Social Media

Cosa pubblicare sui social nella Fase 2?

Comunicare sui social ai tempi del Coronavirus: cosa dire e cosa no? Come rivolgerti al tuo pubblico e cosa potresti pubblicare?

Non è stato facile entrare, anche da un punto di vista della comunicazione social, in un’epoca di emergenza. All’improvviso ci siamo trovati catapultati in un mondo diverso, abbiamo dovuto familiarizzare con un termine e una condizione che è l’esatto opposto di ciò che siamo sempre stati: distanziamento sociale vs globalizzazione. Fino al giorno prima eravamo cittadini del mondo, da un momento all’altro ci siamo trovati in una realtà in cui persino familiari e amici devono essere tenuti a distanza.

Tutto questo, ricordiamocelo, è accaduto in meno di tre mesi.

In questo contesto, qual è la cosa giusta da dire? E, soprattutto, è giusto continuare a pubblicare contenuti sui social? Nessuno, nella fase iniziale, ha avuto le risposte giuste sulla comunicazione da adottare: sono cambiati completamente gli schemi. Ognuno, in questo settore, ha agito secondo il proprio istinto, cercando di creare nuove mappe di comunicazione in cui orientarsi.

Il mercato è cambiato e anche la comunicazione

Un’azienda che comunica sui social non può essere avulsa dalla realtà.

Inutile far finta che l’epoca del Covid-19 non esista e continuare a proporre prodotti o servizi come se nulla fosse: il prodotto o il servizio ha senso se calato nella realtà del cliente. Se ne ha bisogno oggi.

Per questo, all’inizio, ho consigliato di creare un questionario per capire meglio la nuova realtà in cui gravitano i tuoi potenziali clienti. Lo scopo è quello di capire come i tuoi prodotti o servizi possano essere utili ad un potenziale cliente in questo nuovo contesto.

Ad esempio, con l’introduzione dello smart working è cambiato il modo di vestirsi per lavorare: negli ultimi mesi, le persone hanno preferito investire in abbigliamento comodo. Per esempio, sai che Crocs ha avuto un vero e proprio successo durante il Coronavirus? Questo articolo del Post racconta molto bene come la vendita di scarpe, in generale, sia calata e quella dello zoccolo in resina colorata sia invece cresciuta.

Il mercato cambia in base alle esigenze e al contesto e bisogna saper stare al passo. Lo stesso vale per la comunicazione.

Quali sono i concetti chiave da comunicare sui social oggi

I concetti chiave su cui far ruotare i contenuti sono ben diversi da quelli passati: casa, famiglia, salute, benessere, sicurezza, bambini, smart working sono alla base di questa nuova realtà. Le persone, oggi, si preoccupano di questo. Quindi è molto importante che anche la tua comunicazione trovi delle risposte in questo contesto.

Il piano editoriale, in questa prima parte della Fase 2, non può guardare troppo lontano, dobbiamo tutti navigare un po’ a vista, cercando di capire come cambieranno le abitudini con i decreti.

Riprendere i concetti della Fase 1, per il momento, è un suggerimento ancora valido, nel frattempo devi iniziare a guardare oltre. Ogni settore è collegato ad un altro. Ad esempio, quando riapriranno i ristoranti potrà esserci più interesse verso un abbigliamento curato. Quindi, se il tuo settore è l’abbigliamento, potrai iniziare a pubblicare contenuti sui social che possano invogliare le persone a vestirsi bene quando vanno a cena fuori. Fino a quel momento, quello stesso post può essere considerato avulso dalla realtà, fuori contesto.

Quindi è importante, nella comunicazione sui social della Fase 2, osservare la realtà a 360 gradi ed essere pronti a coglierne tutte le sfumature.

Cosa pubblicare sui social oggi

Questo è un momento di passaggio e di adattamento.

Per alcuni clienti che erano chiusi per via del lockdown, nella Fase 1 ho lavorato concentrandomi sulla loro reputazione e sulla condivisione di valori con il pubblico. In questo caso, per esempio, ho pubblicato sui social dei post che – a seconda del settore di appartenenza – trattavano dell’adattamento al lockdown. Consigli per passare il tempo, prendersi cura di sè o della casa, tenere impegnati i bambini senza scuola, migliorare aspetti del lavoro da casa e anche sulla salute e il benessere psicofisico durante la quarantena. Con loro, ci siamo concentrati su risposte pratiche: poca teoria, ma risorse gratuite e tutorial da mettere subito in pratica. E tanta, tanta empatia.

Allo stesso tempo, man mano che le attività stanno riaprendo, con la Fase 2, sto riadattando il piano editoriale dei social alla realtà che cambia ogni giorno. Tieni in mente il concetto che il distanziamento sociale ci accompagnerà per un bel po’. Per compensare il disagio dovuto alla distanza fisica, puoi puntare su un tono di voce empatico e caldo.

Un elemento importante da non trascurare nella comunicazione social della Fase 2 è quella di pubblicare il protocollo di sicurezza della tua attività. Hai deciso di ricevere per appuntamento? Ci sono delle procedure che il cliente deve effettuare per entrare in negozio? Hai effettuato una sanificazione o hai montato pannelli parafiato? Non trascurare questo aspetto: è importante per diffondere l’impegno con cui stai lavorando alla sicurezza di tutti.

Pubblica anche se il tuo settore è fermo

Se il tuo settore è fermo e non si vede ancora possibilità di riapertura, mantieni comunque il contatto col tuo pubblico: puoi scegliere una linea da seguire e continuare a pubblicare post che tengano compagnia, offrano delle informazioni, mantengano alto il desiderio verso il tuo prodotto o servizio.

Puoi diradare la pubblicazione di post rispetto al passato, ma non trascurare completamente i social. Quando sarà il momento giusto per riaprire, avrai mantenuto attivo il contatto con i tuoi potenziali clienti e non dovrai ripartire da zero nella promozione.

Personalizza il messaggio a seconda della disponibilità economica

Ci sta che, tra la Fase 1 la Fase 2, la disponibilità economica di molte persone si sia, purtroppo, ridotta. E questo è un fattore che devi tenere presente quando crei dei post. Un tono di voce molto aggressivo nella vendita, in questo momento, può essere controproducente. Per questo motivo, ti consiglio di andare avanti gradualmente e di studiare bene il tuo target prima di creare contenuti di tipo commerciale. Ancora una volta, la parola chiave è empatia.

Se hai prodotti o servizi che puoi modulare o personalizzare a seconda delle esigenze, può essere un modo per ampliare il tuo target e offrire la tua disponibilità a più persone possibili. Nel mio caso specifico, per venire incontro alle esigenze di comunicazione di chi sta attraversando un periodo difficile, sto proponendo un servizio di consulenza e formazione “light”, modulabile a seconda delle esigenze e del budget.

In questo momento, tutti dobbiamo darci una mano, portando il nostro contributo e il nostro ottimismo perchè le cose possano andare sempre meglio.

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