Siamo a caccia di esperienze

Esperienza: è una parola bellissima, e che, negli ultimi anni, ha assunto anche sfaccettature diverse. E’ un’esperienza la navigazione on line, un’emozione, imparare qualcosa, un nuovo modo di vivere, di vendere, di fruire di un prodotto. Esperienza è uscire dalla tua zona di comfort.

E poi c’è il turismo esperienziale, che è un modo diverso di approcciarsi al viaggio. Non più come una pausa di relax dal lavoro, ma sperimentare luoghi, attività e persone in modo unico, irripetibile e non standardizzato. Il turista esperienziale è attratto dai luoghi meno conosciuti dalle masse. Cerca emozioni e possibilità di imparare qualcosa di nuovo, interagire con gli abitanti, sperimentare attività memorabili, desidera avvicinarsi il più possibile alla tradizione del Paese che lo ospita.

“Dove vuoi andare?” VS “Cosa vuoi fare?”

AirBnb, nato per aprire le case private e condividere spazi e culture, negli ultimi anni ha inaugurato una nuova sezione denominata proprio Experience.
Sul portale è possibile trovare i luoghi più ameni in cui dormire, come case sull’albero, baite con soffitti di cristallo per edere le stelle, fusoliere di vecchi aeroplani. E anche attività, tour o eventi stimolanti e particolari: dai corsi di cucina tradizionale agli shooting per Instagram.

Anche in questo caso è possibile trovare situazioni molto stravaganti. Mi ha colpito moltissimo, ad esempio, un annuncio sulla possibilità di portare a spasso un cagnolino per Tokio. Cioè, gente che paga per portare in giro il cagnolino di un altro. Prima sono rimasta basita, poi ho pensato “e perché no?”.

Ho provato in prima persona AirBnB Experience, proponendo io stessa un’esperienza, qualche mese fa. All’annuncio hanno aderito diverse tipologie di persone: ricordo con piacere una famiglia finlandese con la quale c’è stato uno scambio culturale particolarmente vivace, cercando di individuare, durante l’attività, i punti di contatto tra le nostre diverse culture.

L’esperienza è unica

Se lavori in campo ricettivo, il turismo esperienziale è qualcosa di cui devi tenere conto. Ad oggi, non basta più mantenere alti gli standard di qualità delle camere. Un frigobar fornito non è più importante della possibilità di forgiare negli ospiti un ricordo indimenticabile. Ne abbiamo parlato anche qui.

Anzi, a volte, il valore dell’esperienza è dato da altri fattori. Ciò che è importante tenere presente è che le esperienze non possono essere impacchettate e standardizzate. Bisogna far sì che siano create e vissute in modo memorabile e personalizzato.
Il turismo esperienziale è trasversale e non è legato al prezzo, quanto all’unicità dell’attività.

Ti lascio, in questo articolo, con un invito: dai un’occhiata al sito di Hans Brinker, ad Amsterdam. Si fregia di essere il peggior albergo del mondo. Perché anche questa può essere un’esperienza indimenticabile! 😉

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Un anno di post: di cosa abbiamo parlato nel 2018

E’ passato un altro anno e, come sempre, ecco il resoconto di quest’anno di post e di articoli. Nel 2018, i post sono ruotati intorno a tre tematiche particolari:

  • La possibilità di creare  o migliorare la tua immagine per costruirti una reputazione on line
  • Un utilizzo consapevole e smart dei social media e delle relazioni con gli altri utenti
  • Le esperienze per migliorare la creatività e sviluppare l’intelligenza emotiva.

Qui un riassunto degli articoli e dei temi che hanno appassionato di più i lettori del Social Blog:

 

A proposito di Personal Branding

Quest’anno, molti dei post hanno avuto come tema centrale gli strumenti e le strategie per migliorare la tua reputazione on line grazie all’aiuto di social, blog e relazioni digitali. La maggior parte degli articoli, infatti, avevano l’obiettivo di offrire un’immagine della tua professionalità più veritiera possibile, attraverso uno stile unico e originale. Anche il modo in cui posti può dire qualcosa della tua personalità!

Questo perché, volente o nolente, ciò che pubblichi on line in qualche modo influisce sull’idea che le persone si fanno di te, anche professionalmente. A partire da quando cerchi lavoro: che sia lecito o no, oggi le aziende possono fare ricerche on line su di te ancora prima di contattarti per un colloquio di lavoro. E, attraverso Google, farsi un’idea di chi sei e di come ti approcci al settore. La tua immagine si costruisce anche attraverso la scelta (o no) di pubblicare i gattini pucciosi. E’ quindi importante capire come creare post efficaci per argomentare la tua professionalità e le tue competenze, come in questo post qui.

La comunicazione e la cura dell’immagine passa anche attraverso le email. Anche perché, spesso, il primo contatto col cliente non avviene in modo diretto e potresti trovarti addirittura a gestire una trattativa per email con  qualcuno di cui non conosci neanche il viso.

Al contrario, ci sono quelle volte in cui la strategia più efficace può essere quella di guardarsi occhi negli occhi. Come nel caso di una presentazione o una riunione in cui devi parlare davanti a tutti, magari in lingua straniera. Ne abbiamo parlato qui.

 

Quali sono le tue abitudini digitali?

Un altro aspetto che questo anno ha caratterizzato Il Social Blog sono stati gli articoli dedicati all’essere nativi digitali, genitori smart o comunque alla nostra relazione privata e personale con i social media ed Internet. Al modo in cui possono darci fastidio un po’ di cose sui social come nella vita privata. Facendo uscire, a volte, l’hater che non vorremmo essere.

Tutti questi articoli hanno portato poi alla nascita di un libro, Internet è come la cioccolata, una sorta di racconto e di riflessione delle nostre abitudini digitali, del perché amiamo i selfie o come mai trascorriamo on line il 40% delle nostre giornate. E’ un libro per tutti, dagli addetti ai lavori che hanno voglia di confrontarsi su questo punto di vista, e per chi, invece, Internet lo utilizza per piacere o per abitudine. Farsi delle domande aiuta a migliorare il rapporto con lo smartphone, senza farsi sopraffare dal mondo virtuale.

 

Di creatività, intelligenza emotiva e altre esperienze

Il terzo argomento del 2018 è stato la creatività. Come fare a migliorarla, a incentivarla, a fare sì che lavori al servizio della strategia e non viceversa, iniziando ad essere consapevole della tua Intelligenza Emotiva. E la creatività si nutre di viaggi, perché uscendo dall’ordinario è più facile venire a contatto con suggestioni o azioni che possono stimolare la fantasia, l’estro e il divertimento.

Ancora, è importante che la creatività si nutra anche di esperienze nuove, che possono permetterti di cambiare la tua prospettiva ed offrirti un nuovo modo di leggere la realtà. E’ un modo di allenarsi a portare attenzione verso i particolari. A volte, ci soffermiamo sempre troppo sull’insieme, sul quadro generale. Capire l’importanza del dettaglio è un esercizio che aiuta anche nelle relazioni interpersonali, nei processi decisionali e nel lavoro, qualunque esso sia.

 

E tu, cosa pensi di questo piano editoriale? Ti piace o vorresti cambiarlo? 

Come trovare le idee giuste per i tuoi post

Quando gestisci i social  un blog della tua attività, una delle cose più macchinose da fare è riuscire a trovare contenuti sempre nuovi da condividere con il tuo pubblico. Non basta inserire pubblicità per far sì che gli utenti interagiscano. Anzi, in realtà, i contenuti prettamente promozionali dovrebbero essere 1/5 della tua comunicazione on line.

Abbiamo affrontato questo argomento molto spesso sul Social Blog, ma stavolta lo faremo da un punto di vista diverso. Infatti, ciò di cui parleremo è di come si realizza una mappa di temi utili a creare contenuti per la tua comunicazione digitale, sia per i social che per i blog. La mappa tematica, come potremmo chiamarla, non è uno strumento statico, ma dinamico. Evolve insieme alla tua comunicazione, alla tua azienda e ai tuoi followers. Pertanto, periodicamente va anche rivista per capire se puoi aggiungere o togliere elementi.

 

Prima di iniziare

Prima di tracciare una mappa tematica, è necessario sapere a chi vuoi indirizzare la tua comunicazione. La comunicazione digitale va indirizzata a diversi tipi di utenti (prova con tre tipi) che possono in qualche modo interagire o essere interessati alla tua azienda.

Sicuramente, il primo utente a cui rivolgersi è proprio il compratore finale dei tuoi servizi/prodotti. Prova a indovinare chi è, cosa fa, dove vive. Non sono tutti dati da inventare, sicuramente sai chi è che viene nel tuo negozio di quartiere o chi può avere bisogno della tua professionalità.

Immaginiamo che tu abbia un negozio di oggetti per la casa e arredamento. Sicuramente, il primo potenziale pubblico della tua comunicazione digitale sono le persone che abitano nella tua città o nei dintorni, o addirittura nel tuo quartiere. Secondo l’esperienza diretta, cerca di tracciare un identikit del tuo cliente tipo: genere, età, lavoro, hobby, e così via.

Un altro tipo di utente che potresti coinvolgere con  i giusti contenuti è l'”appassionato”. Identifichiamola, tornando al discorso dei complementi d’arredo, come chi ha il pallino dell’architettura e design. Magari nella vita fa un altro lavoro, ma per curiosità o diletto ama approfondire ciò che riguarda l’arredamento, gli oggetti strani, la cura della casa o l’ospitalità.

E arriviamo al terzo potenziale utente, quello che potrebbe essere interessato ai tuoi prodotti non per passione o per piacere personale, ma per lavoro. Non colleghi, ma professionisti in cerca di spunti e idee per approfondire le loro competenze. Come, tornando al nostro esempio,  potrebbero essere i proprietari di Bed & Breakfast e attività ricettive, fotografi di interni, studi di architettura, agenti immobiliari e simili.

 

Come realizzare una mappa tematica

Una volta che hai capito a chi ti rivolgi, puoi identificare quali sono i punti che la tua attività ha in comune con i tuoi utenti.

Prendi un foglio di carta, e traccia al centro del foglio un cerchio, dentro cui inserirai il tema principale della tua impresa. Tornando al nostro esempio: complementi d’arredo!

Adesso, non porre limiti alla fantasia e scrivi di getto, tutto intorno al cerchio centrale, cosa unisce  tuoi utenti e la tua professione da un punto di vista professionale e personale: passioni, interessi, valori, esperienze, occasioni, eventi, hobby, blog e riviste di settore, personaggi pubblici e così via.

 

Fai un po’ di pulizia

Al termine di questo esercizio, fai un po’ di pulizia, eliminando gli argomenti più lontani, quelli ridondanti o quelli su cui ti senti meno sicuro.

Ed ecco la tua mappa tematica: da qui, potrai prendere ogni settimana uno spunto per raccontare un po’ di te, del lavoro, dei prodotti. Ma anche, e soprattutto, chiacchierare insieme al tuo pubblico degli interessi e delle passioni che vi accomunano!

 

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Sette regali curiosi e inutili scovati sul web!

Qualche giorno fa, con l’arrivo di un catalogo postale di regali e accessori natalizi, mi è saltata in mente l’idea di dedicare il post che scrivo ogni anno prima del Black Friday agli acquisti per Natale. E, stavolta, ho spinto la mia curiosità verso alcuni oggetti particolarmente curiosi che si possono trovare in rete. Tra tutti quelli che mi hanno  fatto sorridere, ne ho selezionati sette.

Come dice Mary Kondo, il regalo assolve la sua funzione nel momento in cui viene ricevuto, procurando gioia. E sicuramente tutti conosciamo qualcuno che potrebbe divertirsi a ricevere per Natale un regalo che è assolutamente inutile!

Ed ecco qui un elenco dei sette oggetti inutili e curiosi che, a mio avviso, possono far sorridere chi li riceve.

 

Voglia di caramelle?

C’è chi ha l’abitudine di tenere sempre una ciotolina di caramelle sul tavolino o sulla scrivania.  Ecco il regalo giusto per chi ama le caramelle e i giochini da fiera anni Ottanta: il candy grabber! Prova a prendere la caramella manovrando il joystick, hai a disposizione un tempo limitato: proprio come i giochini alle feste di paese! Costa 32,95 €.

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Per chi non smette di essere mai bambino

Chi non sogna di ricevere un Babbo Natale volante di 70 cm, da appendere alla finestra, per dare l’illusione che la stia attraversando? Questo addirittura suona e si illumina: il regalo perfetto per le notti in cui sei solo in casa e ti svegli per andare a prendere un bicchiere d’acqua in cucina! Costa poco meno di 60 €.

 

Una partita a golf aiuta la concentrazione

Tutti conoscono quella persona che, quando entra in bagno, si perde e non torna più. Ed ecco come aiutarlo a concentrarsi: il set da golf da bagno. Costa appena 5,90 €, e la confezione contiene anche un cartellino “Do Not Disturb” da appendere all’esterno per avvisare i coinquilini della partita in corso!

 

Dove vai, se la bambolina da cruscotto non ce l’hai?

Ecco un regalo natalizio perfetto per chi ha a cuore la propria automobile: la bambolina dondolante da cruscotto a energia solare. Ne trovi con vari soggetti: da Gesù a Papa Francesco per i più religiosi. Oppure puoi optare per altri personaggi, come Mr Bean, Trump o la Regina Elisabetta! Il costo è poco meno di 7 €.

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Una tuta modello Unicorno

Chi non ha mai desiderato girare per casa con indosso un pigiama da Unicorno? Un regalo natalizio perfetto per l’amica che sogna una vita come quella dei Trolls, le creature più felici del mondo, tutta brillantini e arcobaleni. Ha anche un prezzo piccolo piccolo, appena 16,95 €!

Per il cucciolo di casa

Anche i gatti hanno diritto al loro bel regalo di Natale, e sicuramente adoreranno l’amaca da radiatore. E’ sicuramente un oggetto curioso, e non so che darei per vederci un bel gattone di mia conoscenza (che probabilmente non riuscirebbe neanche a starci dentro!). Costa intorno ai 17€.

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Per gli amanti del design

Vuoi mettere una casa completamente arredata a tema natalizio. In tutte le stanze, compreso il bagno. Ecco perché il tuo amico amante del design adorerà ricevere il completo da bagno dedicato a Babbo Natale, con cui vestire a festa anche i suoi sanitari. Il prezzo si aggira sui 7 €.

 

E niente, vi è venuta qualche idea su un regalo originale per il prossimo Natale? Nel frattempo, i consigli dei post degli scorsi anni sono ancora validi. Eccoli qui:

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Piccoli dettagli per migliorare l’esperienza di acquisto

Nelle ultime settimane sono stata poco presente sul blog, perché ho avuto diverse ore di lezione in aula sulla comunicazione diretta e il Public Speaking. In queste occasioni, ho avuto modo di confermare l’idea che la comunicazione con i clienti – nei negozi, nelle agenzie e persino nelle officine – non è spesso supportata da conoscenze dirette, ma guidata dal buon senso e dal carattere di chi è al banco.

Esistono però delle strategie che permettono di entrare in empatia con chi abbiamo di fronte, offrendo la possibilità di fidelizzare un potenziale cliente anche attraverso la comunicazione verbale e non verbale.

Qual è la differenza tra comprare e vivere un’esperienza di acquisto? Sicuramente, la seconda permette di sentirsi protagonista, di ricevere informazioni e consigli “su misura”, di avere la consapevolezza di aver investito i propri soldi in qualcosa di giusto e importante. Insomma, l’esperienza di acquisto è da vivere, da raccontare, da consigliare e, perché no, da replicare.

 

Gli aspetti non verbali

Nella vendita diretta ci sono alcuni fattori di cui siamo meno consapevoli, che però influiscono sul  processo di vendita. Uno di questi fattori è la prima impressione : ne abbiamo già parlato, è un elemento che appartiene alla natura umana più primitiva, quella che ci permette di capire – nelle situazioni nuove o davanti a sconosciuti- se siamo prede o predatori. E’ ovvio che la prima impressione è, appunto, solo un’impressione. Ma può condizionare alcune persone più di altre e rallentare il processo di fiducia che viene ad instaurarsi durante una vendita. Insomma, se una persona non “ti piace” a pelle, è difficile che riuscirà a venderti qualcosa!
Ecco perché è necessario prestare attenzione a come ti presenti, anche dal punto di vista dell’immagine. Tu rappresenti la tua attività, per questo la tua immagine è importante quanto la vetrina del negozio.

Un bel sorriso aperto, lo sguardo diretto e una postura predisposta all’accoglienza sono sicuramente elementi che possono favorire una bella impressione, di te e della tua attività. Elementi che vanno poi supportati con un tono di voce calmo e sicuro e la predisposizione all’ascolto.

 

Fai le domande giuste!

Hai presente quando vai in un negozio e l’addetto alle vendite tira giù tutto il campionario per permetterti di scegliere? Molto spesso, dopo aver visto tutto, sei più confuso di prima. E quindi prendi del tempo per decidere.

Prima di intraprendere una vendita, ascolta le necessità del cliente.

Aiutare il cliente significa cercare di capire di cosa ha bisogno. E questo puoi farlo solo se gli fai le domande giuste. Avrai l’impressione di perdere tempo a chiacchierare, ma non è così.

Prima di tutto, alle persone piace parlare e percepire la tua attenzione. Inoltre, attraverso le domande, puoi capire qual è il prodotto che sta cercando. Fare le domande, quelle giuste, permette di restringere la ricerca e di chiarire le idee, se hai davanti una persona confusa o titubante. Per fargli pronunciare la fatidica frase “Mi hai letto nel pensiero!” 😉

 

Parlare chiaro!

Il modo migliore per mettere a proprio agio il cliente, quando parliamo delle caratteristiche un prodotto, è tenere presente che può essere esperto (o no) ciò di cui stiamo parlando.

Quando parli del tuo settore, potresti pensare che alcuni termini possano essere familiari anche a chi non è del tuo campo. Invece non è detto che sia così: quelle parole fanno parte del tuo mondo, ma un’altra persona potrebbe non averle mai sentite prima e non conoscerne l’esatto significato. E quindi può fraintendere la tua comunicazione, oppure sentirsi in imbarazzo o incapace di decidere.

Cerca di evitare paroloni e terminologie da “addetti ai lavori”, così come gli inglesismi, a favore di un dialogo comprensibile a tutti: sia per chi ha già dimestichezza con l’argomento e sia per chi, invece, non lo conosce affatto. Una conversazione chiara e semplice permette, in entrambi i casi, di sentirsi a proprio agio nel chiedere spiegazioni e consigli.

 

Emozione, semplicità e coinvolgimento

Volendo utilizzare tre parole, riassumerei così il momento dell’esperienza di acquisto. Perché, in fondo, comprare non è sempre e solo un atto necessario, ma va inteso anche come un’occasione di coccola e di piacere, come lo shopping. Ed è così che andrebbe gestita e vissuta, anche dall’altra parte del banco! 😉

 

 

 

Obiettivi d’autunno: come provare a raggiungerli

Sta arrivando l’autunno, anche se da queste parti andiamo ancora al mare! Questa stagione così particolare e controversa, amata e odiata, è diventata un po’ come il Capodanno o i lunedì in cui si comincia la dieta. E’ il momento delle pianificazioni e delle idee, dei nuovi obiettivi e delle strategie. Però, se ti viene la smania di voler far tutto subito e bene, poi rischi che ti perdi a metà cammino.

Ecco perché ho pensato ad un post in cui parlare di come riprogrammare gli impegni e gli obiettivi in vista della nuova stagione. Vale per te, ma vale anche per me. Ognuno di noi ha bisogno di ragionare, ricalibrare e anche di un po’ di sostegno in queste occasioni!

Prendiamo l’autunno come l’inizio di qualcosa di bello, un momento in cui porsi nuove sfide da portare avanti nei mesi freddi. E anche il momento di un piccolo bilancio, perché non si parte senza prima guardarsi alle spalle, e scoprire la strada già percorsa.

 

Scopri da dove parti

Prova a fare un bilancio degli obiettivi che ti eri dato in passato. Di quelli che hai raggiunto e quelli che, invece, hai fallito. Non c’è nulla di male ad ammettere che alcune cose non sono andate per il verso giusto: è dipeso da te o da altri fattori? Potevi prevederlo? Puoi rimediare? Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Prova a dare una letta a questo post sulla paura di fallire, magari trovi degli spunti interessanti! 😉

E per ciò che invece è andato bene, prova a farti qualche domanda per capire bene quali sono stati i punti di forza che ti hanno permesso di raggiungere l’obiettivo. Fissali e fanne esperienza!

 

Togli di mezzo ciò che non serve più

L’autunno è anche il momento del cambio di stagione. Top, sandali e T-shirt stanno per lasciare il posto a giacche, stivali e sciarpe. Durante il cambio di stagione, tutti tendiamo a conservare, riciclare o dare via i capi dell’anno precedente.

Procedi con lo stesso criterio con la tua Comunicazione Digitale. Controlla sito, social e blog per scoprire se, rispetto al passato, vuoi tenere tutto quello che già c’è, vuoi riciclare o dare una bella sfoltita a ciò che trovi. I tuoi servizi sono ancora tutti validi? Le immagini che sono on line ancora ti rappresentano? Hai aggiornato la tua descrizione personale con le nuove esperienze che hai fatto? Per rinnovare il tuo look digitale, puoi procedere così!

 

Programma per tempo i nuovi obiettivi

Nel prossimo futuro, vuoi lanciare un nuovo servizio o presentarti ad un cliente in particolare?

Programma i tuoi nuovi obiettivi per tempo, e senza guardare troppo lontano sul calendario. E’ inutile riempire l’agenda di cose da fare, solo per sentirti attivo e coinvolto. Anzi, è controproducente, perché più resti indietro sull’elenco, e più senti lontano (e irraggiungibile) il traguardo.

Procedi invece per piccoli passi secondo una strategia: tanti micro-obiettivi che ti portano gradualmente verso il raggiungimento della meta. Definisci una strategia semplice, che possa raggiungersi con una marcia serrata, ma che non ti lasci senza fiato!

E un consiglio, sia per te che per me: non lasciare che le voci in agenda non comprendano anche del tempo libero e delle cose da fare per te stesso. Per il tuo piacere e per prenderti cura di te.

E poi, in bocca al lupo! Perché, se è vero che ci vuole metodo, costanza e  un piano di lavoro per raggiungere gli obiettivi, ci vuole anche un pizzico di fortuna! 😉

 

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Esperienze creative e dove trovarle

E’ arrivato il momento del post estivo, quello in cui suggerisco esperienze creative che possono essere fatte durante le vacanze. L’anno scorso il post era dedicato a quattro cose divertenti da fare quando sei in vacanza per migliorare la creatività, ed è stato letto tantissimo durante tutto l’anno.

Quindi, questa volta ho pensato di avvalermi della collaborazione di un amico, che puoi conoscere attraverso la sua Pagina Facebook Parti Con Peppe o il profilo Instagram.  Peppe è un consulente di viaggi con cui stiamo iniziando un progetto di comunicazione divertente e creativo. E nessuno, più di lui, può suggerire esperienze che possono stimolare la creatività in giro per il mondo, per ripartire a settembre più carichi di energia e di idee.

E questi sono i suoi consigli:

Prova le emozioni di un pilota di Formula 1

Ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, c’è un parco interamente dedicato a Maranello. Oltre venti attrazioni, tra cui le montagne russe Formula Rossa, che in 5 secondi ti sparano a 250 km/h; il Pit Stop della Formula 1 e la lezione di  guida per testare la tua prossima Ferrari! 😉 Un’esperienza davvero emozionante, un luogo dove noi italiani entriamo anche con un certo orgoglio. E alla fine, dopo una giornata in cui ti senti un po’ pilota di Formula 1 e un po’ miliardario, potrai andare nel centro di Dubai per andare a cena all’interno di un gigantesco acquario!

 

Impara l’arte del Bonsai in Giappone

Se hai un volo che ti porta in Giappone, puoi cogliere l’occasione per imparare l’arte del Bonsai presso il Bonsai Museum di Tokio. Come sai, il bonsai per la cultura giapponese è una vera e propria arte che racchiude meditazione e ricerca estetica. E’ un’esperienza che ti avvicina alla cultura giapponese e che ti aiuterà a mettere in pratica immaginazione, pazienza e concentrazione.

E dopo il corso di Bonsai, puoi rilassarti in un Onsen, immergendoti in una vasca termale: un rituale che ha lo scopo di purificare il corpo e lo spirito. Si fa completamente nudi all’aperto, spesso in un giardino, di notte.

Attenzione ai tatuaggi: negli Onsen tradizionali è vietato l’ingresso a chi è tatuato perché correlati alla Yakuza, la mafia giapponese.

 

Metti alla prova le tue doti artistiche nella città dei Beatles

A Liverpool ogni giorno puoi partecipare alla British Music Experience, che – come dice il nome – è un percorso esperienziale interamente dedicato alla musica. Che il tuo animo sia pop, rock o anche  dance non importa, in questo viaggio musicale puoi scegliere il tuo ruolo: spettatore, musicista o addirittura cantante. Puoi passeggiare nella storia della musica tra strumenti, manifesti, vinili e costumi originali. Dai Beatles agli Oasis, passando per David Bowie e Adele.

E poi, puoi mettere alla prova le tue doti artistiche con una chitarra elettrica o un microfono, lasciandoti andare ad un’esperienza unica “che tanto a Liverpool non ti conosce nessuno!”

 

Sul set dei film

Negli Stati Uniti ci sono moltissime esperienze da fare per rivivere le serie e i film che hai amato. Se vuoi fermarti a New York hai l’imbarazzo della scelta: puoi bere Cosmopolitan come le protagoniste di Sex and The City o provare uno dei pastrami del Kats’ Delicatessen, dove hanno girato moltissimi film come Harry ti presento Sally. Ma anche vedere dal vivo i famosi grattacieli su cui gli eroi della Marvel hanno scatenato i loro superpoteri.

E se anche tu, da bambino, hai sognato di essere uno dei Goonies, devi spostarti sulla costa occidentale e raggiungere Astoria, dove partecipare ad un emozionante Movie Tour guidato nelle location del film. Attraverso la mappa di Willie l’Orbo, arriverai alle grotte e poi alle splendide spiagge in cui la nave pirata abbandona le cime.

 

 

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E se devi parlare in pubblico in un’altra lingua?

Immagina di dover parlare in pubblico in inglese, o comunque in un’altra lingua. E’ una cosa che, la prima volta, mette i brividi.

Parlare in pubblico è sempre particolarmente emozionante. E farlo in un’altra lingua può essere una vera e propria prova di abilità. Potresti sentirti insicuro perché temi di non comprendere la domanda di un interlocutore. Oppure di non riuscire a gestire con padronanza la situazione.

 

Scrivi il discorso ma non impararlo a memoria

Che si tratti di un discorso in italiano o in un’altra lingua, impararlo a memoria non è mai una grande idea. E se ti sfugge un termine all’improvviso e perdi il senso del discorso?

Meglio scrivere tutto ciò che vuoi dire, ma poi lasciare che il discorso fluisca liberamente. Una buona strategia è quella di appuntare su un foglio i termini tecnici o le parole chiave (in lingua, naturalmente) che dovrai pronunciare. In questo caso, gli appunti avranno una duplice funzione: da una parte ti aiuteranno a non dimenticare i punti più importanti del tuo discorso, come una scaletta. Dall’altra parte, ti sentirai più sicuro nel poter sbirciare gli appunti quando quel termine sfugge alla memoria.

Non pensare di poter gestire la situazione con la stessa padronanza della tua lingua madre

Premettere che non è un’esperienza facile, che ci saranno dei limiti oggettivi, è già un passo avanti. Non avrai la stessa sicurezza e padronanza della lingua con cui sei cresciuto e che parli quotidianamente, a casa, al bar e a lavoro, e di cui conosci ogni sfumatura, lessicale e culturale.

Partire con un’asticella di aspettative più bassa ti metterà a tuo agio, più di quanto pensi.

Prima di iniziare a parlare, se le circostanze lo permettono, ammetti  verso il pubblico questa difficoltà: lo renderà più clemente nei tuoi confronti e più disponibile all’ascolto.

 

Abbi fiducia nelle tue espressioni

Ma capiscono quello che dico?

Quando comunichi in lingua straniera non sai bene se la tua pronuncia è giusta.

Cancellare un accento è davvero difficile. Visto che la capacità di assorbire una lingua (al punto da cancellare l’accento straniero) è in parte dovuta a un fattore genetico, molto vicino al principio del cosiddetto “orecchio assoluto” dei musicisti, tanto vale lasciarsi andare. E accettare che il pubblico ti ascolti parlare con la stessa esterofilia con cui sentivamo Heather Parisi o con cui i tedeschi ascoltavano parlare Trapattoni.

E’ vero, noi italiani, poi, parliamo molto coi gesti, con la mimica e con l’atteggiamento del corpo.  Senza esagerare, ma lasciando fluire l’italianità che è in te, questa caratteristica aiuterà chi ti ascolta a comprendere ancora meglio il concetto che desideri esprimere.

 

Quando sei lì, lascia andare libera la mente

C’è un processo mentale, che riguarda l’apprendimento delle lingue, che mi ha sempre affascinato. Si chiama monitor, ed è l’incapacità di lasciarsi andare per paura di sbagliare. Ecco, il tuo monitor lascialo a casa.

Non avere vergogna o paura di sbagliare. Un verbo inesatto o una parola pronunciata non perfettamente – se sei straniero – te li perdonerebbe chiunque. E se non te li perdoni tu, stai perdendo un’occasione straordinaria: quella di aprire nuovi canali di comunicazione, culturali e sociali. E di metterti alla prova con un’impresa che man mano che vai avanti, ti esalta e ti fa sentire fighissimo. Quando avrai finito non vedrai già l’ora di ricominciare. 

 

E se vuoi leggere qualcosa di più sull’argomento puoi dare un’occhiata qui:

Parlare in pubblico, ovvero la capacità di raccontare un’idea

Uscire dalle quattro mura per vedere come vanno le cose fuori

Perché è bello imparare a fotografare

Sette anni fa, in vista di un viaggio in una natura spettacolare, acquistai la mia prima fotocamera bridge. Era una macchina fotografica che mi permise, da neofita, di portare a casa delle foto piuttosto belle. In quell’occasione esplose la mia passione per la fotografia: era la mia “meditazione camminata” alla ricerca della bellezza.

Quando nacque mia figlia abbandonai la fotografia perché non avevo più tempo (e voglia, e pazienza) per “meditare”: per fotografare ci vuole tempo, cura e attenzione, e io ero frustrata perché non riuscivo più a fare una foto che mi emozionasse. E poi, con un cellulare fai subito, e l’immagine la tieni lì a portata di mano tutte le volte che vuoi.

 

Ricominciare da zero

Qualche settimana fa ho chiesto ad un amico di aiutarmi a ritrovare la passione e l’”occhio” che avevo perso. Il mio amico si chiama Gianluca Di Fazio, è un fotografo professionista specializzato in foto sportive e racconti per immagini. Un bravissimo fotografo che, come uno sherpa, mi sta riportando sul sentiero della passione fotografica. Perché è così: puoi anche fare foto tecnicamente perfette, ma se il tuo stato d’animo è corrotto da qualche brutto pensiero, hai fretta o sei stanco, tutto questo si evincerà dal risultato finale.

Questa è la prima cosa che mi ha spiegato Gianluca quando, durante un aperitivo che era quasi una seduta psicanalitica, parlavamo dei motivi per cui volevo riprendere in mano la macchina fotografica.

Quando ti approcci a qualcosa di nuovo, è sempre meglio incominciare da zero. Re-imparare qualcosa che sai fare male o da autodidatta, è un percorso ancora più difficile: devi fare tabula rasa di tutti i preconcetti e le idee che avevi assimilato (male) precedentemente, prima di cominciare ad acquisire le nuove informazioni.

Però è questo l’unico modo per correggere gli errori dell’autodidatta.

E poi, bisogna affidarsi completamente a un professionista, senza farsi troppe domande.

 

L’importanza dei particolari

I nostri incontri hanno fuso teoria e molta, molta pratica. Tante foto, sia insieme che in solitaria, seguendo istruzioni ben precise su temi, soggetti, tempi e stile di lavoro.

Il motivo per cui consiglio di imparare a fotografare, che sia per piacere o per lavoro, è che la fotografia è un vero e proprio esercizio di alternanza, tra regole e creatività.

E’ un modo di allenarsi a portare attenzione verso i particolari. E questo, nella vita, è davvero importante. Ci soffermiamo sempre troppo sull’insieme, sul quadro generale. Capire l’importanza del dettaglio è un esercizio che aiuta anche nelle relazioni interpersonali, nei processi decisionali e nel lavoro, qualunque esso sia.

Ho imparato che un dettaglio può cambiare completamente il significato della foto. A volte, basta solo spostarsi,  modificare la prospettiva, per dare un’intensità diversa all’immagine e raccontare un’altra storia.

 

Impari a raccontare storie

E’ proprio così, impari a raccontare storie.

Una bella foto  non è una bella cartolina, come sostiene Gianluca. Una foto non significa riprodurre un’immagine, ma imprimere un momento. Significa raccontare una storia. Attraverso i dettagli, l’immaginazione, le prospettive, la luce, e così via. Il soggetto della foto diventa un ponte universale, in grado di aprire più strade e di creare più chiavi di lettura: la tua e quella di chi la guarda.

Ed è per questo che è un atto completo e creativo. Perché è comunicazione in continua oscillazione: coinvolgente e capace di creare percorsi di immaginazione.

 

Impari a immaginare

La foto non nasce dalla scena che guardi. Nasce prima nella tua mente.

E la capacità del fotografo è quella di scattare proprio quella immagine che ha nella testa.

E’ un’arte. Ecco perché  è una cosa bellissima, che permette di sviluppare a livelli inverosimili la capacità di astrazione, immaginazione e creatività.

Una creatività circondata dalle regole.

Ed ecco perché è importantissimo per un professionista della creatività imparare a fotografare. E’ come andare in palestra per un culturista.

Inoltre, dalla mia esperienza personale, la fotografia è anche un esercizio di pazienza. E’ come l’appostamento per il cacciatore: con un lavoro di immaginazione, progettazione e attesa, crei lo scatto giusto per te.

 

Coltivare l’intelligenza emotiva in piccoli passi

La scorsa settimana, nell’ambito di un percorso di formazione, ho avuto l’occasione di visitare una scuola che mi ha lasciato una bellissima sensazione. Si trattava di un liceo di recente realizzazione, e ho apprezzato con piacere alcuni aspetti che mi hanno fatto riflettere sul ruolo della scuola nella società. La scuola  sta alla società come la cera sta alla candela.

Ciò che mi ha colpito maggiormente di questo istituto è stata l’attenzione riservata alla cura e allo sviluppo dell’Intelligenza Emotiva degli studenti, attraverso delle attività didattiche integrative che mettevano in risalto empatia, creatività e valori.

Ecco perché mi ha ispirato un articolo dedicato all’Intelligenza Emotiva, facoltà che ognuno di noi dovrebbe coltivare nel lavoro e nella vita privata per sviluppare attitudini positive nelle relazioni e nella creatività. Relazionarsi in modo propositivo ed empatico significa valorizzare se stessi e gli altri, accrescere le doti comunicative e ridurre le tensioni.

E’ la base del Team Building, ma non bisogna necessariamente essere una squadra per cominciare. Prestando più attenzione a cose che fai ogni giorno, puoi migliorare il tuo modo di vivere e di relazionarti agli altri.

Essere più sereno e in equilibrio con te stesso, comunicare in modo chiaro e deciso, immedesimarti nell’altro, sono azioni e reazioni che innescano meccanismi positivi e creano ponti. Sono la chiara lettura di autostima e di benessere personale, perché chi è frustrato o arrabbiato tende a sminuire o ad aggredire.

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Parti dall’Ascolto Attivo

L’ascolto attivo è una delle cose più difficili da fare. Ascoltare l’altro non significa sentire cosa ha da dirti, ma cercare di immedesimarti nelle sue emozioni e sensazioni nel momento in cui ti parla. Anche la posizione fisica che assumi durante la conversazione ha la sua importanza. Aprirti completamente all’altro, anche attraverso una postura accogliente e disponibile,  seguendo i suoi gesti, ti permette di sentirti più vicino e connesso.

 

Ti piace fare cose nuove?

Ne abbiamo parlato anche in un articolo dedicato alla zona di comfort. Essere propositivi ed attivi apre a nuove possibilità e a nuovi confronti.

Non pensare a cose enormi: non è detto che devi fare un viaggio o cambiare sport per portare una ventata di novità nella tua vita. Anche azioni quasi impercettibili, come cambiare bar in cui fai colazione o andare a lavoro a piedi anziché in auto, ti permette di fare nuove esperienze ogni giorno e di scoprire punti di vista diversi. E’ un allenamento a non aver paura verso le novità e stimola la creatività e la fantasia.

 

Leggere le emozioni, riflettere su ciò che succede

Leggere e scrivere. Anche questo è un dettaglio approfondito in più occasioni. Leggere permette di immedesimarsi nei protagonisti delle storie e sviluppa l’empatia. Aiuta a sentire con il cuore ciò che provano gli altri, come i personaggi di un libro, ed è un allenamento che si riflette nella vita reale quando hai a che fare con gli altri.

Scrivere è l’altra faccia dello specchio. Scrivere una storia, un diario o delle lettere personali, ti mette in contatto con la parte più intima di te stesso. Ti permette di analizzare, capire e portare fuori le emozioni. E aiuta a razionalizzare e riflettere con più chiarezza. Inoltre, scrivere è un modo per stimolare la capacità di comunicazione, uscendo dalla solita progressione di chat, email e post che rappresentano il perimetro quotidiano della scrittura e delle relazioni.

 

Ridere è sinonimo di intelligenza

Che sia vera o falsa, all’organismo non importa. Percepisce la risata come un effetto positivo. Per cui, ridere di più significa portare in circolo ormoni di benessere e sciogliere le tensioni. Inoltre, la risata ha la capacità di unire le persone, favorendo la condivisione e la complicità. Anche nelle situazioni di ostilità.