Riscoprire il mondo dei blog con occhi diversi

Eleonora è una studentessa del corso di Comunicazione e Marketing dell’istituto di formazione Iris Campus. Ci siamo conosciute in aula, dove ho tenuto delle lezioni di comunicazione digitale. Negli ultimi due mesi, Eleonora ha voluto approfondire il mondo della comunicazione digitale entrando dalla porta del Social Blog. Ne è nato un bel confronto su piani editoriali, ricerche e “compiti” sulle strategie di comunicazione. 

Da questa esperienza, per lei, è venuto fuori un nuovo modo di vedere i blog. Queste considerazioni le ha scritte una sera, di getto, dopo una giornata passata su internet. E le ho proposto di pubblicarlo, perché offrono un punto di vista  interessante per tutti quelli che “vorrei, ma non posto”. 


Dopo anni di dubbi e ripensamenti è arrivato il mio momento.
È arrivato in modo inaspettato, facendo i compiti. Sì, i compiti!
A 28 anni sono di nuovo tra i banchi di scuola.
E quando sei vicina alla soglia dei 30 non puoi non fare i compiti, che figura ci faresti con la tua docente?

La mia, Annalisa, mi ha chiesto di leggere alcuni blog, analizzandone i punti di forza, le aree di miglioramento e segnalando articoli da cui, secondo me, si potesse trarre ispirazione.

Devo dire che l’ispirazione è arrivata, eccome!

Tutti i blog che ho visitato hanno in comune un articolo nel quale si parla di una verità così semplice, così ovvia, ma sulla quale non mi ero mai veramente soffermata a riflettere: se desideri aprire un blog dovresti smetterla di pensare che tu non sia degno di farlo, solo perché non stai per rivelare i segreti di Fatima.

Chi legge i blog non si aspetta di scoprire il senso della vita.
Oggi finalmente l’ho capito, una volta per tutte.

Effettivamente i blogger hanno ragione:

  • Viviamo in un’epoca in cui possiamo dire che esiste già tutto. E che si è parlato e si parla già di tutto.
  • E’ difficile essere i primi a parlare di qualcosa.
  • E’ praticamente impossibile essere gli unici a parlare di qualcosa.
  • Viviamo nell’era della rielaborazione, prima ancora che in quella dell’innovazione.
  • Altra sacrosanta verità è che dovresti scrivere di ciò che ami e conosci.
    Anche se ti sembra di essere la persona più banale del mondo, perché invece di parlare di astrofisica nucleare ti interessi di viaggi, sport o cucina, quello che conta davvero è che tu sia consapevole di quello che scrivi nel tuo blog e, soprattutto, che tu sia il primo ad esserne veramente appassionato!
  • Non tutti cercano il Sacro Graal. Anche il semplice leggere, può essere un modo per conoscere un punto di vista differente. E una grande fonte di arricchimento per il lettore.

E di sicuro l’arricchimento c’è per te che scrivi. Perchè scrivere è terapeutico. È fare ordine sulla scrivania della mente.
E diciamo che, oggi, ho iniziato, finalmente, a mettere in ordine la mia.

(Eleonora Liuzzi)

 

Mini guida per utilizzare gli hashtag su Instagram

Instagram è davvero un social interessante, perché permette di entrare in “bolle” capaci di regalare qualche minuto di relax o di pura bellezza. Su Instagram puoi scegliere di viaggiare con la mente, tra paesaggi bellissimi, esperienze di lusso o storie di vita. Puoi scorrere le immagini dei tuoi contatti, guardare le storie, oppure fare una ricerca personalizzata in base a ciò che vorresti vedere in quel momento.

Per questo e altri motivi, Instagram sta raccogliendo sempre più fan. Ed è il social media più adatto a chi ha prodotti o servizi che ben si prestano ad essere raccontati con immagini. In settori come turismo, cibo e ristorazione, handmade e moda è diventato davvero indispensabile.

Instagram permette di inserire hashtag nei post di accompagnamento alle immagini e ai video. Utilizzare quelli giusti, significa migliorare le occasioni di visibilità di un account.

Prima di tutto: sai cosa sono e come si usano gli hashtag?

 

Osa di più nella scelta degli hashtag

Instagram permette di inserire molti hashtag su ogni contenuto che pubblichi. Bene, sfrutta questa potenzialità inserendo le parole più appropriate a descrivere la tua foto o il contesto. 

 

Non utilizzare hashtag che non c’entrano niente col contenuto che pubblichi

Inserire hashtag che non sono conformi al tema del contenuto non ti porterà una maggiore visibilità. Proprio perché la foto o il video potrebbe risultare “fuori contesto”.

 

Cambia hashtag a seconda del contenuto che pubblichi

Non utilizzare sempre lo stesso tipo di hashtag, solo perché ti sembrano più adatti a te e al tuo stile. A seconda della fotografia che pubblichi, del contesto in cui è stata scattata e del testo di accompagnamento, sperimenta nuovi aggregatori di ricerca insieme ad altri già consolidati.

 

Segui le mode, ma mettici qualcosa di tuo

Hashtag famosi e popolari come #followme o #photooftheday sono utilizzati, continuamente, da migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo. Quindi, diciamo che da quelle parti c’è un sacco di traffico! Va bene seguire le mode, ma senza eccedere. Se vuoi farti notare, sii originale!

Raccontare un evento con un comunicato stampa

L’estate è il periodo in cui si concentrano moltissimi eventi, sia pubblici che privati. Il bel tempo, le ferie e la maggiore disponibilità delle persone a muoversi sono tutti fattori che fanno venir voglia di organizzare delle manifestazioni.

Una volta che è tutto pronto, bisogna comunicare e pubblicizzare l’evento. I social, in questo senso, aiutano moltissimo. E ne avevamo già parlato qui.

Ma anche il buon vecchio comunicato stampa può venire incontro alle tue esigenze.

Prima di cominciare a scrivere il comunicato, però, devi capire se e come l’evento è “notiziabile“. E fare una ricerca per individuare dei media interessati a quel genere di informazioni. Bisogna creare, quindi, una mailing list: un elenco di indirizzi e-mail di giornali, testate on lineblog potenzialmente interessati al tuo evento.

Il comunicato stampa va scritto con cura, mettendo immediatamente in primo piano le notizie più importanti: che tipo di evento è, chi lo organizza, quando e dove si terrà. Nei paragrafi successivi puoi lasciarti andare ai dettagli. Puoi descrivere il progetto, il programma, gli eventuali ospiti o le attività che si faranno. Insomma, devi darti da fare affinché al lettore venga voglia di partecipare. Nell’ultimo paragrafo non dimenticare di inserire eventuali partner, patrocini o main-sponsor che stanno collaborando alla buona riuscita della manifestazione. E tutti i contatti e le informazioni utili per il pubblico, come un sito, un indirizzo o un numero a cui rivolgersi per saperne di più. 

Prima di inviare il comunicato stampa, scrivi una lettera di accompagnamento. Descrivi l’evento in modo molto sintetico. Poni l’accento sui particolari che, secondo te, possono destare interesse nel destinatario.

Naturalmente, la tua è solo una gentile richiesta. Sarà poi l’editore ad avere l’ultima parola e decidere se pubblicare la tua notizia.

Fatto tutto questo, non ti resta che inviare il comunicato stampa e attendere. Se avrai scelto con cura i destinatari e descritto bene l’evento, vedrai che la notizia si diffonderà molto velocemente!

In vacanza porta un libro. Anzi, tre!

L’estate è quel momento dell’anno in cui la routine rallenta, si sta più tempo all’aperto e persino le abitudini legate alla rete cambiano. Si cercano contenuti più leggeri, si sta meno tempo on line.

E, naturalmente, chi può, stacca dal lavoro e dalle abitudini.

Desiderare leggerezza e relax, però, non significa che non si possa dedicare del tempo a fare cose che a settembre potrebbero tornare utili. Come leggere un libro che possa aiutare a migliorare la strategia lavorativa.

Magari proprio come fanno i bei libri: insegnandoti qualcosa senza che tu avverta la gravosità dell’apprendimento.

Ecco perché ho pensato a tre letture davvero piacevoli in cui potresti trovare ispirazione. Eccole qui:

Il Vangelo Secondo Biff – Amico d’infanzia di Gesù di Christopher Moore  è un libro delizioso. E’ la storia di Gesù di Nazareth, raccontata dal punto di vista del suo migliore amico, Biff. Che spiega cosa ha fatto Gesù da dieci a trent’anni. Gli anni di cui nessun evangelista parla.

Da leggere perché è un libro leggero, ironico, pungente, un po’ folle. Scritto con quel “pensiero laterale” che chi lavora con la creatività cerca e ricerca, per poter rendere speciali i suoi contenuti.

Una vita come tante di Hanya Yanahgiara è completamente diverso. Se non ci si lascia spaventare dalla mole, si può godere di pagine uniche e intense. Tanto che i quattro protagonisti ti sembreranno degli amici che conosci da tempo. Una scrittura fluida e appassionata che racconta vicende, viaggi, sentimenti ed emozioni in una New York che cambia ed evolve, come le vite dei protagonisti.

Da leggere perché è empatia allo stato puro. E, si sa, l’empatia è la base della comunicazione umana.

Sud. La spedizione dell’Endurance di Ernest Shackleton è il reportage del viaggio in cui la nave Endurance parte dall’Inghilterra per arrivare fino all’inesplorato Polo Sud, agli albori della Prima Guerra Mondiale. E’ una storia vera, un classico della letteratura di viaggi e di avventura, che non può mancare nella libreria di chi ama questo genere. E anche in quella di chi si appresta a compiere una svolta nella vita, ad iniziare un progetto impegnativo, a conquistare un territorio nuovo. 

Da leggere perché è un libro che racconta come l’istinto e la versatilità del leader possono fare la differenza davanti alle avversità e ai cambiamenti. E a tenere insieme la squadra anche nei momenti più bui.

 

E adesso, quale libro scegli per iniziare?

Promuovi i prodotti come persone

Puoi utilizzare i social per promuovere un progetto, un’impresa o la tua professione. L’importante, è che tu abbia sempre ben chiara un’idea: le persone, sui social, vogliono interfacciarsi con le persone. Ciò che il pubblico ama dei social è proprio la possibilità di relazionarsi con un prodotto, un’azienda o un personaggio pubblico come farebbe con un amico.

Si sa, non c’è nulla di più difficile che parlare di se stessi. O si esagera, o si è riduttivi. Non è facile essere obiettivi, guardarsi dall’esterno come farebbe una persona qualunque e raccontarsi superando i condizionamenti caratteriali. Però, concediti un po’ di tempo e prova a personalizzare il tuo messaggio.

Prendi carta e penna, e scrivi.

  • Immagina che la tua azienda sia come una persona. Che agisce, comunica. Che ha una storia e degli obiettivi. Che ha una propria personalità

  • Promuovi i prodotti come persone. Identifica gli aggettivi che caratterizzano la personalità del tuo progetto. Lavora di fantasia, creargli un’identità. Prova a definire valori e gli interessi che gli appartengono

  • Definisci in brevi paragrafi la storia della tua impresa: come è nata, quali sono stati i momenti più significativi, quali sono le persone che hanno dato – direttamente o indirettamente – il loro contributo per la realizzazione di questo progetto.

  • Indica quali sono gli obiettivi a breve e lungo termine da raggiungere.

  • Analizza se ci sono (e ci sono sicuramente!) delle parole chiave che racchiudono l’essenza del tuo progetto e il modo di comunicare del tuo pubblico.  Non è detto che debbano essere sempre presenti nei tuoi contenuti, però possono ispirare i contenuti o emergere nella tua comunicazione sotto forma di foto, video, emozione o sensazione. Sono il filo che lega il tuo pubblico a te, che ti identifica.

  • Pensa in modo diverso al tuo progetto. Con un approccio comunicativo in cui il pubblico non è un insieme di potenziali acquirenti, ma un gruppo di persone che ama il tuo prodotto.

Per piacere al tuo pubblico, non esistono formule magiche. Ma sicuramente una bella personalità definita aiuta la comunicazione e arricchisce le relazioni

Cronache ferroviarie: quando il libro nasce su Facebook

In questi anni, molti casi editoriali sono nati da Pagine Facebook. E’ sicuramente singolare, però, il caso di “Cronache Ferroviarie“, libro che nasce non da una Pagina Facebook, bensì dai post del profilo di un utente. Il libro è infatti una raccolta di post di Luigi De Luca, scritti e pubblicati su Facebook durante i suoi frequenti viaggi in treno su e giù per l’Italia.

Il libro è accompagnato dalle illustrazioni di Attilio Del Giudice. Anche la loro amicizia è nata sul web, grazie ad Aphorism, sito di letteratura indipendente diretto proprio da Luigi De Luca.

Il libro è in vendita qui su Amazon, ed è la lettura perfetta se avete in previsione un viaggio in treno, o un bel regalo da fare all’amico pendolare.

Se volete saperne di più, ecco qui: li abbiamo intervistati per scoprire come è nata la singolare avventura di “Cronache Ferroviarie”.

Cos’è “Cronache Ferroviarie”?

Luigi: È una piccola raccolta, una selezione di 27 situazioni vissute durante alcuni spostamenti in treno. Dal 2009 ho iniziato a pubblicare su Facebook brevi racconti di viaggio: persone, discorsi, riflessioni, c’è un po’ di tutto su un treno in movimento. Ho sempre osservato e ascoltato un po’ oltre la superficie e ho sempre trovato spunti interessanti, protagonisti inconsapevoli, messaggi diretti e indiretti da condividere. Per sorridere e – perché no – riflettere. E poi ci sono le immagini di Attilio del Giudice che arricchiscono le mie pagine, ritratti di persone slegate dai racconti e che lasciano al lettore l’interpretazione, il contesto, l’associazione mentale. Abbiamo rotto lo schema narrativo di immagine e testo, deve essere il lettore a definire il significato.

Come nasce l’idea di “Cronache Ferroviarie”?

Luigi: Ero a pranzo da Attilio, guardavamo insieme un collage dei suoi ritratti digitali incorniciato e appeso alla parete dopo aver partecipato a una mostra. A un tratto mi fa: “Ti voglio dare alcune mie immagini per accompagnare i testi dei tuoi racconti in treno. Facciamo una raccolta insieme”. Mi ha colto di sorpresa e ho reagito d’istinto: “Sì, facciamolo”. Poi è iniziato un percorso fatto di scelte, decisioni, qualche nottata al computer e tante scoperte, una bella esperienza.

Come vi siete conosciuti?

Attilio: La nostra amicizia nasce al tempo delle prime sperimentazioni di Aphorism, 16 anni fa circa. In verità io non posso dire che Aphorism non abbia alimentato qualche velleità, qualche illusione, qualche esuberanza narcisista… ma, non c’è dubbio che (a parte il caso di qualcuno che abbia mostrato un talento indiscutibile), è stato possibile che una certa cultura popolare si affiancasse alla cultura alta, e che anche i peones potessero essere ospitati ed avere democraticamente uno spazio espressivo, senza particolari costrizioni e, nel quale, non ci fossero calcoli mercantili di bassa lega.
Queste erano le idee di Luigi e la disponibilità a renderle concrete. Mi sembrò subito che corrispondessero a una dimensione ideale e a una sensibilità sociale rara, insomma c’era una piattaforma che potevo condividere e via via, assecondare in un’amicizia chiara, senza riserve e doppi fondi e che potesse essere coltivata, nonostante la grande discordanza di età anagrafica e nonostante le naturali distanze del vissuto generazionale.

Luigi, qual è l’illustrazione di Attilio che preferisci in “Cronache Ferroviarie”?

Luigi: Mi piacciono tutte ma la mia preferita è a pag. 47. C’è un uomo seduto che guarda fuori una finestra. Potrebbe essere su un treno, viaggia da solo e non ha niente da raccontare quel giorno, quindi guarda il paesaggio scorrere veloce fuori dal finestrino. Ecco, quell’uomo potrei essere io 😉

Attilio, qual è il racconto di Luigi che preferisci in “Cronache Ferroviarie”?

Attilio: Non mi è facile rispondere, non sono pochi i brani che potrei privilegiare in una scelta del genere, forse l’affettuosa ironia, che serpeggia in tutto il libro, appare più evidente nel racconto flash: “Ferragni Docet”.

E infine, abbiamo chiesto a entrambi perché leggere “Cronache Ferroviarie”. Ecco le loro risposte!

Attilio: Oddio, perché? (è imbarazzante visto che anch’io sono presente con le grafiche…). Certo è che la narrazione di Luigi è fluida, pulita, senza abusi retorici e ci parla di un microcosmo, dove il ritmo letterario sembra essere connotato ai ritmi del viaggiare in treno e dove i viaggiatori con le loro storie, i loro tic, le ossessioni telefoniche (coi cellulari), le consuete lamentazioni, i disagi, ecc… esprimono le piccole vicende umane, le esistenze di ogni giorno dove tutti i lettori si possono sentire in vario modo coinvolti, ora nella solidarietà, ora nel sorriso ironico.

Luigi: Perché è un libro sincero, per chiunque. Ci sono fatti e persone che tutti incontriamo e che tutti potremmo narrare, se solo ci fermassimo un attimo a mettere insieme pensieri e parole. Io l’ho fatto, ho trovato le parole, le ho condivise su un social network e alla fine mi sono ritrovato con un libro in mano. Alla fine. E se invece fosse l’inizio?

A questo punto, non ci resta che augurare a tutti buona lettura e buon viaggio! 😉

Hai pensato di aprire un blog? Allora prendi carta, penna e un libro!

Aprire un blog è come entrare in una casa nuova. Sì, sai dov’è la cucina, il bagno, la camera da letto, ma poi – man mano che ci vivi – scopri continuamente cose nuove. E non parlo solo di angoli o di spazi che non sapevi come sfruttare. No, no! Parlo di nuove stanze. Un blog è come una casa in cui, ogni tanto, scopri una stanza di cui non sapevi l’esistenza. E’ un luogo un po’ magico. E adesso ti spiego perché.

Quando decidi di aprire un blog, sai già di che argomento tratterà. Sicuramente qualcosa di cui sei molto appassionato, che riguarda i tuoi interessi, i tuoi hobby, le tue esperienze o il tuo lavoro. Magari hai molte idee, ma non riesci a cominciare: forse perché non hai chiaro l’obiettivo di questa nuova avventura, perché non sai come rivolgerti al tuo pubblico, oppure perché il foglio bianco ti spaventa un po’

In questo momento potrai trovare utili un foglio, una penna e un libro. E la “casa” potrà diventare magica, mostrandoti nuove stanze e nuove porte.

Scrivere a mano, infatti, è un’azione che incoraggia l’attività cerebrale che favorisce la concentrazione. Molto di più, rispetto alla tastiera. Per cominciare, prendi carta e penna, e scrivi una lista di tutti gli argomenti che vorrai trattare. Forse non ti saranno tutti utili subito. Ma se la aggiornerai di volta in volta, sarà la mappa che ti guiderà verso la stesura dei tuoi post.

Inoltre, la prima regola di uno scrittore, seppur amatoriale, è la stessa da secoli: leggere moltissimo. Tra le tante qualità della lettura, vi è quella di apprendere continuamente nuovi vocaboli e modi di dire, allargare le proprie vedute, imparare ad esprimersi correttamente e con maggiore creatività.

In più, leggere permette al cervello di esercitare l’empatia. Perché, quando ci immergiamo in un romanzo, entriamo in sintonia coi personaggi, formulando ipotesi su ciò che provano o vivono.

E questo “esercizio” lo riportiamo poi nella vita reale e nelle nostre esperienze. E impariamo a comunicare più in profondità.

Infine, la sinergia tra la scrittura e la lettura, ti permetterà di scoprire sempre nuove stanze e nuovi aspetti delle tue passioni. Ti invoglierà ad aprire nuove porte, sperimentare, conoscere e appassionarti anche ad altri punti di vista che, fino ad ora, avevi considerato marginali.

Per questo, se vuoi aprire un blog, stai per cominciare un’esperienza incredibile e molto appassionante.  Che ti renderà coraggioso. Perché ci saranno persone che leggeranno e aprezzeranno le tue opinioni e le tue idee, e questo ti spingerà avanti a scrivere sempre cose nuove, a cimentarti con nuovi argomenti. Che, magari, fino a quel momento, avevi considerato poco interessanti per i tuoi lettori.

 

L’importanza della reputazione on line se sei un professionista sanitario

Essere un operatore sanitario, un medico o uno specialista del benessere, è sempre più difficile da quando c’è il Dottor Google. Sono milioni gli italiani che cercano informazioni su Internet riguardo alla propria salute o al proprio benessere. La facilità con cui si può accedere ad informazioni altamente specialistiche, però, non significa essere in grado di sintetizzarle e di comprenderle veramente. Perché on line è possibile trovare tutto e il contrario di tutto. “L’ho letto su internet” è la classica frase che segue l’autodiagnosi su Google.

Per questo motivo, chi opera in un contesto sanitario, spesso e volentieri si trova coinvolto – suo malgrado – in un triangolo: da una parte c’è il paziente, dall’altra il medico, e al vertice c’è “Internet“.

 

Cosa cerca un utente?

Sono molte le informazioni che vengono ricercate quotidianamente su internet in ambito sanitario: risposte a sintomi, notizie e consigli. Oppure commenti ed impressioni di altri utenti su esperienze in studi medici, cliniche e pratiche mediche.

La domanda che il medico deve porsi, in prima battuta è: cosa cercano le persone da me? Sicuramente professionalità, competenza e sensibilità. E questo può tradursi con contenuti informativi interessanti, risposte a dubbi e consigli.

Il medico, o l’operatore sanitario, ha bisogno di costruire la propria personalità e professionalità on line, sfruttando i Social Media e gli altri strumenti del web.

Quindi, se sei un medico, un osteopata, un nutrizionista o comunque operi in campo sanitario, dovrai tenere presente che entrare nel mondo virtuale necessita di

Tempo, delicatezza e attenzione

Perché trovare la comunicazione giusta, in questo caso, è necessario fin dal primo momento.

Quando qualcuno ha problemi in ambito sanitario, in genere è spaventato o ansioso. Cerca un professionista in grado di guidarlo verso una soluzione. Che sia competente, ma anche capace di ascolto e di comprensione.

Il professionista può così ritornare ad essere il punto di riferimento del paziente. E può farlo diffondendo e divulgando informazioni, garantendo la correttezza delle notizie e lavorando sulla sua reputazione.

 

E’ importante instaurare un rapporto di fiducia fin dal primo contatto on line.

E questo può succedere solo se il professionista si rende disponibile, offrendo contenuti specialistici di facile comprensione. Allo stesso modo, può consigliare e mettere la propria professionalità a disposizione degli utenti. E instaurare una relazione umana, basata sulla fiducia e sulla disponibilità.

Cominciare a comunicare on line da subito, significa avere il vantaggio di creare autonomamente la propria reputazione on line. E poter quindi diventare una voce autorevole nella comunicazione sanitaria attraverso internet.