Due idee per trovare nuovi clienti

Tempo fa, un cliente mi faceva notare come, da qualche mese, non ci fossero più nuovi ingressi nella sua attività. La clientela era stabile da tempo: un numero di persone che gli permetteva di fatturare, pagare gli stipendi e vivere. Ma non era in crescita. E questo, alla lunga,si ripercuoteva sui nuovi investimenti.

Ci sono dei periodi in cui va così. Ed è fisiologico e normale, soprattutto quando sei sul mercato da tanto tempo. Ma ci sono due strategie che puoi intraprendere subito per smuovere un po’ le acque.

Parti da chi non vedi da tempo

Sfogliando il tuo database, sicuramente ti accorgerai che ci sono persone che non vedi da anni nella tua attività. Clienti che in passato hanno comprato da te prodotti e servizi, ma poi, a un certo punto, piano piano, sono spariti. Non te ne sei accorto subito, ma adesso a ripensarci… Dove sono finiti?

Un cliente che non vedi da due anni, per esempio, è un cliente che non ha contribuito al tuo fatturato da allora. E’ un non-cliente e, anche se lo conosci e in passato ti ha dato la sua fiducia, deve esserci qualche motivo per cui non è più tornato. Se oggi si ripresentasse, potresti considerarlo come un ingresso nuovo di zecca.

Non soffermarti a capire perché non è più venuto da te, ma studia un’offerta dedicata esclusivamente a tutti coloro che hai perso nel tempo. Agisci in modo efficace e rapido. Offri uno sconto speciale sul prodotto che vendi con maggiore frequenza, quello che ti fa andare sempre sul sicuro, o un servizio gratuito con la scusa di far provare un nuovo prodotto.

Richiama personalmente i vecchi clienti che non vedi da tanto tempo e invitali ad usufruire di questa offerta. Una telefonata, piuttosto che un’email o un sms, è il modo migliore per ristabilire il contatto e l’affiatamento.

Invita gli amici dei tuoi clienti

Una seconda strategia che puoi intraprendere subito, è quella di attingere tra le amicizie dei tuoi clienti più fidelizzati. Nessuno, più di un cliente che si serve da te da anni, può farti pubblicità in modo genuino e spontaneo. Infatti, se viene nella tua attività da anni, vuol dire che si trova bene, che si fida di te e che trova nei tuoi prodotti e nei tuoi servizi la soluzione giusta.

Ecco perché un cliente fidelizzato va invitato a parlare di te, a diventare – in un certo senso – testimonial della tua attività.

Per partire da un cliente fidelizzato, devi considerare una gratificazione immediata da offrirgli in cambio del suo impegno.

Crea una bella offerta per i clienti fidelizzati, da estendere ad un amico. Ad esempio, se pubblicherà sui suoi canali social un post che parla di te, regalagli un prodotto, un servizio, un forte sconto. E, contemporaneamente, proponi un’offerta di prova per l’amico che sarà influenzato a seguirlo nella tua attività.

Puoi comunicarlo a voce, ma sicuramente farà più effetto e sembrerà più ufficiale se creerai un volantino o una cartolina che racconti nei dettagli questa strategia.

Fammi sapere se hai provato queste strategie e come sono andate!

Se vuoi approfondire questo aspetto, puoi leggere anche:

Shopping online vs shopping off-line

Pubbliche relazioni nell’epoca dei saldi

Social e l’arte di lasciar parlare di te

Sette serie TV che fanno fare binge-watching

Una volta, avevo l’abitudine di passare ore a vedere serie TV: con Dexter, per esempio, ero così in fissa che l’avrò visto almeno due volte per stagione. Adesso ne vedo meno: è difficile che riesca a trovare due o tre ore consecutive da dedicare a vedere un paio di puntate di seguito senza crollare addormentata. 😉

Qui ci sono sette serie che ho visto nell’ultimo anno e che, secondo me, due parole le meritano. Anche perché ci sono dei dettagli nello Storytelling che andrebbero analizzati e sia per il modo in cui, la maggior parte, prende spunto da storie vere per trasformarle in fiction.

Stranger Things

E’ la mia preferita in assoluto. Mi ha riportato alle atmosfere dei film che ho amato nella mia infanzia: dentro c’è tutto, da ET ai Goonies, da Aliens a Stand By Me. Nonostante questo, la trama è originale e piena di colpi di scena. Binge-watching assicurato.

Il caso O.J. Simpson

Questa serie racconta tutte le fasi del caso di cronaca di Simpson, e ciò che mi ha colpito di più è stato l’utilizzo dello Storytelling come tecnica per suggestionare l’opinione pubblica nei riguardi dello sportivo. Da guardare perché è interessante scoprire le tecniche di comunicazione utilizzate dal Dream Team in aula e con la stampa, nel primo processo mediatico della storia.

Chernobyl

E’ la più recente che ho visto e mi ha colpito moltissimo. La miniserie racconta ogni dettaglio della catastrofe, con uno stile quasi documentaristico, attraverso i ruoli di diverse persone: dagli scienziati ai politici, fino alle persone che hanno subito le conseguenze dell’incidente alla centrale nucleare. Pensare che sia una storia vera è sconvolgente. Io ho dovuto vedere una puntata alla volta perché l’atmosfera era troppo deprimente, ma forse a voi andrà meglio. Però sono solo cinque puntate, si può fare! 🙂

La Casa di Carta

La Casa di Carta è un must per chi ama le serie TV e di per sé è molto divertente e piacevole. L’atmosfera è leggera e, superati i primi due episodi che sono i meno interessanti del resto della serie, finisci per simpatizzare con i “cattivi”.

Black Mirror

Ogni episodio è una storia a sé e ognuno di essi cerca di raccontare dove ci porterà la tecnologia in un prossimo futuro. Sono appena uscite su Netflix le nuove puntate, che sono interessanti, anche se le prime stagioni erano molto più profetiche e dirompenti. Personalmente, l’episodio che mi ha colpito di più nelle vecchie stagioni è stato White Bear. Ancora mi torna in mente, ogni tanto!

Unabomber

Sullo stesso stile della serie sul processo O.J., nel senso che prende spunto da una storia vera per raccontarla in ogni particolare. E’ interessante capire come sia sottile ed empatico il lavoro dei profiler e come sia, al tempo stesso, labile il confine tra scienza e sensazione. Almeno in questo contesto.

Mindhunter

In settima posizione perché, fino all’ultimo, si è giocata la classifica con La Verità sul Caso Henry Quebert. Mindhunter, però, è una serie TV interessantissima dal momento che racconta – anche qui, la serie nasce dalla realtà! – come sia nato il lavoro del profiler partendo da una semplice intuizione e da una raccolta dati davvero singolare. Nessuno spoiler, solo il consiglio di dedicarvi qualche ora per vederla. L’unico vero problema è che la seconda stagione è ancora lontana!

Newsletter: come mantenere una relazione a distanza

Ogni giorno, quando apro la posta elettronica, mi piace sbirciare nella cartella delle newsletter per vedere se trovo qualche email interessante con sconti o contenuti che possono aiutarmi nei miei acquisti o nella mia crescita professionale.

Le Newsletter, che fino a pochi anni fa erano terribilmente asfissianti, adesso sono diventate un modo di comunicare molto piacevole. Nella casella, spesso trovo e-mail di hotel in cui ho soggiornato in passato, e-shop in cui ho acquistato o spunti di aggiornamento di altri colleghi. E sono tutti “regali” che mi dedicano e che possono aiutarmi a spendere meglio il mio tempo e i miei soldi.

E’ come mantenere in piedi una relazione a distanza e continuare, in qualche modo, a pensarsi reciprocamente.

Se vuoi iniziare una relazione a distanza con i tuoi clienti basandoti sulle e-mail, tieni prima di tutto presente alcuni punti.

Poche, ma buone

Un regalo è prezioso quanto più è raro. Non essere troppo assillante: ricevere un’e-mail ogni tanto fa piacere. Se ne mandi di più, il tuo modo di comunicare può risultare molesto.

Vai dritto al punto

Va bene che stiamo parlando di scambi epistolari, ma non tutti amano leggere testi troppo lunghi. Anzi, ho sperimentato in diverse occasioni che le persone preferiscono ricevere email con immagini e link su cui cliccare, piuttosto che trovarsi di fronte a testi molto lunghi da leggere.

Se hai bisogno di scrivere, perché il tuo prodotto si presta a questo tipo di comunicazione, cerca di suddividere il testo in paragrafi, intervallandoli magari con delle immagini.

Trova la formula più adatta al tuo prodotto e ai tuoi clienti, ci sono tanti format diversi da sperimentare. I portali che permettono di inviare newsletter forniscono anche dei dati statistici che possono aiutarti a capire cosa preferisce chi riceve le tue email.

Pensa con cura all’oggetto

L’oggetto è l’elemento più importante per una newsletter: è ciò che può fare la differenza tra un clic e un “cestina”.

Ecco perché l’oggetto non deve essere scelto a caso, ma pensato con cura e attenzione, cercando di cogliere l’interesse e la curiosità del lettore.

Abbandona le formule del tipo “Newsletter n.1” e fai viaggiare la tua creatività. E’ qui che ti giochi buona parte della partita!

Non scrivere solo perché lo fanno tutti

Come ho detto all’inizio, la Newsletter è un mezzo per continuare a tenersi in contatto anche dopo tempo con i tuoi clienti. E’ un modo per aggiornarli sulle tue novità, sugli sconti, far sapere loro che non li hai dimenticati anche se non vengono a trovarti da tempo.

Cerca di utilizzare questo strumento per proporre contenuti esclusivi e dedicati a chi la riceverà.

Ad esempio, puoi utilizzare la tua Newsletter per regalare degli sconti in particolari periodi dell’anno; per informare su un nuovo prodotto; per invitarli a delle vendite esclusive pre-saldi o prima del Black Friday. Insomma, è un modo per far sentire i tuoi clienti speciali e per rendere ancora più complice la vostra relazione.

Quattro elementi per comunicare una casa vacanze

Come annunciato nei giorni scorsi sulla Pagina Facebook del Social Blog, nelle scorse settimane tutta l’attenzione è stata rivolta a creare una strategia di comunicazione per una casa vacanze.

Per lavorare sulla strategia di comunicazione di un prodotto turistico, è necessario tenere presenti alcuni elementi e farsi delle domande:

  • Cosa si aspetta il viaggiatore al suo arrivo?
  • Quali sono i punti di forza della location?
  • In quali e quanti modi posso comunicarli?
  • Quali sono le cose che il cliente deve assolutamente sapere?

Cosa si aspetta il viaggiatore?

L’offerta turistica sta diventando sempre più specifica. Oggi, i viaggiatori prestano molta attenzione al luogo in cui soggiornano e alla sistemazione.

Oggi l’offerta si sta sempre più diversificando e gli hotel, i Bed and Breakfast e gli alloggi turistici si rivolgono sempre più a nicchie di persone che hanno passioni, interessi e necessità particolari da soddisfare. Un esempio molto palese sono i Family Hotel, con servizi e impianti dedicate alle famiglie con i bambini. Ne abbiamo parlato anche qui.

Quindi è importante essere molto chiari su ciò che il cliente troverà o non troverà una volta arrivato a destinazione: il viaggiatore si aspetta di trovare quello che vede sul portale, né più né meno.

Quali sono i punti di forza della location?

La prima cosa da fare è definire i punti di forza della casa e il modo in cui puoi rendere più particolare il soggiorno nella città. Con lo studio dei punti di forza, puoi definire il target di viaggiatori a cui rivolgerti. Se possono essere famiglie, coppie o persone con particolari passioni o esigenze, come gli sportivi o chi viaggia per lavoro.

In questo modo, puoi creare una comunicazione diretta verso i tuoi clienti e dimostrare che puoi venire incontro alle loro esigenze, da diversi punti di vista.

In quali modi posso comunicare i punti di forza?

Prima di tutto, il logo.

Il logo deve ispirarsi alla filosofia di accoglienza e raccontare graficamente chi sei e che tipo di vacanza proponi. I colori, il font e la grafica parlano dell’esperienza che proponi.

Ad esempio, questo è un logo elaborato per una casa vacanze che si ispira all’ecologia e al turismo sostenibile.

Il monociclo rappresenta le biciclette gratuite a disposizione per gli ospiti, il verde l’anima ecologica e sostenibile con cui viene gestito il loro servizio e il rosso l’energia dei viaggiatori che scelgono questo genere di vacanza.

Anche sui social è molto importante riuscire a comunicare in modo diretto e veloce, scegliendo se rivolgersi ad un target nazionale o internazionale. E parlando, nei post, sia delle caratteristiche della location che dei luoghi che possono interessare i tuoi viaggiatori.

Quali sono le cose che il cliente deve assolutamente sapere?

E’ importante riuscire a creare il giusto rapporto tra aspettativa e realtà. Questo perché il cliente, sin dal momento della prenotazione, ha bisogno di farsi un programma, un’idea su come trascorrerà le sue vacanze.

Per questo il sito resta un elemento importante per la comunicazione di una location turistica. Sul sito puoi descrivere in ogni particolare le caratteristiche dell’accoglienza, cosa troverà una volta arrivato fino all’atmosfera del quartiere.

E puoi anche parlare di ciò che non troverà.

Il pensiero positivo aiuta sempre: non è possibile avere una casa vacanze o un Bed and Breakfast perfetto sotto ogni aspetto. Ma, rivolgendoci al target giusto, ogni cosa avrà il giusto peso. Se sei lontano dai siti turistici, ad esempio, è necessario comunicarlo. Magari suggerendo delle soluzioni per poterli raggiungere facilmente, senza lasciarsi abbattere dalla criticità.

Shopping online vs offline

Qualche settimana fa promisi al mio amico Fabio, di cui vi avevo parlato qui, che avrei scritto sul decimo compleanno della sua attività.

Dieci anni, per un negozio di abbigliamento, è un gran bel traguardo! Fabio – che aveva una forte tradizione familiare alle spalle – si è dovuto scontrare con un mercato che, fin dal giorno in cui ha aperto, era in pieno cambiamento e fermento. Il concorrente diretto, che in passato era il negozio a pochi isolati di distanza o il centro commerciale, sono diventati Amazon, Privalia, Asos.

Insomma, a pensarci: se prima i concorrenti li conoscevi e li salutavi per strada, da un momento all’altro sei in competizione col mondo intero. Averla a che fare con questi colossi significa doversi misurare anche con strategie di marketing di alto livello. Fatte di comunicazione, prezzi e posizionamenti a cui è faticoso tenere testa.

Tenere testa ai colossi

Questo compleanno mi ha fatto riflettere, ancora una volta, su quanto sia importante cercare di differenziarsi, in ogni attività.

Una persona che desidera acquistare un paio di sneakers, oggi può farlo tranquillamente dal salotto di casa, tramite una connessione o uno smartphone.

La spinta ad andare nel negozio di quartiere può essere la ricerca di qualità e competenze fondate sul rapporto umano. Come la possibilità di confrontarti e ricevere consigli e suggerimenti sull’acquisto, l’assistenza diretta pre e post vendita, la possibilità di vivere un’esperienza.

L’esperienza d’acquisto online vs offline

Comprare on line è qualcosa che facciamo tutti. Ciò che cerchiamo su un e-commerce è un vantaggio sui prezzi, per esempio, o un prodotto difficile da trovare.

Andare a fare shopping è diverso da “comprare”. Perché lo “shopping” – se vogliamo fare un po’ di filosofia spicciola – è un’azione comporta anche la ricerca del prodotto giusto, il bisogno di soddisfazione, il piacere della scelta. Spesso e volentieri, è qualcosa che si fa in compagnia, anche per divertimento.

Insomma, un’esperienza di acquisto coinvolgente e personalizzata. Ed è qualcosa che, ad oggi, non può essere replicata on line. Persino molti brand puntano alla qualità e alla personalizzazione dell’esperienza di acquisto, invitando i clienti ad entrare in negozio attraverso la comunicazione on line.

Se è vero che, in Italia, la percentuale di penetrazione degli acquisti on line è ancora tra le più basse, è vero anche che la comunicazione digitale è fondamentale per motivare i clienti a passare per il negozio.

E i modi possibili sono tantissimi: dal blog al sito, passando per i social media. Perché, in un mondo in cui ognuno di noi è sovrastimolato da mille messaggi pubblicitari, è necessario essere riconosciuti e riconoscibili. Con i propri prodotti, la propria filosofia, le offerte e le competenze.

Quando guardi le cose da una prospettiva diversa

L’Hotel Stanley, sulle Montagne Rocciose, ispirò l’idea dell’Overlook Hotel di Shining. Dopo il successo del film di Kubrick, iniziarono a girare storie sul fatto che lo Stanley fosse infestato dagli spettri. La cosa fece così clamore che, addirittura, arrivarono le troupe televisive e gli scienziati.

La ricerca di fantasmi si concluse con un nulla di fatto, ma era ben chiaro che la vocazione dell’hotel dovesse cambiare prospettiva.

Le persone non andavano più allo Stanley per una villeggiatura estiva: andavano lì per cercare un’esperienza da raccontare. Ecco quindi nascere delle “vacanze alternative”, con la possibilità di fare tour notturni in hotel alla ricerca di fantasmi e fenomeni paranormali. Lo Stanley è diventato meta di pellegrinaggio per i fan di Kubrick e King così che, nel 2015, hanno realizzato anche il famoso labirinto!

Cambiare versione della storia

La storia dell’hotel mi ha fatto riflettere su come sia possibile raccontare una storia in tanti modi diversi. E’ questa la magia dello storytelling: e se la versione del lupo fosse più interessante di quella di Cappuccetto Rosso?

Mettendo in luce elementi diversi, puoi evidenziare altre prospettive, parlare a nuove persone e raggiungere un pubblico diverso.

Cambiare prospettiva non significa cambiare tutto: l’Hotel Stanley, che stiamo prendendo ad esempio, è rimasto comunque fedele alla sua vocazione di dimora storica. Anzi, tutto questo amplifica ancora di più la sua immagine. I servizi e i prezzi non sono scesi di livello. Piuttosto, è la ciliegina sulla torta che avvicina anche chi cerca quel tipo di esperienza.

Ecco: comunicare significa anche ribaltare le cose e capire come puoi raccontarle in modo diverso. Cercare chi, quelle storie, vuole sentirle. E trovare il modo giusto per catturare la sua attenzione.




Colori e personalità: quali sono quelli giusti?

Lo sai che i colori influenzano la percezione di un prodotto? La scelta di un colore per un logo o per un’attività di comunicazione non è mai casuale, ma dettata da scelte che si basano sulla percezione e sulle sensazioni.

Inoltre, ogni colore esprime una propria personalità: ecco perché è importante sceglierli non solo in base al gusto personale, ma anche basandoti sul loro significato, sulle emozioni e sensazioni che suscitano.

Rosso, se vuoi stimolare l’impulsività

Il rosso è il colore del fuoco, della passione e della seduzione. Allo stesso tempo, il rosso viene associato ad una sensazione di allarme e di pericolo. Esprime forza, decisione ed emozioni forti.

Il rosso è un colore molto utilizzato nel settore del cibo: esprime immediatezza e impulso al consumo. Non a caso Red Bull, Lays o Burger King utilizzano il rosso nel logo e nella comunicazione.

Giallo, perfetto per ispirare il senso di novità

Il giallo è il colore del sole ed esprime energia e vitalità. E’ il colore perfetto per ispirare creatività ed allegria. Mentalmente, lo associamo a qualcosa di nuovo, di giovane o di particolarmente geniale.

Non sarà un caso se il giallo è proprio il colore predominante dei loghi di Ikea e Nikon!

Blu, il colore della fiducia

Il colore blu, considerato nelle sue diverse tonalità e declinazioni, è il colore più amato in assoluto.

Il blu, fin dall’antichità, è sempre stato considerato un colore preziosissimo. Difficile da creare e da reperire, in passato era davvero costoso: ecco perché gli artisti centellinavano la quantità di blu per destinarla quasi esclusivamente ad elementi dalla forte sacralità.

Non è un caso che il Principe sia proprio Azzurro: la scelta di identificarlo con il colore, in questo caso, sottolinea la rarità e il prestigio del personaggio!

Nella comunicazione, il colore blu viene associato a fiducia, affidabilità e benessere. Ecco perché il blu è il colore istituzionale per eccellenza e lo ritroviamo nei loghi di Samsung, Zurich e Unilever.

Rosa per esprimere femminilità e ottimismo

Il colore rosa viene da sempre associato alla femminilità e rappresenta l’empatia e la sensibilità.

Pantone ha decretato che una tonalità di rosa, il Living Coral, possa ben rappresentare il 2019 e il bisogno di leggerezza, ottimismo e ricerca della gioia della nostra società.

Per le sue caratteristiche, il rosa è il colore di Victoria’s Secret.

Verde, se vuoi ispirare pace interiore!

Il verde è il colore della natura, dell’ecosostenibilità e dell’equilibrio. Eco-friendly per eccellenza, il colore verde ispira pace e armonia. Perfetto per esprimere la comunicazione di attività ed imprese vegan, biologiche o con un occhio particolare al benessere.

Attenzione, però: alcune tonalità di verde possono invece esprimere dei collegamenti mentali completamente opposti come il veleno e la gelosia. Se scegli il verde per la tua comunicazione, occhio alla sfumatura e all’abbinamento con gli altri colori!

Il verde è il colore scelto da aziende come Lifegate, NaturaSì e Sturbucks.

Viola: il colore più sofisticato

Il viola è un colore che non ha avuto una vita facile. Associato al lutto e alla sfortuna, in passato, oggi vive una nuova dignità. Il colore viola, infatti, nella comunicazione ispira lusso, preziosità, fascino e indipendenza.

E’ il colore di Milka, Yahoo e Hallmark.

Marrone: quando il colore fa rima con tradizione

Il colore marrone lo associamo alla tradizione e ben si lega ad aziende che si occupano di artigianato. E’ il colore della terra: richiama la sensazione di casa, affetti, calore. Inoltre, il marrone è il colore del caffè, del cioccolato, del cuoio, dei liquori.

Per tutti questi motivi, il marrone ispira maturità e affidabilità, semplicità e serietà.

E’ il colore predominante di aziende come UPS ed M&Ms.

Bianco e nero: minimalismo e purezza

Il bianco è il colore della luce, della pace e della purezza. Viene associato ad attività sanitarie perché dà il senso della pulizia. Il nero, invece, è il colore del lusso e del minimalismo. Esprime autorità ed eleganza.

Entrambi i colori si abbinano bene a tutti gli altri, e vengono spesso utilizzati per rafforzare l’immagine di un’altra tonalità.

E se l’universo dei colori ti affascina, Cromorama di R. Falcinelli per Einaudi Editore è un libro bellissimo su quanto il colore ha influenzato la storia e ci aiuta a filtrare la realtà.

Come comunicare un territorio

In questo periodo sto approfondendo, per motivi di lavoro, il Marketing territoriale. Praticamente, sto studiando un progetto di comunicazione per valorizzare tutte le particolarità di un’area geografica circoscritta: aziende, imprese, tradizioni ed esperienze, legate da un unico filo conduttore, che è appunto il territorio in cui insistono.

Raccontiamo la storia

Di esempi di brandizzazione di un territorio, almeno noi, in Italia, ne abbiamo viste e ne vediamo di tutti i colori. Certo, l’Italia è davvero un Paese straordinario, composito, petaloso oserei dire.

E a questo proposito c’è il TED Talk di Maurizio Robilant che racconta proprio le difficoltà del riunire sotto un comune denominatore tutte le bellezze del nostro Paese. Il TED è qui, se vi va di vederlo. Dura circa 28 minuti, ma li vale tutti!

Dicevo, appunto, che l’intento è quello di riuscire a riunire sotto un unico simbolo una piccola porzione di territorio. Sembrerebbe una cosa facile, ma non lo è. Innanzitutto, perché si tratta di una combinazione complessa, come un’equazione a tanti fattori. Perché la valorizzazione, in questo caso, deve comprendere tanti attori diversi. E la parte più complicata è quella della distribuzione dei ruoli.  In una storia in cui tutti desiderano interpretare la parte di Giulietta, e nessuno desidera vestire i panni della sua Balia, per dire! 🙂

Allo stesso tempo, per scegliere le varie parti, bisogna considerare anche i vari palchi su cui questo progetto andrà in scena. Dal punto di vista turistico, è facile considerare come primedonne le strutture ricettive, le strade e i luoghi, le tradizioni e le esperienze.

Franciacorta: come ti racconto un territorio

Franciacorta è un esempio di come il turismo e il vino vengano portati al centro della scena di pari passo. Già il sito offre una lettura a due chiavi: abbiamo da una parte IL Franciacorta, inteso come il vino, il consorzio e le cantine. E dall’altra parte, invece, c’è LA Franciacorta: il turismo enogastronomico e la strada.

Questo punto di vista duplice, offre la possibilità di considerare il Franciacorta come un progetto completo: occhei, siamo questo vino perché siamo qui. E se non puoi venire a godere delle nostre bellezze e dei nostri sapori proprio qui, allora verremo noi da te.

In questo caso, il prodotto è veramente collegato a doppio filo al territorio, e l’uno porta avanti l’altro. Davvero un bel modo di identificare il territorio, di raccontarne la storia, le tradizioni, i sapori e le particolarità! E di mettere sullo stesso piano ogni attore, a seconda della scena.