Se sei specializzato in qualcosa, dillo!

Se, qualche mese fa, mi avessi chiesto dov’è “Santa Valburga”, avrei detto “E che è?”. Facendo forse storcere il naso agli appassionati di montagna. Invece, oggi ti risponderei con grande entusiasmo. E non perché sono diventata improvvisamente esperta di vette, ma grazie ad internet e alla buona comunicazione di un sito.

Scegliere le parole giuste per comunicare il proprio prodotto o servizio su internet è la base per riuscire a farsi scegliere. E questo vale ancora di più se il prodotto che proponi è dedicato, unico o quasi.

In primavera, cercando on line informazioni su dove trascorrere le vacanze estive, mi sono imbattuta nel sito di un una struttura ricettiva. Che mi ha colpito perché sembrava che stesse parlando proprio a me. Pubblicizzava in modo chiaro la tipologia di servizi che offriva. E questo perché si rivolgeva a un target molto ben definito, promettendo un’esperienza precisa.

Ecco, quello che leggevo erano proprio le cose che cercavo e le sensazioni che volevo provare. Senza neanche consultare TripAdvisor o i social, ho prenotato. Di quanto sia importante mettersi nei panni del cliente ne avevamo parlato anche qui.

Andando nel dettaglio, l’hotel ha scelto un indirizzo di comunicazione sul sito rivolta ad un target definito, promettendo un’esperienza precisa e qualificata. Non si rivolge alla massa, alle coppie, ai pensionati, a chi arriva arriva. Si è specializzato nell’accoglienza di famiglie con bambini piccoli, con grande attenzione verso i particolari. Non è che si siano inventati cose strane, ma lo comunicano in modo da non lasciare dubbi. Senza giri di parole o frasi evocative. Raccontano quello che offrono e, indirettamente, perché si differenziano.

E, se apparentemente restringere la cerchia di interesse potrebbe sembrare limitativo, in realtà posizionarsi in una nicchia di mercato apre nuove prospettive. E il motivo è chiaro: sei specializzato in un settore, per cui la tipologia di clienti che hai scelto (e che ti sceglie) saprà che avrà maggiore attenzione alle sue esigenze, competenza, servizi personalizzati. Il senso è: se sei specializzato in un settore, hai tutte le carte in regola per fare meglio di chi propone un’offerta generica!

La differenza è qui: se ti posizioni in una nicchia, e sai anche comunicarlo bene, prometti esperienze, competenze e standard diversi. Offri un valore aggiunto. Un vestito su misura. E se riesci a mantenere le aspettative – come in questo caso – hai colpito nel segno!

Raccontare un evento con un comunicato stampa

L’estate è il periodo in cui si concentrano moltissimi eventi, sia pubblici che privati. Il bel tempo, le ferie e la maggiore disponibilità delle persone a muoversi sono tutti fattori che fanno venir voglia di organizzare delle manifestazioni.

Una volta che è tutto pronto, bisogna comunicare e pubblicizzare l’evento. I social, in questo senso, aiutano moltissimo. E ne avevamo già parlato qui.

Ma anche il buon vecchio comunicato stampa può venire incontro alle tue esigenze.

Prima di cominciare a scrivere il comunicato, però, devi capire se e come l’evento è “notiziabile“. E fare una ricerca per individuare dei media interessati a quel genere di informazioni. Bisogna creare, quindi, una mailing list: un elenco di indirizzi e-mail di giornali, testate on lineblog potenzialmente interessati al tuo evento.

Il comunicato stampa va scritto con cura, mettendo immediatamente in primo piano le notizie più importanti: che tipo di evento è, chi lo organizza, quando e dove si terrà. Nei paragrafi successivi puoi lasciarti andare ai dettagli. Puoi descrivere il progetto, il programma, gli eventuali ospiti o le attività che si faranno. Insomma, devi darti da fare affinché al lettore venga voglia di partecipare. Nell’ultimo paragrafo non dimenticare di inserire eventuali partner, patrocini o main-sponsor che stanno collaborando alla buona riuscita della manifestazione. E tutti i contatti e le informazioni utili per il pubblico, come un sito, un indirizzo o un numero a cui rivolgersi per saperne di più. 

Prima di inviare il comunicato stampa, scrivi una lettera di accompagnamento. Descrivi l’evento in modo molto sintetico. Poni l’accento sui particolari che, secondo te, possono destare interesse nel destinatario.

Naturalmente, la tua è solo una gentile richiesta. Sarà poi l’editore ad avere l’ultima parola e decidere se pubblicare la tua notizia.

Fatto tutto questo, non ti resta che inviare il comunicato stampa e attendere. Se avrai scelto con cura i destinatari e descritto bene l’evento, vedrai che la notizia si diffonderà molto velocemente!

Promuovi i prodotti come persone

Puoi utilizzare i social per promuovere un progetto, un’impresa o la tua professione. L’importante, è che tu abbia sempre ben chiara un’idea: le persone, sui social, vogliono interfacciarsi con le persone. Ciò che il pubblico ama dei social è proprio la possibilità di relazionarsi con un prodotto, un’azienda o un personaggio pubblico come farebbe con un amico.

Si sa, non c’è nulla di più difficile che parlare di se stessi. O si esagera, o si è riduttivi. Non è facile essere obiettivi, guardarsi dall’esterno come farebbe una persona qualunque e raccontarsi superando i condizionamenti caratteriali. Però, concediti un po’ di tempo e prova a personalizzare il tuo messaggio.

Prendi carta e penna, e scrivi.

  • Immagina che la tua azienda sia come una persona. Che agisce, comunica. Che ha una storia e degli obiettivi. Che ha una propria personalità

  • Promuovi i prodotti come persone. Identifica gli aggettivi che caratterizzano la personalità del tuo progetto. Lavora di fantasia, creargli un’identità. Prova a definire valori e gli interessi che gli appartengono

  • Definisci in brevi paragrafi la storia della tua impresa: come è nata, quali sono stati i momenti più significativi, quali sono le persone che hanno dato – direttamente o indirettamente – il loro contributo per la realizzazione di questo progetto.

  • Indica quali sono gli obiettivi a breve e lungo termine da raggiungere.

  • Analizza se ci sono (e ci sono sicuramente!) delle parole chiave che racchiudono l’essenza del tuo progetto e il modo di comunicare del tuo pubblico.  Non è detto che debbano essere sempre presenti nei tuoi contenuti, però possono ispirare i contenuti o emergere nella tua comunicazione sotto forma di foto, video, emozione o sensazione. Sono il filo che lega il tuo pubblico a te, che ti identifica.

  • Pensa in modo diverso al tuo progetto. Con un approccio comunicativo in cui il pubblico non è un insieme di potenziali acquirenti, ma un gruppo di persone che ama il tuo prodotto.

Per piacere al tuo pubblico, non esistono formule magiche. Ma sicuramente una bella personalità definita aiuta la comunicazione e arricchisce le relazioni

Cinque cose da controllare periodicamente nel tuo blog

Qualche giorno fa, nel corso di una ricerca, mi sono imbattuta in un blog molto interessante. Girovagando qua e là, sono finita su alcuni articoli di qualche anno fa. Questo blog, ad oggi, è ancora attivo, e continua a pubblicare periodicamente post interessanti sulla fotografia. Però, uno degli articoli che mi interessava, riportava dei link non più attivi. E così, l’impressione che ho avuto, è che fosse trascurato.

Un blog ben strutturato, con contenuti utili e validi per gli utenti, è come un diamante. E’ per sempre. Perché gli utenti possono imbattersi, nel corso di una ricerca su Google, anche in un articolo che è stato scritto due anni fa. E trovarlo interessante e corrispondente alle loro richieste.

E quindi ho pensato a questo blog. Nonostante non sia molto datato, è possibile che alcuni dettagli nel corso di questo periodo possano essere “passati di moda”.

Quindi ho pensato di programmare una manutenzione periodica. Come si fa con le auto. E ho stilato una lista di elementi da controllare nei prossimi giorni, perché magari potrebbe tornare utile anche a te.

  1. I link. Quelli contenuti negli articoli più datati del blog sono ancora tutti attivi? In particolare, i link che tendono a scomparire più rapidamente sono quelli relativi a prodotti: perché magari nel frattempo non esistono più, o sono stati sostituiti da altri più recenti.
  2. I tag. Sicuramente, man mano che si scrivono nuovi post, si aggiungono anche nuovi tag. Perché, con il numero di argomenti, cresce anche la sfera d’interesse. Però, prestando un po’ di attenzione, potresti accorgerti che dei tag nuovi potrebbero caratterizzare anche degli articoli meno recenti.
  3. Le categorie. Stessa cosa dei tag. Magari le categorie sono diventate di più, man mano che hai inserito nuovi contenuti.
  4. Aggiornamento dei contenuti. Tutte le informazioni che hai pubblicato in passato sono ancora attuali e di valore? O magari sono sopraggiunte delle novità che rendono quei post ormai obsoleti? E se, da questo controllo, nascessero invece degli spunti per nuovi post di aggiornamento?
  5. Le statistiche. Dando uno sguardo alle statistiche complessive, noterai che alcuni articoli sono stati letti più di altri. E alcuni meno. Cerca di capire il perché. Sicuramente capirai quali argomenti incontrano maggiormente l’interesse del tuo pubblico e quali dettagli (come il titolo, la descrizione o la foto di copertina) possono fare la differenza per il tuo blog.

In fondo, curare un blog è un vero e proprio impegno. Come direbbe il Maestro Miyagi: “Quando cammini su strada, se cammini su destra va bene. Se cammini su sinistra, va bene. Se cammini nel mezzo, prima o poi rimani schiacciato come grappolo d’uva.”

Comunicare un evento online e offline: 10 punti per definire una strategia

Organizzare un evento è davvero divertente, ma necessita di una strategia di comunicazione, sia online che offline. Perché le persone vanno coinvolte e ispirate da subito. Sia nella rete, che fuori.

Nella fase precedente alla manifestazione, la comunicazione è importante per far sapere che ci sarà l’evento. Durante, è necessario coinvolgere i partecipanti, invogliandoli a diventare protagonisti e media, attraverso tweet, post e immagini. Nella fase finale, è utile avere una strategia per rafforzare l’obiettivo dell’evento: raggiungere ancora più persone, e quindi fare in modo che se ne parli ancora.

Ponendoti queste dieci domande, puoi definire gli step della tua comunicazione:

  • Il tuo evento a chi è rivolto? Qual è l’obiettivo? Si terrà solo una volta (come un’inaugurazione) o si tratta di un appuntamento periodico (come un festival)?

Rispondendo a queste domande puoi capire se può essere più utile aprire un canale social dedicato, oppure basterà creare un evento su Facebook per far viaggiare le informazioni.

  • Hai una strategia per comunicare il tuo evento sui social?

La comunicazione pre-evento può essere organizzata attraverso uno schema di Storytelling: un diario in pillole che racconti storie, persone, episodi e curiosità sull’evento. Questa strategia incanta il pubblico, incuriosisce e permette di costruire una vera e propria identità del tuo ricevimento.

  • Hai pensato a un contest dedicato all’evento?

Nella fase di organizzazione, valuta se vuoi creare un gioco o un contest on line, che appassioni gli utenti fino al giorno della manifestazione, creando attesa e coinvolgimento.

  • Hai creato un hashtag dedicato all’evento?

Comunicalo in modo chiaro. Fa  in modo che le persone interagiscano con esso, invitandoli a postare sui loro profili social le immagini e le impressioni sull’evento.

  • Hai previsto anche dei volantini da distribuire nei punti di interesse in città?

Se hai ben chiaro che tipo di persone parteciperanno al tuo evento, sai anche quali luoghi frequentano in città. Considera di avvalerti anche della comunicazione classica, come volantini e locandine, per raggiungere il pubblico locale.

  • Hai bisogno di inviti personalizzati?

Anche se la tua festa è aperta a tutti, valuta se hai necessità di invitare personalmente determinate persone. Perché se lo aspettano, perché sono dei clienti affezionati o perché sono influencer. Decidi per tempo se è il caso di far stampare degli inviti da consegnare a mano o per posta, o se trasmettere un file digitale.

  • Dopo l’evento, cosa fare?

La comunicazione post-evento è importante tanto quanto quella antecedente. Se l’evento è stato un successo, anche nei giorni successivi potrai trovare contenuti sui social, postati dai partecipanti. E poi, considera la possibilità di un redazionale, anche su una testata locale: può essere un’ulteriore strategia per far sapere cosa è successo!

Come rendere interessante una Pagina Facebook?

La tua Pagina è il luogo in cui inviti i tuoi utenti a fare due chiacchiere. E’ il tuo ambiente. E, da buon ospite, puoi renderlo accogliente e piacevole. Puoi adoperarti affinché la conversazione sia interessante e brillante. E, quindi, le persone si sentano a proprio agio.  Ne avevamo già parlato qui.

Ponendoti tre domande, puoi valutare se i contenuti che pubblichi sulla tua Pagina sono equilibrati ed interessanti per il tuo pubblico. Così che, una volta stabilito il primo contatto, torni a trovarti. E nasca tra voi una relazione continuativa.

1. Pubblichi solo contenuti promozionali? 

L’equilibrio di una Pagina si basa sul corretto equilibrio tra contenuti promozionali ed informativi. Sperimentando post sempre diversi, puoi capire meglio i gusti di chi ti segue, e regolarti di conseguenza. Attraverso la creazione di post di diverso tipo, con video, immagini e link su vari argomenti, puoi capire quali contenuti interessano al tuo pubblico. E, facendo un’analisi delle interazioni (condivisioni, clic, like e commenti), puoi valutare ciò che il tuo pubblico ama leggere o guardare.

 

2. Offri il tuo punto di vista?

Quando condividi un link o un articolo di un altro sito o un’altra Pagina, è importante far capire al pubblico perché l’hai scelto e cosa vuoi davvero comunicare. Perché quell’articolo, secondo te, può essere interessante per i tuoi utenti. E’ il tuo punto di vista, il valore aggiunto che i tuoi utenti cercano. Si affidano a te, alla tua Pagina, perché vi riconoscono l’esperienza e la capacità di consigliarli e informarli per il meglio.

 

3. Pubblichi con costanza?

Che non significa tutti i giorni, o solo quando ti ricordi. Anche per questo bisogna trovare la giusta misura. Mantenere viva una Pagina significa dedicare del tempo alla ricerca e alla creazione di contenuti. E’ esattamente come i rapporti umani: tutto funziona meglio quando si rimane in contatto, modulando la comunicazione a seconda del momento.

 

Promuoverti sui social. L’arte di lasciar parlare (di te).

Quante volte, acquistando un prodotto, ti sei lasciato ispirare dal consiglio di un esperto? O dalla celebrity che lo pubblicizza sui suoi canali social?

Un personaggio famoso che propone un prodotto, infatti, crea un legame emozionale con esso, che si basa sulla fiducia. Se segui quel personaggio, allora sarai portato a fidarti del prodotto

Allo stesso modo funziona il consiglio di un esperto, anche se non famoso. Se, ad esempio, desideri regalare un vino pregiato, ma non sai da dove cominciare, come fai? Chiedi informazioni ad una persona che ritieni competente in materia, sicuramente! Come un sommelier, un amico particolarmente appassionato di vini, o un wine blogger.

Inoltre, sui social, il bisogno di informarsi, condividere esperienze e consigliare, viene amplificato. E questo grazie al desiderio delle persone di raccontare la propria visione delle cose, e di mettere in luce le proprie capacità e passioni.

Se hai una piccola attività e non puoi permetterti Raul Bova come testimonial, puoi avvalerti della collaborazione di altri tipi di influencer. Sicuramente con meno seguaci, ma più selezionati, e in grado di partecipare ed interagire con entusiasmo.

Coinvolgere gli altri è sempre una carta vincente per attirare l’attenzione sui social: pensa a quanta fiducia può instillare, per un’attività a livello locale, un post in cui un cliente commenta con soddisfazione la tua professionalità. O pubblica un selfie con il tuo prodotto. Oppure propone una recensione positiva sulla tua FanPage.

Ad esempio, se sei un artigiano che realizza giocattoli di legno, puoi provare a prendere contatti qualche mamma blogger, e invitarla a parlarne nella sua rete. Oppure, se proponi prodotti alimentari biologici, puoi scoprire se hai clienti che, sui social, interagiscono con successo attraverso contenuti dedicati al benessere. E che potrebbero essere interessati a condividere la loro esperienza in merito ai tuoi prodotti.

Quindi, se hai una piccola attività, cerca di comprendere quali possono essere i migliori influencer da coinvolgere nella tua strategia di comunicazione. Sicuramente sono proprio intorno a te, ma non ci hai mai pensato!

 

Se hai letto questo post, sicuramente sei interessato alla promozione sui social media. Qui puoi trovare informazioni sui nostri corsi in Social Media Marketing, e sulle consulenze per la gestione dei canali social. Contattaci se hai bisogno di altre informazioni.

In una strategia, scegli i social dove trovi il tuo pubblico

Hai deciso di utilizzare i social network per promuovere la tua attività. Nell’ottica di una strategia, non è il caso di utilizzare tutti i social media insieme: è una perdita di risorse e di tempo. Invece, è molto più semplice concentrarsi su un paio, quelli più adatti a creare la tua rete di lavoro e dove si trovano i tuoi utenti.

Oltre a Facebook, che offre la possibilità di interagire attraverso testi, foto, video, dirette, gruppi e storie, ci sono molti altri social media.

Andiamo a vedere le caratteristiche di quelli più importanti, e gli utenti che li frequentano.

  • Instagram. E’ il social network dedicato alle foto o ai mini video. Può andare benissimo per te, se il prodotto o il servizio che proponi si presta bene ad un linguaggio visivo. Inoltre, attraverso un buon uso degli hashtag, puoi raggiungere persone con i tuoi stessi interessi (o interessate a ciò che proponi) in tutto il mondo. Pertanto, per utilizzare bene Instagram è importante avere un discreto occhio fotografico. Bisogna proporre fotografie o video che, in un attimo, colpiscano l’attenzione dell’utente. E quindi lo spingano a seguirti, per conoscere sempre più cose su di te e sul tuo lavoro.

  • Twitter. Per utilizzarlo, bisogna saper diffondere un messaggio o una notizia utilizzando pochissimi caratteri, come un sms. Va molto bene se hai un blog, e quindi vuoi dare diffusione ai tuoi post: in quel caso, puoi aggiungere il link dell’articolo a una breve descrizione. Anche Twitter si avvale dell’utilizzo di hashtag. E’ molto utile se proponi prodotti o servizi di nicchia, o ti interessi di associazionismo, e vuoi rivolgerti ad un pubblico di veri appassionati come te. Inoltre, è valido se vuoi farti notare come influencer, attraverso i “trend topic” (ossia gli “argomenti caldi” della giornata).

  • LinkedIn. E’ il social network più adatto per fare personal branding. E’ un social professionale, dedicato al lavoro e alle aziende. Su LinkedIn puoi inserire il tuo curriculum, le tue abilità e i tuoi lavori, e creare una rete professionale. Chi ha lavorato con te o ti conosce personalmente, può contribuire ad ampliare la tua rete valutando le tue competenze, o mettendoti in contatto con altre persone. Lo stile è più formale rispetto agli altri social media.

  • Snapchat. Se il tuo pubblico ideale è giovane, allora puoi provare ad integrare la strategia con Snapchat, dove gli utenti hanno in media un’età tra i 18 e i 25 anni. Su Snapchat puoi condividere contenuti visivi di durata limitata nel tempo. Il linguaggio di questo social è molto informale:  si presta bene a contenuti giocosi e ad offerte limitate a poche ore, quindi altamente esclusive. E’ sicuramente adatto alla promozione di prodotti attraverso influencer.

  • Pinterest. E’ una bacheca virtuale in cui puoi raccogliere i contenuti visivi che ti piacciono o le foto di ciò che crei. E’ utile per raccontare ciò che fai, il tuo lavoro, le tue passioni. Va bene per creativi, stylist e designer. Puoi utilizzarlo per fare branding, proporre i tuoi prodotti, raccontare il “dietro le quinte”, ma anche per offrire dei contenuti esclusivi utili per gli utenti, come infografiche esplicative del tuo settore.

E il fallimento che paura che fa!

Il diavolo non è mai nero come sembra” è la frase che mi ripetono i miei genitori fin da bambina. Perché, ogni volta che sono davanti ad un cambiamento importante, la paura non mi permette di vedere con chiarezza la strada, facendomela immaginare piena di ostacoli insormontabili. Cerco continuamente nuovi stimoli e occasioni ma, quando il treno arriva, ci metto tanto a salire su. Col rischio di vederlo sfilare davanti ai miei occhi, mentre mi sto ancora domandando se la destinazione scelta sia quella giusta. Ho bisogno di una “spintarella” esterna di incoraggiamento.

La paura in natura favorisce la sopravvivenza, aiuta a mantenere i sensi in allerta, ad essere pronti ad agire in caso di bisogno. E’ normale avere paura di fronte ad un cambiamento, anche se l’hai fortemente desiderato: ciò che non conosci può spaventarti, è istintivo e naturale. Purché l’emozione non prenda il sopravvento sulla razionalità e ti impedisca di agire. E, soprattutto, non diventi un alibi per evitare la responsabilità di perseguire un obiettivo.

Quante volte ti dici:  “Non sono pronto”. “Non è ancora tutto perfetto”.

Non è possibile che tutto sia perfetto sin dal principio. Se così fosse, allora significherebbe che il viaggio è già compiuto. Come quando traslochi in una casa nuova: magari ci sono le tende, gli arredi, gli elettrodomestici. Ma è solo vivendoci dentro che scopri di cosa hai realmente bisogno giorno per giorno, e ti adoperi per migliorarne le condizioni. Non devi aspettare il momento giusto: può darsi che non arriverà mai, perché, in realtà, stai solo cercando di non affrontare ciò che ti spaventa.

Una lunga attesa potrebbe fiaccare l’entusiasmo, convincerti che non ne hai le capacità, trasformare la percezione del tuo obiettivo.

E continuare ad alimentare i pensieri negativi.

“E che succede se…”.

Senza sfera di cristallo è difficile poter capire se sarai in grado di raggiungere l’obiettivo che ti sei prefisso. Ma hai un espediente, dalla tua, che ti può permettere di superare il blocco.

Si chiama esperienza.

Essa nasce, cresce e si consolida ogni volta che affronti davvero un “e che succede se…”. Scaturisce da una combinazione di intuito, improvvisazione, errori e competenze, ed è ciò che ti permette ogni giorno di svegliarti diverso, migliorato, più forte.

L’esperienza è fatta anche dal superamento di insuccessi e fallimenti: momenti che in passato ti hanno segnato, sensazioni che non vuoi più provare.

Prova a fare un’analisi delle responsabilità, con obiettività, per correggere il tiro.

Il problema è dipeso completamente da te o anche da fattori esterni? Tutto può essere: pensa che i Beatles, all’inizio della loro carriera, furono silurati dalla casa discografica Decca Records. Se si fossero lasciati scoraggiare dalla bocciatura, magari avrebbero smesso di suonare e non avrebbero donato al mondo la loro incredibile rivoluzione musicale.

E se il fallimento fosse causato anche da te? Si può fare un passo falso, e anche due: può semplicemente succedere. Gli sbagli vanno analizzati, capiti, accettati. E poi considerati un investimento sul futuro, necessario ad  incoraggiare una rinascita e a dare valore all’esperienza.

Sul prossimo treno, porta le tue esperienze con te come un filo di Arianna, ma al contrario: non per indicare il passato, ma per segnare il percorso, mostrarti l’obiettivo e ricordarti ciò che sei.

Cinque personaggi in cerca di storie

Il popolo dei social è caratterizzato da cinque personaggi fondamentali che veicolano il flusso della comunicazione e dei messaggi.

Mi piace immaginarli come quei vecchietti che discutono, bevendo un caffè, ai tavolini del bar del paese, e ognuno di loro si caratterizza per una particolarità.

Andiamo a conoscerli:

1. L’Influencer

Tra i personaggi del bar di paese, è sicuramente seduto al centro, e veicola la conversazione. Ama essere il primo ad introdurre una novità, o ad esporre il suo parere. In realtà è esperto della materia, la sua competenza viene riconosciuta dagli altri, e quindi il suo punto di vista ha molto valore. Le sue idee generano consensi, avviano confronti e influiscono sulle opinioni degli altri.

2. Lo Spettatore

E’ seduto nel gruppo, ma leggermente distante. Non si intromette nella discussione, ascolta molto, ma non concede il suo punto di vista. Non si espone, ma i suoi sensi sono tutti protesi ad analizzare le interazioni del gruppo. Sembra essere invisibile. Ma c’è!

3. Il Condivisore

Sicuramente è seduto accanto all’Influencer, e anima la discussione. Ha un ruolo partecipativo, uno stile salottiero e rilassato: oggi vettore di sentenze motivazionali e domani condivisore di leggerezza e amenità.

4. Il Critico

Provocatorio e contestatore, è la figura che si oppone, dissente, alza i toni della discussione. Nell’esprimere il suo disappunto, utilizza un registro linguistico forte. Può anche servirsi di strumenti (foto, redazionali, teoremi) a supporto della sua teoria.

5. Il Conversatore

A metà strada tra l’Influencer e il Condivisore, ama parlare di tutto, con tutti. E’ socievole, spigliato, un po’ curioso. Interviene contemporaneamente in più discussioni e su svariati argomenti: passa con disinvoltura dall’espressione di indignazione per le tematiche sociali alla mimica esaltazione dei gattini pelusciotti. In genere non propone argomenti, ma commenta animatamente quelli degli altri.

 

E tu, sui social quale personaggio sei?