Cosa è successo al corso in Social Media Marketing – Intermediate Level

“Tu puoi fare qualsiasi cosa se hai entusiasmo”, diceva Henry Ford. E di entusiasmo, quando si impara qualcosa di nuovo, ce n’è tanto.

Come sabato 4 febbraio 2017, nella giornata di formazione dedicata al Social Media Marketing – Intermediate Level, organizzata da Ehiweb ed IlSocialBlog.

Questo corso, di livello superiore rispetto all’Entry Level, ha l’obiettivo di concentrare l’attenzione su tre fattori fondamentali: la strategia editoriale, gli strumenti utili per i Social Network e la progettazione di una comunicazione più professionale.

Il primo intervento è stato curato da Annalisa Stamegna, e si è parlato di branding, immagine e strategia editoriale. Attraverso alcuni esercizi, i partecipanti sono stati invitati a portare alla luce le particolarità, le differenze e gli obiettivi del proprio lavoro, e a realizzare un calendario editoriale per comunicare su Facebook in modo costante e coerente. Inoltre, Annalisa ha illustrato come realizzare una strategia di comunicazione integrata da impiegare per la promozione di un evento.

Subito dopo, Federica Ciccariello ha condotto i partecipanti nel magico mondo degli strumenti della rete, per migliorare la propria interazione sui Social Media: applicazioni e siti per condividere, creare e monitorare contenuti. Tutti gli strumenti sono perfetti per rendere più pratico il mondo virtuale, in particolare riguardo all’utilizzo di Instagram e Facebook, semplificandosi la vita e avendo accesso ad informazioni utili.

L’ultimo intervento del corso è stato quello di Luigi De Luca. Una sessione di Q&A in cui i partecipanti hanno potuto chiarire dubbi riguardo ad alcuni aspetti dei Social Media. Luigi ha evidenziato l’importanza della pubblicità per accrescere la visibilità e per moltiplicare le occasioni in cui creare una rete di relazioni di valore.

Perché, per concludere sempre con una citazione di Ford, “mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è successo”.

 

L’entusiasmo dei partecipanti è stato gratificante e travolgente. Ecco alcuni dei loro commenti al termine del corso:

“Con voi, sempre in crescita!” Rossana Brigliadoro, La Mosca Bianca

“Esperienza da rifare, come sempre super professionale!” Etta Di Ciaccio, Hotel Serapo

“Meravigliosa esperienza” Cristina Caneschi, Caneschi Shop

“Il corso è molto utile e motivante! Oltre a fornire informazioni e strumenti utili, è anche un modo per condividere esperienze!” Valeria Martone, Sopra Le Righe

“Interessantissimo l’intervento di Federica!” Stella Spinosa, Move&Jam

 

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Storia di un’agenda

Per molti anni, sotto l’albero di Natale ho trovato un’agenda. Era un regalo sempre gradito: anche se era lo stesso modello, cambiava di volta in volta il colore. Una volta rossa, una volta nera, e così via.

Da circa tre anni, invece, sotto l’albero l’agenda non c’è più, perché forse la persona che me la regalava deve aver pensato che mi fossi stufata.

E così per un po’ mi sono adattata con l’agenda del cellulare. Che, devo dire, non mi ha mai dato grandi soddisfazioni. Perché a me piace scrivere a mano. E non solo gli appuntamenti e gli impegni, ma anche i pensieri e le riflessioni che arrivano all’improvviso.

Così, stavolta mi sono organizzata per tempo, e a novembre ho cominciato a dare un’occhiata alle agende che c’erano sul mercato. Avevo le idee molto chiare: volevo che fosse colorata e femminile. Magari ironica.

Durante la ricerca ho trovato un piccolo e-shop – GratioCafe, che mi ha dato la possibilità di ricredermi sul fatto che lo shopping on line non potesse offrire un’esperienza d’acquisto emozionale. Questo grazie a un fattore importante: la comunicazione completamente in linea con il target e con i prodotti. Le loro immagini ricordano lo stile di Instagram. I testi sono sintetici, ma suggestive personalizzati. E lo stile è confidenziale.

Ho avuto l’impressione di essere in un negozio in cui si lavora con passione ed energia. E di avere di fronte delle amiche con cui prendere un té, parlando di frivolezze e confidenze. E’ per questo che ho scelto di acquistare lì la mia agenda, anziché comprare lo stesso prodotto altrove.

E così, quest’anno mi sono fatta un bel regalo di Natale. La mia agenda ricorda tantissimo quei diari di scuola che, tanto tempo fa, riempivo di disegni e di aforismi. Perché è importante gratificarsi, anche con un piccolo gesto.

Morale della storia: credere nella propria personalità e nei propri prodotti. Con energia e passione. Quando si scrive, quando si comunica. On line e offline. E’ quella la chiave per offrire un’esperienza d’acquisto emozionale, che è molto di più del “vendere un prodotto”.

 

Se leggi questo blog, sicuramente ti interessano la comunicazione e i social media. Quindi, ti farà piacere sapere che organizziamo corsi dedicati al Social Media Marketing.

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Perché è importante comunicare i propri valori

Nelle professioni artistiche, i valori sono fondamentali quanto la competenza e l’esperienza. Essi raccontano quali sono le qualità che integrano la professionalità, e richiamano l’attenzione di chi li condivide.

Stella è una coreografa e insegnante di danza. Ha mosso i primi passi nel mondo dell’insegnamento tenendo corsi in diverse palestre. Pochi mesi fa ha deciso di aprire una vera e propria scuola di danza. E’ un percorso comune a molti suoi colleghi, perché permette di partire già con una reputazione consolidata da anni di esperienza. “Nel 2013 è nato il mio progetto, quello che oggi è la scuola di danza Move & Jam. Il sogno nel cassetto si sta evolvendo pian piano!”.

Come ogni nuovo inizio, è duro riuscire a far quadrare tutte le attività, suddividendosi tra le lezioni e la promozione per richiamare nuovi iscritti. Quindi, per Stella si è fatta strada anche l’esigenza di potenziare la promozione attraverso i social network. E, in seguito al corso in Social Media Marketing, ha scelto di intraprendere due strategie prevalenti: la condivisione di informazioni e il trasferimento di valori, per trasmettere pensieri nuovi ed energie positive. 

Quindi, la strategia su Facebook si pone su due diversi livelli, coinvolgendo sia gli allievi che i loro genitori. Infatti, trasmettere i valori della scuola di danza è importante per attirare l’attenzione di un genitore, che è interessato sia alla qualità dell’insegnamento che ai principi con cui il figlio verrà in contatto. Per questo, la scuola diventa “una casa in cui i bambini possono esprimersi ed imparare ciò che sentono di volere, l’accettazione di sé, della vita e dell’altro.” Sull’altro livello, vuole consolidare il contatto con gli allievi e gli appassionati di danza, attraverso la condivisione di informazioni ed articoli inerenti l’arte in generale.

Infine, la strategia si propone di lavorare su Facebook come nella sala prove. “Con le mie ragazze mi affido allo scambio totale di sentimenti ed emozioni. Lo stesso voglio che avvenga attraverso i mezzi di comunicazione come Facebook e i social media in generale. Perché internet non è una vetrina, ma una rete di relazioni”.

E una sensazione diventa un brand. Viaggio nell’hygge, la tendenza danese

Ci lanciamo verso il mese più accogliente dell’anno: dicembre. Tempo di “hygge”, come i danesi amano chiamare quell’atmosfera e quel senso di intimità tipico dell’inverno. Il desiderio di stare davanti a un camino in compagnia delle persone più care.

L’arte dell’hygge non è traducibile in italiano, ma è una sensazione di benessere: il piacere di rilassarsi con gli amici, godendo del buon cibo e creando un’atmosfera di calore ed intimità.

I danesi ne hanno fatto un vero e proprio brand, che spinge nei mesi più freddi dell’anno i turisti ad andare a visitare la regione del Nord Europa, con il desiderio di vivere un’esperienza unica, fatta di ospitalità, semplicità e ritorno alle piccole gioie. L’hygge è una vera e propria arte, una cultura, un modo di vivere. E la tradizione per cui sono stati proclamati, nel 2016, il Paese più felice del mondo.

In pochi mesi il brand è diventato virale, creando una vera e propria tendenza.  E’ facile da comprendere e da desiderare, come emozione e come esperienza.

Il sito visitDenmark apre con un richiamo all’hygge già nell’home page, dedicandogli  un’intera sezione del portale. L’articolo più curioso è “10 cose hygge da fare a Copenaghen”, una guida per godere delle atmosfere semplici, pur visitando una grande città. Naturalmente, hygge fa coppia fissa con vintage. Quindi è naturale che nell’elenco figuri anche una lista di negozi alternativi in cui fare shopping nella capitale.

Navigando sul sito, c’è anche un link in cui si elencano cinque modi in cui puoi portare l’hygge nella vita di tutti i giorni, anche se – personalmente – l’ho trovato un po’ forzato.

Hygge aspira a diventare qualcosa di più di una cultura: uno stile di vita da esportare.

Charlotte Higgins sul The Guardian arriva a definirlo una cospirazione, dal momento che la Gran Bretagna è stata invasa da decine di libri e prodotti dedicati: sono hygge i cardigan, i vini, le carte da parati e i cibi vegani.

Quindi, la Danimarca sta diffondendo una cultura che è funzionale al potenziamento della sua immagine e del  turismo.

Ha compreso quali sono le sue unicità.

Ha capito i bisogni delle persone.

Ed è riuscita nell’intento: la Danimarca ha infuso il calore di una tazza di cioccolata calda in una tendenza che ne sta definendo un’identità precisa. E scommetto che, leggendo questo post, hai anche tu voglia di prendere il primo aereo e andare a fare un salto nella calorosa terra dell’hygge.

E il fallimento che paura che fa!

Il diavolo non è mai nero come sembra” è la frase che mi ripetono i miei genitori fin da bambina. Perché, ogni volta che sono davanti ad un cambiamento importante, la paura non mi permette di vedere con chiarezza la strada, facendomela immaginare piena di ostacoli insormontabili. Cerco continuamente nuovi stimoli e occasioni ma, quando il treno arriva, ci metto tanto a salire su. Col rischio di vederlo sfilare davanti ai miei occhi, mentre mi sto ancora domandando se la destinazione scelta sia quella giusta. Ho bisogno di una “spintarella” esterna di incoraggiamento.

La paura in natura favorisce la sopravvivenza, aiuta a mantenere i sensi in allerta, ad essere pronti ad agire in caso di bisogno. E’ normale avere paura di fronte ad un cambiamento, anche se l’hai fortemente desiderato: ciò che non conosci può spaventarti, è istintivo e naturale. Purché l’emozione non prenda il sopravvento sulla razionalità e ti impedisca di agire. E, soprattutto, non diventi un alibi per evitare la responsabilità di perseguire un obiettivo.

Quante volte ti dici:  “Non sono pronto”. “Non è ancora tutto perfetto”.

Non è possibile che tutto sia perfetto sin dal principio. Se così fosse, allora significherebbe che il viaggio è già compiuto. Come quando traslochi in una casa nuova: magari ci sono le tende, gli arredi, gli elettrodomestici. Ma è solo vivendoci dentro che scopri di cosa hai realmente bisogno giorno per giorno, e ti adoperi per migliorarne le condizioni. Non devi aspettare il momento giusto: può darsi che non arriverà mai, perché, in realtà, stai solo cercando di non affrontare ciò che ti spaventa.

Una lunga attesa potrebbe fiaccare l’entusiasmo, convincerti che non ne hai le capacità, trasformare la percezione del tuo obiettivo.

E continuare ad alimentare i pensieri negativi.

“E che succede se…”.

Senza sfera di cristallo è difficile poter capire se sarai in grado di raggiungere l’obiettivo che ti sei prefisso. Ma hai un espediente, dalla tua, che ti può permettere di superare il blocco.

Si chiama esperienza.

Essa nasce, cresce e si consolida ogni volta che affronti davvero un “e che succede se…”. Scaturisce da una combinazione di intuito, improvvisazione, errori e competenze, ed è ciò che ti permette ogni giorno di svegliarti diverso, migliorato, più forte.

L’esperienza è fatta anche dal superamento di insuccessi e fallimenti: momenti che in passato ti hanno segnato, sensazioni che non vuoi più provare.

Prova a fare un’analisi delle responsabilità, con obiettività, per correggere il tiro.

Il problema è dipeso completamente da te o anche da fattori esterni? Tutto può essere: pensa che i Beatles, all’inizio della loro carriera, furono silurati dalla casa discografica Decca Records. Se si fossero lasciati scoraggiare dalla bocciatura, magari avrebbero smesso di suonare e non avrebbero donato al mondo la loro incredibile rivoluzione musicale.

E se il fallimento fosse causato anche da te? Si può fare un passo falso, e anche due: può semplicemente succedere. Gli sbagli vanno analizzati, capiti, accettati. E poi considerati un investimento sul futuro, necessario ad  incoraggiare una rinascita e a dare valore all’esperienza.

Sul prossimo treno, porta le tue esperienze con te come un filo di Arianna, ma al contrario: non per indicare il passato, ma per segnare il percorso, mostrarti l’obiettivo e ricordarti ciò che sei.

Per avere successo sui Social non farli diventare una vetrina

La pagina Social di molte attività è una sorta di vetrina pubblicitaria in cui espongono i servizi o i prodotti, una brochure informativa in formato digitale, continuamente aggiornata.

Lo dico subito, senza mezzi termini: che noia!

La vetrina è una cosa impersonale e statica, e non è adeguata alla natura di un Social Network, che, invece, è un luogo deputato all’interazione e alla suggestione.

I canali Social servono a creare e stabilire relazioni: gli utenti si scambiano messaggi, si raccontano, scherzano o commentano insieme eventi quotidiani. Pertanto, l’errore più comune è quello di ricordarsi di avere una pagina commerciale su un canale solo quando si ha qualcosa di urgente da comunicare ad un potenziale acquirente, come proporre una vendita, presentare un nuovo servizio o rivelare il raggiungimento di un obiettivo.

Lo ripeto: che noia! Perché? Te lo spiego con un esempio: pensa alla sensazione che provi quando, nella vita reale, qualcuno ti telefona solo quando ha bisogno di te o ti trattiene a parlare soltanto di se stesso.

Una cosa è raccontarsi, farsi conoscere, condividere esperienze e conoscenze. Un’altra cosa, ben diversa, è essere autoreferenziali, banalizzando ogni contenuto. L’utente tende automaticamente a evitare questo genere di messaggi. Esattamente come si scansa una persona che tende a monopolizzare una conversazione, o forza una vendita a cui non siamo interessati.

Il segreto per avere successo sui Social è nel fattore umano, nella capacità di interagire generando interesse, perché la comunicazione è fatta dalle persone, ed è soprattutto reciprocità. La vera pubblicità è quella che non si vede, e si sviluppa manifestando simpatiasincerità ed apertura: quindi, condividendo conoscenze, esperienze, intrattenendo e ascoltando. Sì, proprio come nell’amicizia.

Come si fa? Ecco tre consigli utili per capire come si fa a parlare di tutto, tranne che di te.