E una sensazione diventa un brand. Viaggio nell’hygge, la tendenza danese

Ci lanciamo verso il mese più accogliente dell’anno: dicembre. Tempo di “hygge”, come i danesi amano chiamare quell’atmosfera e quel senso di intimità tipico dell’inverno. Il desiderio di stare davanti a un camino in compagnia delle persone più care.

L’arte dell’hygge non è traducibile in italiano, ma è una sensazione di benessere: il piacere di rilassarsi con gli amici, godendo del buon cibo e creando un’atmosfera di calore ed intimità.

I danesi ne hanno fatto un vero e proprio brand, che spinge nei mesi più freddi dell’anno i turisti ad andare a visitare la regione del Nord Europa, con il desiderio di vivere un’esperienza unica, fatta di ospitalità, semplicità e ritorno alle piccole gioie. L’hygge è una vera e propria arte, una cultura, un modo di vivere. E la tradizione per cui sono stati proclamati, nel 2016, il Paese più felice del mondo.

In pochi mesi il brand è diventato virale, creando una vera e propria tendenza.  E’ facile da comprendere e da desiderare, come emozione e come esperienza.

Il sito visitDenmark apre con un richiamo all’hygge già nell’home page, dedicandogli  un’intera sezione del portale. L’articolo più curioso è “10 cose hygge da fare a Copenaghen”, una guida per godere delle atmosfere semplici, pur visitando una grande città. Naturalmente, hygge fa coppia fissa con vintage. Quindi è naturale che nell’elenco figuri anche una lista di negozi alternativi in cui fare shopping nella capitale.

Navigando sul sito, c’è anche un link in cui si elencano cinque modi in cui puoi portare l’hygge nella vita di tutti i giorni, anche se – personalmente – l’ho trovato un po’ forzato.

Hygge aspira a diventare qualcosa di più di una cultura: uno stile di vita da esportare.

Charlotte Higgins sul The Guardian arriva a definirlo una cospirazione, dal momento che la Gran Bretagna è stata invasa da decine di libri e prodotti dedicati: sono hygge i cardigan, i vini, le carte da parati e i cibi vegani.

Quindi, la Danimarca sta diffondendo una cultura che è funzionale al potenziamento della sua immagine e del  turismo.

Ha compreso quali sono le sue unicità.

Ha capito i bisogni delle persone.

Ed è riuscita nell’intento: la Danimarca ha infuso il calore di una tazza di cioccolata calda in una tendenza che ne sta definendo un’identità precisa. E scommetto che, leggendo questo post, hai anche tu voglia di prendere il primo aereo e andare a fare un salto nella calorosa terra dell’hygge.

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