Comunicare un evento online e offline: 10 punti per definire una strategia

Organizzare un evento è davvero divertente, ma necessita di una strategia di comunicazione, sia online che offline. Perché le persone vanno coinvolte e ispirate da subito. Sia nella rete, che fuori.

Nella fase precedente alla manifestazione, la comunicazione è importante per far sapere che ci sarà l’evento. Durante, è necessario coinvolgere i partecipanti, invogliandoli a diventare protagonisti e media, attraverso tweet, post e immagini. Nella fase finale, è utile avere una strategia per rafforzare l’obiettivo dell’evento: raggiungere ancora più persone, e quindi fare in modo che se ne parli ancora.

Ponendoti queste dieci domande, puoi definire gli step della tua comunicazione:

  • Il tuo evento a chi è rivolto? Qual è l’obiettivo? Si terrà solo una volta (come un’inaugurazione) o si tratta di un appuntamento periodico (come un festival)?

Rispondendo a queste domande puoi capire se può essere più utile aprire un canale social dedicato, oppure basterà creare un evento su Facebook per far viaggiare le informazioni.

  • Hai una strategia per comunicare il tuo evento sui social?

La comunicazione pre-evento può essere organizzata attraverso uno schema di Storytelling: un diario in pillole che racconti storie, persone, episodi e curiosità sull’evento. Questa strategia incanta il pubblico, incuriosisce e permette di costruire una vera e propria identità del tuo ricevimento.

  • Hai pensato a un contest dedicato all’evento?

Nella fase di organizzazione, valuta se vuoi creare un gioco o un contest on line, che appassioni gli utenti fino al giorno della manifestazione, creando attesa e coinvolgimento.

  • Hai creato un hashtag dedicato all’evento?

Comunicalo in modo chiaro. Fa  in modo che le persone interagiscano con esso, invitandoli a postare sui loro profili social le immagini e le impressioni sull’evento.

  • Hai previsto anche dei volantini da distribuire nei punti di interesse in città?

Se hai ben chiaro che tipo di persone parteciperanno al tuo evento, sai anche quali luoghi frequentano in città. Considera di avvalerti anche della comunicazione classica, come volantini e locandine, per raggiungere il pubblico locale.

  • Hai bisogno di inviti personalizzati?

Anche se la tua festa è aperta a tutti, valuta se hai necessità di invitare personalmente determinate persone. Perché se lo aspettano, perché sono dei clienti affezionati o perché sono influencer. Decidi per tempo se è il caso di far stampare degli inviti da consegnare a mano o per posta, o se trasmettere un file digitale.

  • Dopo l’evento, cosa fare?

La comunicazione post-evento è importante tanto quanto quella antecedente. Se l’evento è stato un successo, anche nei giorni successivi potrai trovare contenuti sui social, postati dai partecipanti. E poi, considera la possibilità di un redazionale, anche su una testata locale: può essere un’ulteriore strategia per far sapere cosa è successo!

I post più letti del 2016

Oramai mancano solo due settimane alla fine dell’anno, Facebook ha già consegnato l'”anno in breve”, ed anche qui è tempo di bilanci.

Bloggare è come giocare: quando cominci non vorresti più smettere. IlSocialBlog è un’avventura che sta dando belle soddisfazioni. Questo non fa che accrescere la voglia di continuare, con sempre più vitalità e idee.

Il blog cresce anche con voi, grazie ai vostri messaggi. Molti post infatti nascono da riflessioni e condivisioni di esperienze. Che, ogni volta, diventano uno stimolo per approfondire, riflettere e migliorare insieme. Grazie!

Gli argomenti più letti del blog riguardano due sfere in particolare: la comunicazione sui social media e idee su come migliorare la propria vita professionale.

Quindi non c’è da meravigliarsi se al primo posto c’è Cinque errori che non devi fare su Facebook. E’ un elenco di consigli su cosa è meglio evitare sui social, così da essere letti e rispettare gli altri utenti.

Al secondo posto potete trovare l’articolo scritto “a quattro mani” con una fotografa professionista: Come un fotografo professionista vive il mondo dei social? In un mondo come quello dei social media in cui vengono postate milioni di foto al giorno, la fotografia professionale deve trovare la sua strada per distinguersi ed evidenziarsi.

Al terzo posto c’è un post dedicato al public speaking: Parlare in pubblico. E’ stato menzionato e twittato anche da alcuni portali dedicati al mondo del lavoro, perché offre dei consigli su come preparare un discorso da tenere in una riunione o in pubblico.

Il quarto posto è di un articolo che riguarda il rapporto di fiducia tra cliente e professionista. L’esperienza d’acquisto: il valore delle piccole attività è stato scritto “a quattro mani” con un imprenditore nel settore dell’abbigliamento. La professionalità e l’esperienza di un commerciante possono essere di grande importanza se si vuole offrire al cliente una vera e propria esperienza d’acquisto.

Al quinto posto c’è invece un parimerito. Non innamorarti dei tuoi progetti: una riflessione su come mantenere il giusto distacco tra le proprie idee e le esigenze del cliente. E poi, Come ho imparato a giocare d’anticipo, un post dedicato a idee, scadenze, quaderni e tendenze all’incasinamento!

Ecco, questi sono i post più letti. Ma qual è l’articolo che vi è piaciuto di più, e perché?

 

Se leggi questo blog, sicuramente ti interessano la comunicazione e i social media. Quindi, ti farà piacere sapere che organizziamo corsi dedicati al Social Media Marketing.

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Parlare in pubblico, ovvero la capacità di raccontare un’idea

Capita, a volte, di essere chiamati a parlare in pubblico: un convegno, una presentazione o semplicemente quando si incontra un nuovo cliente.

Se si tratta di un’occasione ufficiale in cui parlare ad una platea di ascoltatori, in genere gli oratori sono maggiormente predisposti a preparare in anticipo il discorso, in modo da sentirsi più sicuri e non lasciarsi coinvolgere dall’emozione.

Invece, quando l’occasione avviene nel quotidiano, ad esempio quando si cerca di conquistare un nuovo cliente illustrandogli l’attività professionale, spesso si lascia che le parole fluiscano da sole. Però, poi capita che, una volta terminato l’incontro, arrivino pensieri come: “avrei potuto dire questo e mi sono dimenticato”; “mi sono dilungato troppo”; “sarò stato chiaro?”.

Parlare di un’idea è un modo per raccontarsi e per trasmettere informazioni, emozioni, progetti e pensieri. Ogni volta è un’occasione speciale, e quindi le va conferita la giusta importanza.

Ipotizziamo che tu debba spiegare a un potenziale cliente il tuo lavoro. Per presentarti e mantenere viva l’attenzione dell’ascoltatore, bisogna tenere presenti cinque dettagli importanti:

  1. Focalizzare qual è l’argomento principale. Da esso, puoi tirare giù una scaletta di contenuti, che possono essere più o meno interessanti per il pubblico. E’ da qui che bisogna partire: definire quali aspetti vuoi approfondire. Nessuno meglio di te conosce il tuo lavoro, i suoi segreti e le sue caratteristiche. E sai anche quali sono gli argomenti imprescindibili e quali sono quelli accessori, da poter approfondire in altri momenti. Dilungarti sui dettagli e sulle specifiche è il metodo più veloce per bruciare l’attenzione del tuo pubblico. La cosa più importante è non annoiare. Una volta stesa la scaletta, riducila a soli tre punti: saranno gli argomenti di cui parlerai.

  2. Sviluppa la scaletta. Una volta definiti i tre punti importanti per il tuo discorso, sviluppali pensando a come essi potrebbero essere utili a chi ti ascolta. Più che offrire una semplice visione astratta della tua attività, prova a proporre degli esempi, mettendo il tuo pubblico in condizione di immedesimarsi e appassionarsi. Offri il tuo punto di vista, delle prove sull’efficacia della tua tesi, oppure racconta degli episodi dimostrativi.

  3. Cerca di emozionare. Raccontare un’idea, un prodotto o una professione può trovare un ambito emozionale in cui esprimersi. Le persone memorizzano con più facilità se li coinvolgi emotivamente. Ricorderanno in questo modo non solo l’argomento del tuo discorso, ma anche le sensazioni che hanno provato ascoltandoti.

  4. Sii breve, senza rubare logica al tuo discorso. La sintesi, non a caso, viene definito un dono. Non utilizzare cinque parole, laddove puoi impiegarne quattro.

  5. Rimani sempre in contatto con il pubblico per capire se è attento e interessato. Per esercitarti, prova il discorso davanti a un gruppo di amici particolarmente sinceri, che sanno poco o nulla dell’argomento che tratti. Ascolta le loro impressioni: se li avrai coinvolti, emozionati e non si saranno annoiati, sei pronto per andare in scena!

Comunicare è facile?

E’ davvero facile accedere alla comunicazione, ormai, con tutti i sistemi che abbiamo. Il mondo non è mai stato così interconnesso. Una notizia non fa in tempo a nascere, che immediatamente è on line, frammentata, scomposta, analizzata nel particolare da chiunque abbia accesso a uno smartphone o a un pc.

Eppure pochi si soffermano a pensare che comunicare non è affatto semplice: rendere chiaro e diretto il nostro messaggio richiede sforzo e attenzione perché bisogna scegliere la parola giusta, il momento adatto, l’immagine più appropriata, e far sì che il concetto sia incisivo.

Cosa facciamo quando dobbiamo parlare di qualcosa che ci sta a cuorePrepariamo il discorso più volte davanti allo specchio, scegliamo con cura le parole, soppesiamo i toni, prediligiamo un momento anziché un altro perché sembra “quello giusto”.

Non ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo, mai prima d’ora nella storia dell’uomo: la libertà di parola è portata all’estremo. Un pensiero può attraversare il mondo con un “clic”. Se ne fossimo sempre consapevoli, daremmo più valore ad uno straordinario privilegio.

La Comunicazione on line avviene su due livelli.

  1. Il primo, che possiamo definire “esteriore”, serve a catturare l’attenzione dell’utente, ed è la chiave d’ingresso per il livello subordinato.
  2. Il secondo, che custodisce l’essenza del nostro messaggio.

Questo è comunicare bene: scegliere la parola giusta, l’immagine più adatta, il momento opportuno e il mezzo più appropriato per dare reale valore al nostro pensiero.