Sette regali curiosi e inutili scovati sul web!

Qualche giorno fa, con l’arrivo di un catalogo postale di regali e accessori natalizi, mi è saltata in mente l’idea di dedicare il post che scrivo ogni anno prima del Black Friday agli acquisti per Natale. E, stavolta, ho spinto la mia curiosità verso alcuni oggetti particolarmente curiosi che si possono trovare in rete. Tra tutti quelli che mi hanno  fatto sorridere, ne ho selezionati sette.

Come dice Mary Kondo, il regalo assolve la sua funzione nel momento in cui viene ricevuto, procurando gioia. E sicuramente tutti conosciamo qualcuno che potrebbe divertirsi a ricevere per Natale un regalo che è assolutamente inutile!

Ed ecco qui un elenco dei sette oggetti inutili e curiosi che, a mio avviso, possono far sorridere chi li riceve.

 

Voglia di caramelle?

C’è chi ha l’abitudine di tenere sempre una ciotolina di caramelle sul tavolino o sulla scrivania.  Ecco il regalo giusto per chi ama le caramelle e i giochini da fiera anni Ottanta: il candy grabber! Prova a prendere la caramella manovrando il joystick, hai a disposizione un tempo limitato: proprio come i giochini alle feste di paese! Costa 32,95 €.

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Per chi non smette di essere mai bambino

Chi non sogna di ricevere un Babbo Natale volante di 70 cm, da appendere alla finestra, per dare l’illusione che la stia attraversando? Questo addirittura suona e si illumina: il regalo perfetto per le notti in cui sei solo in casa e ti svegli per andare a prendere un bicchiere d’acqua in cucina! Costa poco meno di 60 €.

 

Una partita a golf aiuta la concentrazione

Tutti conoscono quella persona che, quando entra in bagno, si perde e non torna più. Ed ecco come aiutarlo a concentrarsi: il set da golf da bagno. Costa appena 5,90 €, e la confezione contiene anche un cartellino “Do Not Disturb” da appendere all’esterno per avvisare i coinquilini della partita in corso!

 

Dove vai, se la bambolina da cruscotto non ce l’hai?

Ecco un regalo natalizio perfetto per chi ha a cuore la propria automobile: la bambolina dondolante da cruscotto a energia solare. Ne trovi con vari soggetti: da Gesù a Papa Francesco per i più religiosi. Oppure puoi optare per altri personaggi, come Mr Bean, Trump o la Regina Elisabetta! Il costo è poco meno di 7 €.

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Una tuta modello Unicorno

Chi non ha mai desiderato girare per casa con indosso un pigiama da Unicorno? Un regalo natalizio perfetto per l’amica che sogna una vita come quella dei Trolls, le creature più felici del mondo, tutta brillantini e arcobaleni. Ha anche un prezzo piccolo piccolo, appena 16,95 €!

Per il cucciolo di casa

Anche i gatti hanno diritto al loro bel regalo di Natale, e sicuramente adoreranno l’amaca da radiatore. E’ sicuramente un oggetto curioso, e non so che darei per vederci un bel gattone di mia conoscenza (che probabilmente non riuscirebbe neanche a starci dentro!). Costa intorno ai 17€.

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Per gli amanti del design

Vuoi mettere una casa completamente arredata a tema natalizio. In tutte le stanze, compreso il bagno. Ecco perché il tuo amico amante del design adorerà ricevere il completo da bagno dedicato a Babbo Natale, con cui vestire a festa anche i suoi sanitari. Il prezzo si aggira sui 7 €.

 

E niente, vi è venuta qualche idea su un regalo originale per il prossimo Natale? Nel frattempo, i consigli dei post degli scorsi anni sono ancora validi. Eccoli qui:

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Piccoli dettagli per migliorare l’esperienza di acquisto

Nelle ultime settimane sono stata poco presente sul blog, perché ho avuto diverse ore di lezione in aula sulla comunicazione diretta e il Public Speaking. In queste occasioni, ho avuto modo di confermare l’idea che la comunicazione con i clienti – nei negozi, nelle agenzie e persino nelle officine – non è spesso supportata da conoscenze dirette, ma guidata dal buon senso e dal carattere di chi è al banco.

Esistono però delle strategie che permettono di entrare in empatia con chi abbiamo di fronte, offrendo la possibilità di fidelizzare un potenziale cliente anche attraverso la comunicazione verbale e non verbale.

Qual è la differenza tra comprare e vivere un’esperienza di acquisto? Sicuramente, la seconda permette di sentirsi protagonista, di ricevere informazioni e consigli “su misura”, di avere la consapevolezza di aver investito i propri soldi in qualcosa di giusto e importante. Insomma, l’esperienza di acquisto è da vivere, da raccontare, da consigliare e, perché no, da replicare.

 

Gli aspetti non verbali

Nella vendita diretta ci sono alcuni fattori di cui siamo meno consapevoli, che però influiscono sul  processo di vendita. Uno di questi fattori è la prima impressione : ne abbiamo già parlato, è un elemento che appartiene alla natura umana più primitiva, quella che ci permette di capire – nelle situazioni nuove o davanti a sconosciuti- se siamo prede o predatori. E’ ovvio che la prima impressione è, appunto, solo un’impressione. Ma può condizionare alcune persone più di altre e rallentare il processo di fiducia che viene ad instaurarsi durante una vendita. Insomma, se una persona non “ti piace” a pelle, è difficile che riuscirà a venderti qualcosa!
Ecco perché è necessario prestare attenzione a come ti presenti, anche dal punto di vista dell’immagine. Tu rappresenti la tua attività, per questo la tua immagine è importante quanto la vetrina del negozio.

Un bel sorriso aperto, lo sguardo diretto e una postura predisposta all’accoglienza sono sicuramente elementi che possono favorire una bella impressione, di te e della tua attività. Elementi che vanno poi supportati con un tono di voce calmo e sicuro e la predisposizione all’ascolto.

 

Fai le domande giuste!

Hai presente quando vai in un negozio e l’addetto alle vendite tira giù tutto il campionario per permetterti di scegliere? Molto spesso, dopo aver visto tutto, sei più confuso di prima. E quindi prendi del tempo per decidere.

Prima di intraprendere una vendita, ascolta le necessità del cliente.

Aiutare il cliente significa cercare di capire di cosa ha bisogno. E questo puoi farlo solo se gli fai le domande giuste. Avrai l’impressione di perdere tempo a chiacchierare, ma non è così.

Prima di tutto, alle persone piace parlare e percepire la tua attenzione. Inoltre, attraverso le domande, puoi capire qual è il prodotto che sta cercando. Fare le domande, quelle giuste, permette di restringere la ricerca e di chiarire le idee, se hai davanti una persona confusa o titubante. Per fargli pronunciare la fatidica frase “Mi hai letto nel pensiero!” 😉

 

Parlare chiaro!

Il modo migliore per mettere a proprio agio il cliente, quando parliamo delle caratteristiche un prodotto, è tenere presente che può essere esperto (o no) ciò di cui stiamo parlando.

Quando parli del tuo settore, potresti pensare che alcuni termini possano essere familiari anche a chi non è del tuo campo. Invece non è detto che sia così: quelle parole fanno parte del tuo mondo, ma un’altra persona potrebbe non averle mai sentite prima e non conoscerne l’esatto significato. E quindi può fraintendere la tua comunicazione, oppure sentirsi in imbarazzo o incapace di decidere.

Cerca di evitare paroloni e terminologie da “addetti ai lavori”, così come gli inglesismi, a favore di un dialogo comprensibile a tutti: sia per chi ha già dimestichezza con l’argomento e sia per chi, invece, non lo conosce affatto. Una conversazione chiara e semplice permette, in entrambi i casi, di sentirsi a proprio agio nel chiedere spiegazioni e consigli.

 

Emozione, semplicità e coinvolgimento

Volendo utilizzare tre parole, riassumerei così il momento dell’esperienza di acquisto. Perché, in fondo, comprare non è sempre e solo un atto necessario, ma va inteso anche come un’occasione di coccola e di piacere, come lo shopping. Ed è così che andrebbe gestita e vissuta, anche dall’altra parte del banco! 😉

 

 

 

Siamo patetici?

Da quando ho iniziato a lavorare sui social, parallelamente ho iniziato un percorso come formatrice. Da una parte aiuto chi vuole apprendere un metodo e gli strumenti per ottimizzare una strategia di comunicazione digitale. Da un’altra parte, quando posso, metto a disposizione quel che so per condurre una riflessione con studenti, o con genitori, su un modo più consapevole di utilizzare le app che abbiamo sotto mano tutti i giorni.

Ecco, nel mio piccolo cerco di fare quello che mi auspico diventi presto un modus operandi generale: cultura o alfabetizzazione digitale, chiamatela come preferite. Non è per ergermi a grande conoscitrice della rete, ma perché credo, nel mio piccolo, che sia necessario permettere a tutti di avere gli strumenti – di pensiero o reali – per poter vivere e convivere nella rete in sicurezza e in pace col mondo.

 

Siamo patetici?

Ho intitolato così questo post perché, fin dalla prima volta in cui mi sono trovata in aula con degli adolescenti, ho avuto la sensazione che loro percepiscano così noi trenta-quarantenni  su Facebook.

Ok, se ci pensiamo bene, anche noi giovani e adulti sorridiamo del modo in cui i nostri genitori – la generazione cresciuta col telefono a rotella, col lucchetto – utilizzano WhatsApp e Facebook.

Alcuni sembrano poco a loro agio, quasi avessero paura di rompere lo smartphone. Altri, invece, sono saltati con piacere nell’universo digitale e salutano tutti a più non posso, ogni volta che possono.

E invece, i diciassettenni, anziché sorridere bonariamente di noi, e continuare a convivere nel nostro stesso social – sopportando la nostra invadente presenza – hanno deciso di migrare altrove.  Perché?

Perché ci sono i miei genitori

Perché si parla solo di politica o di tragedie

 

Cosa abbiamo fatto di male?

Quando Facebook ha avuto il suo boom in Italia, circa nel 2008, eravamo giovanissimi anche noi e il social era una novità davvero piacevole. Condividevamo esperienze, vacanze, gattini, pensieri e cose buffe e spiritose. Lo spirito di Facebook era come quello di un campus durante l’ora di relax: goliardico, rilassato. 

Poi, noi siamo cresciuti, nella vita e dentro Facebook.

E hanno cominciato a darci fastidio un po’ di cose. L’amico che pubblica la foto mentre è in vacanza non è più divertente, perché fa sentire frustrati. La notizia sulla gaffe del politico non fa sorridere, fa sentire superiori. Rispondere male alle persone non è più sinonimo di saccenza o maleducazione, ma di libertà di espressione.

Insomma, non è Facebook che è cambiato. Il problema è che Facebook è ormai popolato esclusivamente da noi adulti, e riflette sempre di più il nostro bagaglio di problemi, rimorsi, insicurezze, rimpianti e malcontenti.

E se Facebook riflette davvero ciò che siamo diventati negli ultimi dieci anni, forse è il caso di posare lo smartphone e metterci davanti allo specchio.

capire se non hanno ragione i ragazzi, a voler stare mille miglia lontani da noi.

 

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Obiettivi d’autunno: come provare a raggiungerli

Sta arrivando l’autunno, anche se da queste parti andiamo ancora al mare! Questa stagione così particolare e controversa, amata e odiata, è diventata un po’ come il Capodanno o i lunedì in cui si comincia la dieta. E’ il momento delle pianificazioni e delle idee, dei nuovi obiettivi e delle strategie. Però, se ti viene la smania di voler far tutto subito e bene, poi rischi che ti perdi a metà cammino.

Ecco perché ho pensato ad un post in cui parlare di come riprogrammare gli impegni e gli obiettivi in vista della nuova stagione. Vale per te, ma vale anche per me. Ognuno di noi ha bisogno di ragionare, ricalibrare e anche di un po’ di sostegno in queste occasioni!

Prendiamo l’autunno come l’inizio di qualcosa di bello, un momento in cui porsi nuove sfide da portare avanti nei mesi freddi. E anche il momento di un piccolo bilancio, perché non si parte senza prima guardarsi alle spalle, e scoprire la strada già percorsa.

 

Scopri da dove parti

Prova a fare un bilancio degli obiettivi che ti eri dato in passato. Di quelli che hai raggiunto e quelli che, invece, hai fallito. Non c’è nulla di male ad ammettere che alcune cose non sono andate per il verso giusto: è dipeso da te o da altri fattori? Potevi prevederlo? Puoi rimediare? Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Prova a dare una letta a questo post sulla paura di fallire, magari trovi degli spunti interessanti! 😉

E per ciò che invece è andato bene, prova a farti qualche domanda per capire bene quali sono stati i punti di forza che ti hanno permesso di raggiungere l’obiettivo. Fissali e fanne esperienza!

 

Togli di mezzo ciò che non serve più

L’autunno è anche il momento del cambio di stagione. Top, sandali e T-shirt stanno per lasciare il posto a giacche, stivali e sciarpe. Durante il cambio di stagione, tutti tendiamo a conservare, riciclare o dare via i capi dell’anno precedente.

Procedi con lo stesso criterio con la tua Comunicazione Digitale. Controlla sito, social e blog per scoprire se, rispetto al passato, vuoi tenere tutto quello che già c’è, vuoi riciclare o dare una bella sfoltita a ciò che trovi. I tuoi servizi sono ancora tutti validi? Le immagini che sono on line ancora ti rappresentano? Hai aggiornato la tua descrizione personale con le nuove esperienze che hai fatto? Per rinnovare il tuo look digitale, puoi procedere così!

 

Programma per tempo i nuovi obiettivi

Nel prossimo futuro, vuoi lanciare un nuovo servizio o presentarti ad un cliente in particolare?

Programma i tuoi nuovi obiettivi per tempo, e senza guardare troppo lontano sul calendario. E’ inutile riempire l’agenda di cose da fare, solo per sentirti attivo e coinvolto. Anzi, è controproducente, perché più resti indietro sull’elenco, e più senti lontano (e irraggiungibile) il traguardo.

Procedi invece per piccoli passi secondo una strategia: tanti micro-obiettivi che ti portano gradualmente verso il raggiungimento della meta. Definisci una strategia semplice, che possa raggiungersi con una marcia serrata, ma che non ti lasci senza fiato!

E un consiglio, sia per te che per me: non lasciare che le voci in agenda non comprendano anche del tempo libero e delle cose da fare per te stesso. Per il tuo piacere e per prenderti cura di te.

E poi, in bocca al lupo! Perché, se è vero che ci vuole metodo, costanza e  un piano di lavoro per raggiungere gli obiettivi, ci vuole anche un pizzico di fortuna! 😉

 

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Dimmi come posti. E ti dirò chi sei

Quali sono gli elementi che rendono una persona unica e riconoscibile? Sicuramente la personalità: intesa come il suo stile, il carattere, il modo in cui comunica. E questa stessa idea vale anche quando cerchi di comunicare la tua impresa: la scelta delle parole, del tono in cui ti rivolgi al tuo pubblico, lo stile che prediligi sono tutti elementi che ti permettono di creare un dialogo con il tuo pubblico.

La stessa cosa vale sui social media, che sono un mezzo di comunicazione veloce e diretto e che come tale può delineare varie sfaccettature della tua personalità e di quella dei tuoi utenti. Insomma, i social sono un po’ il motorino della comunicazione aziendale. Il mezzo per andare dritti al sodo, comodi per il cazzeggio o per raggiungere la meta senza tanti fronzoli.

E di conseguenza, la comunicazione sui social media deve adeguarsi al mezzo, allo stile e alla personalità. E tu come comunichi sui social? Come ti rivolgi al tuo pubblico?

 

Ho raccolto cinque brand diversi per cinque modi differenti di raccontarsi su Facebook. Dacci uno sguardo anche tu, per scoprire quale assomiglia al tuo, e perché.

 

Divertente e profumoso

Se sei come Lush, ti piace scrivere post anche abbastanza lunghi e descrittivi, soffermandoti sulle percezioni sensoriali. Le immagini e i video riprendono tutti i colori del mondo e ti sembra di sentire il profumo e la sensazione voluttuosa del prodotto.

Il tutto è condito con i giochi di parole che contraddistinguono Lush anche nei nomi e nelle confezioni dei prodotti.

 

Dritto al punto!

Se sei come Alitalia, preferisci scrivere dei post veloci e diretti, che vanno dritti al punto. Che si tratti di un gioco da proporre ai tuoi utenti o di un’offerta, sai che ti bastano poche parole – quelle giuste! – per incuriosire. E poi, puoi contare sul link al post o sull’immagine per approfondire il tema che hai scelto.

Lo stile di Alitalia si rifà proprio all’idea del volo: dritti alla meta, meglio senza scali intermedi!

 

Emozioni à gogo

Se sei come Coca Cola, ami comunicare con uno stile emozionale. Lasci poco spazio alle parole e molto alle immagini e ai video, ricreando delle situazioni emozionali in cui l’utente è al centro dell’esperienza. Perché ricorda, racconta, sogna.

Ogni post è un concerto di emozioni, che portano avanti anche i valori di inclusione e condivisione, classici della Coca Cola.

 

Ironia e autoironia

Se sei come Mr Wonderful, l’ironia  e la leggerezza sono la tua arma vincente.  E l’ironia è nulla, se prima non è rivolta verso se stessi! Che siano post, immagini, video o link ad articoli, l’importante è sorridere di se stessi e delle proprie manie.

E quindi via libera a post di segreti inconfessabili, come se si fosse in un eterno pigiama party tra migliori amiche.

 

Secco e didascalico

Se sei come Depot, ami le immagini in stile vintage e nei tuoi post comunichi in modo secco e deciso. I post sono didascalie alle foto o ai video, che descrivono un’esperienza, un prodotto o propongono un consiglio.

Come amici al bar della piazza, una birra sudata e il discorso che si stringe, senza fronzoli o giri di parole. Le cose stanno così, è la vita! 😉

 

 

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Esperienze creative e dove trovarle

E’ arrivato il momento del post estivo, quello in cui suggerisco esperienze creative che possono essere fatte durante le vacanze. L’anno scorso il post era dedicato a quattro cose divertenti da fare quando sei in vacanza per migliorare la creatività, ed è stato letto tantissimo durante tutto l’anno.

Quindi, questa volta ho pensato di avvalermi della collaborazione di un amico, che puoi conoscere attraverso la sua Pagina Facebook Parti Con Peppe o il profilo Instagram.  Peppe è un consulente di viaggi con cui stiamo iniziando un progetto di comunicazione divertente e creativo. E nessuno, più di lui, può suggerire esperienze che possono stimolare la creatività in giro per il mondo, per ripartire a settembre più carichi di energia e di idee.

E questi sono i suoi consigli:

Prova le emozioni di un pilota di Formula 1

Ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, c’è un parco interamente dedicato a Maranello. Oltre venti attrazioni, tra cui le montagne russe Formula Rossa, che in 5 secondi ti sparano a 250 km/h; il Pit Stop della Formula 1 e la lezione di  guida per testare la tua prossima Ferrari! 😉 Un’esperienza davvero emozionante, un luogo dove noi italiani entriamo anche con un certo orgoglio. E alla fine, dopo una giornata in cui ti senti un po’ pilota di Formula 1 e un po’ miliardario, potrai andare nel centro di Dubai per andare a cena all’interno di un gigantesco acquario!

 

Impara l’arte del Bonsai in Giappone

Se hai un volo che ti porta in Giappone, puoi cogliere l’occasione per imparare l’arte del Bonsai presso il Bonsai Museum di Tokio. Come sai, il bonsai per la cultura giapponese è una vera e propria arte che racchiude meditazione e ricerca estetica. E’ un’esperienza che ti avvicina alla cultura giapponese e che ti aiuterà a mettere in pratica immaginazione, pazienza e concentrazione.

E dopo il corso di Bonsai, puoi rilassarti in un Onsen, immergendoti in una vasca termale: un rituale che ha lo scopo di purificare il corpo e lo spirito. Si fa completamente nudi all’aperto, spesso in un giardino, di notte.

Attenzione ai tatuaggi: negli Onsen tradizionali è vietato l’ingresso a chi è tatuato perché correlati alla Yakuza, la mafia giapponese.

 

Metti alla prova le tue doti artistiche nella città dei Beatles

A Liverpool ogni giorno puoi partecipare alla British Music Experience, che – come dice il nome – è un percorso esperienziale interamente dedicato alla musica. Che il tuo animo sia pop, rock o anche  dance non importa, in questo viaggio musicale puoi scegliere il tuo ruolo: spettatore, musicista o addirittura cantante. Puoi passeggiare nella storia della musica tra strumenti, manifesti, vinili e costumi originali. Dai Beatles agli Oasis, passando per David Bowie e Adele.

E poi, puoi mettere alla prova le tue doti artistiche con una chitarra elettrica o un microfono, lasciandoti andare ad un’esperienza unica “che tanto a Liverpool non ti conosce nessuno!”

 

Sul set dei film

Negli Stati Uniti ci sono moltissime esperienze da fare per rivivere le serie e i film che hai amato. Se vuoi fermarti a New York hai l’imbarazzo della scelta: puoi bere Cosmopolitan come le protagoniste di Sex and The City o provare uno dei pastrami del Kats’ Delicatessen, dove hanno girato moltissimi film come Harry ti presento Sally. Ma anche vedere dal vivo i famosi grattacieli su cui gli eroi della Marvel hanno scatenato i loro superpoteri.

E se anche tu, da bambino, hai sognato di essere uno dei Goonies, devi spostarti sulla costa occidentale e raggiungere Astoria, dove partecipare ad un emozionante Movie Tour guidato nelle location del film. Attraverso la mappa di Willie l’Orbo, arriverai alle grotte e poi alle splendide spiagge in cui la nave pirata abbandona le cime.

 

 

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Cura la tua immagine a partire dal tuo profilo

Hai degli account social professionali, legati alla tua azienda o al tuo business, in cui racconti le tue esperienze lavorative e proponi i tuoi prodotti e servizi. E, sicuramente, hai degli account social personali, in cui ami condividere le tue idee, le foto degli aperitivi e i meme divertenti che trovi in rete.

Anche se le due cose sono giustamente scisse, non dimenticare mai che l’immagine della tua professionalità sei tu, in prima persona, sempre. Se sei un freelance, un imprenditore e anche se l’azienda in cui lavori non è la tua.

I tuoi amici di Facebook non sono gli amici della tua vita

Sul tuo profilo Facebook, tra gli amici, hai sicuramente un gran numero di persone che non frequenti abitualmente. Tra loro, potresti avere anche dei clienti, effettivi o potenziali, che oltre a seguire la tua Pagina professionale, ricevono gli aggiornamenti sui tuoi contenuti personali.

Beh, non è detto che i tuoi clienti debbano sapere tutto, ma proprio tutto, di te. E diciamocelo, a poco serve spostare la privacy da “tutti” ad “amici”, se poi di contatti ne hai un migliaio. La scelta su cosa far sapere di te avviene a priori: quando clicchi sul tasto “pubblica”, non sai il contenuto dove andrà a finire e che idea potranno farsi di te le persone che lo troveranno.

Quando pubblichi sui Social Media, che sia per diletto o per lavoro, devi sempre tenere presente che quello che stai mettendo on line può essere visto da centinaia di persone. Molte delle quali, non avendo l’occasione di frequentarti nella vita reale, hanno la possibilità di farsi un’opinione sulla tua personalità direttamente attraverso ciò che pubblichi, che scrivi e che condividi.

 

Siamo ciò che pubblichiamo?

Prima di pubblicare qualcosa, pensa se quello che stai mettendo on line è coerente con la tua immagine professionale.

Ti faccio un esempio molto pratico. Mi è successo, parecchio tempo fa, di avere l’amicizia su Facebook con un professionista del settore educativo che condivideva contenuti che bullizzavano alcune categorie sociali. La leggerezza con cui utilizzava il suo profilo personale ha condizionato inevitabilmente la mia opinione sulla sua professionalità.

Allo stesso modo, il bello dei Social Media è proprio quello di darti la possibilità di conoscere ed interagire con persone che incontri raramente. E se ciò che pubblicano ti piace, inevitabilmente la tua opinione su di loro è positiva, anche se le frequenti poco nella vita reale.

Volente o nolente, possiamo dire che ciò che pubblichi in qualche modo influisce sull’idea che le persone si fanno di te, anche professionalmente.

 

Le bugie hanno le gambe corte?

TI è mai successo di conoscere una persona nella vita reale, e di notare che ciò che pubblica sui social non è coerente con quello che sai?

A me sì. Sarà che abito in un piccolo centro, dove ci conosciamo quasi tutti. Ogni tanto vedo persone che conducono una vita assolutamente normale e che poi hanno profili lifestyle che manco Chiara Ferragni. Ecco, a me questo atteggiamento suscita un sorriso bonario di simpatia. Non c’è nulla di male a mettere un po’ di sale nella tua immagine social, se ti piace.

Diventa un problema quando, con questo “sale”, vorresti far credere altro. O vendere uno stile di vita che ritocchi come le maniglie dell’amore su Photoshop.

Ma questo è un discorso più lungo! 😉

 

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