Quando ciò che proponi è la tua professionalità

Nell’ultimo anno ho avuto l’occasione di curare canali social anche in ambito sociale, educativo e sanitario. Il motivo per cui dei professionisti richiedevano un aiuto riguardava il fatto che il loro lavoro apportasse dei benefici “immateriali”. E quindi più difficili da comunicare rispetto ad altri.

In realtà, se vogliamo, questo principio può essere valido anche per il nostro lavoro. Gestire dei social, un blog o comunque delle strategie digitali, possono essere in qualche modo dei “lavori fantasma”, perché la maggior parte delle volte siamo nascosti dietro dei pc o lavoriamo per conto di altri. E’ più facile che ti comprendano gli addetti del settore, ma non è detto che il tuo servizio si rivolga a loro.

Questo perché una strategia è un concetto meno immediato rispetto ad un nuovo modello di T-shirt, che puoi mostrare già con una bella foto. Se devi proporre on line uno stile di vita, dei valori, un percorso educativo, devi affidarti principalmente all’empatia del pubblico. E questo richiede più strumenti insieme, combinati.

 

E’ importante che il pubblico sia in target

Prima di tutto, è importante avere un pubblico “in target” e cioè utenti potenzialmente interessati a ciò di cui parli . Questo vale un po’ per tutti i settori, ma ha un’importanza fondamentale se ciò di cui ti occupi è una condivisione di valori.

Per esempio, se sei uno psicoterapeuta, avere un pubblico che non crede nella psicoterapia, o comunque poco incline alla riflessione, non porterà grandi progressi alla tua comunicazione digitale.

Ecco perché è importante partire da chi conosci realmente, magari pazienti o ex clienti, per cominciare a far crescere la Pagina Facebook. E poi lavorare affinché chi si avvicini a te sia un pubblico quanto più simile a quello iniziale, in modo da attirare l’attenzione di personalità affini.

 

Compila una lista di parole chiave che riassumono la tua attività

Ogni attività gira intorno a parole e concetti ricorrenti. E sono quelli gli argomenti che interessano il tuo pubblico. 

Predisporre un elenco di parole chiave che ben descrivono la tua attività può aiutarti a trovare gli hashtag giusti da utilizzare su Twitter o su Instagram. E anche gli argomenti migliori per i post.

Se ti occupi di politica o di sociale, per esempio, ci saranno sicuramente delle parole che riassumono la tua visione. E altre parole che invece riguardano i temi cari al tuo pubblico, ai quali tengono particolarmente.

Una lista di parole chiave con i tuoi valori e i temi adatti al tuo pubblico è un modo per far trovare sempre argomenti di condivisione e raggiungere il tuo pubblico potenziale attraverso dei temi “caldi”.

 

Cerca di andare dritto al punto, con esempi pratici

Un feedback dei clienti passati è un biglietto da visita importante per ogni attività.

Ma ce ne sono alcune che, purtroppo, poco si prestano a questo genere di pubblicità. Quando trattiamo temi che riguardano argomenti privati, come la salute o il sociale, è difficile reperire recensioni perché le persone non si espongono volentieri.

E’ per questo che bisogna puntare maggiormente su una carica emotiva ed empatica nei post: in genere, la strategia migliore è quella di raccontare situazioni reali in cui il professionista può venire in aiuto.

Ad esempio, parlare di un problema che riscontri nella maggior parte delle persone che si rivolgono a te, può far uscire dal guscio chi ha lo stesso disagio.  Parla in modo diretto, facendo percepire che è una situazione che accomuna molte persone. E’ poi possibile che, chi ha ricevuto un aiuto concreto per superare quello stesso problema di cui parli, si farà avanti per raccontare la sua esperienza. E quindi, indirettamente, ti darà quel feedback che cercavi

 

Punta sulla reputazione, non sulla risposta immediata

Quando parliamo di benefici “immateriali” è difficile dimostrarne l’efficacia attraverso immagini, video o recensioni.

Ma è importante porsi degli obiettivi a lungo termine. Non offri un servizio di ristrutturazione ambienti, in cui puoi mostrare una foto “prima e dopo”.

Ed è per questo che la strategia che scegli richiede più tempo e più creatività: vai sui social come se fosse una maratona, e non una gara di velocità. Lavora con costanza e competenza, sviluppa valori, competenze e sicurezza, col fine di costruire una solida reputazione.

Hobby ed handmade: ha senso aprire un sito?

Parto da un messaggio che ho ricevuto poche settimane fa. Un ragazzo che realizza oggetti con materiale riciclato mi chiede come fare per aprire un sito per venderli.

Nel corso della chiacchierata via MSN, scopro che questa persona ha un altro lavoro e che questo è un hobby che porta avanti da molti anni. Ma che non intende – almeno per il momento – farlo diventare un lavoro a tempo pieno. Dedica al suo hobby il tempo che ritiene opportuno: quando ne ha voglia, quando è libero o ha tra le mani qualcosa da riciclare che lo ispira.

Nella mia risposta gli ho consigliato tre diverse soluzioni, combinabili tra di loro, e che escludono il sito internet. Perché? E’ vero, il sito è un biglietto da visita importantissimo. Il sito ci dice che un’azienda esiste veramente, che è attiva e che lavora. Ma, proprio per questo motivo, è una cosa seria: va curato, gestito, aggiornato e promosso. Altrimenti rimane a decantare sulla pagina 320 di Google.

Se l’obiettivo è quello di mettere alla prova i tuoi lavori per capire se possono piacere (e se c’è quindi margine di vendita), prima di investire su un sito Internet prova con questi strumenti.

 

Marketplace di Facebook

Hai presente l’icona con la tendina che trovi sempre attiva su Facebook? E’ un mercatino in cui puoi vendere cose usate o nuove. Funziona così: inserisci una o più foto delle tue creazioni, la somma che intendi ricavarci, una descrizione delle caratteristiche dell’oggetto. Poi, associalo ad una categoria come Arte e Artigianato. E’ importante badare bene alla geolocalizzazione: puoi metterlo in vendita solo nella zona in cui vivi, per esempio, così risparmi sulle spese di spedizione.

Per il momento, Marketplace di Facebook è gratuito. Per esperienza, posso dire che funziona: ho venduto qui alcuni oggetti usati e sono andati via in poche ore.

 

Etsy, il sito per vendere creativo

Chi si occupa di handmade conosce Etsy come la strada di casa. E’ una meraviglia per trovare oggetti unici e creativi di ogni tipo, fatti a mano in ogni parte del mondo.

Ed Etsy è la cosa più simile ad un e-commerce, senza l’obbligo di gestire un vero e proprio sito. Ti iscrivi sulla piattaforma e apri il tuo negozio, dove inserisci i tuoi lavori. Puoi scaricare l’App, così hai sempre sotto controllo gli ordini o le richieste di informazioni. Quando vendi oggetti realizzati da te è molto probabile che le persone, prima di acquistare, ti scrivano per chiederti più informazioni. E’ normale, perché stai vendendo un prodotto che non possono osservare dal vivo per valutarne la qualità.

Registrarti su Etsy non costa nulla, ma la vendita prevede una tariffa di inserzione e commissioni sulla vendita. Qui trovi tutte le informazioni.

 

Apri un account social dedicato al tuo hobby

Una Pagina su Facebook o un account professionale su Instagram, così come un profilo su Pinterest, possono aiutarti a far conoscere le tue creazioni e a trovare persone interessate a oggetti fatti a mano.

Sui social non limitarti a pubblicare immagini dell’oggetto pronto alla vendita, ma racconta con foto, testi e video le fasi di realizzazione: è affascinante scoprire la maestria, il tempo e la passione con cui ti dedichi al tuo hobby!

Inoltre, sui social puoi conoscere altri hobbisti con cui scambiare informazioni. Puoi far conoscere la tua pagina o il tuo account grazie ai gruppi di interesse: sull’handmade ce ne sono moltissimi, prova a fare una ricerca e scegli quelli più specifici per la tua passione.

 

Dopo aver fatto tutto questo, e una volta che avrai la certezza di poter investire seriamente sul tuo hobby, potrai valutare anche il grande salto verso un e-commerce. Ma a quel punto credo che il tuo hobby, nel frattempo, possa essere diventato qualcosa di più rispetto ad un semplice passatempo! 😉

 

Alcune cose sugli hashtag che forse non sai

Qualche volta noto delle piccole imperfezioni sull’utilizzo degli hashtag su Instagram e Facebook. Questi sono tre accorgimenti semplici e veloci che vengono dati spesso per scontati, ma che possono migliorare l’utilizzo degli hashtag sui social. Niente di trascendentale, però dacci un’occhiata! Forse c’è qualcosa che non sai e che invece può aiutarti a migliorare la tua visibilità sui social.

 

Quando pubblichi gli hashtag su Instagram si cancella la didascalia?

Sei lì che crei un bel testo per raccontare la fotografia, inserisci gli hashtag e BUM! quando pubblichi, è scomparso tutto. Testo, hashtag, tag e così via.

Se ti succede, molto probabilmente hai inserito troppi hashtag. Ricorda che gli hashtag su Instagram possono essere al massimo trenta. Quindi, se per caso te ne scappa uno in più, il social non pubblica il testo. E ti tocca riscrivere tutto da capo.

Puoi risolvere il problema contando gli hashtag man mano che li inserisci. E, per essere più sicuro, copia in memoria tutto il testo prima di metterlo on line. Così, nel caso, puoi inserirlo nuovamente cliccando su “modifica”. E poi depennare gli hashtag in più.

 

Lo sai che puoi modificare un testo quando lo condividi da Instagram a Facebook (e viceversa)?

Se desideri condividere la stessa immagine da un social all’altro, puoi cambiare il testo della didascalia. Questo è molto importante, perché Instagram e Facebook hanno due linguaggi differenti. 

Ti faccio un esempio pratico: hai pubblicato una bella immagine su Instagram, e nel testo hai taggato una persona che è presente nel contesto della foto. In più hai aggiunto degli hashtag per essere più visibile. Adesso vuoi condividere la stessa immagine su Facebook.

Ok, prima di premere la spunta di invio, prova a modificare il testo. Per due motivi.

Il primo è che cambia il nome utente: su Instagram si utilizzano degli pseudononimi (ad esempio, il mio è @annalisastam). Mentre su Facebook la persona dovrà essere taggata con un altro username, probabilmente @nomeecognome.

Il secondo motivo è che gli hashtag su Facebook servono a poco o niente. E tutto quel malloppone di hashtag alla fine del testo fanno solo far girare gli occhi a chi ti legge.

Quindi, se decidi di postare la stessa immagine sui due social, ricordati che in fase di condivisione puoi cancellare il testo e riscriverlo. Questa modifica non incide sulla foto e sui filtri che hai utilizzato. Non aver paura di cambiarlo, non succede nulla, e la pubblicazione va a buon fine! 😉

 

Inserisci uno spazio tra un hashtag e l’altro?

Mi capita di leggere roba così: #travel#pictureoftheday#followme. Senza neanche uno spazio tra una parola e l’altra.

Ricorda sempre di separare un hashtag dall’altro con uno spazio. E di non chiudere mai l’hashtag tra due cancelletti, tipo così: #followme#. In entrambi i casi ne annulli l’effetto, e quindi poi non funzionano più! 😉

 

Qualcosa da sapere se hai una Pagina Facebook

Tutto è iniziato qualche mese fa, quando i post pubblicati sulle Pagine professionali e aziendali hanno subito un drastico calo delle visualizzazioni organiche. E poi è arrivata la notizia, pochi giorni fa. Zuckemberg ha annunciato un cambiamento completo nella fruizione dei contenuti. E’ difficile riuscire a fare previsioni sul futuro di Facebook avendo a disposizione solo una dichiarazione. L’idea è quella di tornare alle origini di Facebook, in seguito alle accuse di cui avevamo parlato qui. Quindi, il social torna ad essere il luogo dove le persone rimangono in contatto. E saranno gli amici più vicini e i familiari ad essere “al centro dell’esperienza”.

Finché non avremo ben chiare le dinamiche che questi cambiamenti comporteranno sulle nostre Pagine (che, a quanto si dice in giro, subiranno un ulteriore calo delle visualizzazioni organiche) non è possibile stabilire una vera e propria strategia. Però, qualcosa si può fare nel prossimo periodo, per non rimanere fermi ad aspettare.

 

Stabilire un budget annuale da investire sulla tua Pagina Facebook

Dal momento che un contenuto prettamente pubblicitario potrebbe essere penalizzato dal nuovo algoritmo, conviene stabilire un budget annuale da destinare in Facebook Ads. In questo modo, almeno i post che ritieni fondamentali per il tuo piano di comunicazione verranno visti dal pubblico che ti interessa.

Se in passato era una prassi consigliata, adesso avere un budget di spesa sul social diventa fondamentale. Se il prezzo delle inserzioni aumenterà in proporzione alla scarsità di post pubblicitari a disposizione e al relativo aumento della domanda, ad oggi non è dato saperlo.

 

Creare contenuti interessanti per gli utenti

Se Facebook ha detto che prediligerà i contenuti che generano interazioni tra gli amici, bisognerà impegnarsi a creare post che possano essere condivisi dai profili. E quindi maggiormente coinvolgenti, basati su intrattenimento, informazione ed emozioni.

 

Differenziare la comunicazione con più canali social e con diverse strategie

Innanzitutto, affidarti ad un solo social può essere una strategia inadeguata. E poi, diversificare la comunicazione su uno o più canali (e anche lo stesso Facebook con diverse modalità) può aiutarti ad ampliare la base di utenti.

Se non l’hai già fatto, inizia a pensare ad almeno un altro social con cui comunicare con i tuoi utenti: Instagram o Twitter o Pinterest e così via.

Allo stesso tempo, perché non cercare di fidelizzare i tuoi utenti con una Newsletter periodica, oppure attraverso delle campagne di SMS Marketing o con un blog? La strategia giusta va valutata a seconda del tipo di prodotto o servizio di cui ti occupi, dei tuoi obiettivi e del tipo di pubblico che vuoi raggiungere.

 

Al momento, quello che possiamo fare è stare a vedere come le cose evolveranno. E cioè, se Facebook, attraverso questo cambiamento, sarà in grado di tornare alle origini, alla “spontaneità”. Se diventerà più noioso o più interessante. E quindi aspettare di percepire come evolverà la società e la comunicazione social.

Storytelling: come trovare la storia da raccontare

Si parla tantissimo di Storytelling in comunicazione. Questa sembra proprio l’epoca del racconto: dietro le pubblicità, i social e anche i programmi TV ci sono delle storie. In realtà lo Storytelling è un richiamo ancestrale. Le persone amano le storie, da sempre. Tutto ciò che ci circonda può raccontare una storia: un quadro, un libro, una canzone, un film. L’arte stessa è racconto, narrazione. 

E oggi possiamo dire che la comunicazione digitale attraverso i blog e i Social Media è diventata essenzialmente questo: narrazione, attraverso varie forme di comunicazione – testi, foto, video, podcast – di ciò che succede intorno a noi.

 

Cosa puoi fare per iniziare a raccontare la tua storia?

Questo è il primo di una serie di articoli dedicati allo Storytelling.

Prima di iniziare a raccontare, però, bisogna trovare la storia. Perché quando ce l’hai, viene da sé il modo migliore di raccontarla, con un testo o un video. Ma anche con una foto. Diceva Isabella Allende che “una bella fotografia racconta una storia, rivela un luogo, un evento, uno stato d’animo”.

Molte persone dicono che non hanno storie da raccontare. Che vorrebbero farlo, ma non saprebbero cosa scrivere o comunicare. E invece, ognuno di noi ne ha sempre almeno una, e anche di più. Tutto ciò che vivi è una storia, una verità.

A volte non è neanche la particolarità dell’avventura a rendere avvincente la narrazione. Ma il fatto di aver prestato attenzione ad un’emozione, un’esperienza, una percezione, un piccolo cambiamento. E’ invitare gli altri a guardare con occhio attento qualcosa di ordinario. Per scoprirci dentro qualcosa di diverso. E identificarsi in un pensiero, un’azione o un modo di fare.

 

Prova ad ascoltare

Per affinare la ricerca di belle storie, prova ad ascoltare il programma radiofonico Pascal.

Pascal è una meravigliosa trasmissione di Radio 2 che va in onda la sera. E che è interamente basata sullo Storytelling: “Pascal vuole raccontare storie di vita e condividerle con gli ascoltatori.” 

Ogni giorno la redazione riceve delle storie realmente accadute, proposte dagli stessi protagonisti, che vengono poi scelte e raccontate in trasmissione. Perché “raccontare storie è il modo migliore di conoscere il mondo“.

E, ascoltando Pascal, capisci che storie da narrare sono nascoste in ogni piega della nostra vita: nel lavoro, a scuola, nell’ordinario o in un momento speciale. Basta saperle cercare. Ecco perché, prima di dare il via alle tecniche di narrazione, ti consiglio di ascoltare almeno una puntata di Pascal. A me è piaciuta questa che, per vari motivi, mi ha emozionato particolarmente. Ma se ti va di metterti a cercare, ce ne sono così tante che potresti passare giorni interi ad ascoltare.

Se pensi che della tua vita non ci sia nulla da raccontare, in realtà stai solo guardando il quadro da lontano. Prova ad avvicinarti e a scoprire da vicino ogni dettaglio.

Quattro idee per utilizzare le Storie di Instagram nella tua strategia

Le Storie sono entrate a far parte della nostra vita quotidiana su Instagram. E, diciamolo, non possiamo più farne a meno: l’icona circolare con la foto del nostro amico – o del brand che amiamo – ci spinge inevitabilmente a cliccare per sapere cosa nasconde. E’ come una busta chiusa che racchiude un segreto, un pacco regalo in cui sbirciare per scoprirne la sorpresa.

Anche perché sappiamo che le Storie saranno lì solo per poche ore, passate le quali non potremo più vederle.

Le Storie ricordano un buco della serratura dentro il quale è concesso sbirciare. Fanno uscire fuori la nostra indole monella, quindi, e anche una sorta di trepidazione inconscia, perché o lo fai adesso o mai più”. Senza andare a scomodare la FOMO (Fear of Missing Out), le Storie attraggono i followers perché stimolano il senso di appartenenza, incuriosiscono e divertono.

 

Una strategia fatta di Storie

Le Storie sono un modo diverso di comunicare. E si possono utilizzare in una strategia di Social Media in vari modi. Ecco quattro idee che puoi utilizzare subito:

1. Lanciare campagne pubblicitarie a tempo.

Ad esempio, puoi pubblicare una Storia con un’offerta speciale, che terminerà quando non sarà più visibile on line.


2. Creare sondaggi di opinione. 

Giocando con il pubblico, puoi capire il vero interesse per il tuo prodotto. Su Instagram puoi pubblicare una Storia in cui chiedi il parere degli utenti attraverso un sondaggio. E così scoprire, ad esempio, che preferiscono un determinato colore per un prodotto che stai per lanciare.


3. Realizzare uno Storytelling aziendale.

E se, ogni giorno, raccontassi con una foto o un breve video cosa succede nel tuo negozio o nella tua impresa? I “dietro le quinte” offrono un punto di vista diverso dal solito, raccontano l’aspetto più umano ed emotivo del lavoro e incuriosiscono i followers.


4. Fare delle dirette.

La diretta ha delle potenzialità molto interessanti. Prima di tutto, permette di creare un’atmosfera intima e familiare con i tuoi followers. Di mettere veramente il luce ciò che sai fare, senza montaggi o trucchi di scena. E poi, offre maggiore visibilità rispetto alle Storie classiche. Questo perché i tuoi followers ricevono una notifica quando stai trasmettendo in diretta, e sono incoraggiati ad entrare in Instagram per vederla.

 

Sei pronto per iniziare la tua nuova strategia su Instagram?

Se queste idee ti hanno incuriosito, ma vuoi saperne ancora di più, puoi seguire uno dei nostri corsi di Social Media. Trovi tutte le informazioni qui.

Mini guida per utilizzare gli hashtag su Instagram

Instagram è davvero un social interessante, perché permette di entrare in “bolle” capaci di regalare qualche minuto di relax o di pura bellezza. Su Instagram puoi scegliere di viaggiare con la mente, tra paesaggi bellissimi, esperienze di lusso o storie di vita. Puoi scorrere le immagini dei tuoi contatti, guardare le storie, oppure fare una ricerca personalizzata in base a ciò che vorresti vedere in quel momento.

Per questo e altri motivi, Instagram sta raccogliendo sempre più fan. Ed è il social media più adatto a chi ha prodotti o servizi che ben si prestano ad essere raccontati con immagini. In settori come turismo, cibo e ristorazione, handmade e moda è diventato davvero indispensabile.

Instagram permette di inserire hashtag nei post di accompagnamento alle immagini e ai video. Utilizzare quelli giusti, significa migliorare le occasioni di visibilità di un account.

Prima di tutto: sai cosa sono e come si usano gli hashtag?

 

Osa di più nella scelta degli hashtag

Instagram permette di inserire molti hashtag su ogni contenuto che pubblichi. Bene, sfrutta questa potenzialità inserendo le parole più appropriate a descrivere la tua foto o il contesto. 

 

Non utilizzare hashtag che non c’entrano niente col contenuto che pubblichi

Inserire hashtag che non sono conformi al tema del contenuto non ti porterà una maggiore visibilità. Proprio perché la foto o il video potrebbe risultare “fuori contesto”.

 

Cambia hashtag a seconda del contenuto che pubblichi

Non utilizzare sempre lo stesso tipo di hashtag, solo perché ti sembrano più adatti a te e al tuo stile. A seconda della fotografia che pubblichi, del contesto in cui è stata scattata e del testo di accompagnamento, sperimenta nuovi aggregatori di ricerca insieme ad altri già consolidati.

 

Segui le mode, ma mettici qualcosa di tuo

Hashtag famosi e popolari come #followme o #photooftheday sono utilizzati, continuamente, da migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo. Quindi, diciamo che da quelle parti c’è un sacco di traffico! Va bene seguire le mode, ma senza eccedere. Se vuoi farti notare, sii originale!

Ufficio in casa: come organizzare gli spazi

Quando si lavora in proprio, come un freelance, una delle cose più difficili è riuscire a gestire economicamente le risorse economiche e le spese fisse. Tra queste, c’è sicuramente l’affitto di un ufficio o di uno spazio coworking. E tutto ciò che ne deriva, come i costi delle varie utenze, gli spostamenti per andare e tornare dallo studio, e così via.

Sicuramente una strategia per riuscire ad abbattere i costi, nel caso di un freelance, è la possibilità di creare un ufficio in casa.

Se sei fortunato, hai una stanza in più in casa da adibire a studio. In quel caso, puoi davvero darti da fare per allestirla con tutto ciò di cui hai bisogno per lavorare, magari aggiungendo anche un bel tavolo per le riunioni al centro della stanza.

Se non hai questa possibilità, puoi comunque riadattare una camera, come il salotto o una taverna, aggiungendo un angolo studio in cui poter lavorare. Basta ricavare un angolo più riservato, in cui poter inserire un piano di lavoro, una lampada da tavolo, una libreria, un planner da muro o una bacheca, una postazione con pc e stampante. E magari un quadretto con una frase motivazionale, che aiuta a rendere l’ambiente più caldo.

In entrambi i casi, è semplice da organizzare. E si può fare anche con un piccolo budget, se sei agli inizi o stai sperimentando l’idea. 

Su Instagram e su Pinterest puoi trovare moltissimi spunti a cui ispirarti per creare l’home office più adatto alla tua personalità e alle tue esigenze. Infatti, una delle cose più belle dello studio in casa è che puoi personalizzarlo come vuoi.

E che puoi lavorare senza troppe distrazioni, ottimizzando i tempi e concentrandoti sulle cose da fare. L’importante, se decidi di creare un ufficio in casa, è gestire lo spazio di lavoro come se avessi un vero e proprio ufficio in centro. Ad esempio, imponendoti degli orari, e mantenendo un equilibrio tra vita privata e vita lavorativa. In parole semplici: non è che se hai l’ufficio in casa allora lavori sempre. E, allo stesso modo, durante l’orario di lavoro non si fanno lavatrici! 😉