Promuovi i prodotti come persone

Puoi utilizzare i social per promuovere un progetto, un’impresa o la tua professione. L’importante, è che tu abbia sempre ben chiara un’idea: le persone, sui social, vogliono interfacciarsi con le persone. Ciò che il pubblico ama dei social è proprio la possibilità di relazionarsi con un prodotto, un’azienda o un personaggio pubblico come farebbe con un amico.

Si sa, non c’è nulla di più difficile che parlare di se stessi. O si esagera, o si è riduttivi. Non è facile essere obiettivi, guardarsi dall’esterno come farebbe una persona qualunque e raccontarsi superando i condizionamenti caratteriali. Però, concediti un po’ di tempo e prova a personalizzare il tuo messaggio.

Prendi carta e penna, e scrivi.

  • Immagina che la tua azienda sia come una persona. Che agisce, comunica. Che ha una storia e degli obiettivi. Che ha una propria personalità

  • Promuovi i prodotti come persone. Identifica gli aggettivi che caratterizzano la personalità del tuo progetto. Lavora di fantasia, creargli un’identità. Prova a definire valori e gli interessi che gli appartengono

  • Definisci in brevi paragrafi la storia della tua impresa: come è nata, quali sono stati i momenti più significativi, quali sono le persone che hanno dato – direttamente o indirettamente – il loro contributo per la realizzazione di questo progetto.

  • Indica quali sono gli obiettivi a breve e lungo termine da raggiungere.

  • Analizza se ci sono (e ci sono sicuramente!) delle parole chiave che racchiudono l’essenza del tuo progetto e il modo di comunicare del tuo pubblico.  Non è detto che debbano essere sempre presenti nei tuoi contenuti, però possono ispirare i contenuti o emergere nella tua comunicazione sotto forma di foto, video, emozione o sensazione. Sono il filo che lega il tuo pubblico a te, che ti identifica.

  • Pensa in modo diverso al tuo progetto. Con un approccio comunicativo in cui il pubblico non è un insieme di potenziali acquirenti, ma un gruppo di persone che ama il tuo prodotto.

Per piacere al tuo pubblico, non esistono formule magiche. Ma sicuramente una bella personalità definita aiuta la comunicazione e arricchisce le relazioni

Esperienze, ambizioni, competenze: il curriculum che parla davvero di te

Preparare un curriculum vitae da inviare a un’impresa è sempre una fase delicata. Non è facile riuscire a schematizzare in un paio di pagine esperienze, ambizioni, personalità, talenti e competenze. E poi, non esiste un curriculum che vada bene per tutti i casi: bisogna rimetterci mano di volta in volta, a seconda della situazione, evidenziando le competenze a seconda del destinatario.

Chi si trova tra le mani un curriculum desidera capire in pochi secondi se può essere interessante oppure no. Quindi, è molto importante riuscire a dare una bella impressione da subito.

Per passare il test di prima impressione, è bene tenere presente questi elementi:

  1. Scrivi una bella lettera di presentazione: è importante partire avendo già un’idea precisa di ciò che puoi fare per quell’impresa. Domandati qual è il percorso che ti ha portato a prendere contatti con quella azienda. Perché vuoi lavorare con loro? Quali sono le competenze che metti a disposizione? Perché ti interessa quel ruolo? Prova a illustrare sinteticamente i motivi per cui invii la candidatura, in modo semplice e diretto.

  2. Utilizza un impianto grafico di facile consultazione. Il curriculum non deve essere particolarmente fantasioso, o difficile da interpretare. Sia l’impostazione grafica che il font devono essere facilmente leggibili. Il classico Curriculum Vitae Europeo, personalizzato secondo le tue necessità, può essere una buona base di partenza. Metti i grassetti al punto giusto per evidenziare esperienze o competenze coerenti con il ruolo per cui ti proponi. Riempi non più di due, tre pagine. Se sono troppe, non vengono lette. In un colloquio conoscitivo ci sarà modo di approfondire i dettagli!

  3. Inserisci solo le esperienze che dimostrano le competenze che hai acquisito in ambito professionale. Non raccontare nei dettagli ogni esperienza lavorativa solo per fare volume. Se hai coperto mansioni molto differenti tra loro, scegli di elencare solo quelle che ti sembrano più attinenti con il settore e il ruolo per il quale ti proponi. Il motivo è semplice: un elaborato schematico e sintetico come un curriculum non è in grado di contestualizzare le circostanze della vita in cui sono avvenute le tue esperienze. E quindi, potresti dare l’impressione di essere una persona poco decisa.

  4. Attento a come utilizzi i social! Molte aziende, oggi, si fanno un’idea del candidato anche sbirciando i profili social, per farsi un’idea sua personalità, del modo di relazionarsi agli altri e dei suoi veri interessi. Per cui, perché non inserire nel curriculum anche i link ai tuoi account Facebook, Twitter, Instagram o LinkedIn?

  5. Sii sincero. Se dici che sai fare qualcosa, e invece non è vero, in fase di colloquio una domanda specifica potrebbe farti cadere in un tranello, vanificando il percorso fatto fino a quel momento. Allo stesso modo, sii determinato nel descrivere ciò che sai fare e le competenze che vuoi approfondire.

Quando hai finito, edita il testo e rileggilo immaginando che sia di un’altra persona. Che impressione ti fa?

In una strategia, scegli i social dove trovi il tuo pubblico

Hai deciso di utilizzare i social network per promuovere la tua attività. Nell’ottica di una strategia, non è il caso di utilizzare tutti i social media insieme: è una perdita di risorse e di tempo. Invece, è molto più semplice concentrarsi su un paio, quelli più adatti a creare la tua rete di lavoro e dove si trovano i tuoi utenti.

Oltre a Facebook, che offre la possibilità di interagire attraverso testi, foto, video, dirette, gruppi e storie, ci sono molti altri social media.

Andiamo a vedere le caratteristiche di quelli più importanti, e gli utenti che li frequentano.

  • Instagram. E’ il social network dedicato alle foto o ai mini video. Può andare benissimo per te, se il prodotto o il servizio che proponi si presta bene ad un linguaggio visivo. Inoltre, attraverso un buon uso degli hashtag, puoi raggiungere persone con i tuoi stessi interessi (o interessate a ciò che proponi) in tutto il mondo. Pertanto, per utilizzare bene Instagram è importante avere un discreto occhio fotografico. Bisogna proporre fotografie o video che, in un attimo, colpiscano l’attenzione dell’utente. E quindi lo spingano a seguirti, per conoscere sempre più cose su di te e sul tuo lavoro.

  • Twitter. Per utilizzarlo, bisogna saper diffondere un messaggio o una notizia utilizzando pochissimi caratteri, come un sms. Va molto bene se hai un blog, e quindi vuoi dare diffusione ai tuoi post: in quel caso, puoi aggiungere il link dell’articolo a una breve descrizione. Anche Twitter si avvale dell’utilizzo di hashtag. E’ molto utile se proponi prodotti o servizi di nicchia, o ti interessi di associazionismo, e vuoi rivolgerti ad un pubblico di veri appassionati come te. Inoltre, è valido se vuoi farti notare come influencer, attraverso i “trend topic” (ossia gli “argomenti caldi” della giornata).

  • LinkedIn. E’ il social network più adatto per fare personal branding. E’ un social professionale, dedicato al lavoro e alle aziende. Su LinkedIn puoi inserire il tuo curriculum, le tue abilità e i tuoi lavori, e creare una rete professionale. Chi ha lavorato con te o ti conosce personalmente, può contribuire ad ampliare la tua rete valutando le tue competenze, o mettendoti in contatto con altre persone. Lo stile è più formale rispetto agli altri social media.

  • Snapchat. Se il tuo pubblico ideale è giovane, allora puoi provare ad integrare la strategia con Snapchat, dove gli utenti hanno in media un’età tra i 18 e i 25 anni. Su Snapchat puoi condividere contenuti visivi di durata limitata nel tempo. Il linguaggio di questo social è molto informale:  si presta bene a contenuti giocosi e ad offerte limitate a poche ore, quindi altamente esclusive. E’ sicuramente adatto alla promozione di prodotti attraverso influencer.

  • Pinterest. E’ una bacheca virtuale in cui puoi raccogliere i contenuti visivi che ti piacciono o le foto di ciò che crei. E’ utile per raccontare ciò che fai, il tuo lavoro, le tue passioni. Va bene per creativi, stylist e designer. Puoi utilizzarlo per fare branding, proporre i tuoi prodotti, raccontare il “dietro le quinte”, ma anche per offrire dei contenuti esclusivi utili per gli utenti, come infografiche esplicative del tuo settore.

Per avere successo sui Social non farli diventare una vetrina

La pagina Social di molte attività è una sorta di vetrina pubblicitaria in cui espongono i servizi o i prodotti, una brochure informativa in formato digitale, continuamente aggiornata.

Lo dico subito, senza mezzi termini: che noia!

La vetrina è una cosa impersonale e statica, e non è adeguata alla natura di un Social Network, che, invece, è un luogo deputato all’interazione e alla suggestione.

I canali Social servono a creare e stabilire relazioni: gli utenti si scambiano messaggi, si raccontano, scherzano o commentano insieme eventi quotidiani. Pertanto, l’errore più comune è quello di ricordarsi di avere una pagina commerciale su un canale solo quando si ha qualcosa di urgente da comunicare ad un potenziale acquirente, come proporre una vendita, presentare un nuovo servizio o rivelare il raggiungimento di un obiettivo.

Lo ripeto: che noia! Perché? Te lo spiego con un esempio: pensa alla sensazione che provi quando, nella vita reale, qualcuno ti telefona solo quando ha bisogno di te o ti trattiene a parlare soltanto di se stesso.

Una cosa è raccontarsi, farsi conoscere, condividere esperienze e conoscenze. Un’altra cosa, ben diversa, è essere autoreferenziali, banalizzando ogni contenuto. L’utente tende automaticamente a evitare questo genere di messaggi. Esattamente come si scansa una persona che tende a monopolizzare una conversazione, o forza una vendita a cui non siamo interessati.

Il segreto per avere successo sui Social è nel fattore umano, nella capacità di interagire generando interesse, perché la comunicazione è fatta dalle persone, ed è soprattutto reciprocità. La vera pubblicità è quella che non si vede, e si sviluppa manifestando simpatiasincerità ed apertura: quindi, condividendo conoscenze, esperienze, intrattenendo e ascoltando. Sì, proprio come nell’amicizia.

Come si fa? Ecco tre consigli utili per capire come si fa a parlare di tutto, tranne che di te.

A cosa servono gli #hashtag?

Si narra di un tempo in cui si poteva scrivere senza usare gli hashtag, adesso sembra impossibile ignorarli.

Da quello che si vede in giro, non tutti conoscono la funzione del simbolo #, e molti lo adoperano in modo scorretto sui Social Media. Molti lo utilizzano come se fosse un grassetto, altri come se fossero delle virgolette, per vivacizzare un pensiero. Alcuni ne abusano, pur utilizzandoli nel modo giusto.

Ecco quindi un breve riepilogo per chiarirsi le idee.

Cosa sono?

Prima di tutto, bisogna sapere che sono degli aggregatori tematici. Ti ricordi quando, a scuola, la maestra ti faceva raggruppare gli oggetti in “insiemi”? Per esempio, la frutta (mela, pera, fragola, etc.). Beh, fondamentalmente il concetto è quello!

A cosa servono?

Gli hashtag servono ad inserire un determinato contenuto all’interno di un determinato insieme tematico. Per esempio, quando posti su Instagram un’immagine relativa ad un tuo esperimento culinario, puoi usare #food. Così, chi cercherà #food, potrà trovare anche la tua foto.

Ci sono poi i trend#, che vanno di moda per un determinato giorno o periodo di tempo. Se tutti, sui Social, parlano di #petaloso, allora l’hashtag è virale finché dura l’attenzione degli utenti: da qualche ora a qualche giorno. Tutto dipende dalla partecipazione della rete. E’ molto interessante seguire i trend# se vuoi fare Instant Marketing.

Gli hashtag vanno utilizzati sempre?

No, decisamente. Si usano quando servono. L’importante è non abusarne e #non #eccedere #con #la #quantità, perché  distolgono l’attenzione da ciò che vuoi comunicare effettivamente.

Puoi creare il tuo hashtag personale, dedicato completamente alla tua attività o a qualcosa che ti caratterizza. Però, se lo usi solo tu, serve a poco. Bisogna invogliare le altre persone ad utilizzarlo a loro volta.

Ma questa è un’altra storia, e ne parleremo in un altro momento.