Mini guida per utilizzare gli hashtag su Instagram

Instagram è davvero un social interessante, perché permette di entrare in “bolle” capaci di regalare qualche minuto di relax o di pura bellezza. Su Instagram puoi scegliere di viaggiare con la mente, tra paesaggi bellissimi, esperienze di lusso o storie di vita. Puoi scorrere le immagini dei tuoi contatti, guardare le storie, oppure fare una ricerca personalizzata in base a ciò che vorresti vedere in quel momento.

Per questo e altri motivi, Instagram sta raccogliendo sempre più fan. Ed è il social media più adatto a chi ha prodotti o servizi che ben si prestano ad essere raccontati con immagini. In settori come turismo, cibo e ristorazione, handmade e moda è diventato davvero indispensabile.

Instagram permette di inserire hashtag nei post di accompagnamento alle immagini e ai video. Utilizzare quelli giusti, significa migliorare le occasioni di visibilità di un account.

Prima di tutto: sai cosa sono e come si usano gli hashtag?

E ora ecco qualche spunto per utilizzare gli hashtag su Instagram.

Osa di più nella scelta degli hashtag. Instagram permette di inserire molti hashtag su ogni contenuto che pubblichi. Bene, sfrutta questa potenzialità inserendo le parole più appropriate a descrivere la tua foto o il contesto. 

Non utilizzare hashtag che non c’entrano niente col contenuto che pubblichi. Inserire hashtag che non sono conformi al tema del contenuto non ti porterà una maggiore visibilità. Proprio perché la foto o il video potrebbe risultare “fuori contesto”.

Cambia hashtag a seconda del contenuto che pubblichi. Non utilizzare sempre lo stesso tipo di hashtag, solo perché ti sembrano più adatti a te e al tuo stile. A seconda della fotografia che pubblichi, del contesto in cui è stata scattata e del testo di accompagnamento, sperimenta nuovi aggregatori di ricerca insieme ad altri già consolidati.

Segui le mode, ma mettici qualcosa di tuo. Hashtag famosi e popolari come #followme o #photooftheday sono utilizzati, continuamente, da migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo. Quindi, diciamo che da quelle parti c’è un sacco di traffico! Va bene seguire le mode, ma senza eccedere. Se vuoi farti notare, sii originale!

In una strategia, scegli i social dove trovi il tuo pubblico

Hai deciso di utilizzare i social network per promuovere la tua attività. Nell’ottica di una strategia, non è il caso di utilizzare tutti i social media insieme: è una perdita di risorse e di tempo. Invece, è molto più semplice concentrarsi su un paio, quelli più adatti a creare la tua rete di lavoro e dove si trovano i tuoi utenti.

Oltre a Facebook, che offre la possibilità di interagire attraverso testi, foto, video, dirette, gruppi e storie, ci sono molti altri social media.

Andiamo a vedere le caratteristiche di quelli più importanti, e gli utenti che li frequentano.

  • Instagram. E’ il social network dedicato alle foto o ai mini video. Può andare benissimo per te, se il prodotto o il servizio che proponi si presta bene ad un linguaggio visivo. Inoltre, attraverso un buon uso degli hashtag, puoi raggiungere persone con i tuoi stessi interessi (o interessate a ciò che proponi) in tutto il mondo. Pertanto, per utilizzare bene Instagram è importante avere un discreto occhio fotografico. Bisogna proporre fotografie o video che, in un attimo, colpiscano l’attenzione dell’utente. E quindi lo spingano a seguirti, per conoscere sempre più cose su di te e sul tuo lavoro.

  • Twitter. Per utilizzarlo, bisogna saper diffondere un messaggio o una notizia utilizzando pochissimi caratteri, come un sms. Va molto bene se hai un blog, e quindi vuoi dare diffusione ai tuoi post: in quel caso, puoi aggiungere il link dell’articolo a una breve descrizione. Anche Twitter si avvale dell’utilizzo di hashtag. E’ molto utile se proponi prodotti o servizi di nicchia, o ti interessi di associazionismo, e vuoi rivolgerti ad un pubblico di veri appassionati come te. Inoltre, è valido se vuoi farti notare come influencer, attraverso i “trend topic” (ossia gli “argomenti caldi” della giornata).

  • LinkedIn. E’ il social network più adatto per fare personal branding. E’ un social professionale, dedicato al lavoro e alle aziende. Su LinkedIn puoi inserire il tuo curriculum, le tue abilità e i tuoi lavori, e creare una rete professionale. Chi ha lavorato con te o ti conosce personalmente, può contribuire ad ampliare la tua rete valutando le tue competenze, o mettendoti in contatto con altre persone. Lo stile è più formale rispetto agli altri social media.

  • Snapchat. Se il tuo pubblico ideale è giovane, allora puoi provare ad integrare la strategia con Snapchat, dove gli utenti hanno in media un’età tra i 18 e i 25 anni. Su Snapchat puoi condividere contenuti visivi di durata limitata nel tempo. Il linguaggio di questo social è molto informale:  si presta bene a contenuti giocosi e ad offerte limitate a poche ore, quindi altamente esclusive. E’ sicuramente adatto alla promozione di prodotti attraverso influencer.

  • Pinterest. E’ una bacheca virtuale in cui puoi raccogliere i contenuti visivi che ti piacciono o le foto di ciò che crei. E’ utile per raccontare ciò che fai, il tuo lavoro, le tue passioni. Va bene per creativi, stylist e designer. Puoi utilizzarlo per fare branding, proporre i tuoi prodotti, raccontare il “dietro le quinte”, ma anche per offrire dei contenuti esclusivi utili per gli utenti, come infografiche esplicative del tuo settore.

Il Festival sui Social, a colpi di ironia e Instant Marketing

In America c’è il Super Bowl, in Italia abbiamo il Festival. Si sa, Sanremo è come un invito a un matrimonio: quando lo ricevi, vorresti inventare una scusa abbastanza credibile per non dover andare. Quando poi sei alla festa, ti lasci andare e va a finire che ti diverti pure.

E i social, ogni anno, si scatenano a colpi di ironia, meme e instant marketing, tanto che diventa più piacevole seguirlo su Twitter e Facebook, che in TV.

I social che hanno dominato questa edizione di Sanremo 2017 sono stati proprio Facebook e Twitter, dove i post ironici hanno fatto passare in secondo piano persino le canzoni.

Andiamo a vedere insieme come i grandi brand hanno trattato il tema del Festival quest’anno.

Molto interessante è stata la partnership tra TIM e Unicef per promuovere il progetto musicale dell’Orchestra Riciclata. Inoltre, la TIM si è avvalsa della collaborazione di vlogger e youtuber popolari tra i giovanissimi, per commentare in studio e per strada i particolari del Festival.

 

Altri brand, come Saikebon, Sambuca Molinari, Barilla, Burger King e UPS hanno giocato con gli elementi del Festival per pubblicizzare i loro prodotti, in modo molto divertente.




 

Sono stati tre i protagonisti indiscussi di questa edizione social del Festival.

A partire da Ceres, che ha sponsorizzato il Bariston e i commenti al vetriolo di Mara Maionchi. Anche questa volta, Ceres si è avvalsa dell’interazione degli utenti di Twitter. I tweet più ironici con l’hashtag #SanremoCeres venivano proiettati in tempo reale dal balcone del Bariston, e poi la foto veniva messa on line.

 

L’altra protagonista indiscussa del Festival è stata Maria De Filippi, conduttrice della kermesse insieme a Carlo Conti . Ed ecco qui come i social hanno giocato sulla presenza a Sanremo della storyteller della TV italiana.

 

L’ultimo protagonista del nostro post, il grande assente dell’Orchestra di Sanremo, il Maestro Vessicchio. Gli utenti, capitanati dal team dei The Jackal, al grido di #IntantoVessicchio, hanno buttato a indovinare cosa stesse facendo il Maestro durante le serate del Festival.

 

Insomma, il Festival nessuno lo guarda, ma tutti ne parlano. E anche Baby George, stavolta, ha voluto dire la sua:

 

Crea il tuo concorso dentro e fuori dal web: la comunicazione

Hai cominciato ad improntare la strategia per il concorso dedicato al tuo progetto. Hai definito il target, hai fissato un obiettivo e scelto in che modo coinvolgere il pubblico. Hai stabilito una gratificazione o un premio, e anche definito un regolamento.

L’ultima fase organizzativa, rispetto ad un concorso, è definire la giusta strategia di comunicazione e la tempistica adatta.

Le ultime due fasi sono le più delicate affinché il tuo contest abbia successo: protrarre un concorso per troppo tempo (o anche concederne poco), o una tattica pubblicitaria poco equilibrata, possono avere ripercussioni negative sulla partecipazione o sull’attenzione del pubblico.

 

PRIMO  STEP. Comunicare dentro e fuori dal web

Studia un piano di comunicazione che parte dai tuoi amici e arriva ai canali social

Sicuramente, ciò che non devi mai perdere di vista è che, ormai, la società è dentro e fuori dal web. Promuovere un contest, anche se a livello locale, significa far passare la pubblicità sia attraverso i canali classici che quelli virtuali.

Quindi, prima di tutto, informa i tuoi clienti attraverso i canali tradizionali: messaggi, e-mail, a voce o con dei volantini. Se è la prima volta che proponi un’iniziativa del genere, fai partire il passaparola attraverso i tuoi amici.

Poi, vai on line e sfrutta il tuo sito, i social e i gruppi di interesse per diffondere il contest. Crea un hashtag facile che possa essere correlato alla partecipazione, e dai istruzioni per utilizzarlo, in modo che la pubblicità si autoalimenti.


SECONDO STEP. Stabilisci una scadenza

Se il contest è di semplice elaborazione, vai su una gratificazione immediata. Se richiede una riflessione o uno studio, concedi più tempo.

Una volta che hai scelto il target, gli obiettivi, il premio e le regole del gioco, fissa una scadenza. Entro quella data organizzerai un evento dedicato alla premiazione o comunicherai il nome del vincitore.

Se il concorso è semplice (quando, ad esempio, coinvolgi le persone in un sondaggio di gradimento) offri una gratificazione immediata e una scadenza a breve termine, per cavalcare l’onda dell’entusiasmo.

Se è richiesta un’elaborazione o uno studio, come per i concorsi a tema, considera che i partecipanti avranno bisogno di un po’ più di tempo.

Una volta lanciato il concorso avrai bisogno solo di pazienza. Ricorda il detto: la pentola che guardi non bolle mai: non sempre le persone rispondono con immediatezza, anzi, a volte, se ne ricordano proprio l’ultimo giorno!

Crea il tuo concorso dentro e fuori dal web: l’organizzazione

Nel corso dell’articolo precedente hai cominciato ad improntare la strategia per il concorso. Hai definito il target, hai fissato un obiettivo e deciso in che modo puoi coinvolgere il pubblico.

Adesso, arriva la fase organizzativa. Devi, cioè, richiamare l’attenzione del pubblico attraverso una gratificazione e redigere delle linee guida per chi vuol partecipare.

 

PRIMO STEP. Definisci un premio

La gratificazione è importante, quindi devi comunicare alle persone quale sarà il loro riconoscimento

  • Premio morale: a volte, la gratificazione può essere intrinseca alla partecipazione stessa: aderire al progetto significa comunicare un proprio valore o una capacità. Ad esempio, quando si richiede di pubblicare sui social dei contenuti su una tematica sociale o etica per sensibilizzare, educare, informare.
  • Premio simbolico: le idee sono tante, ma le possibilità economiche non altrettanto. Non importa, perché puoi mettere a disposizione altre risorse. Ad esempio, se hai un negozio, puoi offrire al vincitore un forte sconto su un prodotto che i tuoi clienti amano particolarmente. Oppure, se hai una pagina Facebook molto forte, con tanti iscritti, in un contest fotografico puoi mettere in palio la tua immagine di copertina per un mese!
  • Premio reale: più è importante, più attirerà i partecipanti, e quindi maggiore sarà la visibilità del concorso se saprai sfruttare bene tutti i canali di comunicazione di cui disponi, sia reali che virtuali. Bisogna sapere, però, che in Italia la normativa sui concorsi a premi è molto severa. Se desideri approfondire questo aspetto, qui trovi tutte le informazioni.

SECONDO STEP. Il regolamento

Il regolamento deve essere strutturato a seconda del valore del concorso e del premio in palio

  • Se il tuo contest corrisponde al primo caso, quindi il premio è morale, il regolamento deve essere semplicissimo, perché le persone non si arrendano davanti a un iter troppo tortuoso.
  • Se il concorso prevede un premio simbolico, scegli ugualmente un percorso facile. Niente istruzioni macchinose o azioni complicate: riduci al minimo l’impegno del tuo cliente. Per te è solo un vantaggio ai fini della sua adesione.
  • Infine, se il tuo concorso ha un bel premio in palio ed è strutturato in modo da coinvolgere un numero molto ampio di partecipanti, se ci sono davvero tutti i margini per complicarti la vita, allora fermati a scrivere un regolamento vero. Deve essere una sorta di contratto tra te e chi partecipa, in cui prevedi tutte le situazioni burocratiche e amministrative e previeni le problematiche. Suddividi il regolamento in articoli, in modo che sia di facile lettura e comprensione. Sii molto chiaro nel descrivere la procedura di attribuzione del premio. E’ ad estrazione o prevede una valutazione arbitraria?

La prossima volta parleremo di come promuovere il tuo concorso dentro e fuori dal web, e di quanto sia importante stabilire una tempistica.

Crea il tuo concorso dentro e fuori dal web: la strategia

Un concorso, piccolo o grande che sia, serve a dare impulso ad un’attività e a far viaggiare un’idea. Può essere interamente virtuale, oppure spaziare dentro e fuori dal web: dipende dall’impulso che desideri dare al tuo progetto e dall’obiettivo che desideri raggiungere. Le persone amano partecipare ad attività coinvolgenti o creative, in cui possono avere un ruolo attivo e rendersi protagoniste.

Questo è il primo di tre articoli dedicati alla realizzazione di un concorso. In questa prima parte vedremo come mettere in piedi la strategia in tre step:


PRIMO STEP. Identifica i tuoi obiettivi

Chiediti cosa vuoi promuovere e perché.

Un esempio fantastico è quello del grande marchio di cosmetici ecologici Lush: nel 2013 ha ottenuto il Guinness World Record grazie ad oltre 38.000 persone che, durante la Giornata Mondiale del Bacio, hanno stampato l’impronta delle loro labbra con un lucidalabbra cruelty-free.

Senza dover necessariamente raggiungere primati mondiali, è possibile appassionare i propri clienti o utenti anche con qualcosa di più semplice. Un contest può andar bene in svariate circostanze, ma sono gli obiettivi a definire la strategia.

Valuta, quindi, se vuoi offrire maggiore visibilità alla tua pagina, far testare un nuovo prodotto, avvalerti della collaborazione di influencer genuini, sensibilizzare il pubblico riguardo ad un valore o dare visibilità ad un determinato argomento.


SECONDO STEP. Identifica il tuo target.

Identifica il pubblico a cui vuoi rivolgerti perché si entusiasmi per la tua idea.

E’ molto importante che i tuoi obiettivi e il tuo target siano chiari. Invitare tutti a partecipare, ossia “sparare nel mucchio”, non conviene mai, perché un target non ben identificato può essere poco collaborativo. Quindi, meglio individuare un gruppo di interesse, perché possa sentirsi parte di un contesto esclusivo, rimanendo fedele al tema e producendo dei contenuti che possano essere utili a dare visibilità al tuo progetto.


TERZO STEP. Le modalità di concorso

Stabilisci la modalità migliore per rendere appassionante il tuo progetto. 

Una volta identificato il target e l’obiettivo, verrà da sé anche la modalità del concorso:  capirai facilmente se il tuo contest avrà come protagonisti la macchina fotografica, la tastiera, i partecipanti in carne e ossa, o altro.

 

Fatto questo, passa alla fase operativa: come mettere in piedi il concorso, promuoverlo e fare in modo che le persone si appassionino.

A cosa servono gli #hashtag?

Si narra di un tempo in cui si poteva scrivere senza usare gli hashtag, adesso sembra impossibile ignorarli.

Da quello che si vede in giro, non tutti conoscono la funzione del simbolo #, e molti lo adoperano in modo scorretto sui Social Media. Molti lo utilizzano come se fosse un grassetto, altri come se fossero delle virgolette, per vivacizzare un pensiero. Alcuni ne abusano, pur utilizzandoli nel modo giusto.

Ecco quindi un breve riepilogo per chiarirsi le idee.

Cosa sono?

Prima di tutto, bisogna sapere che sono degli aggregatori tematici. Ti ricordi quando, a scuola, la maestra ti faceva raggruppare gli oggetti in “insiemi”? Per esempio, la frutta (mela, pera, fragola, etc.). Beh, fondamentalmente il concetto è quello!

A cosa servono?

Gli hashtag servono ad inserire un determinato contenuto all’interno di un determinato insieme tematico. Per esempio, quando posti su Instagram un’immagine relativa ad un tuo esperimento culinario, puoi usare #food. Così, chi cercherà #food, potrà trovare anche la tua foto.

Ci sono poi i trend#, che vanno di moda per un determinato giorno o periodo di tempo. Se tutti, sui Social, parlano di #petaloso, allora l’hashtag è virale finché dura l’attenzione degli utenti: da qualche ora a qualche giorno. Tutto dipende dalla partecipazione della rete. E’ molto interessante seguire i trend# se vuoi fare Instant Marketing.

Gli hashtag vanno utilizzati sempre?

No, decisamente. Si usano quando servono. L’importante è non abusarne e #non #eccedere #con #la #quantità, perché  distolgono l’attenzione da ciò che vuoi comunicare effettivamente.

Puoi creare il tuo hashtag personale, dedicato completamente alla tua attività o a qualcosa che ti caratterizza. Però, se lo usi solo tu, serve a poco. Bisogna invogliare le altre persone ad utilizzarlo a loro volta.

Ma questa è un’altra storia, e ne parleremo in un altro momento.