In una strategia, scegli i social dove trovi il tuo pubblico

Hai deciso di utilizzare i social network per promuovere la tua attività. Nell’ottica di una strategia, non è il caso di utilizzare tutti i social media insieme: è una perdita di risorse e di tempo. Invece, è molto più semplice concentrarsi su un paio, quelli più adatti a creare la tua rete di lavoro e dove si trovano i tuoi utenti.

Oltre a Facebook, che offre la possibilità di interagire attraverso testi, foto, video, dirette, gruppi e storie, ci sono molti altri social media.

Andiamo a vedere le caratteristiche di quelli più importanti, e gli utenti che li frequentano.

  • Instagram. E’ il social network dedicato alle foto o ai mini video. Può andare benissimo per te, se il prodotto o il servizio che proponi si presta bene ad un linguaggio visivo. Inoltre, attraverso un buon uso degli hashtag, puoi raggiungere persone con i tuoi stessi interessi (o interessate a ciò che proponi) in tutto il mondo. Pertanto, per utilizzare bene Instagram è importante avere un discreto occhio fotografico. Bisogna proporre fotografie o video che, in un attimo, colpiscano l’attenzione dell’utente. E quindi lo spingano a seguirti, per conoscere sempre più cose su di te e sul tuo lavoro.

  • Twitter. Per utilizzarlo, bisogna saper diffondere un messaggio o una notizia utilizzando pochissimi caratteri, come un sms. Va molto bene se hai un blog, e quindi vuoi dare diffusione ai tuoi post: in quel caso, puoi aggiungere il link dell’articolo a una breve descrizione. Anche Twitter si avvale dell’utilizzo di hashtag. E’ molto utile se proponi prodotti o servizi di nicchia, o ti interessi di associazionismo, e vuoi rivolgerti ad un pubblico di veri appassionati come te. Inoltre, è valido se vuoi farti notare come influencer, attraverso i “trend topic” (ossia gli “argomenti caldi” della giornata).

  • LinkedIn. E’ il social network più adatto per fare personal branding. E’ un social professionale, dedicato al lavoro e alle aziende. Su LinkedIn puoi inserire il tuo curriculum, le tue abilità e i tuoi lavori, e creare una rete professionale. Chi ha lavorato con te o ti conosce personalmente, può contribuire ad ampliare la tua rete valutando le tue competenze, o mettendoti in contatto con altre persone. Lo stile è più formale rispetto agli altri social media.

  • Snapchat. Se il tuo pubblico ideale è giovane, allora puoi provare ad integrare la strategia con Snapchat, dove gli utenti hanno in media un’età tra i 18 e i 25 anni. Su Snapchat puoi condividere contenuti visivi di durata limitata nel tempo. Il linguaggio di questo social è molto informale:  si presta bene a contenuti giocosi e ad offerte limitate a poche ore, quindi altamente esclusive. E’ sicuramente adatto alla promozione di prodotti attraverso influencer.

  • Pinterest. E’ una bacheca virtuale in cui puoi raccogliere i contenuti visivi che ti piacciono o le foto di ciò che crei. E’ utile per raccontare ciò che fai, il tuo lavoro, le tue passioni. Va bene per creativi, stylist e designer. Puoi utilizzarlo per fare branding, proporre i tuoi prodotti, raccontare il “dietro le quinte”, ma anche per offrire dei contenuti esclusivi utili per gli utenti, come infografiche esplicative del tuo settore.

E il fallimento che paura che fa!

Il diavolo non è mai nero come sembra” è la frase che mi ripetono i miei genitori fin da bambina. Perché, ogni volta che sono davanti ad un cambiamento importante, la paura non mi permette di vedere con chiarezza la strada, facendomela immaginare piena di ostacoli insormontabili. Cerco continuamente nuovi stimoli e occasioni ma, quando il treno arriva, ci metto tanto a salire su. Col rischio di vederlo sfilare davanti ai miei occhi, mentre mi sto ancora domandando se la destinazione scelta sia quella giusta. Ho bisogno di una “spintarella” esterna di incoraggiamento.

La paura in natura favorisce la sopravvivenza, aiuta a mantenere i sensi in allerta, ad essere pronti ad agire in caso di bisogno. E’ normale avere paura di fronte ad un cambiamento, anche se l’hai fortemente desiderato: ciò che non conosci può spaventarti, è istintivo e naturale. Purché l’emozione non prenda il sopravvento sulla razionalità e ti impedisca di agire. E, soprattutto, non diventi un alibi per evitare la responsabilità di perseguire un obiettivo.

Quante volte ti dici:  “Non sono pronto”. “Non è ancora tutto perfetto”.

Non è possibile che tutto sia perfetto sin dal principio. Se così fosse, allora significherebbe che il viaggio è già compiuto. Come quando traslochi in una casa nuova: magari ci sono le tende, gli arredi, gli elettrodomestici. Ma è solo vivendoci dentro che scopri di cosa hai realmente bisogno giorno per giorno, e ti adoperi per migliorarne le condizioni. Non devi aspettare il momento giusto: può darsi che non arriverà mai, perché, in realtà, stai solo cercando di non affrontare ciò che ti spaventa.

Una lunga attesa potrebbe fiaccare l’entusiasmo, convincerti che non ne hai le capacità, trasformare la percezione del tuo obiettivo.

E continuare ad alimentare i pensieri negativi.

“E che succede se…”.

Senza sfera di cristallo è difficile poter capire se sarai in grado di raggiungere l’obiettivo che ti sei prefisso. Ma hai un espediente, dalla tua, che ti può permettere di superare il blocco.

Si chiama esperienza.

Essa nasce, cresce e si consolida ogni volta che affronti davvero un “e che succede se…”. Scaturisce da una combinazione di intuito, improvvisazione, errori e competenze, ed è ciò che ti permette ogni giorno di svegliarti diverso, migliorato, più forte.

L’esperienza è fatta anche dal superamento di insuccessi e fallimenti: momenti che in passato ti hanno segnato, sensazioni che non vuoi più provare.

Prova a fare un’analisi delle responsabilità, con obiettività, per correggere il tiro.

Il problema è dipeso completamente da te o anche da fattori esterni? Tutto può essere: pensa che i Beatles, all’inizio della loro carriera, furono silurati dalla casa discografica Decca Records. Se si fossero lasciati scoraggiare dalla bocciatura, magari avrebbero smesso di suonare e non avrebbero donato al mondo la loro incredibile rivoluzione musicale.

E se il fallimento fosse causato anche da te? Si può fare un passo falso, e anche due: può semplicemente succedere. Gli sbagli vanno analizzati, capiti, accettati. E poi considerati un investimento sul futuro, necessario ad  incoraggiare una rinascita e a dare valore all’esperienza.

Sul prossimo treno, porta le tue esperienze con te come un filo di Arianna, ma al contrario: non per indicare il passato, ma per segnare il percorso, mostrarti l’obiettivo e ricordarti ciò che sei.

Cinque personaggi in cerca di storie

Il popolo dei social è caratterizzato da cinque personaggi fondamentali che veicolano il flusso della comunicazione e dei messaggi.

Mi piace immaginarli come quei vecchietti che discutono, bevendo un caffè, ai tavolini del bar del paese, e ognuno di loro si caratterizza per una particolarità.

Andiamo a conoscerli:

1. L’Influencer

Tra i personaggi del bar di paese, è sicuramente seduto al centro, e veicola la conversazione. Ama essere il primo ad introdurre una novità, o ad esporre il suo parere. In realtà è esperto della materia, la sua competenza viene riconosciuta dagli altri, e quindi il suo punto di vista ha molto valore. Le sue idee generano consensi, avviano confronti e influiscono sulle opinioni degli altri.

2. Lo Spettatore

E’ seduto nel gruppo, ma leggermente distante. Non si intromette nella discussione, ascolta molto, ma non concede il suo punto di vista. Non si espone, ma i suoi sensi sono tutti protesi ad analizzare le interazioni del gruppo. Sembra essere invisibile. Ma c’è!

3. Il Condivisore

Sicuramente è seduto accanto all’Influencer, e anima la discussione. Ha un ruolo partecipativo, uno stile salottiero e rilassato: oggi vettore di sentenze motivazionali e domani condivisore di leggerezza e amenità.

4. Il Critico

Provocatorio e contestatore, è la figura che si oppone, dissente, alza i toni della discussione. Nell’esprimere il suo disappunto, utilizza un registro linguistico forte. Può anche servirsi di strumenti (foto, redazionali, teoremi) a supporto della sua teoria.

5. Il Conversatore

A metà strada tra l’Influencer e il Condivisore, ama parlare di tutto, con tutti. E’ socievole, spigliato, un po’ curioso. Interviene contemporaneamente in più discussioni e su svariati argomenti: passa con disinvoltura dall’espressione di indignazione per le tematiche sociali alla mimica esaltazione dei gattini pelusciotti. In genere non propone argomenti, ma commenta animatamente quelli degli altri.

 

E tu, sui social quale personaggio sei?