pari passo. Già il sito offre una lettura a due chiavi: abbiamo da una parte IL Franciacorta, inteso come il vino, il consorzio e le cantine. E dall’altra parte, invece, c’è LA Franciacorta: il turismo enogastronomico e la strada.

Questo punto di vista duplice, offre la possibilità di considerare il Franciacorta come un progetto completo: occhei, siamo questo vino perché siamo qui. E se non puoi venire a godere delle nostre bellezze e dei nostri sapori proprio qui, allora verremo noi da te.

In questo caso, il prodotto è veramente collegato a doppio filo al territorio, e l’uno porta avanti l’altro. Davvero un bel modo di identificare il territorio, di raccontarne la storia, le tradizioni, i sapori e le particolarità! E di mettere sullo stesso piano ogni attore, a seconda della scena.

Siamo a caccia di esperienze

Esperienza: è una parola bellissima, e che, negli ultimi anni, ha assunto anche sfaccettature diverse. E’ un’esperienza la navigazione on line, un’emozione, imparare qualcosa, un nuovo modo di vivere, di vendere, di fruire di un prodotto. Esperienza è uscire dalla tua zona di comfort.

E poi c’è il turismo esperienziale, che è un modo diverso di approcciarsi al viaggio. Non più come una pausa di relax dal lavoro, ma sperimentare luoghi, attività e persone in modo unico, irripetibile e non standardizzato. Il turista esperienziale è attratto dai luoghi meno conosciuti dalle masse. Cerca emozioni e possibilità di imparare qualcosa di nuovo, interagire con gli abitanti, sperimentare attività memorabili, desidera avvicinarsi il più possibile alla tradizione del Paese che lo ospita.

“Dove vuoi andare?” VS “Cosa vuoi fare?”

AirBnb, nato per aprire le case private e condividere spazi e culture, negli ultimi anni ha inaugurato una nuova sezione denominata proprio Experience.
Sul portale è possibile trovare i luoghi più ameni in cui dormire, come case sull’albero, baite con soffitti di cristallo per edere le stelle, fusoliere di vecchi aeroplani. E anche attività, tour o eventi stimolanti e particolari: dai corsi di cucina tradizionale agli shooting per Instagram.

Anche in questo caso è possibile trovare situazioni molto stravaganti. Mi ha colpito moltissimo, ad esempio, un annuncio sulla possibilità di portare a spasso un cagnolino per Tokio. Cioè, gente che paga per portare in giro il cagnolino di un altro. Prima sono rimasta basita, poi ho pensato “e perché no?”.

Ho provato in prima persona AirBnB Experience, proponendo io stessa un’esperienza, qualche mese fa. All’annuncio hanno aderito diverse tipologie di persone: ricordo con piacere una famiglia finlandese con la quale c’è stato uno scambio culturale particolarmente vivace, cercando di individuare, durante l’attività, i punti di contatto tra le nostre diverse culture.

L’esperienza è unica

Se lavori in campo ricettivo, il turismo esperienziale è qualcosa di cui devi tenere conto. Ad oggi, non basta più mantenere alti gli standard di qualità delle camere. Un frigobar fornito non è più importante della possibilità di forgiare negli ospiti un ricordo indimenticabile. Ne abbiamo parlato anche qui.

Anzi, a volte, il valore dell’esperienza è dato da altri fattori. Ciò che è importante tenere presente è che le esperienze non possono essere impacchettate e standardizzate. Bisogna far sì che siano create e vissute in modo memorabile e personalizzato.
Il turismo esperienziale è trasversale e non è legato al prezzo, quanto all’unicità dell’attività.

Ti lascio, in questo articolo, con un invito: dai un’occhiata al sito di Hans Brinker, ad Amsterdam. Si fregia di essere il peggior albergo del mondo. Perché anche questa può essere un’esperienza indimenticabile! 😉

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Tre gradi di separazione

Ma come, non erano sei i gradi di separazione? 😉

Secondo la teoria sociologica, il mondo è così piccolo da permettere di arrivare da Tizio a Caio attraverso solo sei passaggi. Spiego meglio, aiutandomi con Wikipedia che lo racconta davvero bene. Negli anni Sessanta, lo psicologo americano Stanley Milgram volle mettere alla prova la teoria dei sei gradi di separazione con  un esperimento. Chiese ad gruppo di persone di spedire un pacchetto ad altrettante persone che abitavano a diverse migliaia di chilometri di distanza. Ognuno di essi conosceva solo il nome del destinatario, il suo impiego e la zona in cui risiedeva, ma non l’indirizzo preciso. Ognuno dei partecipanti inviò il pacchetto ad una persona di sua conoscenza che credeva potesse essere più vicina al destinatario finale. Quella persona avrebbe fatto lo stesso, e così via, fino a che il pacchetto non fosse stato consegnato al destinatario finale.

A dirla così, e considerando il periodo storico in cui questo esperimento si svolse, sembra davvero complicato riuscire a raggiungere il destinatario sconosciuto attraverso pochi contatti. Eppure, ogni pacchetto arrivò in cinque/sette passaggi. Da qui nacque l’espressione “sei gradi di separazione”.

I gradi di separazione di Facebook

Quindi, secondo la teoria dei sei gradi di separazione, ognuno di noi è collegato all’altro attraverso sei persone. Qualche anno fa, alcuni ricercatori italiani ripresero lo stesso esperimento su Facebook. Grazie al fatto che, sul social media, ci sono “amici” che non conosciamo direttamente, i passaggi si ridussero da sei a quattro.

Quando sono in aula, gioco sulla teoria dei quattro gradi di separazione dimostrando che l’ex Presidente Obama, su Facebook, non è poi così lontano.

Arriva a chi vuoi, tramite un amico in comune

Ricordi quando, a scuola, ti piaceva una persona? La prima cosa che facevi, era individuare l’amico in comune che potesse mettervi in contatto. Immaginiamo di poter fare lo stesso dal punto di vista professionale e lavorativo!

Le Pubbliche Relazioni si basano proprio su questo, e sulla capacità personale di ampliare sempre più la rete di contatti, non solo dal punto di vista digitale, ma anche e soprattutto umano. Una buona rete di relazioni, nella vita come nel lavoro, è come un edificio che si costruisce ogni giorno, e che necessita di capacità e competenze personali, empatia, ascolto attivo e istinto. Ma, soprattutto, generosità e disponibilità.

Naturalmente, costruire una buona rete di relazioni non è qualcosa che si fa in un giorno. Ma, con tempo e pazienza, umiltà e sorrisi, potrai far sì che il resto del mondo sia sempre più vicino.

Come trovare le idee giuste per i tuoi post

Quando gestisci i social  un blog della tua attività, una delle cose più macchinose da fare è riuscire a trovare contenuti sempre nuovi da condividere con il tuo pubblico. Non basta inserire pubblicità per far sì che gli utenti interagiscano. Anzi, in realtà, i contenuti prettamente promozionali dovrebbero essere 1/5 della tua comunicazione on line.

Abbiamo affrontato questo argomento molto spesso sul Social Blog, ma stavolta lo faremo da un punto di vista diverso. Infatti, ciò di cui parleremo è di come si realizza una mappa di temi utili a creare contenuti per la tua comunicazione digitale, sia per i social che per i blog. La mappa tematica, come potremmo chiamarla, non è uno strumento statico, ma dinamico. Evolve insieme alla tua comunicazione, alla tua azienda e ai tuoi followers. Pertanto, periodicamente va anche rivista per capire se puoi aggiungere o togliere elementi.

 

Prima di iniziare

Prima di tracciare una mappa tematica, è necessario sapere a chi vuoi indirizzare la tua comunicazione. La comunicazione digitale va indirizzata a diversi tipi di utenti (prova con tre tipi) che possono in qualche modo interagire o essere interessati alla tua azienda.

Sicuramente, il primo utente a cui rivolgersi è proprio il compratore finale dei tuoi servizi/prodotti. Prova a indovinare chi è, cosa fa, dove vive. Non sono tutti dati da inventare, sicuramente sai chi è che viene nel tuo negozio di quartiere o chi può avere bisogno della tua professionalità.

Immaginiamo che tu abbia un negozio di oggetti per la casa e arredamento. Sicuramente, il primo potenziale pubblico della tua comunicazione digitale sono le persone che abitano nella tua città o nei dintorni, o addirittura nel tuo quartiere. Secondo l’esperienza diretta, cerca di tracciare un identikit del tuo cliente tipo: genere, età, lavoro, hobby, e così via.

Un altro tipo di utente che potresti coinvolgere con  i giusti contenuti è l'”appassionato”. Identifichiamola, tornando al discorso dei complementi d’arredo, come chi ha il pallino dell’architettura e design. Magari nella vita fa un altro lavoro, ma per curiosità o diletto ama approfondire ciò che riguarda l’arredamento, gli oggetti strani, la cura della casa o l’ospitalità.

E arriviamo al terzo potenziale utente, quello che potrebbe essere interessato ai tuoi prodotti non per passione o per piacere personale, ma per lavoro. Non colleghi, ma professionisti in cerca di spunti e idee per approfondire le loro competenze. Come, tornando al nostro esempio,  potrebbero essere i proprietari di Bed & Breakfast e attività ricettive, fotografi di interni, studi di architettura, agenti immobiliari e simili.

 

Come realizzare una mappa tematica

Una volta che hai capito a chi ti rivolgi, puoi identificare quali sono i punti che la tua attività ha in comune con i tuoi utenti.

Prendi un foglio di carta, e traccia al centro del foglio un cerchio, dentro cui inserirai il tema principale della tua impresa. Tornando al nostro esempio: complementi d’arredo!

Adesso, non porre limiti alla fantasia e scrivi di getto, tutto intorno al cerchio centrale, cosa unisce  tuoi utenti e la tua professione da un punto di vista professionale e personale: passioni, interessi, valori, esperienze, occasioni, eventi, hobby, blog e riviste di settore, personaggi pubblici e così via.

 

Fai un po’ di pulizia

Al termine di questo esercizio, fai un po’ di pulizia, eliminando gli argomenti più lontani, quelli ridondanti o quelli su cui ti senti meno sicuro.

Ed ecco la tua mappa tematica: da qui, potrai prendere ogni settimana uno spunto per raccontare un po’ di te, del lavoro, dei prodotti. Ma anche, e soprattutto, chiacchierare insieme al tuo pubblico degli interessi e delle passioni che vi accomunano!

 

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Sette regali curiosi e inutili scovati sul web!

Qualche giorno fa, con l’arrivo di un catalogo postale di regali e accessori natalizi, mi è saltata in mente l’idea di dedicare il post che scrivo ogni anno prima del Black Friday agli acquisti per Natale. E, stavolta, ho spinto la mia curiosità verso alcuni oggetti particolarmente curiosi che si possono trovare in rete. Tra tutti quelli che mi hanno  fatto sorridere, ne ho selezionati sette.

Come dice Mary Kondo, il regalo assolve la sua funzione nel momento in cui viene ricevuto, procurando gioia. E sicuramente tutti conosciamo qualcuno che potrebbe divertirsi a ricevere per Natale un regalo che è assolutamente inutile!

Ed ecco qui un elenco dei sette oggetti inutili e curiosi che, a mio avviso, possono far sorridere chi li riceve.

 

Voglia di caramelle?

C’è chi ha l’abitudine di tenere sempre una ciotolina di caramelle sul tavolino o sulla scrivania.  Ecco il regalo giusto per chi ama le caramelle e i giochini da fiera anni Ottanta: il candy grabber! Prova a prendere la caramella manovrando il joystick, hai a disposizione un tempo limitato: proprio come i giochini alle feste di paese! Costa 32,95 €.

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Per chi non smette di essere mai bambino

Chi non sogna di ricevere un Babbo Natale volante di 70 cm, da appendere alla finestra, per dare l’illusione che la stia attraversando? Questo addirittura suona e si illumina: il regalo perfetto per le notti in cui sei solo in casa e ti svegli per andare a prendere un bicchiere d’acqua in cucina! Costa poco meno di 60 €.

 

Una partita a golf aiuta la concentrazione

Tutti conoscono quella persona che, quando entra in bagno, si perde e non torna più. Ed ecco come aiutarlo a concentrarsi: il set da golf da bagno. Costa appena 5,90 €, e la confezione contiene anche un cartellino “Do Not Disturb” da appendere all’esterno per avvisare i coinquilini della partita in corso!

 

Dove vai, se la bambolina da cruscotto non ce l’hai?

Ecco un regalo natalizio perfetto per chi ha a cuore la propria automobile: la bambolina dondolante da cruscotto a energia solare. Ne trovi con vari soggetti: da Gesù a Papa Francesco per i più religiosi. Oppure puoi optare per altri personaggi, come Mr Bean, Trump o la Regina Elisabetta! Il costo è poco meno di 7 €.

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Una tuta modello Unicorno

Chi non ha mai desiderato girare per casa con indosso un pigiama da Unicorno? Un regalo natalizio perfetto per l’amica che sogna una vita come quella dei Trolls, le creature più felici del mondo, tutta brillantini e arcobaleni. Ha anche un prezzo piccolo piccolo, appena 16,95 €!

Per il cucciolo di casa

Anche i gatti hanno diritto al loro bel regalo di Natale, e sicuramente adoreranno l’amaca da radiatore. E’ sicuramente un oggetto curioso, e non so che darei per vederci un bel gattone di mia conoscenza (che probabilmente non riuscirebbe neanche a starci dentro!). Costa intorno ai 17€.

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Per gli amanti del design

Vuoi mettere una casa completamente arredata a tema natalizio. In tutte le stanze, compreso il bagno. Ecco perché il tuo amico amante del design adorerà ricevere il completo da bagno dedicato a Babbo Natale, con cui vestire a festa anche i suoi sanitari. Il prezzo si aggira sui 7 €.

 

E niente, vi è venuta qualche idea su un regalo originale per il prossimo Natale? Nel frattempo, i consigli dei post degli scorsi anni sono ancora validi. Eccoli qui:

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