Il successo (che) conta

Tempo fa ho letto un articolo che parlava della frustrazione che può generare dal confronto. In particolare, mi ha colpita la sincerità con cui venivano espresse quell’insieme di sensazioni ed emozioni che si provano quando, nonostante tu faccia del tuo meglio, non riesci ad ottenere il successo che desideri.

E a volte, per successo, neanche si intende che facciano un documentario di Netflix su di te. No, perché il successo si misura in base agli obiettivi, e magari il tuo obiettivo non è così ambizioso.

Dice Jon Krakauer nel libro Il silenzio del vento: “Quando si è giovani è facile credere che ciò che si desidera sia più o meno quanto si merita; presumere che, se si vuole qualcosa abbastanza intensamente, averlo sia un diritto divino”. E, a un certo punto della vita, misurarsi con le proprie ambizioni, può generare frustrazione. Perché ciò si è desiderato – o si desidera – non sempre corrisponde a quello che si è ottenuto o che si sta perseguendo. Pur inseguendo il proprio obiettivo con desiderio, impegno, dedizione alla causa.

E quindi?

Magari vorresti semplicemente che ti venisse riconosciuto il valore di anni di studio. Che fosse apprezzata sinceramente l’accuratezza con cui lavori. La passione e la pazienza che dedichi a fare tutto per bene.  La professionalità con cui curi i progetti dei clienti, come se fossero tuoi. E invece, tu hai l’impressione che, ogni volta, devi ricominciare dalla presentazione.

Se può esserti utile a non sentirti solo, succede anche a me. E a quanto pare, non siamo gli unici.  Da qui le domande: E’ un fattore ambientale? E’ un fattore caratteriale? E’ sopravvalutazione? Perdo troppo tempo a farmi domande?

E ancora, siamo felici quando otteniamo qualcosa in cui ci siamo impegnati, o quando gli altri ci riconoscono un merito o una capacità?

Insomma, una risposta non ce l’ho. Posso solo dirti quello che ho imparato in questi tredici anni di cadute e di risalite, di lavoro subordinato prima, e lavoro autonomo poi. Di entusiasmo per il lavoro autonomo, di rimpianti per il subordinato. Di clienti trovati, persi, ritornati. Di clienti costanti. Di regole seguite e di regole contravvenute.

Alla fine ciò che ho imparato si riassume in un unico consiglio: non svalutarsi. Neanche davanti agli errori. Imparare la lezione e, come già suggerito, mettere da parte l’esperienza. Le cose si fanno mettendosi alla prova e mettendoci la faccia. Chiedendosi ogni giorno cosa si può fare di più, di meglio, e cercando ogni giorno di imparare.

Magari (ma su questo io devo ancora lavorarci) sentendosi – in fondo, nel proprio cuore – un po’ rockstar!

Hai pensato di aprire un blog? Allora prendi carta, penna e un libro!

Aprire un blog è come entrare in una casa nuova. Sì, sai dov’è la cucina, il bagno, la camera da letto, ma poi – man mano che ci vivi – scopri continuamente cose nuove. E non parlo solo di angoli o di spazi che non sapevi come sfruttare. No, no! Parlo di nuove stanze. Un blog è come una casa in cui, ogni tanto, scopri una stanza di cui non sapevi l’esistenza. E’ un luogo un po’ magico. E adesso ti spiego perché.

Quando decidi di aprire un blog, sai già di che argomento tratterà. Sicuramente qualcosa di cui sei molto appassionato, che riguarda i tuoi interessi, i tuoi hobby, le tue esperienze o il tuo lavoro. Magari hai molte idee, ma non riesci a cominciare: forse perché non hai chiaro l’obiettivo di questa nuova avventura, perché non sai come rivolgerti al tuo pubblico, oppure perché il foglio bianco ti spaventa un po’

In questo momento potrai trovare utili un foglio, una penna e un libro. E la “casa” potrà diventare magica, mostrandoti nuove stanze e nuove porte.

Scrivere a mano, infatti, è un’azione che incoraggia l’attività cerebrale che favorisce la concentrazione. Molto di più, rispetto alla tastiera. Per cominciare, prendi carta e penna, e scrivi una lista di tutti gli argomenti che vorrai trattare. Forse non ti saranno tutti utili subito. Ma se la aggiornerai di volta in volta, sarà la mappa che ti guiderà verso la stesura dei tuoi post.

Inoltre, la prima regola di uno scrittore, seppur amatoriale, è la stessa da secoli: leggere moltissimo. Tra le tante qualità della lettura, vi è quella di apprendere continuamente nuovi vocaboli e modi di dire, allargare le proprie vedute, imparare ad esprimersi correttamente e con maggiore creatività.

In più, leggere permette al cervello di esercitare l’empatia. Perché, quando ci immergiamo in un romanzo, entriamo in sintonia coi personaggi, formulando ipotesi su ciò che provano o vivono.

E questo “esercizio” lo riportiamo poi nella vita reale e nelle nostre esperienze. E impariamo a comunicare più in profondità.

Infine, la sinergia tra la scrittura e la lettura, ti permetterà di scoprire sempre nuove stanze e nuovi aspetti delle tue passioni. Ti invoglierà ad aprire nuove porte, sperimentare, conoscere e appassionarti anche ad altri punti di vista che, fino ad ora, avevi considerato marginali.

Per questo, se vuoi aprire un blog, stai per cominciare un’esperienza incredibile e molto appassionante.  Che ti renderà coraggioso. Perché ci saranno persone che leggeranno e aprezzeranno le tue opinioni e le tue idee, e questo ti spingerà avanti a scrivere sempre cose nuove, a cimentarti con nuovi argomenti. Che, magari, fino a quel momento, avevi considerato poco interessanti per i tuoi lettori.

 

Foto a prova di like: comunicare ed emozionare

Le foto sono parte della nostra vita reale e social. Ne scattiamo in continuazione, ne postiamo tante: per mostrare aspetti della nostra vita, per parlare di un prodotto, perché sono l’essenza del social marketing.
I post con immagine e testo raccolgono l’interesse di più persone, e sono maggiormente apprezzati.

L’immagine è un mezzo per comunicare ed emozionare.

Allo stesso tempo, la grande quantità di foto con cui veniamo in contatto continuamente, in qualche modo ci “anestetizza”. E’ quindi difficile riuscire a risvegliare l’attenzione, emozionare o far sì che l’immagine venga guardata per più di tre secondi.

Ora, a meno che non si abbia la fortuna di volare ad un’altitudine di trentasettemila piedi durante una tempesta sul Pacifico, come in questo caso, cosa si può fare per catturare l’attenzione di un utente in soli tre secondi?

Se sei un fotografo amatoriale che vuole divertirsi a postare immagini sui social, parti da qui:

  • Metti a fuoco l’immagine. Sicuramente, le prime due cose importanti sono la messa a fuoco e una buona luce. Purtroppo, non è così scontato: se ne vedono davvero tante di foto sui social che sono mosse, o talmente buie da non riuscire a distinguere i soggetti!

  • Utilizzi sfondi coordinati o a contrasto? Lo sfondo aiuta a far risaltare i colori e i dettagli dei soggetti ritratti. Uno sfondo a contrasto, magari sfruttando i colori complementari, può aiutare ad offrire un’immagine molto vivida e creativa. Se, invece, hai bisogno di mettere in risalto i colori del soggetto, utilizza uno sfondo neutro.

  • Il filtro giusto (o no), a seconda dell’immagine. Non utilizzare sempre lo stesso filtro perché ti piace, ma sceglilo di volta in volta a seconda del soggetto ritratto. Se la tua foto ha lo scopo di far risaltare dei colori, come nel caso di un abito, i filtri possono modificare la percezione delle sfumature e delle tinte reali. Quindi, in quel caso, puoi anche non utilizzarli affatto, e pubblicare la foto così com’è. Altre volte, i filtri aiutano a rendere l’immagine più viva e suggestiva, come nel caso di un bel tramonto: scegli quello che riesce a rendere meglio la tua idea del paesaggio, ma senza esagerare.

  • Crea uno stile riconoscibile. Se posti delle immagini che “raccontano” di te o della tua attività, puoi offrire il tuo punto di vista attraverso uno stile personale e facilmente individuabile. Significa che, chi vedrà le foto, ti riconoscerà attraverso un dettaglio o una tecnica ricorrente.

  • Ogni tanto, spettina le foto! E’ vero che una foto curata, dinamica e armonica – oggettivamente perfetta – è un bel biglietto da visita. Ma può apparire anche impersonale. La foto deve sì essere bella, ma senza tradire il senso di spontaneità e immediatezza tipico dei social. Un’immagine un po’ “spettinata” può offrire un senso di intimità, semplicità e coinvolgimento.

Poi, se oltre a scattare, ti piace anche guardare le foto, goditi la vista di paesaggi mozzafiato e imprese estreme sulla Pagina Facebook o il profilo Instagram di Corey Rich, uno dei fotografi di avventura e lifestyle più famosi al mondo.

I viaggi, oggi, iniziano su Instagram: sette profili per trovare ispirazioni

“Il viaggio non solo allarga la mente: le dà forma” diceva Bruce Chatwin. E chi, meglio di lui, conosceva le meraviglie del mondo e la trepidazione del viaggiatore.

Si può viaggiare anche con gli occhi e con la mente. 

E’ per questo che molti profili Instagram raccontano vere e proprie storie di borghi, città e paesaggi italiani. La vita e lo scorrere delle stagioni. Permettono di scoprire luoghi nuovi, le abitudini di chi li abita e narrazioni fatte di sensi. E così, affascinano e coinvolgono il pubblico attivamente.

Il cibo, i profumi, i colori e i cieli del mondo sono tutti diversi. Sono tutti libri da raccontare.

E i viaggi, oggi, iniziano su Instagram.

Ne avevamo già parlato qui.

Ci sono profili Instagram avvincenti nella narrazione del turismo e del viaggio. Si tratta di viaggiatori, che raccolgono nelle loro istantanee le emozioni da donare alla rete. Ma anche Bed & Breakfast e agriturismi, che accolgono e offrono ospitalità fin dal primo contatto digitale.

Ecco sette profili Instagram tutti italiani da seguire (scaturiti da ricerca e curiosità), per ispirarvi sui prossimi passi da percorrere in giro per l’Italia:

  1. This is home beb: è l’account di un bed and breakfast vintage di Padova, dove le giornate iniziano sempre con graziose torte fatte in casa. E dove ogni dettaglio d’arredo ha una precisa identità.

  2. Agriturismo San Francesco: nel cuore della Toscana, un casale accoglie gli ospiti in un rigoglioso giardino circondato da vitigni. Su Instagram raccontano quali sono i luoghi migliori in cui godersi il sole e i colori della natura.

  3. Garda Trentino: cosa fare da quelle parti? Basta dare uno sguardo a questo account Instagram per avere tantissime idee. Con una coinvolgente narrazione del territorio, delle attività, delle tradizioni e dei paesaggi. Tra lago, sport e montagne.

  4. Handmade travel: scoprire il mondo attraverso istantanee “mano a mano”. Da condividere anche dal vivo, con i passanti, lasciando sul luogo le immagini appena scattate grazie ad una fotocamera istantanea. E’ questa la trovata per Instagram di una simpatica coppia con la valigia sempre pronta.

  5. Not my nonni: in giro per i borghi, fotografando nonni italiani nella loro quotidianità. Mentre stendono le lenzuola al sole, camminano mano nella mano o chiacchierano al bar. Un account Instagram che racconta il territorio da una dolce prospettiva.

  6. What Italy is: ecco l’Italia degli scorci suggestivi, degli angoli sconosciuti e dei valori culturali. L’Italian style raccontato attraverso gli occhi degli utenti.

  7. We are in Puglia: la terra del cibo colorato e generoso, delle calette che sembrano disegnate col pennello, delle tradizioni popolari. Un account Instagram che fa venire voglia di essere già lì.

Sfatiamo un tabù: tre aspetti lavorativi che migliorano con la maternità

Si dice che non si possa nominare la parola mamma nello stesso testo che contiene parole come freelance e lavoro. Perché le cose sono separate. Si dice che essere mamma equivale ad avere i capelli biondi, e quindi, che te ne fai di un testo in cui bionda si abbina a parole come tempo organizzazione?

Io, che bionda non sono (al massimo un po’ tinta, ogni tanto), ma mamma sì, credo che invece le parole bambino e lavoro autonomo possano coabitare in uno stesso testo. Così come coabitano quotidianamente nello stesso ambiente. Contendendosi non solo l’attenzione, ma anche il tempo e la produttività.

Prima di avere un bambino appartieni a te stessa. Decidi tu, come freelance, come, quanto e quando lavorare.

Ma, nel momento in cui arriva un essere dipendente da te, l’incomodo in questo ménage a trois sembra essere proprio il lavoro. Al quale, però, ti aggrappi come un’ancora di salvezza. Il lavoro ti permette di sentirti ancora un essere evoluto, quando tutto il resto, intorno e dentro di te, risponde a regole primitive e viscerali.

Ci sono tre cose che, con questa pratica da equilibrista, rendono migliori le tue prestazioni lavorative:

  1. Sei più concentrata. Hai meno tempo, ma quello che hai lo sfrutti meglio. Difendi con i denti quel poco che è rimasto. Impari a lavorare con qualsiasi sottofondo. Anche quello più ricorrente, che è un lamento insistente e disperato. Ti concentri con qualsiasi decibel, e in qualsiasi situazione: in piedi, seduta, mentre ti vesti o mentre stai imboccando la pappa.

  2. Hai più pazienza. Quelle rare occasioni diurne in cui puoi sederti al pc, tolleri che la peste di turno sorseggi il residuo degli acquerelli come se fosse camomilla. Un cliente non risponde all’email? Non importa, si passa avanti. Per non parlare della calma che accompagna avvenimenti che, in passato, ti avrebbero scatenato una crisi di nervi. Hai presente quegli incontri importantissimi a cui pensi di non poter mancare? E già dalla mattina si preannuncia l’apocalisse? Come minimo, il bambino si sveglia con la febbre. E tutti quelli che possono essere d’aiuto, hanno lo stesso malanno. Quando la giornata inizia così, diventi la sublimazione dell’accettazione. Quando non ci sono soluzioni, tanto vale lasciare che sia.

  3. Hai più autostima. Ti senti Wonder Woman ogni volta che riesci a portare a termine tutti gli impegni che avevi in agenda. Oltre ad essere stata al parco giochi e ad avere una casa che si avvicina agli standard minimi di abitabilità. Tanto che poi, alla fine, ti domandi: ma che ci facevo prima con tutto quel tempo?

Promuoverti sui social. L’arte di lasciar parlare (di te).

Quante volte, acquistando un prodotto, ti sei lasciato ispirare dal consiglio di un esperto? O dalla celebrity che lo pubblicizza sui suoi canali social?

Un personaggio famoso che propone un prodotto, infatti, crea un legame emozionale con esso, che si basa sulla fiducia. Se segui quel personaggio, allora sarai portato a fidarti del prodotto

Allo stesso modo funziona il consiglio di un esperto, anche se non famoso. Se, ad esempio, desideri regalare un vino pregiato, ma non sai da dove cominciare, come fai? Chiedi informazioni ad una persona che ritieni competente in materia, sicuramente! Come un sommelier, un amico particolarmente appassionato di vini, o un wine blogger.

Inoltre, sui social, il bisogno di informarsi, condividere esperienze e consigliare, viene amplificato. E questo grazie al desiderio delle persone di raccontare la propria visione delle cose, e di mettere in luce le proprie capacità e passioni.

Se hai una piccola attività e non puoi permetterti Raul Bova come testimonial, puoi avvalerti della collaborazione di altri tipi di influencer. Sicuramente con meno seguaci, ma più selezionati, e in grado di partecipare ed interagire con entusiasmo.

Coinvolgere gli altri è sempre una carta vincente per attirare l’attenzione sui social: pensa a quanta fiducia può instillare, per un’attività a livello locale, un post in cui un cliente commenta con soddisfazione la tua professionalità. O pubblica un selfie con il tuo prodotto. Oppure propone una recensione positiva sulla tua FanPage.

Ad esempio, se sei un artigiano che realizza giocattoli di legno, puoi provare a prendere contatti qualche mamma blogger, e invitarla a parlarne nella sua rete. Oppure, se proponi prodotti alimentari biologici, puoi scoprire se hai clienti che, sui social, interagiscono con successo attraverso contenuti dedicati al benessere. E che potrebbero essere interessati a condividere la loro esperienza in merito ai tuoi prodotti.

Quindi, se hai una piccola attività, cerca di comprendere quali possono essere i migliori influencer da coinvolgere nella tua strategia di comunicazione. Sicuramente sono proprio intorno a te, ma non ci hai mai pensato!

 

Se hai letto questo post, sicuramente sei interessato alla promozione sui social media. Qui puoi trovare informazioni sui nostri corsi in Social Media Marketing, e sulle consulenze per la gestione dei canali social. Contattaci se hai bisogno di altre informazioni.

Un anno fa iniziavamo a “bloggare”: 365 giorni con voi

Questo blog nasceva un anno fa, con i suoi spunti sui social e sulla comunicazione. Iniziavamo con degli articoli che riguardavano le nostre esperienze dirette con i corsi in Social Media Marketing, il progetto di alfabetizzazione digitale che avevamo iniziato poco tempo prima insieme ad Ehiweb.

In questo anno di blog, abbiamo avuto modo di conoscervi. La vostra interazione è stata importante: siete stati voi a stimolare molte riflessioni. E così, ci avete indirizzato verso un blog che rispondesse maggiormente ai vostri interessi.

In questo bilancio non poteva mancare uno sguardo ai post del blog che avete apprezzato maggiormente negli scorsi 365 giorni. E questa è la vostra Top 10.

  1. Dieci segreti per scrivere un post perfettoun decalogo per scrivere un post formalmente impeccabile.
  2. Parlare in pubblico, ovvero la capacità di raccontare un’ideapresentare un progetto davanti ad un pubblico richiede una strategia: eccola!
  3. Crea il tuo concorso dentro e fuori dal web: la strategia: si parla spesso di contest on line. Ecco come progettarlo, comunicarlo, diffonderlo ed essere in regola.
  4. L’esperienza d’acquisto, il valore delle piccole attivitàquando compri qualcosa in un negozio, puoi anche vivere un’esperienza.
  5. Non innamorarti dei tuoi progetti: il piccolo dramma delle professioni creative: il cliente che stravolge le idee.
  6. Pubbliche relazioni nell’epoca dei saldi: come corteggiare un cliente senza aspettare i saldi.
  7. Ciò che vorresti fare ma rimandi da troppo tempo: progettare il futuro a piccoli passi, senza dover più dire “lo faccio dopo”.
  8. Il Festival sui Social, a colpi di ironia e Instant Marketing: abbiamo guardato Sanremo dal punto di vista dei social.
  9. Come ho imparato a giocare d’anticipo (e ad essere più serena e organizzata): come non farsi schiacciare dall’ansia delle scadenze.
  10. Come un fotografo professionista vive il mondo dei socialfoto e social, il binomio perfetto. Anche dal punto di vista professionale.

 

Vogliamo dirvi grazie. Grazie per averci letto, supportato e stimolato a fare sempre meglio.

Questo è stato il nostro primo anno di blog. Ma ancora tanto vogliamo fare, migliorarci, crescere e rendere Il Social Blog sempre più piacevole da leggere, e con contenuti sempre più utili. 

Scriveteci, contattateci, comunicate con noi, perché Il Social Blog sia sempre più vostro.

In una strategia, scegli i social dove trovi il tuo pubblico

Hai deciso di utilizzare i social network per promuovere la tua attività. Nell’ottica di una strategia, non è il caso di utilizzare tutti i social media insieme: è una perdita di risorse e di tempo. Invece, è molto più semplice concentrarsi su un paio, quelli più adatti a creare la tua rete di lavoro e dove si trovano i tuoi utenti.

Oltre a Facebook, che offre la possibilità di interagire attraverso testi, foto, video, dirette, gruppi e storie, ci sono molti altri social media.

Andiamo a vedere le caratteristiche di quelli più importanti, e gli utenti che li frequentano.

  • Instagram. E’ il social network dedicato alle foto o ai mini video. Può andare benissimo per te, se il prodotto o il servizio che proponi si presta bene ad un linguaggio visivo. Inoltre, attraverso un buon uso degli hashtag, puoi raggiungere persone con i tuoi stessi interessi (o interessate a ciò che proponi) in tutto il mondo. Pertanto, per utilizzare bene Instagram è importante avere un discreto occhio fotografico. Bisogna proporre fotografie o video che, in un attimo, colpiscano l’attenzione dell’utente. E quindi lo spingano a seguirti, per conoscere sempre più cose su di te e sul tuo lavoro.

  • Twitter. Per utilizzarlo, bisogna saper diffondere un messaggio o una notizia utilizzando pochissimi caratteri, come un sms. Va molto bene se hai un blog, e quindi vuoi dare diffusione ai tuoi post: in quel caso, puoi aggiungere il link dell’articolo a una breve descrizione. Anche Twitter si avvale dell’utilizzo di hashtag. E’ molto utile se proponi prodotti o servizi di nicchia, o ti interessi di associazionismo, e vuoi rivolgerti ad un pubblico di veri appassionati come te. Inoltre, è valido se vuoi farti notare come influencer, attraverso i “trend topic” (ossia gli “argomenti caldi” della giornata).

  • LinkedIn. E’ il social network più adatto per fare personal branding. E’ un social professionale, dedicato al lavoro e alle aziende. Su LinkedIn puoi inserire il tuo curriculum, le tue abilità e i tuoi lavori, e creare una rete professionale. Chi ha lavorato con te o ti conosce personalmente, può contribuire ad ampliare la tua rete valutando le tue competenze, o mettendoti in contatto con altre persone. Lo stile è più formale rispetto agli altri social media.

  • Snapchat. Se il tuo pubblico ideale è giovane, allora puoi provare ad integrare la strategia con Snapchat, dove gli utenti hanno in media un’età tra i 18 e i 25 anni. Su Snapchat puoi condividere contenuti visivi di durata limitata nel tempo. Il linguaggio di questo social è molto informale:  si presta bene a contenuti giocosi e ad offerte limitate a poche ore, quindi altamente esclusive. E’ sicuramente adatto alla promozione di prodotti attraverso influencer.

  • Pinterest. E’ una bacheca virtuale in cui puoi raccogliere i contenuti visivi che ti piacciono o le foto di ciò che crei. E’ utile per raccontare ciò che fai, il tuo lavoro, le tue passioni. Va bene per creativi, stylist e designer. Puoi utilizzarlo per fare branding, proporre i tuoi prodotti, raccontare il “dietro le quinte”, ma anche per offrire dei contenuti esclusivi utili per gli utenti, come infografiche esplicative del tuo settore.

Ispirazione: e se non arriva?

Ci sono periodi di grande ispirazione, in cui ti senti veramente creativo, attivo e pieno di idee innovative. E giorni in cui invece la mente non riesce a tirare fuori nulla. E’ come un server che va giù: la creatività sembra esaurita. Uno stato di desertificazione delle idee.

E allora che si fa?

Cerca la serenità. Per lavorare bene, bisogna che intorno a te ci sia un ambiente sereno. Quando sei troppo sotto pressione, oppure ci sono altri problemi a distrarti, non puoi concentrarti sul lavoro. E’ difficile, in questo caso, riuscire ad essere ricettivi verso il mondo esterno e verso nuove idee. Nella tranquillità, sei più disposto a guardare le cose con attenzione, a giocarci e a sviluppare il “pensiero laterale”, che è alla base di una buona ispirazione. Purtroppo, il fattore serenità non dipende al cento per cento da te. Sicuramente, però, ti puoi aiutare con delle pratiche di rilassamento e concentrazione.

Rientra nel concetto di realtà: stare troppo tempo al chiuso, magari davanti a un foglio bianco che non si riempie neanche di scarabocchi, può essere solo controproducente. Sale l’ansia, il tempo scorre e la mente si annebbia ancora di più. Se capisci che in quel momento non c’è proprio nulla da fare, riprendere i contatti con l’esterno può aiutarti a sentirti meglio: uscire, passeggiare, distrarti. Sicuramente, bisogna staccare con i social, internet, i pensieri negativi e le ansie. Riprendi i tuoi spazi nella realtà.

Cambiare argomento. Forse il problema è che non ti interessa ciò di cui ti stai occupando, e quindi la tua mente cerca una via di uscita da qualcosa che la annoia o la preoccupa. Cambiare argomento per un po’ può essere un modo per risvegliare la mente dal torpore e trovare nuovi input. E poi, ritornare al lavoro più concentrati e sereni.

Concediti la possibilità di aspettare. A volte devi concederti il lusso dell’attesa per poter avere la possibilità di migliorarti. Essere pazienti è un atteggiamento attivo per avere l’opportunità di scoprire nuove cose. La natura ci insegna ogni giorno l’arte dell’attesa. Chi sa essere paziente e tollerante, viene poi ricompensato. Senza perdere fiducia: se non oggi, domani un’idea arriverà. Forse non sarà quella della vita, ma è solo questione di tempo!

 

La semplicità è la chiave dell’originalità

Elena Zaharova è una grafica di New York. Qualche mese fa, siti e giornali di tutto il mondo hanno parlato di lei per via di un’iniziativa molto suggestiva.

La giovane grafica ha raccolto delle foglie cadute dagli alberi dei parchi di New York. Le ha portate nel suo studio e, su ognuna di esse, ha trascritto a mano una poesia diversa. Poi le ha restituite alla città, per strada e nei parchi. E, così, ha regalato un’emozione a chi è riuscito a notare, nel tappeto giallo autunnale, la presenza di foglie “particolari”.

E’ un’iniziativa di una bellezza e semplicità incredibili: perché non ci ha mai pensato nessuno prima?

La differenza è in una frase: pensare semplice.

La maggior parte delle volte in cui qualcuno vuole farsi notare dal pubblico, immagina di dover creare qualcosa di particolarmente originale. Certe volte, però, il risultato è così eccentrico che esce completamente dagli schemi e non viene compreso. Quando si tende ad essere “originali a tutti i costi”, si rischia di non riuscire più a gestire il messaggio. La mente umana è abituata a ragionare ed immagazzinare informazioni per schemi predefiniti. Infatti, quando si esce troppo dall’ordinario, può succedere di non essere compresi o di essere fraintesi.

La straordinarietà del gesto è proprio nella sua semplicità. Le poesie non sono le sue, e il “foliage” è il fenomeno naturale che rende New York ancora più bella e suggestiva nei mesi autunnali. Tanto da ispirare film, poesie e canzoni. Mettendo insieme due cose magnifiche e di facile comprensione, è stato creato un effetto emozionale ed evocativo.

La semplicità è la chiave dell’originalità.