Pianificare una strategia per i social: i primi 3 passi

Ogni impresa nasce da un sogno, che gradualmente si realizza, evolve, migliora. Tra difficoltà, successi ed esperienze.

Attraverso i Social Media, puoi raccontare una storia, la tua storia: il mondo di valori, obiettivi, persone, idee e competenze che compongono la tua professionalità.

Per fare tutto questo in modo efficace, hai bisogno di una strategia, non puoi improvvisare. E, per cominciare, hai bisogno di tenere presente tre aspetti fondamentali:

  1. Piano editoriale. L’attività sui Social Media ha bisogno di essere organizzata e pianificata come parte integrante del tuo lavoro. Una storia necessita di una trama, personaggi, un percorso, uno stile narrativo e di obiettivi. Che vanno definiti e pianificati con attenzione, per comunicare in modo costante. Quindi, comincia a mettere in agenda anche questa voce: il tempo da dedicare alla ricerca di idee e materiale per i post, e all’interazione con i tuoi utenti, con commenti e messaggi.

  2. Conoscere il tuo pubblico. Avere cognizione dei gusti, le necessità e gli interessi di chi ti segue è importante per definire le basi di una strategia. Cosa desidera il tuo pubblico? Vuole percepire il lato umano che c’è dietro l’impresa? Vuole confrontarsi con te? Cerca delle emozioni? Desidera soddisfare delle curiosità sul tuo prodotto? La comunicazione va convogliata su binari precisi, in modo da arrivare alle persone giuste. Proprio quelle che possono essere interessate a te o ai tuoi prodotti. 

  3. Stile narrativo. Tutte le storie necessitano di una voce narrante. E in questo caso è necessario trovare uno stile che rispecchi la personalità del prodotto e delle persone a cui è rivolto. E’ un passo fondamentale per una comunicazione chiara e diretta, tale da sviluppare una relazione basata sull’empatia e sulla fiducia. Per continuare a raccontare, emozionare, consigliare.

E’ un lavoro sicuramente impegnativo, ma che può portarti grandi soddisfazioni, sia a livello umano e sia professionale. In ogni caso, se pensi di aver bisogno di una mano per mettere in piedi la tua strategia, puoi seguire i nostri corsi.

Oppure puoi optare per una consulenza o un affiancamento: un modo per guardarti dall’esterno, e avere un’idea più chiara su quali sono i punti di forza che possono contraddistinguere la tua narrazione.

Il Festival sui Social, a colpi di ironia e Instant Marketing

In America c’è il Super Bowl, in Italia abbiamo il Festival. Si sa, Sanremo è come un invito a un matrimonio: quando lo ricevi, vorresti inventare una scusa abbastanza credibile per non dover andare. Quando poi sei alla festa, ti lasci andare e va a finire che ti diverti pure.

E i social, ogni anno, si scatenano a colpi di ironia, meme e instant marketing, tanto che diventa più piacevole seguirlo su Twitter e Facebook, che in TV.

I social che hanno dominato questa edizione di Sanremo 2017 sono stati proprio Facebook e Twitter, dove i post ironici hanno fatto passare in secondo piano persino le canzoni.

Andiamo a vedere insieme come i grandi brand hanno trattato il tema del Festival quest’anno.

Molto interessante è stata la partnership tra TIM e Unicef per promuovere il progetto musicale dell’Orchestra Riciclata. Inoltre, la TIM si è avvalsa della collaborazione di vlogger e youtuber popolari tra i giovanissimi, per commentare in studio e per strada i particolari del Festival.

 

Altri brand, come Saikebon, Sambuca Molinari, Barilla, Burger King e UPS hanno giocato con gli elementi del Festival per pubblicizzare i loro prodotti, in modo molto divertente.




 

Sono stati tre i protagonisti indiscussi di questa edizione social del Festival.

A partire da Ceres, che ha sponsorizzato il Bariston e i commenti al vetriolo di Mara Maionchi. Anche questa volta, Ceres si è avvalsa dell’interazione degli utenti di Twitter. I tweet più ironici con l’hashtag #SanremoCeres venivano proiettati in tempo reale dal balcone del Bariston, e poi la foto veniva messa on line.

 

L’altra protagonista indiscussa del Festival è stata Maria De Filippi, conduttrice della kermesse insieme a Carlo Conti . Ed ecco qui come i social hanno giocato sulla presenza a Sanremo della storyteller della TV italiana.

 

L’ultimo protagonista del nostro post, il grande assente dell’Orchestra di Sanremo, il Maestro Vessicchio. Gli utenti, capitanati dal team dei The Jackal, al grido di #IntantoVessicchio, hanno buttato a indovinare cosa stesse facendo il Maestro durante le serate del Festival.

 

Insomma, il Festival nessuno lo guarda, ma tutti ne parlano. E anche Baby George, stavolta, ha voluto dire la sua:

 

Dieci segreti per scrivere un post perfetto

C’è un modo per scrivere un post perfetto su Facebook? Dal punto di vista dei contenuti no, perché Facebook è un mondo virtuale di interrelazioni umane, pertanto – come nella vita – è impossibile pretendere di piacere a tutti. Però, scrivere un post formalmente impeccabile è possibile.

E puoi farlo avvalendoti di dieci accorgimenti. Eccoli qui:

  1. Racconta una storia: cattura l’attenzione, e permette alle persone di concentrarsi sul messaggio. Se è ben strutturata, è una strategia che permette di leggere anche contenuti più lunghi.

  2. Posta una foto o un link accompagnandoli con un breve testo. Le persone vogliono sapere perché li condividi con loro.

  3. Cita l’autore quando posti un contenuto altrui. Non è educato attribuirsi una foto o una citazione di altri, solo per strappare qualche like in più. Il diritto d’autore è sacro.

  4. Sii sintetico. Non utilizzare cinque parole, se comprendi che puoi rendere lo stesso concetto con quattro. Non allungare un video con immagini a caso, solo perché ti sembra troppo breve.

  5. Rispondi sempre ai commenti e ai messaggi. Essere gentile e disponibile con gli utenti che ti seguono è indice di attenzione e rispetto.

  6. Sii leggero. Facebook non è il luogo dove scaricare ansie, frustrazioni e delusioni.

  7. Non essere autoreferenziale. Il mondo social non apprezza particolarmente i monologhi autocelebrativi.

  8. Brontolo lasciamolo a Biancaneve. Non ingaggiare guerre: se inizialmente questa strategia sembrerà suscitare interesse da parte dei tuoi utenti, ben presto potrà rivelarsi un boomerang.

  9. Rileggi con attenzione ciò che hai scritto. Prima di premere il tasto “Pubblica” su un post, un commento oppure un messaggio, ricordati di controllare che la grammatica sia al suo posto.

  10. Sei stato chiaro? Chiediti se, chi leggerà il post, riuscirà a capire subito ciò che vuoi dire. Anche l’utente più distratto.

Se vuoi saperne ancora di più, puoi consultare il post dedicato agli errori più comuni che vengono fatti su Facebook.

 

Se stai leggendo questo post, ti interesserà sapere che periodicamente organizziamo dei corsi dedicati alla comunicazione e al marketing sui Social Media. Clicca qui se vuoi conoscere le prossime date. 😉

I post più letti del 2016

Oramai mancano solo due settimane alla fine dell’anno, Facebook ha già consegnato l'”anno in breve”, ed anche qui è tempo di bilanci.

Bloggare è come giocare: quando cominci non vorresti più smettere. IlSocialBlog è un’avventura che sta dando belle soddisfazioni. Questo non fa che accrescere la voglia di continuare, con sempre più vitalità e idee.

Il blog cresce anche con voi, grazie ai vostri messaggi. Molti post infatti nascono da riflessioni e condivisioni di esperienze. Che, ogni volta, diventano uno stimolo per approfondire, riflettere e migliorare insieme. Grazie!

Gli argomenti più letti del blog riguardano due sfere in particolare: la comunicazione sui social media e idee su come migliorare la propria vita professionale.

Quindi non c’è da meravigliarsi se al primo posto c’è Cinque errori che non devi fare su Facebook. E’ un elenco di consigli su cosa è meglio evitare sui social, così da essere letti e rispettare gli altri utenti.

Al secondo posto potete trovare l’articolo scritto “a quattro mani” con una fotografa professionista: Come un fotografo professionista vive il mondo dei social? In un mondo come quello dei social media in cui vengono postate milioni di foto al giorno, la fotografia professionale deve trovare la sua strada per distinguersi ed evidenziarsi.

Al terzo posto c’è un post dedicato al public speaking: Parlare in pubblico. E’ stato menzionato e twittato anche da alcuni portali dedicati al mondo del lavoro, perché offre dei consigli su come preparare un discorso da tenere in una riunione o in pubblico.

Il quarto posto è di un articolo che riguarda il rapporto di fiducia tra cliente e professionista. L’esperienza d’acquisto: il valore delle piccole attività è stato scritto “a quattro mani” con un imprenditore nel settore dell’abbigliamento. La professionalità e l’esperienza di un commerciante possono essere di grande importanza se si vuole offrire al cliente una vera e propria esperienza d’acquisto.

Al quinto posto c’è invece un parimerito. Non innamorarti dei tuoi progetti: una riflessione su come mantenere il giusto distacco tra le proprie idee e le esigenze del cliente. E poi, Come ho imparato a giocare d’anticipo, un post dedicato a idee, scadenze, quaderni e tendenze all’incasinamento!

Ecco, questi sono i post più letti. Ma qual è l’articolo che vi è piaciuto di più, e perché?

 

Se leggi questo blog, sicuramente ti interessano la comunicazione e i social media. Quindi, ti farà piacere sapere che organizziamo corsi dedicati al Social Media Marketing.

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Ognuno di noi è un trasmettitore di informazioni ed emozioni

Secondo alcune recenti ricerche, oltre la metà degli utenti condivide o commenta un link su Facebook senza leggere l’articolo, ma basandosi solamente sulla percezione che ha dell’argomento trattato.

Il Secolo XIX è stato protagonista di un episodio che sembra proprio derivare da uno di questi studi. Tempo fa, avevano pubblicato su Facebook un link su un articolo riguardante un uomo che aveva cercato di darsi fuoco dopo aver perso la casa. Immediatamente, sono stati sommersi da una valanga di commenti di solidarietà verso l’uomo e di ostilità verso il sistema. In particolare, i commenti argomentavano la tutela dei migranti a scapito degli italiani, con la tipica chiosa sugli alberghi a cinque stelle. Solo dopo un po’, uno dei commentatori aveva fatto notare che, se gli utenti avessero letto l’articolo, avrebbero scoperto che il protagonista era proprio un extracomunitario. Tutto l’articolo del Secolo XIX è qui.

Condividere informazioni e commentare articoli sui social è un’attività che si fa con leggerezza e, a volte, anche con un filo di vanità. Si condivide e si commenta per informare e intrattenere gli altri utenti, ma anche per sostenere le proprie opinioni e dichiarare i propri valori. Per affermare la propria personalità. In alcuni casi, anche per  scolpire l’immagine che si vuole interpretare sul palcoscenico della rete.

Un’attività social dovrebbe essere fatta secondo “scienza e coscienza”. Perché ognuno di noi è diventato uno snodo di informazioni ed emozioni per gli altri utenti. Ogni profilo è un trasmettitore di contenuti che possono influenzare, in modo più o meno significativo, lo stato d’animo e la percezione degli altri. E, quindi, va utilizzato con consapevolezza, responsabilità e buon senso, per arrivare ad un livello superiore di comunicazione.

In una giungla di dati, diffondere informazioni con consapevolezza, significa garantirsi l’attenzione dell’utente. Contribuire alla scomparsa delle bufale, che sono falsi scoop confezionati ad arte per alimentare la rete, in cambio di denaro contante per chi le ha architettate. Evitare che ci siano vittime di cyberbullismo: persone il cui nome o volto rimbalzano di pagina in pagina, senza che possano averne il controllo.

Significa dare di sé un’immagine più veritiera, e contribuire alla realizzazione di una rete meno inquieta, più aggiornata, più vera.

Personal Branding sui social: ovvero cosa i clienti vogliono sapere di te

Il personal branding è la capacità di promuovere se stessi. Perché farlo? Perché ognuno di noi è il risultato delle esperienze, occasioni e storie che ha vissuto, e che accrescono il valore della comunicazione delle proprie competenze. Fare personal branding significa mettersi in gioco, e far sì che le persone, i clienti, gli utenti, possano conoscere chi c’è dietro un brand o un titolo: la persona, i suoi principi, le sue esperienze. Comunicare anche la propria personalità, attraverso i social, può avere il vantaggio di stabilire fin da subito un filo comunicativo con il potenziale utente, fatto di empatia e di affinità.

Fare tutto questo non  è semplice: presuppone sincerità e strategia, per questo è uno degli aspetti su cui ci soffermiamo particolarmente durante i corsi di Social Media Marketing.  Naturalmente non bisogna farsi una radiografia sui social, mettendo a nudo tutti i propri aspetti, ma selezionare le informazioni che potrebbero essere d’interesse. Come fare? Prima di cominciare, puoi analizzare tre punti da cui trarre degli spunti di riflessione:

 

  • Schematizza la tua personalità con degli aggettivi. Ti servirà per capire se il tuo registro comunicativo la giusta sintesi tra il tuo modo di essere e la tua attività. A volte capita di riscontrare una discordanza tra stile e personalità: come se la persona indossasse forzatamente un abito in cui non si sente a suo agio. In una personalità amichevole e gioviale, ad esempio, un atteggiamento molto formale risulterebbe artefatto. Magari si è formali per apparire autorevoli: un medico o un avvocato devono adottare uno stile compassato per essere credibili. Ma anche no! Si può comunicare competenza in tanti modi: è ciò di cui si parla a fare la differenza, e il criterio con cui si espongono gli argomenti ad assicurare il valore delle affermazioni.

  • Domandati perché sei credibile. Analizza quali esperienze ti hanno portato verso la tua professione, il viaggio che hai percorso, la formazione, i risultati che hai ottenuto finora. Il livello di competenza nasce e cresce col tempo, con la partecipazione e le esperienze. Non è detto che la strada per un obiettivo sia sempre una sola: ogni parte di quel tragitto, anche i giri tortuosi che hai affrontato, hanno avuto un significato e contribuito ad arricchire il tuo bagaglio.

  • Cosa offri? Per rispondere seriamente a questa domanda, devi sicuramente anche riflettere sulla concorrenza e capire quale sia il tuo valore aggiunto, e sottintenderlo nella tua comunicazione. Offrire la professionalità, competenza e disponibilità è importante. Ma anche offrire dei valori che fanno parte della propria cultura e personalità avvicinano le persone per una questione di empatia.

Cinque personaggi in cerca di storie

Il popolo dei social è caratterizzato da cinque personaggi fondamentali che veicolano il flusso della comunicazione e dei messaggi.

Mi piace immaginarli come quei vecchietti che discutono, bevendo un caffè, ai tavolini del bar del paese, e ognuno di loro si caratterizza per una particolarità.

Andiamo a conoscerli:

1. L’Influencer

Tra i personaggi del bar di paese, è sicuramente seduto al centro, e veicola la conversazione. Ama essere il primo ad introdurre una novità, o ad esporre il suo parere. In realtà è esperto della materia, la sua competenza viene riconosciuta dagli altri, e quindi il suo punto di vista ha molto valore. Le sue idee generano consensi, avviano confronti e influiscono sulle opinioni degli altri.

2. Lo Spettatore

E’ seduto nel gruppo, ma leggermente distante. Non si intromette nella discussione, ascolta molto, ma non concede il suo punto di vista. Non si espone, ma i suoi sensi sono tutti protesi ad analizzare le interazioni del gruppo. Sembra essere invisibile. Ma c’è!

3. Il Condivisore

Sicuramente è seduto accanto all’Influencer, e anima la discussione. Ha un ruolo partecipativo, uno stile salottiero e rilassato: oggi vettore di sentenze motivazionali e domani condivisore di leggerezza e amenità.

4. Il Critico

Provocatorio e contestatore, è la figura che si oppone, dissente, alza i toni della discussione. Nell’esprimere il suo disappunto, utilizza un registro linguistico forte. Può anche servirsi di strumenti (foto, redazionali, teoremi) a supporto della sua teoria.

5. Il Conversatore

A metà strada tra l’Influencer e il Condivisore, ama parlare di tutto, con tutti. E’ socievole, spigliato, un po’ curioso. Interviene contemporaneamente in più discussioni e su svariati argomenti: passa con disinvoltura dall’espressione di indignazione per le tematiche sociali alla mimica esaltazione dei gattini pelusciotti. In genere non propone argomenti, ma commenta animatamente quelli degli altri.

 

E tu, sui social quale personaggio sei?

Consigli, passioni ed esperienze da condividere con i tuoi utenti

I contenuti sono la base della comunicazione on line. Ultimamente, abbiamo detto che per avere successo sui social bisogna abbandonare l’idea che siano una vetrina. Il segreto, come dicevamo, è nel fattore umano, nella capacità di interagire con simpatia, sincerità ed apertura: quindi, condividendo conoscenze, esperienze, intrattenendo e ascoltando.

E tutto questo si fa proponendo contenuti interessanti. Quali possono essere? E’ molto facile: sono le domande che ti vengono fatte più spesso, gli interessi che accomunano i tuoi clienti, i gesti e le meraviglie di ogni giorno. Se ancora hai dei dubbi, ecco qui tre consigli che potranno esserti utili per trovare degli spunti di condivisione e dialogo:

  • Dai dei suggerimenti

Non c’è niente di meglio che anticipare le possibili domande del cliente, proponendo direttamente delle soluzioni. Ti faccio un esempio: hai un’attività dedicata ai bambini? Parla alle mamme: dai delle dritte su come scegliere il meglio per i loro piccoli, e metti a disposizione la tua esperienza, basandoti sulle domande che ti vengono poste solitamente.


  • Offri contenuti collaterali

Sicuramente, i tuoi clienti “tipo” avranno delle passioni in comune: un genere di musica, di eventi, oppure un tipo di attività sportiva o ricreativa. Perché non entrare nel loro mondo? Proponi delle idee originali per relazionarti ai loro interessi: sicuramente non ti sarà difficile. Se ti occupi di servizi turistici, di certo ameranno i viaggi e la fotografia. Oppure lavori nel design, e sicuramente ai tuoi clienti piacerà conoscere il tuo punto di vista sull’arte del ricevere. Se ti occupi di abbigliamento, puoi davvero lasciarli senza fiato creando una rubrica “vintage” sulle storie curiose legate al mondo della moda.


  • Racconta esperienze

Parla di cose che ti succedono, di ciò che ti sorprende o ti colpisce, delle piccole meraviglie quotidiane. Anche attività che a te sembrano banali e scontate possono essere interessanti agli occhi degli altri. Tutti i giorni ammiri quel glicine in fiore che si affaccia sulla strada? Fotografalo, e condividi la sua bellezza col resto del mondo.

FAQ: le domande frequenti sul Corso di Social Media del Social Blog

Da quando sto organizzando il corso in Social Media Marketing, mi arrivano messaggi ed email con delle richieste di informazioni più dettagliate. Spesso queste domande sono ricorrenti, e quindi ho deciso di dedicare un articolo alle FAQ, per soddisfare ogni curiosità.

Ecco qua le 6 domande più frequenti sul Corso in Social Media Marketing:

  1. Com’è organizzato il corso?

Il corso è suddiviso in due livelli, Entry ed Intermediate Level. I corsi possono essere seguiti anche singolarmente. Ognuno dura 4 ore.

      2. Cosa imparo?

Si impara a creare, gestire e personalizzare i canali social, a ideare i contenuti giusti, gli alcuni strumenti utili per la creazione dei contenuti e a creare un piano editoriale.Il programma è spiegato bene qui

     3. Chi può partecipare al corso?

Chiunque abbia voglia di saperne di più sui social media, per lavoro o per semplice curiosità. E’ proprio per avvicinare tutti al mondo dei social che i nostri corsi si rivolgono, per età, professione e costi, a chiunque abbia voglia di conoscere meglio questo mondo e cogliere le opportunità che offre: dall’imprenditore al professionista, dal medico allo studente. I nostri corsi sono dedicati a chi gestisce canali social per la propria impresa o per conto di altri, e vuole imparare a creare contenuti giusti e strategie per migliorare la comunicazione e ingaggiare nuovi utentidocenti del corso lavorano da anni nella comunicazione, e sono tutti qui

       4. Perché dovrei farlo?

Perché i social sono entrati nella nostra vita quotidiana. E Facebook e Instagram ci aiutano a creare una relazione continuativa e diretta con gli utenti e i clienti. Imparando ad utilizzare nel modo giusto i dati e gli strumenti che i Social ci mettono a disposizione, possiamo conoscerli meglio, comprenderne i gusti e le necessità. Dall’altra parte, possiamo potenziare la nostra immagine e la reputazione, ampliare i gruppi di interesse, comunicare davvero chi siamo.  E far sì che le persone si ricordino di noi al momento giusto!

    5. I social media funzionano per la mia attività?

Grandi brand ci hanno insegnato che nessuna azienda può rinunciare ai social media per farsi conoscere. Una Pagina Facebook o un account Instagram sono diventati, per le persone, un punto di riferimento per le ricerche e per informarsi prima di un acquisto. Quindi bisogna esserci, e nel modo giusto. Puntando sul fattore umano: la comunicazione è fatta dalle persone. A questo componente, dobbiamo poi aggiungere le tecniche di marketing on line, le strategie editoriali e i principi di digital PR, che rafforzano il messaggio, agevolano la comunicazione, consolidano un legame. Molti credono che basti “postare” per ottenere dei risultati, ma non è così. Ogni attività necessita di strumenti, conoscenze ed equilibrio per essere svolta al meglio. E  lo stesso vale per la comunicazione sui Social Media.

    6. Come posso iscrivermi al corso?

Compila il modulo di iscrizione che trovi qui. E poi ci vediamo in aula!

 

 

Il blocco dello scrittore: dal foglio bianco al pensiero creativo

Come superare il blocco dello scrittore?

Nella nostra testa c’è un sabotatore, ognuno di noi ne ha uno. Io lo chiamo il “grillo parlante”. Chi è? E’ quella vocina nel cervello che ti fa bloccare quando sai che devi lavorare con l’inventiva, e ti mette davanti alla “sindrome da foglio bianco”.

Il mio sabotatore, ogni tanto, blocca il pensiero creativo, formulando nella mia testa domande assurde: che scrivo? E poi chi lo legge cosa penserà? A volte mi fa dubitare anche dell’utilizzo di alcune forme verbali semplici, o della validità delle mie convinzioni. Può succedere in qualsiasi momento: davanti ad un’email, a un progetto, un post di Facebook.

Quando arriva, è difficile capire anche se sia nato prima l’uovo o la gallina: è la stanchezza che richiama il sabotatore o è lui che apre le porte allo stress? Ma soprattutto, cosa fare per mandarlo via?

Innanzitutto, la cosa peggiore da fare è farsi prendere dal panico. Non pensare che ormai sei vittima della sindrome del foglio bianco, e che non riuscirai mai più a scrivere neanche il tuo nome! Sicuramente ci sono migliaia di metodi per individuare il sabotatore e per ricacciarlo nella sua tana.

Eccone uno.

Prima di tutto, non allontanarti dal monitor, ma prova a fare qualcosa di rilassante. Ad esempio, che ne dici di leggere qualcosa sul tuo blog preferito, ascoltare musica o riguardare vecchie foto? Ognuno di noi ha un album fotografico che ama rivedere ogni volta che può.

A quel punto sei calmo, ispirato, lontano – con la mente – dalla fonte di stress. Ed è in quel momento che puoi iniziare a scrivere. Prima a casaccio, senza cercare di dare linearità nel pensiero, solo mettendo nero su bianco i punti che ti eri promesso di scrivere nell’email o nel progetto o nel post di Facebook.

Quando hai finito, dedicati ad altro, vai a fare un giro. Quando tornerai, potrai rielaborare con attenzione ciò che hai scritto.