Obiettivi d’autunno: come provare a raggiungerli

Sta arrivando l’autunno, anche se da queste parti andiamo ancora al mare! Questa stagione così particolare e controversa, amata e odiata, è diventata un po’ come il Capodanno o i lunedì in cui si comincia la dieta. E’ il momento delle pianificazioni e delle idee, dei nuovi obiettivi e delle strategie. Però, se ti viene la smania di voler far tutto subito e bene, poi rischi che ti perdi a metà cammino.

Ecco perché ho pensato ad un post in cui parlare di come riprogrammare gli impegni e gli obiettivi in vista della nuova stagione. Vale per te, ma vale anche per me. Ognuno di noi ha bisogno di ragionare, ricalibrare e anche di un po’ di sostegno in queste occasioni!

Prendiamo l’autunno come l’inizio di qualcosa di bello, un momento in cui porsi nuove sfide da portare avanti nei mesi freddi. E anche il momento di un piccolo bilancio, perché non si parte senza prima guardarsi alle spalle, e scoprire la strada già percorsa.

 

Scopri da dove parti

Prova a fare un bilancio degli obiettivi che ti eri dato in passato. Di quelli che hai raggiunto e quelli che, invece, hai fallito. Non c’è nulla di male ad ammettere che alcune cose non sono andate per il verso giusto: è dipeso da te o da altri fattori? Potevi prevederlo? Puoi rimediare? Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Prova a dare una letta a questo post sulla paura di fallire, magari trovi degli spunti interessanti! 😉

E per ciò che invece è andato bene, prova a farti qualche domanda per capire bene quali sono stati i punti di forza che ti hanno permesso di raggiungere l’obiettivo. Fissali e fanne esperienza!

 

Togli di mezzo ciò che non serve più

L’autunno è anche il momento del cambio di stagione. Top, sandali e T-shirt stanno per lasciare il posto a giacche, stivali e sciarpe. Durante il cambio di stagione, tutti tendiamo a conservare, riciclare o dare via i capi dell’anno precedente.

Procedi con lo stesso criterio con la tua Comunicazione Digitale. Controlla sito, social e blog per scoprire se, rispetto al passato, vuoi tenere tutto quello che già c’è, vuoi riciclare o dare una bella sfoltita a ciò che trovi. I tuoi servizi sono ancora tutti validi? Le immagini che sono on line ancora ti rappresentano? Hai aggiornato la tua descrizione personale con le nuove esperienze che hai fatto? Per rinnovare il tuo look digitale, puoi procedere così!

 

Programma per tempo i nuovi obiettivi

Nel prossimo futuro, vuoi lanciare un nuovo servizio o presentarti ad un cliente in particolare?

Programma i tuoi nuovi obiettivi per tempo, e senza guardare troppo lontano sul calendario. E’ inutile riempire l’agenda di cose da fare, solo per sentirti attivo e coinvolto. Anzi, è controproducente, perché più resti indietro sull’elenco, e più senti lontano (e irraggiungibile) il traguardo.

Procedi invece per piccoli passi secondo una strategia: tanti micro-obiettivi che ti portano gradualmente verso il raggiungimento della meta. Definisci una strategia semplice, che possa raggiungersi con una marcia serrata, ma che non ti lasci senza fiato!

E un consiglio, sia per te che per me: non lasciare che le voci in agenda non comprendano anche del tempo libero e delle cose da fare per te stesso. Per il tuo piacere e per prenderti cura di te.

E poi, in bocca al lupo! Perché, se è vero che ci vuole metodo, costanza e  un piano di lavoro per raggiungere gli obiettivi, ci vuole anche un pizzico di fortuna! 😉

 

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Cura la tua immagine a partire dal tuo profilo

Hai degli account social professionali, legati alla tua azienda o al tuo business, in cui racconti le tue esperienze lavorative e proponi i tuoi prodotti e servizi. E, sicuramente, hai degli account social personali, in cui ami condividere le tue idee, le foto degli aperitivi e i meme divertenti che trovi in rete.

Anche se le due cose sono giustamente scisse, non dimenticare mai che l’immagine della tua professionalità sei tu, in prima persona, sempre. Se sei un freelance, un imprenditore e anche se l’azienda in cui lavori non è la tua.

I tuoi amici di Facebook non sono gli amici della tua vita

Sul tuo profilo Facebook, tra gli amici, hai sicuramente un gran numero di persone che non frequenti abitualmente. Tra loro, potresti avere anche dei clienti, effettivi o potenziali, che oltre a seguire la tua Pagina professionale, ricevono gli aggiornamenti sui tuoi contenuti personali.

Beh, non è detto che i tuoi clienti debbano sapere tutto, ma proprio tutto, di te. E diciamocelo, a poco serve spostare la privacy da “tutti” ad “amici”, se poi di contatti ne hai un migliaio. La scelta su cosa far sapere di te avviene a priori: quando clicchi sul tasto “pubblica”, non sai il contenuto dove andrà a finire e che idea potranno farsi di te le persone che lo troveranno.

Quando pubblichi sui Social Media, che sia per diletto o per lavoro, devi sempre tenere presente che quello che stai mettendo on line può essere visto da centinaia di persone. Molte delle quali, non avendo l’occasione di frequentarti nella vita reale, hanno la possibilità di farsi un’opinione sulla tua personalità direttamente attraverso ciò che pubblichi, che scrivi e che condividi.

 

Siamo ciò che pubblichiamo?

Prima di pubblicare qualcosa, pensa se quello che stai mettendo on line è coerente con la tua immagine professionale.

Ti faccio un esempio molto pratico. Mi è successo, parecchio tempo fa, di avere l’amicizia su Facebook con un professionista del settore educativo che condivideva contenuti che bullizzavano alcune categorie sociali. La leggerezza con cui utilizzava il suo profilo personale ha condizionato inevitabilmente la mia opinione sulla sua professionalità.

Allo stesso modo, il bello dei Social Media è proprio quello di darti la possibilità di conoscere ed interagire con persone che incontri raramente. E se ciò che pubblicano ti piace, inevitabilmente la tua opinione su di loro è positiva, anche se le frequenti poco nella vita reale.

Volente o nolente, possiamo dire che ciò che pubblichi in qualche modo influisce sull’idea che le persone si fanno di te, anche professionalmente.

 

Le bugie hanno le gambe corte?

TI è mai successo di conoscere una persona nella vita reale, e di notare che ciò che pubblica sui social non è coerente con quello che sai?

A me sì. Sarà che abito in un piccolo centro, dove ci conosciamo quasi tutti. Ogni tanto vedo persone che conducono una vita assolutamente normale e che poi hanno profili lifestyle che manco Chiara Ferragni. Ecco, a me questo atteggiamento suscita un sorriso bonario di simpatia. Non c’è nulla di male a mettere un po’ di sale nella tua immagine social, se ti piace.

Diventa un problema quando, con questo “sale”, vorresti far credere altro. O vendere uno stile di vita che ritocchi come le maniglie dell’amore su Photoshop.

Ma questo è un discorso più lungo! 😉

 

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Quando ciò che proponi è la tua professionalità

Nell’ultimo anno ho avuto l’occasione di curare canali social anche in ambito sociale, educativo e sanitario. Il motivo per cui dei professionisti richiedevano un aiuto riguardava il fatto che il loro lavoro apportasse dei benefici “immateriali”. E quindi più difficili da comunicare rispetto ad altri.

In realtà, se vogliamo, questo principio può essere valido anche per il nostro lavoro. Gestire dei social, un blog o comunque delle strategie digitali, possono essere in qualche modo dei “lavori fantasma”, perché la maggior parte delle volte siamo nascosti dietro dei pc o lavoriamo per conto di altri. E’ più facile che ti comprendano gli addetti del settore, ma non è detto che il tuo servizio si rivolga a loro.

Questo perché una strategia è un concetto meno immediato rispetto ad un nuovo modello di T-shirt, che puoi mostrare già con una bella foto. Se devi proporre on line uno stile di vita, dei valori, un percorso educativo, devi affidarti principalmente all’empatia del pubblico. E questo richiede più strumenti insieme, combinati.

 

E’ importante che il pubblico sia in target

Prima di tutto, è importante avere un pubblico “in target” e cioè utenti potenzialmente interessati a ciò di cui parli . Questo vale un po’ per tutti i settori, ma ha un’importanza fondamentale se ciò di cui ti occupi è una condivisione di valori.

Per esempio, se sei uno psicoterapeuta, avere un pubblico che non crede nella psicoterapia, o comunque poco incline alla riflessione, non porterà grandi progressi alla tua comunicazione digitale.

Ecco perché è importante partire da chi conosci realmente, magari pazienti o ex clienti, per cominciare a far crescere la Pagina Facebook. E poi lavorare affinché chi si avvicini a te sia un pubblico quanto più simile a quello iniziale, in modo da attirare l’attenzione di personalità affini.

 

Compila una lista di parole chiave che riassumono la tua attività

Ogni attività gira intorno a parole e concetti ricorrenti. E sono quelli gli argomenti che interessano il tuo pubblico. 

Predisporre un elenco di parole chiave che ben descrivono la tua attività può aiutarti a trovare gli hashtag giusti da utilizzare su Twitter o su Instagram. E anche gli argomenti migliori per i post.

Se ti occupi di politica o di sociale, per esempio, ci saranno sicuramente delle parole che riassumono la tua visione. E altre parole che invece riguardano i temi cari al tuo pubblico, ai quali tengono particolarmente.

Una lista di parole chiave con i tuoi valori e i temi adatti al tuo pubblico è un modo per far trovare sempre argomenti di condivisione e raggiungere il tuo pubblico potenziale attraverso dei temi “caldi”.

 

Cerca di andare dritto al punto, con esempi pratici

Un feedback dei clienti passati è un biglietto da visita importante per ogni attività.

Ma ce ne sono alcune che, purtroppo, poco si prestano a questo genere di pubblicità. Quando trattiamo temi che riguardano argomenti privati, come la salute o il sociale, è difficile reperire recensioni perché le persone non si espongono volentieri.

E’ per questo che bisogna puntare maggiormente su una carica emotiva ed empatica nei post: in genere, la strategia migliore è quella di raccontare situazioni reali in cui il professionista può venire in aiuto.

Ad esempio, parlare di un problema che riscontri nella maggior parte delle persone che si rivolgono a te, può far uscire dal guscio chi ha lo stesso disagio.  Parla in modo diretto, facendo percepire che è una situazione che accomuna molte persone. E’ poi possibile che, chi ha ricevuto un aiuto concreto per superare quello stesso problema di cui parli, si farà avanti per raccontare la sua esperienza. E quindi, indirettamente, ti darà quel feedback che cercavi

 

Punta sulla reputazione, non sulla risposta immediata

Quando parliamo di benefici “immateriali” è difficile dimostrarne l’efficacia attraverso immagini, video o recensioni.

Ma è importante porsi degli obiettivi a lungo termine. Non offri un servizio di ristrutturazione ambienti, in cui puoi mostrare una foto “prima e dopo”.

Ed è per questo che la strategia che scegli richiede più tempo e più creatività: vai sui social come se fosse una maratona, e non una gara di velocità. Lavora con costanza e competenza, sviluppa valori, competenze e sicurezza, col fine di costruire una solida reputazione.

Hobby ed handmade: ha senso aprire un sito?

Parto da un messaggio che ho ricevuto poche settimane fa. Un ragazzo che realizza oggetti con materiale riciclato mi chiede come fare per aprire un sito per venderli.

Nel corso della chiacchierata via MSN, scopro che questa persona ha un altro lavoro e che questo è un hobby che porta avanti da molti anni. Ma che non intende – almeno per il momento – farlo diventare un lavoro a tempo pieno. Dedica al suo hobby il tempo che ritiene opportuno: quando ne ha voglia, quando è libero o ha tra le mani qualcosa da riciclare che lo ispira.

Nella mia risposta gli ho consigliato tre diverse soluzioni, combinabili tra di loro, e che escludono il sito internet. Perché? E’ vero, il sito è un biglietto da visita importantissimo. Il sito ci dice che un’azienda esiste veramente, che è attiva e che lavora. Ma, proprio per questo motivo, è una cosa seria: va curato, gestito, aggiornato e promosso. Altrimenti rimane a decantare sulla pagina 320 di Google.

Se l’obiettivo è quello di mettere alla prova i tuoi lavori per capire se possono piacere (e se c’è quindi margine di vendita), prima di investire su un sito Internet prova con questi strumenti.

 

Marketplace di Facebook

Hai presente l’icona con la tendina che trovi sempre attiva su Facebook? E’ un mercatino in cui puoi vendere cose usate o nuove. Funziona così: inserisci una o più foto delle tue creazioni, la somma che intendi ricavarci, una descrizione delle caratteristiche dell’oggetto. Poi, associalo ad una categoria come Arte e Artigianato. E’ importante badare bene alla geolocalizzazione: puoi metterlo in vendita solo nella zona in cui vivi, per esempio, così risparmi sulle spese di spedizione.

Per il momento, Marketplace di Facebook è gratuito. Per esperienza, posso dire che funziona: ho venduto qui alcuni oggetti usati e sono andati via in poche ore.

 

Etsy, il sito per vendere creativo

Chi si occupa di handmade conosce Etsy come la strada di casa. E’ una meraviglia per trovare oggetti unici e creativi di ogni tipo, fatti a mano in ogni parte del mondo.

Ed Etsy è la cosa più simile ad un e-commerce, senza l’obbligo di gestire un vero e proprio sito. Ti iscrivi sulla piattaforma e apri il tuo negozio, dove inserisci i tuoi lavori. Puoi scaricare l’App, così hai sempre sotto controllo gli ordini o le richieste di informazioni. Quando vendi oggetti realizzati da te è molto probabile che le persone, prima di acquistare, ti scrivano per chiederti più informazioni. E’ normale, perché stai vendendo un prodotto che non possono osservare dal vivo per valutarne la qualità.

Registrarti su Etsy non costa nulla, ma la vendita prevede una tariffa di inserzione e commissioni sulla vendita. Qui trovi tutte le informazioni.

 

Apri un account social dedicato al tuo hobby

Una Pagina su Facebook o un account professionale su Instagram, così come un profilo su Pinterest, possono aiutarti a far conoscere le tue creazioni e a trovare persone interessate a oggetti fatti a mano.

Sui social non limitarti a pubblicare immagini dell’oggetto pronto alla vendita, ma racconta con foto, testi e video le fasi di realizzazione: è affascinante scoprire la maestria, il tempo e la passione con cui ti dedichi al tuo hobby!

Inoltre, sui social puoi conoscere altri hobbisti con cui scambiare informazioni. Puoi far conoscere la tua pagina o il tuo account grazie ai gruppi di interesse: sull’handmade ce ne sono moltissimi, prova a fare una ricerca e scegli quelli più specifici per la tua passione.

 

Dopo aver fatto tutto questo, e una volta che avrai la certezza di poter investire seriamente sul tuo hobby, potrai valutare anche il grande salto verso un e-commerce. Ma a quel punto credo che il tuo hobby, nel frattempo, possa essere diventato qualcosa di più rispetto ad un semplice passatempo! 😉

 

Alcune cose sugli hashtag che forse non sai

Qualche volta noto delle piccole imperfezioni sull’utilizzo degli hashtag su Instagram e Facebook. Questi sono tre accorgimenti semplici e veloci che vengono dati spesso per scontati, ma che possono migliorare l’utilizzo degli hashtag sui social. Niente di trascendentale, però dacci un’occhiata! Forse c’è qualcosa che non sai e che invece può aiutarti a migliorare la tua visibilità sui social.

 

Quando pubblichi gli hashtag su Instagram si cancella la didascalia?

Sei lì che crei un bel testo per raccontare la fotografia, inserisci gli hashtag e BUM! quando pubblichi, è scomparso tutto. Testo, hashtag, tag e così via.

Se ti succede, molto probabilmente hai inserito troppi hashtag. Ricorda che gli hashtag su Instagram possono essere al massimo trenta. Quindi, se per caso te ne scappa uno in più, il social non pubblica il testo. E ti tocca riscrivere tutto da capo.

Puoi risolvere il problema contando gli hashtag man mano che li inserisci. E, per essere più sicuro, copia in memoria tutto il testo prima di metterlo on line. Così, nel caso, puoi inserirlo nuovamente cliccando su “modifica”. E poi depennare gli hashtag in più.

 

Lo sai che puoi modificare un testo quando lo condividi da Instagram a Facebook (e viceversa)?

Se desideri condividere la stessa immagine da un social all’altro, puoi cambiare il testo della didascalia. Questo è molto importante, perché Instagram e Facebook hanno due linguaggi differenti. 

Ti faccio un esempio pratico: hai pubblicato una bella immagine su Instagram, e nel testo hai taggato una persona che è presente nel contesto della foto. In più hai aggiunto degli hashtag per essere più visibile. Adesso vuoi condividere la stessa immagine su Facebook.

Ok, prima di premere la spunta di invio, prova a modificare il testo. Per due motivi.

Il primo è che cambia il nome utente: su Instagram si utilizzano degli pseudononimi (ad esempio, il mio è @annalisastam). Mentre su Facebook la persona dovrà essere taggata con un altro username, probabilmente @nomeecognome.

Il secondo motivo è che gli hashtag su Facebook servono a poco o niente. E tutto quel malloppone di hashtag alla fine del testo fanno solo far girare gli occhi a chi ti legge.

Quindi, se decidi di postare la stessa immagine sui due social, ricordati che in fase di condivisione puoi cancellare il testo e riscriverlo. Questa modifica non incide sulla foto e sui filtri che hai utilizzato. Non aver paura di cambiarlo, non succede nulla, e la pubblicazione va a buon fine! 😉

 

Inserisci uno spazio tra un hashtag e l’altro?

Mi capita di leggere roba così: #travel#pictureoftheday#followme. Senza neanche uno spazio tra una parola e l’altra.

Ricorda sempre di separare un hashtag dall’altro con uno spazio. E di non chiudere mai l’hashtag tra due cancelletti, tipo così: #followme#. In entrambi i casi ne annulli l’effetto, e quindi poi non funzionano più! 😉

 

Non ci resta che sorridere: le elezioni sui social

Nel momento in cui scrivo questo articolo, a cinque giorni dal voto, non c’è ancora un’idea di chi governerà il Paese. In questo periodo ho osservato con interesse il modo in cui si è parlato di elezioni, voto, chiamata alle urne e risultati elettorali sui social. A colpi di ironia, meme e instant marketing, tanto che sembra più una finale di campionato o una puntata di Sanremo.

Andiamo a vedere insieme come i grandi brand o gli account social satirici hanno trattato il tema del voto o dell’incertezza post-elettorale.

Cominciamo con i The JackaL, che a pochi giorni dal voto ci fanno sorridere con questo post:

 

elezioni instant jackal Ilsocialblog

 

E per rimanere in tema con Gomorra, ecco lo scambio di battute tra Saviano e Salvini qualche giorno dopo il voto:

elezioni voto ilsocialblog

 

I brand nei giorni precedenti alle elezioni hanno dedicato dei post al voto.

Come Ceres, Svitol, Taffo e Buondì Motta.

 

ceres elezioni voto ilsocialblog

 

 

elezioni voto ilsocialblog

 

elezioni voto ilsocialblog

 

Amaro Lucano ha dedicato la settimana pre-elettorale a pubblicare post su “cosa direbbero i politici” in merito al suo prodotto.

elezioni voto ilsocialblog lucano

 

Qualche forzatura e qualche post che “non è stato capito”. E pare che sia stato rimosso dalla Pagina (ma qui c’è lo screenshot!).

 

 

Dal 5 marzo sono anche nate nuove Pagine su Facebook:

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L’ironia della rete non risparmia Enrico Mentana che con #maratonamentana si è guadagnato la fama di una rockstar.

 

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Le più belle frasi di Osho non si è risparmiato, ed ecco qui alcuni dei meme sforna da giorni:

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E per finire, Alessandro Borghese e Mattarella: coloro che possono davvero ribaltare il risultato! 😉

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